Il condono tombale 2003 consente, a tutti i contribuenti, titolari e non di partita IVA, di regolarizzare le imposte relative alle dichiarazioni che andavano presentate entro il 31 ottobre 2002.

Le imposte condonabili sono le imposte sui redditi (Irpef, Irpeg e Ilor) e relative addizionali, le imposte sostitutive, l’Irap, il contributo straordinario dell’Europa, l’Iva e l’imposta sul patrimonio netto.

L’adesione al condono tombale comporta la necessità di sanare tutti i periodi d’imposta per i quali i termini di presentazione delle dichiarazioni sono scaduti entro il 31 ottobre 2002.
E’ possibile sanare soltanto le imposte dirette e assimilate senza L’Iva o viceversa.
Il condono tombale si perfeziona mediante la presentazione di un’apposita dichiarazione e con un versamento per ciascun periodo d’imposta.

Imposte sui redditi

Il versamento per le imposte sui redditi e relative addizionali, le imposte sostitutive, l’Irap, il contributo straordinario dell’Europa e dell’imposta sul patrimonio netto deve essere pari all’8% delle imposte lorde e delle imposte sostitutive risultanti dalla dichiarazione originariamente presentata; se ciascuna imposta lorda o sostitutiva è risultata di ammontare superiore ad Euro 10.000, sulla parte eccedente si applica la percentuale del 6%, se superiore a Euro 20.000, su quest’ultima eccedenza la percentuale è pari al 4%.

Imposte sul valore aggiunto (IVA)

Il versamento per l’Iva deve essere pari alla somma del 2% dell’imposta relativa alle cessioni di beni ed alle prestazioni di servizi effettuate dal contribuente, per le quali l’Iva è divenuta esigibile nel periodo di imposta e del 2% dell’imposta detraibile nel medesimo periodo; se l’imposta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi o l’imposta detraibile superano gli importi di Euro 200.000, sulla parte eccedente si applica la percentuale dell’1,5%, se supera Euro 300.000, la percentuale che si applica sull’eccedenza è pari all’1%. Il versamento delle maggiori imposte non può essere effettuato in misura inferiore agli importi minimi previsti dalla Finanziaria 2003 così come modificata in sede di conversione del D.L. 282/2002. 

L’adesione al condono tombale comporta la preclusione di ogni accertamento, l’estinzione delle sanzioni amministrative tributarie, nonché l’esclusione della punibilità per alcuni reati tributari qualora si provveda, in quest’ultimo caso e nelle ipotesi previste dall’articolo 14 della Finanziaria 2003, alla regolarizzazione contabile delle attività (anche detenute all’estero) secondo le modalità previste in tale articolo.

Regolarizzazione delle scritture contabili

Art. 14

1. Le società di capitali e gli enti equiparati, le società in nome collettivo e in accomandita semplice e quelle ad esse equiparate, nonché le persone fisiche e gli enti non commerciali, relativamente ai redditi d’impresa posseduti, che si avvalgono delle disposizioni di cui all’articolo 8, possono specificare in apposito prospetto i nuovi elementi attivi e passivi o le variazioni di elementi attivi e passivi, da cui derivano gli imponibili, i maggiori imponibili o le minori perdite indicati nelle dichiarazioni stesse; con riguardo ai predetti imponibili, maggiori imponibili o minori perdite non si applicano le disposizioni del comma 4 dell’articolo 75 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e del terzo comma dell’articolo 61 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni. Il predetto prospetto è conservato per il periodo previsto dall’articolo 43, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e deve essere esibito o trasmesso su richiesta dell’ufficio competente.

2. Sulla base delle quantità e valori evidenziati ai sensi del comma 1, i soggetti ivi indicati possono procedere ad ogni effetto alla regolarizzazione delle scritture contabili apportando le conseguenti variazioni nell’inventario, nel rendiconto ovvero nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2002, ovvero in quelli del periodo di imposta in corso a tale data nonché negli altri libri e registri relativi ai medesimi periodi previsti dalle vigenti disposizioni. Le quantità e i valori così evidenziati si considerano riconosciuti ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive relative ai periodi di imposta successivi, con esclusione dei periodi d’imposta per i quali non è stata presentata la dichiarazione integrativa ai sensi
dell’articolo 8, salvo che non siano oggetto di accertamento o rettifica d’ufficio.

