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Tabelle Aci 2017

Le seguenti tabelle ACI 2017 comprendono le tariffe predisposte dall’ACI per la determinazione nell’anno 2017 del fringe-benefit, cioè della retribuzione in natura che deriva dalla concessione in uso ai dipendenti dei veicoli aziendali che vengono destinati ad uso promiscuo per esigenze di lavoro e per esigenze private.

Il valore convenzionato riportato, resterà invariato per l’intero anno 2017 e serve inoltre a calcolare il valore del benefit di cui usufruisce il lavoratore dipendente al quale venga dato l’uso di un veicolo per la propria attività lavorativa e per uso personal ed è pari ad un ammontare del 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza di 15.000 km (Tabelle pubblicate sulla Gazzetta ufficiale n. 296 del 21.12.2007).

Gli importi relativi ai fringe benefit 2017 sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 22/12/2016 supp. ord. n.58.

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Tabelle ACI Anno 2017
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli Benzina in produzione
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli Gasolio in produzione
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli GPL – Metano in produzione
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli ibridi-elettrici in produzione
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli Benzina fuori produzione
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli Gasolio fuori produzione
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli GPL – Metano fuori produzione
Tabelle ACI 2017: Autoveicoli ibridi-elettrici fuori produzione
Tabelle ACI 2017: Microcar e Motoveicoli

 

I costi chilometrici per determinare il Fringe – Benefit

Riferimenti normativi

Decreto legislativo 2/9/1997 n.314, “Armonizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle disposizioni fiscali e previdenziali concernenti i redditi di lavoro dipendente e dei relativi adempimenti da parte dei datori di lavoro”, in Gazzetta Ufficiale 19/9/1997, Suppl. Ord. L’articolo 3 ha sostituito l’art.48 del DPR 22/12/1986 n. 917 “Testo unico delle imposte sui redditi”, con una nuova formulazione Il comma 3 del nuovo testo dell’art.48 è riferito ai “fringe – benefits”.
Il successivo comma 4 dell’art. 48 del DPR 917/86, sempre nel testo ora riformato dall’art. 3 del D. Leg. 314/97 stabilisce i seguenti criteri di determinazione del valore, nel caso di affidamento di mezzo di trasporto: “Ai fini dell’applicazione del comma 3: Per gli autoveicoli indicati nell’articolo 54, comma 1, lettere a), c) e m) del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, i motocicli ed i ciclomotori concessi in uso promiscuo, si assume il 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 Km calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile Club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle Finanze (ora Agenzia delle Entrate) che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo di imposta successivo, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente.”
(omissis)

Veicoli

La lettera a) del comma quarto stabilisce che per gli autoveicoli indicati nell’articolo 54, comma primo, lettera a), c) e m) del decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285, per i motocicli e i ciclomotori che il datore di lavoro abbia assegnato ad uno specifico dipendente per espletare l’attività di lavoro e per i quali abbia consentito anche l’uso personale da parte dello stesso, ad esempio per recarsi al lavoro (uso promiscuo), concorre a formare il reddito di lavoro dipendente un ammontare pari al 30% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 Km calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio, al netto di quanto trattenuto al dipendente o da questo corrisposto nello stesso periodo di imposta in cambio della possibilità di utilizzare anche a fini personali il mezzo. Si tratta di una determinazione dell’importo da assoggettare a tassazione del tutto forfetaria, che prescinde da qualunque valutazione degli effettivi costi di utilizzo del mezzo e anche della percorrenza che il dipendente effettua realmente.
E’ del tutto irrilevante, quindi, che il dipendente sostenga a proprio carico tutti o taluni degli elementi che sono nella base della commisurazione del costo di percorrenza fissato dall’ACI, dovendosi comunque fare riferimento, ai fini della determinazione dell’importo da assumere a tassazione, al totale costo di percorrenza esposto nelle suddette tabelle.
Si precisa che, qualora il modello di veicolo utilizzato promiscuamente dal dipendente non sia compreso tra quelli inclusi nelle tabelle in questione, l’importo da assoggettare a tassazione dovrà essere determinato prendendo a riferimento quello che per tutte le sue caratteristiche risulta più simile. Per espressa previsione normativa il costo chilometrico di esercizio è desumibile dalle tabelle nazionali che l’Automobile Club d’Italia deve elaborare entro il 30 novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle Finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo di imposta successivo.
Rispetto alla disposizione già in vigore per il periodo di imposta 1997, si segnala l’obbligo per l’ACI di elaborare e comunicare al Ministero delle Finanze, entro il 30 novembre di ciascun anno, le tabelle relative alla percorrenza di 15.000 Km e quello successivo dello stesso Ministero di provvedere alla pubblicazione delle tabelle entro il 31 dicembre (quelle per il 1998 sono state pubblicate con comunicato del Ministero delle Finanze nelle gazzetta ufficiale n.292 del 16 dicembre 1997), nonché la previsione che le tabelle pubblicate entro la predetta data del 31 dicembre, abbiano effetto per tutto il periodo di imposta successivo.
In tal modo, il dipendente e il sostituto di imposta conoscono con certezza, fin dall’inizio dell’anno, quale riferimento assumere per determinare l’ammontare che deve concorrere a tassazione. Va peraltro precisato che, tenuto conto della modifica del criterio di valutazione dei beni ceduti e dei servizi prestati al dipendente (come già precisato si è passati dal criterio del costo specifico a quello del valore normale) il 30% della percorrenza di 15.000 Km calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali elaborate dall’ACI rappresenta il valore normale presunto dal legislatore per la possibilità concessa dal datore di lavoro di utilizzare detti beni in modo promiscuo e non più il costo specifico presunto.
E’ appena il caso di precisare che il datore di lavoro, oltre a concedere la possibilità di utilizzare il veicolo in modo promiscuo, può fornire gratuitamente o meno, altri beni o servizi, ad esempio, l’immobile per custodire il veicolo, ecc., beni e servizi che andranno separatamente valutati al fine di stabilire l’importo da assoggettare a tassazione in capo al dipendente.
Si sottolinea, inoltre, che, poiché la percorrenza convenzionale utilizzata dal legislatore per determinare il valore del veicolo utilizzato in modo promiscuo è determinata su base annua, l’importo da far concorrere alla formazione del reddito, determinato come sopra specificato, deve essere ragguagliato al periodo dell’anno durante il quale al dipendente viene concesso l’uso promiscuo del veicolo, conteggiando il numero dei giorni per i quali il veicolo è assegnato, indipendentemente dal suo effettivo utilizzo. Si è già detto che se il dipendente corrisponde delle somme (con il metodo del versamento o della trattenuta) nello stesso periodo d’imposta, per la possibilità di utilizzare il veicolo in modo promiscuo che il datore di lavoro gli ha concesso, tali somme devono essere sottratte dal valore del veicolo stabilito presuntivamente dal legislatore.

Al riguardo si precisa che le predette somme devono essere computate al lordo dell’IVA

Nel ribadire che la disposizione in esame si applica con riferimento ai veicoli aziendali utilizzati oltre che per esigenze di lavoro anche per uso privato, si precisa che qualora il veicolo sia concesso esclusivamente per l’uso personale o familiare del dipendente, ad esempio, soltanto per recarsi al lavoro e per gli ulteriori usi personali, ai fini della determinazione del valore normale del bene rimangono applicabili i criteri contenuti nell’articolo 9 del T.u.i.r.
Si ricorda, infine, che non concorre a formare il reddito del dipendente l’utilizzo di veicoli aziendali esclusivamente per l’effettuazione di trasferte.

Articolo tratto dal sito ufficiale dell’ Automobile Club Italia

 

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