Le regole in base alle quali, a seguito della recente riforma, si applicano le sanzioni possono essere riassunte nei seguenti punti:

1. Le sanzioni hanno carattere personale e riguardano solo chi ha commesso l’infrazione. Le sanzioni, quindi, non si trasmettono più agli eredi;

2. Nessuno può essere assoggettato a sanzioni se non in forza di una legge entrata in vigore prima della violazione;

3. Le leggi intervenute dopo il fatto si applicano se più favorevoli al contribuente. Perciò, se il fatto commesso non è più qualificato come illecito da una norma successiva, le sanzioni non saranno più applicabili, a meno che non siano già divenute definitive. In questo caso, se rimane un debito residuo, questo non sarà più dovuto (ma non sarà restituito quanto già pagato). Se la nuova norma punisce il fatto con una sanzione più mite, si applica quest’ultima, sempre a condizione che il provvedimento di irrogazione non sia divenuto definitivo;

4. Non può essere assoggettato a sanzioni chi, al momento in cui ha commesso il fatto, non aveva la capacità di intendere e di volere in base ai criteri indicati nel codice penale;

5. Oltre all’autore della violazione, responsabile personalmente del pagamento della sanzione, è obbligato solidale (quando esistono, ovviamente, le condizioni previste dalla legge) il soggetto nell’interesse del quale ha agito l’autore della violazione. Ad esempio, in caso di violazione commessa dall’amministratore, è responsabile anche la società, che può assumere il debito a suo carico, tranne nei casi in cui la violazione è stata commessa dallo stesso amministratore con dolo o colpa grave;

6. Le sanzioni non si applicano:
a. nei casi di obiettiva incertezza sulla portata delle disposizioni ;
b. quando la violazione deriva da equivocità dei modelli o delle richieste di informazioni dell’amministrazione finanziaria;
c. quando le violazioni derivano da ignoranza della legge tributaria non evitabile.

Non sono inoltre punibili le violazioni che non arrecano pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo e non incidono sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento dei tributi (disposizione aggiunta per effetto dello statuto del contribuente che ha introdotto il divieto di sanzionare le violazioni puramente formali);

7. Non è punibile il fatto commesso per causa di forza maggiore;

8. In caso di concorso di più violazioni o di violazioni continuate, si applica un’unica sanzione e precisamente quella stabilita per la violazione più grave, aumentata da un quarto al doppio;

9. Le sanzioni sono ridotte anche in caso di ravvedimento spontaneo, di accettazione della sanzione o di rinuncia a impugnazioni e ricorsi;

10. Le sanzioni devono essere sempre adeguate all’effettivo danno subito dall’erario e all’entità soggettiva ed oggettiva delle violazioni, in modo da assicurare uniformità di disciplina per violazioni analoghe.

Se circostanze eccezionali rendono manifesta la sproporzione tra l’entità del tributo cui la violazione si riferisce e la sanzione, questa può essere ridotta fino alla metà del minimo.
Alle sanzioni in denaro possono essere accompagnate le c.d. “sanzioni accessorie” (come, ad esempio, la sospensione dell’attività commerciale nei casi di ripetuta violazione delle norme su ricevute e scontrini fiscali ovvero l’interdizione dalla partecipazione a gare o dall’esercizio di cariche sociali).

Ecco una tabella riepilogativa delle principali sanzioni amministrative:

Materia

Tutti i tributi eccetto quelli iscritti a ruolo Imposte sui redditi e IVA

Imposta di registro

Successioni e donazioni

Invim

Imposte ipotecarie e catastali

Imposta di bollo

Sostituto d’imposta

Violazione
Omesso versamento delle imposte (saldo o acconto)
Omessa dichiarazione dei redditi

Omessa dichiarazione IVA

Infedele dichiarazione

Omessa fatturazione e registrazione (operazioni imponibili)

(operazioni non imponibili o esenti)

Omessa o infedele dichiarazione IVA periodica
Mancata emissione di ricevuta fiscale o scontrino fiscale
Dichiarazioni anche periodiche formalmente inesatte o redatte su stampati non conformi
Omessa tenuta o conservazione della contabilità
Mancata ottemperanza alle richieste degli Uffici e della Guardia di finanza Omissione della richiesta di registrazione
I
nsufficiente dichiarazione di valore

Occultazione di corrispettivo

Mancata ottemperanza alle richieste dell’Ufficio

Omissione della denuncia di successione

Infedeltà della dichiarazione

Mancata ottemperanza alle richieste dell’ufficio
Omessa dichiarazione

Omessa o infedele dichiarazione dei dati o elementi rilevanti per la determinazione dell’imponibile

Omessa richiesta di trascrizione o di annotazioni obbligatorie

Omesso o insufficiente pagamento

Omessa presentazione della dichiarazione

Dichiarazione infedele

Sanzione
Sanzione del 30%

Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta

Sanzione dal 120% al 240% dell’imposta dovuta

Sanzione dal 100 al 200% della differenza

Sanzione dal 100% al 200% dell’imposta

Sanzione dal 5% al 10% del corrispettivo

Sanzione da lire 500.000 mila a 4 milioni
Sanzione pari al 100% dell’imposta

Sanzione da lire 500 mila a 4 milioni

Sanzione da 2 a 15 milioni

Sanzione da lire 500.000 a 4 milioni

Sanzione dal 120 al 240% dell’imposta dovuta

Sanzione dal 100 al 200% della maggiore imposta

Sanzione dal 200 al 400% della differenza d’imposta (detratta l’eventuale sanzione per insufficiente dichiarazione di valore)

Sanzione da lire 500.000 a 4 milioni

Sanzione dal 120 al 240% dell’imposta Se non è dovuta imposta sanzione da lire 500 mila a 2 milioni

Sanzione dal 100 al 200% della differenza di imposta (se l’omissione o infedeltà attengono a dati o elementi non incidenti sulla determinazione del tributo, si applica la sanzione da lire 500.000 a due milioni)

Sanzione da lire 500 mila a 4 milioni

Sanzione dal 120 al 240% dell’imposta

Sanzione dal 100 al 200% della maggiore imposta

Sanzione dal 100 al 200% dell’imposta; se manca l’imposta proporzionale, sanzione da 200 mila a 4 milioni

Sanzione dal 100 al 500% dell’imposta o della maggiore imposta

Sanzione dal 120 al 240% delle ritenute non versate

Sanzione dal 100 al 200% della differenza con un minimo di lire 500 mila

Fonte: Ministero delle Finanze, 2001

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