I correttivi ai Decreti Legislativi nn. 5 e 6 del 17 gennaio 2003, apportati dal D. Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37

1. Introduzione

Il 29 febbraio 2004 è entrato in vigore il D.Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37, che ha apportato le prime correzioni alle norme del codice civile introdotte nell’ordinamento a far data dal 1° gennaio 2004.
Con il provvedimento in parola, il legislatore è intervenuto su di un duplice fronte.
In primo luogo, operando qualche significativo ritocco al testo dei decreti legislativi nn. 5 e 6 del 17 gennaio 2003, recanti disposizioni in tema di riforma del diritto societario.
In secondo luogo, definendo apposite regole di coordinamento tra la nuova disciplina dettata in materia di società di capitali e quella contemplata dai Testi Unici di banche e finanza.

2. La sospensione degli effetti della legge di riforma del diritto societario

Per effetto del menzionato intervento, il comma 2 dell’art. 223-bis delle disposizioni di attuazione e transitorie del codice civile è stato riformulato come segue: “le deliberazioni dell’assemblea ordinaria di mero adattamento dell’atto costitutivo e dello statuto a nuove disposizioni inderogabili possono essere assunte, entro il termine di cui al primo comma (30 settembre 2004), a maggioranza semplice, qualunque sia la parte di capitale rappresentata in assemblea. Con la medesima maggioranza ed entro il medesimo termine, possono essere assunte le deliberazioni dell’assemblea straordinaria aventi ad oggetto l’introduzione nello statuto di clausole che escludono l’applicazione di nuove disposizioni di legge, derogabili con specifica clausola statutaria; fino all’avvenuta adozione della modifica statutaria e, comunque, non oltre il 30 settembre 2004, per tali società (S.r.l., S.p.A. e società cooperative) resta in vigore la relativa disciplina statutaria e di legge vigente alla data del 31 dicembre 2003”.

La previsione, in sostanza, ribaltando l’intento precedentemente espresso dai redattori della novella, ha inteso concedere alle società interessate, in assenza di uno specifico adattamento volontario dei propri statuti alle norme riformate, una proroga dell’efficacia, fino al 30 settembre 2004, delle regole previgenti.

L’effetto che ne consegue è, per le società di capitali già esistenti alla data del 31 dicembre 2003, una sospensione del vigore della novella per tutta la durata del periodo transitorio che anticiperà la sua definitiva applicazione.

3. Le procedure decisionali nelle S.r.l.

Le norme di cui agli artt. 2479 e 2479-bis, c.c., nella formulazione anteriore al decreto correttivo in commento, fissavano le seguenti modalità di esercizio del diritto di voto dei soci di S.r.l.:

a) le decisioni non collegiali dovevano essere assunte con il voto favorevole dei membri della compagine detentori di quote per almeno la metà del capitale sociale;
b) l’assemblea doveva essere regolarmente costituita con la presenza di tanti soci che rappresentassero almeno la metà del capitale sociale, e doveva deliberare a maggioranza assoluta;
c) nelle assemblee che decidono modifiche statutarie o che deliberano di compiere operazioni che comportano una sostanziale modifica dell’oggetto sociale o un rilevante mutamento dei diritti dei soci, i provvedimenti dovevano essere assunti con il consenso dei titolari di partecipazioni pari almeno alla metà del capitale sociale.
Siffatte previsioni avrebbero, però, potuto generare una abnorme amplificazione di quorum sulle decisioni non collegiali rispetto a quelle da assumersi nel consesso ufficiale (assemblea) dove le delibere richiedono la maggioranza assoluta.
Onde rimediare a tali potenziali incongruenze ed inefficienze insite nel meccanismo di voto, così come originariamente concepito dal legislatore della riforma, la Commissione Vietti, con il Decreto correttivo di che trattasi, ha riformulato il disposto dell’art. 2479, co. 6, c.c., nei termini seguenti: “(…) le decisioni dei soci sono prese con il voto favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale”.
In questo modo, dunque, in presenza, ad esempio, di una S.r.l. con due soci, entrambi con il 50% di quote, il voto di uno di essi è sufficiente a far passare la proposta all’ordine del giorno solo allorquando il medesimo rappresenti una maggioranza, in quanto l’altro non abbia votato, perché assente.
O, ancora, nel caso di una S.r.l. costituita da tre soci, di cui uno al 50% e gli altri due, rispettivamente detentori del 30 e del 20% del capitale, il voto del socio al 50% è sufficiente a far passare la proposta all’ordine del giorno solo quando questi rappresenti una maggioranza, non avendo gli altri due votato perché assenti, oppure avendo solo uno di essi espresso il proprio dissenso.