3. I soggetti indicati nel comma 1 possono altresì procedere, nei medesimi documenti di cui al comma 2, alla eliminazione delle attività o delle passività fittizie, inesistenti o indicate per valori superiori a quelli effettivi. Dette variazioni non comportano emergenza di componenti positivi o negativi ai fini della determinazione del reddito d’impresa né la deducibilità di quote di ammortamento o accantonamento corrispondenti alla riduzione dei relativi Fondi.

4. I soggetti indicati al comma 1, che si sono avvalsi delle disposizioni di cui al comma 5 dell’articolo 8, possono procedere, nel rispetto dei principi civilistici di redazione del bilancio, alla regolarizzazione contabile, ai sensi dei commi da 1 a 3, delle attività detenute all’estero alla data del 31 dicembre 2001, con le modalità anche dichiarative di cui ai commi 3 e 4 del medesimo articolo 8. Dette attività si considerano riconosciute ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive a decorrere dal terzo periodo di imposta successivo a quello chiuso o in corso al 31 dicembre 2002.

5. I soggetti di cui al comma 1 che si sono avvalsi delle disposizioni di cui all’articolo 9 possono procedere alla regolarizzazione delle scritture contabili di cui al comma 3 con gli effetti ivi previsti, nonché, nel rispetto dei principi civilistici di redazione del bilancio, alle iscrizioni nell’inventario, nel rendiconto o nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2002, ovvero in quelli del periodo di imposta in corso a tale data, nonché negli altri libri e registri relativi ai medesimi periodi previsti dalle vigenti disposizioni di attività in precedenza omesse; in tal caso, sui valori o maggiori valori dei beni iscritti è dovuta entro il 16 aprile 2003, un’imposta sostitutiva del 6 per cento dei predetti valori. L’imposta sostitutiva di cui al periodo precedente è dovuta anche con riferimento alle attività detenute all’estero alla data del 31 dicembre 2001 che siano oggetto di regolarizzazione contabile ai sensi del periodo precedente. In tale ultima ipotesi si applicano le modalità dichiarative di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 8. L’imposta sostitutiva del 6 per cento non è dovuta se i soggetti si sono avvalsi anche della facoltà prevista dal comma 5 dell’articolo 8. I maggiori valori iscritti ai sensi del presente comma si considerano riconosciuti ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive a decorrere dal terzo periodo di imposta successivo a quello chiuso o in corso al 31 dicembre 2002. L’imposta sostitutiva è indeducibile ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive, a condizione che i soggetti si siano avvalsi delle disposizioni di cui all’articolo 9 relativamente alle imposte sui redditi.

6. Nel caso di cessione a titolo oneroso, di assegnazione ai soci o di destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero al consumo personale e familiare dell’imprenditore delleattività regolarizzate ed assoggettate ad imposta sostitutiva nella misura del 6 per cento, in data anteriore a quella di inizio del terzo periodo di imposta successivo a quello chiuso o in corso al 31 dicembre 2002, al soggetto che ha effettuato la regolarizzazione, è attribuito un credito d’imposta, aifinì dell’imposta sul reddito delle persone fisiche o dell’imposta sul reddito delle persone giuridiche, pari all’ammontare dell’imposta sostitutiva pagata.

Proroga di termini – Art. 10

1. Per i contribuenti che non si avvalgono delle disposizioni recate dagli articoli da 7 a 9 della presente legge in deroga alle disposizioni dell’articolo 3, comma 3, della legge 27 luglio 2000, n. 212, i termini di cui all’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e all’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono prorogati di due anni.

Articolo tratto dal sito dell’ Agenzia Delle Entrate

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