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Valutazione economica dei brevetti

ottobre 31, 2008 8:00 am Categoria: Marchi e Brevetti A+ / A-

Il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Associazione Bancaria Italiana, Confindustria e la Conferenza dei Rettori delle università italiane hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per mettere a disposizione delle imprese un sistema per calcolare il valore della proprietà intellettuale, con l’intento di rendere più semplice l’accesso al credito ed al capitale di rischio per le imprese che intendono investire in innovazione 

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Valutazione economica dei brevettiCreare un sistema di tutela dei diritti di proprietà industriale che favorisca il potenziamento dell’economia e offra vantaggi non solo alle imprese ma anche ai consumatori, ai cittadini, ai centri di ricerca: questo uno degli obiettivi del Protocollo d’intesa sulla valutazione economica dei brevetti, sottoscritto il 21 ottobre dal ministero dello Sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana, Confindustria e la Conferenza dei Rettori delle università italiane.

Il ruolo della proprietà industriale è oggi in primo piano, anche per la crescente competizione che deriva dall’integrazione dei mercati a livello internazionale, come strumento in grado di tutelare la capacità competitiva delle imprese.
I brevetti rappresentano un valore economico legato alle possibilità di utilizzo dell’innovazione sul mercato, ed è necessario valutare e quantificare questo valore prima dell’uso del brevetto, soprattutto al fine di trovare fonti di finanziamento.

L’attuazione del Protocollo contribuirà a generare un circolo virtuoso tra innovazione e finanziamenti privati.
In pratica, le aziende avranno a disposizione un sistema per calcolare il valore della proprietà intellettuale: una metodologia condivisa di valutazione renderà più semplice l’accesso al credito ed al capitale di rischio per le imprese che intendono fare innovazione.

Il Codice della proprietà industriale (decreto legislativo 10 febbraio 2005 n. 30) affida all’Ufficio italiano brevetti e marchi il compito di promuovere la cultura e l’uso della proprietà industriale presso i potenziali utenti, in particolare presso le piccole medie imprese e le zone in ritardo di sviluppo.

La Commissione europea nel Consiglio europeo di Lisbona ha fissato come obiettivo che si formulino politiche tali da incoraggiare l’innovazione; nel programma di azione del giugno 2008 denominato Small Business Act propone dei principi guida per dare nuovo impulso alle politiche di sostegno per le PMI.

Cosa prevede il Protocollo
Già dal febbraio 2005 il ministero dello Sviluppo economico ha istituito un gruppo di studio composto da esperti del mondo imprenditoriale, della ricerca pubblica e del sistema bancario italiano, per elaborare un modello in grado di evidenziare il valore economico dei diritti di proprietà industriale, ed in particolare dei brevetti, quale strumento utile alle imprese.

Oggi il ministero stesso, l’Abi, la Confindustria e la Crui si impegnano a:

– promuovere la valutazione economica dei brevetti quale meccanismo in grado creare in maniera efficiente una catena del valore che lega idee, sviluppi applicativi, brevetti, condizioni ambientali tale da promuovere un avanzamento del paese utile anche per attrarre gli investimenti dall’estero
– proseguire le attività del gruppo di studio in seduta plenaria e con la possibilità di creare sottogruppi, con l’obiettivo di approfondire sia l’applicazione della metodologia di valutazione ad altri titoli di proprietà industriale che la conoscenza di specifici settori produttivi considerati di particolare interesse strategico ed individuati dalla politica industriale
– affrontare insieme ed in via sistematica le questioni che si riferiscono al miglioramento delle relazioni tra la ricerca accademica, le imprese produttive e le imprese bancarie che si basano sulla proprietà industriale e l’innovazione individuando temi e soluzioni operative
– promuovere l’operatività della piattaforma di valutazione a livello di imprese produttrici e di centri pubblici di ricerca come forma di auto-valutazione del valore economico immateriale creato, e a livello di imprese bancarie per la strutturazione di strumenti finanziari di accesso al credito per progetti innovativi che si basano anche sui brevetti
– svolgere una campagna di educazione sui temi dell’innovazione, della proprietà industriale e degli strumenti finanziari di accesso al credito ed al capitale di rischio per progetti innovativi.