4. Correttivi al nuovo processo societario ed estensione del medesimo anche alle vertenze promosse contro i revisori contabili

Significative modifiche sono state apportate anche alle norme sul processo societario.

a) La procedura prevista dal D. Lgs. n. 5/03 troverà applicazione anche in ordine alle controversie, in sede civile, promosse contro il soggetto incaricato della revisione contabile per i danni derivanti da propri inadempimenti, o da fatti illeciti commessi, nei confronti della società che gli ha conferito l’incarico, nonché nei confronti dei terzi danneggiati. 
b) Lo specifico procedimento di conciliazione disciplinato dalla norma di cui all’art. 40, D. Lgs. n. 5/03, che reca anche la previsione della valutazione, da parte del giudice, del comportamento tenuto dalle parti dinanzi al conciliatore, troverà applicazione solo nel caso di consenso di entrambe. Altrimenti, si ricorrerà agli istituti conciliativi già esistenti.
c) I termini ulteriori fissati dal disposto dell’art. 7, D. Lgs. n. 5/03, dovranno essere contenuti entro un limite massimo di 20 giorni, mentre lo scambio, tra le parti, di memorie e relative repliche dovrà perfezionarsi in un periodo di tempo non superiore ad 80 giorni.
d) Il termine per la costituzione del convenuto, fissato dal disposto dell’art. 5, co. 1, D. Lgs. n. 5/03, inizierà a decorrere dalla notificazione al procuratore dell’attore della comparsa di risposta.
e) L’istanza di fissazione dell’udienza al convenuto dovrà essere sempre notificata a cura dell’attore e la tardiva costituzione in giudizio del convenuto sarà attestata dall’omessa notifica, da parte del medesimo, all’attore, nei termini prescritti dall’art. 5, co. 1, D. Lgs. n. 5/03, della propria comparsa di costituzione e risposta.
f) Le disposizioni di cui agli artt. 28 e 29, D. Lgs. n. 5/03, relative al procedimento camerale nei confronti di una sola parte, troveranno applicazione anche in ordine alle azioni legate alla nomina del rappresentante comune degli azionisti ed a quella dell’amministratore provvisorio.
g) I provvedimenti assunti dagli arbitri durante la procedura incardinata dinanzi agli stessi dovranno essere iscritti nel Registro delle Imprese a cura degli amministratori.

5. Altri correttivi

Sul piano ordinamentale, il D. Lgs. 6 febbraio 2004, n. 37, ha apportato gli ulteriori seguenti correttivi al testo del D. Lgs. n. 6/03:

a) nelle S.r.l., l’incombenza della revisione contabile della società resterà in capo al collegio sindacale, fatta salva ogni diversa disposizione statutaria e sempre che la società non sia tenuta e redigere bilancio consolidato;
b) nelle S.p.A. non obbligate a stendere un bilancio consolidato e che non facciano ricorso al mercato del capitale di rischio, la revisione contabile sarà di competenza del revisore, salva espressa previsione statutaria che attribuisca la funzione in parola al collegio sindacale;
c) il disposto di cui all’art. 2349, c.c. riformato, prevede ora che l’assemblea straordinaria di una società di capitali possa deliberare l’assegnazione ai prestatori di lavoro, dipendenti della società o di società controllate, di strumenti finanziari, diversi dalle azioni, forniti di diritti patrimoniali ed amministrativi, escluso quello di voto nell’assemblea generale degli azionisti;
d) il provvedimento di sospensione di una delibera assembleare impugnata dovrà essere trascritto nel Registro delle Imprese;
e) il consiglio di sorveglianza sarà competente anche in ordine all’esame dei piani strategici, industriali e finanziari della società, ferma restando la responsabilità del consiglio di gestione per gli atti compiuti dal primo;
f) gli utili della società non potranno essere distribuiti tra i soci fino a che l’ammontare del capitale, della riserva legale e di quelle disponibili non eguagli la metà dell’ammontare delle obbligazioni in circolazione;
g) se il capitale sociale è posseduto, in tutto o in parte, da un azionista pubblico, questi potrà garantire per le obbligazioni emesse dalla società di cui è socio;
h) le decisioni di trasformare una S.r.l. in S.p.A. potranno essere assunte entro il 30 settembre 2004, anche in deroga a clausole statutarie, con il voto favorevole dei soci che rappresentino più della metà del capitale sociale;
i) le cooperative non fiscalmente beneficiate avranno l’obbligo di destinare a riserva legale non più, come previsto dall’art. 2545-quater, c.c. riformato, il 30% degli utili netti annuali, bensì il 20%;
j) le società di revisione delegate ad effettuare le relazioni di stima dei conferimenti dei beni in natura e crediti dovranno essere iscritte nell’apposito albo speciale.

