Aggiornati con la Finanziaria 2004 i criteri di determinazione del valore minimo, ai fini delle imposte ipocatastali e di registro, dell’immobile oggetto di trasferimento.

La legge 24 dicembre 2003, n. 350, che, insieme al D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito nella legge 24 novembre 2003, n. 326, costituisce la Finanziaria per l’anno 2004, all’art. 2, comma 63, dispone che “a decorrere dal 1 gennaio 2004, ai soli fini delle imposte di registro, ipotecarie e catastali, i moltiplicatori previsti dal comma 5, dell’art. 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, sono rivalutati nella misura del 10 per cento”.

Come noto, il citato art. 52, al comma 4, ha introdotto un limite alla possibilità di rettifica, da parte dell’Amministrazione Finanziaria, del valore dichiarato dal contribuente ai fini delle imposte indirette sopra indicate.

E’ noto, infatti, che è preclusa l’emissione di avvisi di rettifica del valore del bene trasferito quando questo sia pari o superiore ad una soglia predeterminata legislativamente. 

Il valore dichiarato, al fine di impedire la rettifica, deve essere almeno corrispondente “per i terreni, a settantacinque volte il reddito dominicale risultante in catasto e, per i fabbricati, a cento volte il reddito risultante in catasto, aggiornati con i coefficienti stabiliti per le imposte sul reddito”

Ai sensi del successivo comma 5, sempre dell’art. 52, “i moltiplicatori di settantacinque e cento volte possono essere modificati, in caso di sensibili divergenze dai valori di mercato, con decreto del Ministro delle finanze pubblicato nella Gazzetta Ufficiale”. E’ prevista, pertanto, la possibilità di aggiornare i coefficienti di cui si è detto a seconda dell’andamento dell’inflazione e del mercato immobiliare con un provvedimento di normazione secondaria.

Con la legge n. 350/2003 tale condizione è stata disattesa in quanto si è provveduto ad attualizzare gli indicati moltiplicatori in modo diverso da quanto preordinato poiché si è inteso disporre, in via straordinaria, per legge dello Stato.

La decorrenza della modifica è scattata dal 1 gennaio 2004.

Dalla riferita data dovrà, pertanto, determinarsi il valore minimo degli immobili oggetto di trasferimento, ai fini delle imposte ipocatastali e di quella di registro, alla luce dei medesimi criteri di calcolo precedenti, dettati dai D.M. 11 novembre 1989 e 14 dicembre 1991, provvedendo però ad incrementare il valore dei moltiplicatori del 10 per cento ai sensi della disposizione introdotta con la Finanziaria 2004.

La disciplina da applicarsi per determinare il valore minimo non rettificabile dei beni immobili trasferiti, dunque, risulta oggi dal combinato disposto di svariate fonti: l’art. 52 del DPR n. 131/1986, i D.M. sopra citati e l’art. 2, comma 63, della legge n. 350/2003. Ciò non giova certamente alla chiarezza ed alla sistematicità dell’ordinamento.

Articolo a cura del Centro Studi Giuridici- www.giuristionline.com

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