La Finanziaria 2005 amplia i casi in cui si può procedere ad effettuare un controllo fondato sugli studi di settore.

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Le nuove modalità di applicazione dell’automatismo in sede di accertamento, applicabili a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2004, prevedono infatti l’ingresso di “nuovi” indici di coerenza nel novero dei parametri utilizzabili dagli uffici per l’attivazione “automatica” del controllo.

La disposizione si applica alle sole imprese in contabilità ordinaria, tanto per opzione quanto per natura; non assumono rilevanza nei confronti delle imprese in contabilità semplificata e dei lavoratori autonomi. 

Gli indici introdotti dal comma 409 della legge 311/2004 sono di nuova fattura e non sono dunque quelli conosciuti dai contribuenti in quanto compresi all’interno di ciascun studio di settore; i nuovi indici saranno individuati con provvedimento del Direttore dell’agenzia delle Entrate, sentito il parere della Commissione centrale degli esperti. Avranno natura economica, finanziaria o patrimoniale e l’incoerenza nei loro confronti dei valori risultanti dalle scritture contabili del contribuente permetterà, in ogni caso, l’attivazione del controllo fondato sugli studi di settore. 

Quel parlare di “in ogni caso” chiarisce l’autonomia di questo tipo di controllo tanto dall’eventuale applicazione della regola del “2 su 3”, ai contribuenti in contabilità ordinaria e ai lavoratori autonomi, quanto dalla possibilità che il contribuente possa essere sottoposto a controllo a seguito della contabilità dichiarata inattendibile secondo la casistica prevista dal DPR 570/1996. 

Poiché si tratta di indicatori, si ritiene che essi avranno funzionamento analogo a quelli che corredano ciascuno studio di settore. Molto probabilmente verrà individuato un valore minimo e un valore massimo; quando i valori risultanti dall’elaborazione di Gerico dei dati del contribuente dovessero porsi al di sotto del valore minimo o al di sopra del valore massimo, la circostanza determinerà l’attivazione “automatica” del controllo.

I “nuovi” indici non dovrebbero essere “adeguabili “, come invece accade con i ricavi e i compensi sull’opposto versante della congruità. L’insidia della novità introdotta dalla Finanziaria sta proprio nell’automatismo di attivazione dell’invito al contraddittorio, qualora si verificasse la circostanza di “anomalia” dei dati contabili rispetto ai valori prefissati. Controllo che,sarà neutralizzato se il contribuente prospetterà la congruità dei ricavi, tanto originaria, ossia derivante dalle scritture contabili, quanto derivata ossia da adeguamento nelle dichiarazioni fiscali. 

A questo punto gli studi di settore nei confronti delle imprese in contabilità ordinaria e già per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2004 presenteranno una serie di parametri di riferimento: 

· i ricavi e compensi, che misurano la congruità e rilevano ai fini del controllo “automatico”; “i (vecchi) indicatori di coerenza, che misurano la coerenza e rilevano ai fini della formazione di apposite liste selettive; 

· i nuovi indici che misurano la coerenza e rilevano ai fini del controllo “automatico”, ferma restando la loro irrilevanza in caso di congruità di ricavi e compensi. Come si vede, l’avvento della nuova coerenza sarebbe sterilizzato dalla congruità dei ricavi.

Pertanto, già dalla prossima presentazione delle dichiarazioni fiscali, si prospettano nuovi “nemici” da cui difendersi, altre presunzioni matematico-statistiche cui gli imprenditori dovranno tenere conto.

A cura di Angelo Facchini Commercialista in Bari
www.studiofacchini.it – facchiniangelo@libero.it

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