Quale normativa si applica a un transazione su internet avvenuta tramite un server americano tra un produttore italiano e un cliente francese? L’estendersi, praticamente senza limiti, del mercato raggiungibile attraverso le reti informatiche pone problemi giuridici nuovi per il più frequente intrecciarsi di normative diverse. 

Le aziende che svolgono attività di e-commerce si trovano frequentemente nella necessità di predisporre contratti che gli consentano di massimizzare la propria tutela verso i clienti. Cercando di limitare al minimo la responsabilità e il rischio derivante dalla transazione elettronica. A scapito, naturalmente, dei clienti che rappresentano l’anello più debole della catena. 
Ecco, allora, il proliferare di formule contrattuali che rasentano la nullità, tali e tante sono le clausole che i clienti devono accettare per poter acquistare un determinato prodotto o servizio.
Tecnicamente, si parla di trasferimento contrattuale del rischio.

Le clausole più spesso utilizzate sono quelle per difendersi dai rischi che possono derivare dall’utilizzo che il cliente può fare dei prodotti venduti. In particolare dei software.
Si trovano, quindi, clausole di esonero da qualsiasi garanzia di commerciabilità o idoneità ad uno specifico scopo. Altre inerenti le responsabilità per uso improprio del prodotto da parte del compratore. E ancora, clausole di esonero da qualsiasi garanzia che non sia la mancata corrispondenza del prodotto/servizio a delle “specifiche tecniche”.

Un altro tipo di clausole sono quelle inserite per gestire i rischi derivanti dalle innovazioni introdotte nelle modalità di vendita e consegna dei prodotti. Per esempio, quelle con le quali si specifica l’impegno del venditore ad effettuare le riparazioni o le sostituzioni dei materiali difettosi solo ed unicamente presso la sua sede.

Non mancano le clausole volte a regolamentare la possibilità dei conflitti che possono nascere tra fornitore e cliente. Si cerca, ove possibile, di applicare la normativa del paese nel quale si svolge l’attività commerciale del venditore. E’ anche frequente il deferimento ad arbitri delle eventuali controversie e la fissazione della sede dell’arbitrato nel luogo di residenza del venditore.

Per i rischi non gestibili in maniera contrattuale si ricorre al così detto trasferimento a terzi del rischio attraverso polizze assicurative predisposte specificatamente.

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