6. Le misure di coordinamento con i Testi Unici in materia di Banche e Finanza

Con il decreto correttivo di che trattasi, sono state introdotte anche le seguenti misure di coordinamento delle regole nuove disposte dalla riforma con le previsioni di cui ai Testi Unici in materia di Banche e Finanza:

a) il Cicr stabilisce criteri e limiti in base ai quali non costituisce raccolta di risparmio tra il pubblico quella effettuata “presso specifiche categorie individuate in ragione di rapporti societari o di lavoro” (prima del correttivo così apportato, ci si riferiva ad una raccolta effettuata presso soci, dipendenti, società controllanti, controllate e collegate);
b) la raccolta che avviene, oltre che mediante emissione di obbligazioni, anche attraverso quella di “titoli di debito od altri strumenti finanziari” non infrangerà il divieto di raccolta del risparmio, se non da parte di banche, fermi restando tutti i poteri del Cicr in materia;
c) gli investitori professionali che rispondono della solvibilità della società per le obbligazioni, i titoli di debito e gli altri strumenti finanziari dalla medesima emessi, dovranno rispettare idonei requisiti patrimoniali stabiliti dalle competenti autorità di vigilanza;
d) la sanzione dell’obbligo di alienazione di partecipazioni rilevanti sarà applicata nei seguenti casi: 1) acquisizione o variazione non autorizzata dalla Banca d’Italia di partecipazioni rilevanti in una banca, nonché acquisizione non autorizzata di partecipazioni che comporti il superamento della soglia del 5% del capitale sociale di una banca; 2) acquisizione di partecipazioni al capitale di una banca da parte di soggetti che svolgono, in misura rilevante, attività d’impresa in settori non bancari né finanziari, dalla quale derivi il controllo della banca o una percentuale di diritti di voto superiore al 15%; 3) acquisizione di partecipazioni al capitale di una banca o di un intermediario finanziario iscritto nell’elenco speciale, oltre una data soglia partecipativa, da parte di soggetti privi dei requisiti di onorabilità fissati dal Ministro dell’Economia;
e) tra le misure approvate di coordinamento con Il Testo Unico della Finanza, occorre rilevare come la sanzione dell’obbligo di alienazione di partecipazioni sarà applicata nei seguenti casi: 1) acquisizione di partecipazioni, eccedenti una data soglia, nelle SIM, nelle SGR e nelle SICAV da parte di soggetti privi dei requisiti di onorabilità stabiliti dal Ministro dell’Economia; 2) acquisizione di partecipazioni nelle SIM, nelle SGR e nelle SICAV, in eccesso rispetto a determinati limiti, in assenza delle prescritte comunicazioni, oppure in presenza di un divieto di acquisizione emanato dalla Banca d’Italia;
f) saranno considerate cooperative a mutualità prevalente le banche di credito cooperativo dotate dei requisiti di mutualità previsti dal disposto dell’art. 2514 del codice civile e di quelli di onorabilità prevalente con i loro soci;
g) le banche di credito cooperativo potranno, tramite espressa previsione statutaria, affidare il controllo contabile al collegio sindacale;
h) in ordine all’obbligo, previsto in capo al collegio sindacale di banche od intermediari finanziari, di informare senza indugio la Banca d’Italia in ordine a tutti gli eventi rivelatori di irregolarità di gestione o di violazione di norme, lo statuto dei predetti enti potrà, indipendentemente dal sistema di amministrazione e controllo adottati, assegnare, all’organo che svolge la funzione di controllo, i relativi poteri e compiti. Il decreto correttivo in commento ha introdotto la medesima facoltà statutaria nel Testo Unico della Finanza, nelle ipotesi di irregolarità, rilevate dal collegio sindacale, nelle SIM, SGR e SICAV;
i) il disposto dell’art. 104 del TUF prevedrà anche la possibilità di emettere azioni difensive, con diritto di voto subordinato all’effettuazione di un’offerta, nelle società quotate, solo allorquando sia prevista una specifica autorizzazione assembleare in tal senso;
j) chiunque venga a detenere una partecipazione superiore al 30% delle azioni che attribuiscono il diritto di voto sulla nomina, revoca o responsabilità dell’organo amministrativo o del consiglio di sorveglianza, dovrà promuovere un’offerta pubblica di acquisto sulla totalità delle azioni quotate che abbiano il diritto di voto sulle predette questioni. L’offerta dovrà essere promossa, entro 30 giorni, ad un prezzo non inferiore alla media aritmetica tra quello medio ponderato di mercato degli ultimi 12 mesi e quello, più elevato, pattuito, nello stesso periodo, dall’offerente per acquisti di azioni della medesima categoria; qualora non fossero stati effettuati acquisti, l’offerta sarà promossa al prezzo medio ponderato di mercato degli ultimi 12 mesi o del minor periodo disponibile;
k) ai patti parasociali disciplinati dal disposto dell’art. 122 TUF, non si applicherà l’analoga disciplina dettata dalle norme di cui agli artt. 2341-bis e 2341-ter, c.c. riformato;
l) in caso di omissione od ingiustificato ritardo da parte degli amministratori, l’assemblea speciale dei possessori di azioni di risparmio sarà convocata dal collegio sindacale o dal consiglio di sorveglianza, o, in caso di richiesta da parte degli azionisti, dal comitato per il controllo sulla gestione.

Articolo scritto da Luca Nicodemo – www.giuristionline.com

sottocategoria:    Leggi-e-normative-