Spese di pubblicità a favore di società o associazioni sportive dilettantistiche deducibili anche per importi superiori ai 200.000 euro annui, se il contratto che le regola presenta tutti i requisiti di un rapporto di sponsorizzazione.

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I corrispettivi erogati per la promozione e la sponsorizzazione a favore di società o associazioni sportive dilettantistiche, sono regolati dalla legge 289/2002; essa stabilisce che tali costi, sostenuti per promuovere prodotti e servizi del soggetto erogante attraverso l’attività svolta dal beneficiario, siano da considerarsi spese di pubblicità e che, per importi fino ad euro 200.000, possano essere interamente deducibili secondo quanto previsto dall’articolo 108 del TUIR.

Tale cifra si considera il limite massimo per cui la disciplina ritiene di poter definire, in maniera certa, tali spese come costi di pubblicità e, di conseguenza, deducibili in base al sopracitato articolo 108 del TUIR.

Resta da stabilire se, per le cifre erogate con importo superiore ai 200.000 euro annui, valga la medesima agevolazione fiscale. A questa domanda fornisce chiarimento la risoluzione numero 57/E dell’Agenzia delle Entrate che nello specifico chiarisce come, per importi superiori alla cifra in questione, le spese possano essere deducibili solo se il rapporto contrattuale che le regola presenta tutti i requisiti di un rapporto di sponsorizzazione o di altro tipo di prestazione pubblicitaria.

Sempre secondo quanto definito dal TUIR nell’articolo 108, è possibile dedurre le spese interamente nell’esercizio in cui vengono sostenute o, in quote costanti, nell’esercizio in cui sono state sostenute e nei quattro esercizi successivi.

Dott. David Cazzaniga


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