PROTOCOLLO D’INTESA SULLA VALUTAZIONE ECONOMICO FINANZIARIA DEI BREVETTI
SOTTOSCRITTO A ROMA IL 21 OTTOBRE 2008

Premesso che:

· Nel febbraio 2005 il Ministero dello sviluppo economico (già Ministero delle Attività Produttive) ha istituito un gruppo di studio, composto da esperti del mondo imprenditoriale, della ricerca pubblica e del sistema bancario italiano, per elaborare un modello econometrico in grado di evidenziare il valore economico dei diritti di proprietà industriale, ed in particolare dei brevetti, quale strumento per avvicinare le imprese, soprattutto le medio piccole, alla proprietà industriale. È nota la difficoltà di accesso alla cultura brevettuale e lo scarso utilizzo degli strumenti della proprietà industriale da parte delle Piccole e Medie Imprese che spesso non riescono a cogliere i vantaggi competitivi che possono derivarne. La possibilità di comprendere ed attribuire un valore economico ai diritti di proprietà industriale può facilitare la messa a bilancio degli attivi immateriali e l’accesso al credito divenendo una modalità di promozione della proprietà industriale nel tessuto imprenditoriale italiano.

Considerato che:

· Il decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30 recante “Codice della proprietà industriale a norma dell’articolo 15 della legge 12 dicembre 2002, n. 273” ed in particolare l’articolo 223, comma 3, lettera c) che affida all’Ufficio italiano brevetti e marchi il compito di promuovere la cultura e l’uso della proprietà industriale presso i potenziali utenti, in particolare presso le piccole medie imprese e le zone in ritardo di sviluppo

· La transizione verso l’economia della conoscenza dove l’immateriale, inteso come conoscenza codificata e come conoscenza tacita di cui il know-how fa parte, diventa il valore economico primario oggetto di scambio e la crescente competizione che deriva dall’integrazione dei mercati a livello internazionale pongono in primo piano il ruolo della proprietà industriale sia come sistema di regole e di diritti ai quali fare riferimento nelle transazioni economiche dei beni intangibili, sia come strumenti in grado di rappresentare e tutelare nei diversi mercati la capacità competitiva delle imprese ed il valore economico che esse creano.

· Il Ministero dello sviluppo economico considera fondamentale l’obiettivo di creare un sistema di proprietà industriale che rappresenti il volano dell’economia e del mercato della conoscenza nel quale tutti gli attori, imprese, centri pubblici di ricerca, imprese bancarie, consumatori, cittadini, riconoscono e condividono la tutela offerta ai diritti di proprietà industriale e le regole che governano le transazioni economiche dell’immateriale e nel quale le istituzioni pubbliche senza dimenticare il loro ruolo di garanzia abbiano la capacità di tutelare efficacemente tali diritti e la volontà di curarne per la società la diffusione e il valore

· Il ruolo strategico dei diritti della proprietà industriale nel favorire i processi di innovazione è stato più volte richiamato dalla Commissione europea a partire dal Consiglio europeo straordinario di Lisbona (marzo 2000) e l’obiettivo stabilito dal Consiglio europeo di Barcellona (marzo 2002) di portare al 3 % del PIL entro la fine di questo decennio la spesa destinata alle attività di Ricerca e Sviluppo pubbliche e private richiede essenzialmente un aumento del numero di imprese, soprattutto PMI, che investirà in R&S e la creazione di nuove imprese innovative fondate sulle attività immateriali.

· La crescita economica dipende da un assetto normativo volto a favorire l’accesso delle imprese a nuovi mercati ed a permettere loro di trasformare le invenzioni in innovazioni. L’obiettivo fissato a Lisbona richiede che si formulino politiche tali da incoraggiare l’innovazione. Esiste un terreno nel quale i processi inventivi possono generarsi più facilmente ed essere favoriti, da un sistema economico avanzato, da una circolazione ed utilizzazione diffusa della innovazione tecnologica, da un costo di brevettazione accettabile e da una sua protezione adeguata.

