Il vaglia risulta già riscosso 
Nel caso in cui il vaglia risulti già riscosso e si è sicuri di non averlo incassato, occorre rivolgersi alla Banca d’Italia per poter visionare il vaglia e se del caso, fare il c.d. “disconoscimento della firma” e presentare una denuncia contro ignoti ad un Commissariato di P.S. o ad una Tenenza dei Carabinieri.Dopo la chiusura dell’inchiesta, per ottenere il rinnovo del rimborso occorre citare davanti all’Autorità giudiziaria l’amministrazione finanziaria, la Banca d’Italia e le Poste. 

Il vaglia risulta ‘estinto’ 
Il vaglia che non viene per qualunque motivo recapitato torna alla Banca d’ltalia che lo trattiene in giacenza per un periodo di 6 mesi durante il quale il vaglia può essere ancora riscosso presentando alla Banca d’Italia una denuncia di mancato recapito. Trascorso tale periodo il vaglia viene dichiarato estinto e per ottenere il rinnovo del rimborso l’interessato deve spedire una domanda in carta libera, all’Ufficio delle Imposte dirette (o delle entrate) oppure al Centro di Servizio competente per territorio. Per sapere se nella propria provincia è competente un Centro di Servizio o un Ufficio consultare il capitolo “Gli Indirizzi”.
È bene ripetere che per evitare questi inconvenienti è sempre consigliabile chiedere tramite Internet l’accredito dei rimborsi sul c/c bancario. 

Il rimborso e’ minore di quanto ci si attendeva 
In alcuni casi il rimborso ricevuto è minore perché gli Uffici o il Centro di Servizio, “liquidando” la dichiarazione, non hanno riconosciuto alcune detrazioni o hanno corretto i conteggi, individuando un saldo finale diverso da quello esposto dal contribuente. In questi casi si consiglia di ricontrollare attentamente la dichiarazione e di chiedere chiarimenti (anche telefonicamente, tramite il n. 848.800.444) agli operatori del Centro di Servizio o dell’Ufficio. Nel caso si sia convinti che è stato commesso un errore, è possibile presentare ricorso 

I dati anagrafici del vaglia sono errati e ne rendono impossibile la riscossione 
Occorre rivolgersi all’Ufficio delle Imposte dirette (o Ufficio unico, dove istituito) per chiedere la correzione, muniti di un idoneo documento di identità.

Il destinatario è deceduto ed il rimborso deve essere riscosso dagli eredi 
In questo caso, gli eredi devono inviare all’ufficio finanziario che ha emesso l’ordinativo (generalmente, il Centro di Servizio) i seguenti documenti:
– nel caso in cui siano stati emessi gli ordinativi di pagamento:
dichiarazione dalla quale risultino gli estremi della eventuale denuncia di successione, la data di morte dell’intestatario del rimborso e i dati anagrafici completi, compreso il numero di codice fiscale, degli aventi diritto all’eredità.
Tale dichiarazione potrà essere resa da uno qualunque degli eredi, mediante autocertificazione, ai sensi della legge 15 maggio 1997 n. 127 modificata dalla legge 16 giugno 1998 n. 191, cui andrà allegata fotocopia di un documento di identità del firmatario (vedi modello) 26 link pag. 256;
– nel caso in cui non siano stati emessi di ordinativi di pagamento occorre presentare una autocertificazione in carta libera (vedi modello) 26 e 27 (link pag.256 e 257).

Il pagamento del rimborso agli eredi potrà essere effettuato con una delle modalità di seguito elencate:
a) firma contemporanea di tutti gli eredi presso la Banca d’Italia o l’ufficio postale (per importi inferiori al milione); 
b) vaglia cambiario, cointestato agli eredi, che la Banca d’Italia invierà all’indirizzo indicato dagli eredi stessi;
c) accredito su c/c bancario, a condizione che lo stesso sia cointestato a tutti gli eredi aventi diritto (in caso di scelta di tale modalità di pagamento occorrerà indicare, oltre al numero di c/c, anche le relative coordinate bancarie – CAB e ABI).

Se si devono riscuotere altri rimborsi è sufficiente fare riferimento alle autocertificazioni e documenti già prodotti corredando la richiesta con eventuali altri documenti quali autorizzazione del giudice tutelare o denuncia integrativa di successione.
Se il rimborso è stato disposto con vaglia cambiario non ancora scaduto, i documenti sopra indicati devono essere presentati alla Banca d’Italia.
Se tra gli eredi vi sono dei minori o dei tutelati, viene richiesta anche l’autorizzazione del giudice tutelare a riscuotere la parte del rimborso loro spettante.

Contribuente residente all’estero 
Il contribuente può chiedere al Centro di servizio o all’Ufficio delle imposte (o delle entrate) di riscuotere il rimborso mediante accredito su un conto corrente presso una banca italiana o estera od anche di riscuotere direttamente con vaglia al suo domicilio estero.

Rimborso risultante da una dichiarazione congiunta dei redditi 
Il coniuge separato o divorziato può chiedere al Centro di servizio o all’Ufficio delle imposte (o delle entrate) l’attribuzione della quota di sua competenza. Questo vale per le sole dichiarazioni dei redditi presentate fino al 1997 perchè dal 1998 è stata eliminata la dichiarazione congiunta. Dal 1999 l’unica possibilità di presentare la dichiarazione congiunta riguarda i contribuenti che presentano il modello 730, per il quale non si pongono problemi di rimborso. 

Vaglia inviato ad un altro contribuente 
Se si ha notizia che il vaglia è intestato ad altro soggetto avente le stesse generalità e lo stesso codice fiscale (c.d. “omocodia”) segnalare il caso all’Ufficio delle imposte dirette (o delle entrate) che provvederà a riattribuire nuovi codici fiscali e ad informarne il Centro di servizio.
Il rimborso potrà essere rinnovato subito se il vaglia risulta non riscosso dall’altro contribuente.In caso contrario il Centro di servizio procederà prima al recupero del rimborso erroneamente attribuito e poi a rinnovare lo stesso a favore dell’avente diritto. 
Se una società ha cessato l’attività, i rimborsi eventualmente spettanti possono essere erogati all’ex liquidatore (o, in mancanza, al curatore speciale). In caso di società di persone i rimborsi possono essere erogati a ciascun socio in proporzione alle quote ad ognuno spettanti e risultanti da idonea documentazione.

Fonte: Ministero delle Finanze, 2001

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