La CTR dell’Emilia Romagna, sezione staccata di Parma, con la sentenza n. 89/33/04 pronunciata in data 17.03.2004 e depositata il 16.06.2004 ha ritenuto legittimo il rimborso dell’Irap versata da un agente di commercio, pur avendo lo stesso presentato domanda di “condono tombale” ex articolo 9 L. 289/02.

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Con tale pronuncia è stata smentita la tesi dell’Amministrazione finanziaria secondo la quale l’adesione al condono pregiudicherebbe il diritto al rimborso dell’Irap, a prescindere dalla presenza o meno di un’autonoma organizzazione.

Sulla questione autorevole dottrina si è già espressa a favore dell’ammissibilità del rimborso in presenza di adesione al condono. Il fulcro del problema verte sull’interpretazione del comma 13, articolo 7 e comma 9 dell’articolo 9 della L. 289/02, i quali dispongono che: ”la definizione automatica, limitatamente a ciascuna annualità, rende definitiva la liquidazione delle imposte risultanti dalla dichiarazione con riferimento alla spettanza delle deduzioni e agevolazioni indicate dal contribuente o all’applicabilità di esclusioni…”.

La norma parla di “dichiarazione” e non, come spesso affermato dall’Amministrazione finanziaria, di dichiarazione originaria; ciò implica che la domanda di condono cristallizza la dichiarazione risultante al momento del perfezionamento dell’adesione, rimanendo pienamente legittima l’istanza di rimborso Irap antecedentemente presentata.

La domanda di rimborso costituisce infatti un addendo della dichiarazione originariamente presentata la cui incondizionata ritrattabilità è stata ultimamente confermata dalla Corte di Cassazione SS.UU. (sentenza n. 15063 del 25/10/02).

Si evidenzia inoltre che predetti commi 7 e 9 prevedono che la definizione automatica rende definitiva la liquidazione delle imposte risultanti dalla dichiarazione, con riferimento alla spettanza delle deduzioni e agevolazioni indicate dal contribuente o all’applicabilità di esclusioni. Tali esclusioni sono quelle espressamente previste dalla legge; assolutamente diverso è il caso in cui l’istanza di rimborso è stata presentata sostenendo l’inapplicabilità dell’Irap, in virtù dell’assenza del presupposto impositivo stante l’assenza di autonoma organizzazione.

Occorre infine rilevare cha il disconoscimento del diritto al rimborso Irap ad un soggetto che, dopo aver presentato l’istanza di rimborso ed istaurato il successivo contenzioso, ha aderito alla definizione automatica, comporterebbe una palese discriminazione rispetto a colui che, non avendo dichiarato alcun imponibile ed alcuna imposta Irap ha successivamente presentato domanda di “condono tombale”, sanando definitivamente la propria posizione.

La CTR dell’Emilia Romagna – sezione staccata di Parma – con la decisione n. 89/33/04, in accoglimento delle argomentazioni del contribuente, ha affermato che: “Priva di pregio appare, anzitutto, la tesi sostenuta dall’Ufficio secondo la quale la domanda di condono ex art. 9 della legge N° 289/02 presentata in data 13.06.2003 dall’appellante risulta incompatibile con la richiesta di rimborso.

Invero, una volta accertato che difetta il presupposto che giustifica, in fatto ed in diritto, l’imposta, il versamento della medesima si risolve in un pagamento di indebito che ne autorizza la ripetizione.”.

Ancor più garantista dei diritti di rimborso del contribuente è la CTP di Parma, sezione 6, che con la sentenza n. 16/06/04, pronunciata in data 06.04.2004 e depositata il 25.05.2004, afferma che non è dato evincere dal dato normativo che la definizione automatica di cui alla L. 289/02 comporti la rinuncia all’istanza di rimborso eventualmente presentata. Né tantomeno, continuano i giudici, può ricavarsi una rinuncia alla lite fiscale cha da tale istanza di rimborso trae origine.

Ad opinione del Collegio “…ove il legislatore avesse voluto ricomprendere nella sfera di efficacia della norma di cui trattasi, la rinuncia ad istanza di rimborso di imposte non dovute o il tacito abbandono delle liti fiscali che da esse derivino, l’avrebbe espressamente previsto: ubi lex voluit dixit ubi non dixit noluit. Pertanto è da intendersi che la definitività della liquidazione delle imposte risultanti dalla dichiarazione debba legittimamente riferirsi alle sole imposte dovute dal contribuente, che non potrà rimetterle in discussione dopo la definizione automatica, mentre le imposte che non erano dovute in origine, per mancanza del presupposto impositivo, restano tali anche dopo la definizione automatica ed i relativi versamenti potranno esser ripetuti nei termini di legge.”.

Queste pronunce confortano quindi la pressoché unanime opinione della dottrina in merito all’ammissibilità del rimborso Irap anche in caso di “adesione al condono”, opponendosi ad un’interpretazione della norma da parte dell’Amministrazione finanziaria che, a parere di chi scrive, è in netto contrasto con la ratio legis.

A cura del Dott. G. Zambello e Dott. M. Di Martino
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