· I nuovi criteri di Basilea II, pubblicati nel 2004 e aggiornati nel luglio del 2005, per definire i requisiti patrimoniali delle banche introducono nuove e più sofisticate metodologie di valutazione dei rischi assunti ed a tal fine classificano i clienti attraverso procedure di rating.

Per la valutazione dell’impresa le banche possono utilizzare sistemi di valutazione interna ponendo in primo piano nei rapporti banca – impresa,  le funzioni di finanza e le capacità di legare i finanziamenti agli obiettivi di posizionamento sul mercato da parte delle aziende.

Per le imprese di dimensione medio-piccola, questa valutazione è diventata una variabile strategica per regolare il costo e l’efficienza delle  proprie scelte di struttura finanziaria e di finanziamento degli investimenti, nonché uno strumento di valutazione delle possibilità di crescita e di  diversificazione.

La possibilità di utilizzare secondo linee guida di valutazione condivise anche i diritti di proprietà industriale ed in particolare i brevetti per  accedere al finanziamento di progetti innovativi da parte delle imprese contribuisce a sostenere la capacità competitiva delle imprese stesse, a  creare un contesto favorevole per l’affermarsi di un mercato dell’innovazione ed a considerare i criteri di Basilea II da parte delle PMI  italiane come un’opportunità nuova di accesso al credito ed al capitale di rischio.

· Il programma di azione denominato Small Business Act adottato dalla Commissione europea il 28 giugno 2008 che propone dei principi guida  per dare nuovo impulso alle politiche di sostegno per le PMI

Il Ministero dello Sviluppo Economico
L’ Associazione Bancaria Italiana
La Confindustria e La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane

Concordano:

· Nel condividere la piattaforma di valutazione e la matrice dei parametri di valutazione allegati a questo Protocollo d’Intesa del quale sono parte integrante, quale auspicabile strumento di analisi.

· Nel promuovere nei rispettivi ambiti di competenza la valutazione economica dei brevetti quale meccanismo in grado di sostenere un circolo virtuoso tra innovazione e finanziamenti pubblici e privati e di creare in maniera efficiente una catena del valore che lega idee, sviluppi applicativi, brevetti, condizioni ambientali tale da promuovere un avanzamento del paese utile anche per attrarre gli investimenti dall’estero.

· Nel proseguire le attività del Gruppo di Studio – di cui in premessa – in seduta plenaria e con la possibilità di creare sottogruppi con l’obiettivo di approfondire sia l’applicazione della metodologia di valutazione ad altri titoli di proprietà industriale, che la conoscenza di specifici settori produttivi considerati di particolare interesse strategico ed individuati dalla politica industriale.

Si impegnano a:

· Affrontare insieme ed in via sistematica le questioni che si riferiscono al miglioramento delle relazioni tra la ricerca accademica, le imprese produttive e le imprese bancarie che si basano sulla proprietà industriale e l’innovazione individuando temi e soluzioni operative riguardanti aspetti attuali e prospettici di tali relazioni, nel rispetto dei principi comunitari e nazionali in materia di libera concorrenza.

· Diffondere la conoscenza del presente Protocollo d’Intesa anche con la pubblicazione sui rispettivi siti internet.

· Promuovere l’operatività della piattaforma di valutazione e della matrice dei parametri di valutazione a livello imprese produttrici e di centri pubblici di ricerca come forma di auto-valutazione del valore economico immateriale creato e a livello di imprese bancarie per la strutturazione di strumenti finanziari di accesso al credito per progetti innovativi che si basano anche sui brevetti

· Promuovere una campagna di educazione sui temi dell’innovazione, della proprietà industriale e degli strumenti finanziari di accesso al credito ed al capitale di rischio per progetti innovativi

Fonte: Ministero dello Sviluppo economico

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