Massimali deducibili e distinzione tra beni riguardanti l’attività propria dell’impresa o al di fuori di essa. Schema riepilogativo finale.


Beni che non rientrano nell’attività propria dell’impresa

Per quanto attiene le imposte sui redditi, l’art. 74, secondo comma, del TUIR stabilisce che si considerano spese di rappresentanza, e come tali deducibili nella misura di un terzo in cinque esercizi, quelle sostenute per i beni distribuiti gratuitamente a clienti e fornitori, anche se recanti emblemi, denominazioni o altri riferimenti atti a distinguerli come prodotti dell’impresa, con esclusione di quelli aventi valore unitario inferiore a € 25,82, per i quali è consentita la piena deducibilità.

Il valore unitario di Euro 25,82 si ritiene debba essere quello riferito al bene nel suo complesso e non quello dei singoli beni, anche se autonomamente utilizzabili, che compongono il pacco dono (si pensi al classico cesto natalizio formato da diversi beni).

Non appartengono alla categoria delle spese di rappresentanza i regali a dipendenti, che configurano invece spese per prestazione di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 62, comma 1, del TUIR e pertanto sempre deducibili dal reddito di impresa. A tale proposito, si rammenta che l’art. 48, comma 2, lettera b) del TUIR prevede in capo al dipendente un’esenzione dal reddito per “le erogazioni liberali concesse in occasione di festività o ricorrenze alla generalità o a categorie di dipendenti non superiori nel periodo d’imposta a lire 500.000”: gli omaggi natalizi non vengono quindi tassati in capo ai dipendenti se gli stessi, unitamente ad altre erogazioni liberali concesse ai dipendenti medesimi nel corso del periodo di imposta, non superino, complessivamente, la soglia di 500.000 lire (258.23 Euro), mentre la parte che eccede detto limite viene tassata quale reddito di lavoro dipendente (circolare n. 326/E del 23.12.1997).

Ai fini Iva si registra una modifica del regime rispetto al precedente esercizio grazie all’intervento della legge finanziaria 2001: dal 1° gennaio 2001 l’art. 19-bis 1, comma 1, lettera h) del DPR n. 633 del 1972 dispone che non è ammessa in detrazione l’imposta relativa alle spese di rappresentanza, come definite ai fini delle imposte dirette, tranne (e questa è la novità) quelle sostenute per l’acquisto di beni di costo unitario non superiore a € 25,82. Ne consegue che l’Iva assolta sui regali rientranti nella categoria delle spese di rappresentanza di valore complessivo non superiore a 25,82 Euro è ora detraibile.

A tale proposito, la Circ. Min. n. 1 del 03/01/2001, par. 2.3.6, precisa che per detta fattispecie non si rendono applicabili altri limiti alla detrazione esistenti nella disciplina Iva, quali ad esempio quella relativa ad alimenti e bevande di cui alla lettera f) del primo comma del medesimo art. 19-bis 1 (in tal senso si e’ pronunciata anche l’Assonime con la circolare n. 29 del 10 maggio 2001). Pertanto i classici doni natalizi per clienti e fornitori, quali panettoni e spumante, perdono la propria identità di beni alimentari per assumere quella di omaggi al pari di agende e penne. Se il loro valore è inferiore a Euro 25,82 l’Iva è detraibile, se è superiore è indetraibile.

Nel caso in cui detti beni non siano qualificabili come beni di rappresentanza per clienti o fornitori, ma siano ad esempio destinati ai dipendenti, valgono i generali limiti di detraibilità dell’imposta dell’art. 19 bis 1.

Definire la detraibilità dell’Iva in fase d’acquisto, è importante anche per la rilevanza ai fini Iva della successiva cessione di detti beni. Se l’Iva è all’acquisto indetraibile la successiva consegna è un’operazione fuori campo Iva ex art. 2, comma 2, n. 4 del DPR 633/72, per cui non vi è obbligo di emissione di fattura (occorre invece utilizzare il documento di trasporto per vincere la presunzione di vendita o di acquisto se si vuole evitare di istituire il registro degli omaggi). Se, al contrario, l’Iva e’ detraibile all’acquisto la cessione è rilevante ai fini Iva ed occorre adottare uno delle seguenti procedure:

1. emissione di fattura con indicazione del valore normale del bene (art. 13, comma 2, lett. c del DPR 633/72) specificando che si tratta di cessione gratuita e che non viene esercitata la rivalsa;
2. emissione di autofattura (anche complessiva per tutte le cessioni del mese) con l’indicazione del valore del bene, dell’aliquota applicabile e che si tratta di autofattura per omaggi;
3. annotazione sul registro degli omaggi delle cessioni effettuate per ogni giorno con relativa aliquota. 

Beni che rientrano nell’attività propria dell’impresa

Per le imprese gli omaggi, natalizi e non, di beni di propria produzione o commercializzazione, destinati a terzi (clienti abituali, occasionali o potenziali), ai sensi dell’art. 53, comma 2, del TUIR costituiscono comunque ricavi.
Ai fini Iva la cessione è un’operazione imponibile (tranne la cessione di campioni gratuiti di modico valore appositamente contrassegnati che sono fuori campo Iva ex art. 2, comma 3, lett. d), del DPR 633/72 ed occorre adottare una delle seguenti procedure:
1. emissione di fattura per il recupero dell’Iva calcolata sul valore normale del bene;
2. emissione di autofattura;
Per quanto attiene, infine, il regime degli omaggi in capo agli esercenti arti e professioni, si rileva che ai fini delle imposte dirette, l’acquisto o importazione di beni destinati ad essere ceduti gratuitamente costituiscono spese di rappresentanza e come tali deducibili nei limiti dell’1% dei compensi percepiti nel periodo di imposta (art. 50, comma 5, del TUIR). Ai fini Iva, è necessario fare un distinguo: per i beni di valore non superiore a € 25,82, l’Iva all’acquisto è detraibile ex art. 19-bis 1 lettera h) e la relativa cessione è fuori campo Iva ai sensi dell’art. 2, comma 2, n. 4) del DPR 633/1972, mentre per i beni di valore superiore, l’Iva è indetraibile, in quanto riferita a spese di rappresentanza, e la successiva cessione fuori campo Iva.

Per riepilogare quanto sopra esposto, si vedano le seguenti tabelle riassuntive:

 

Omaggi di beni di valore non superiore a lire 50.000 (€ 25,82) a terzi
Imposte dirette Iva all’acquisto Iva alla cessione
Che rientrano nella Spese per omaggi Iva detraibile Soggetta ad Iva con
attività dell’impresa interamente deducibili rivalsa (fattura) o senza
rivalsa (autofattura)
Che non rientrano nella Spese per omaggi Iva detraibile Fuori campo iva
attività dell’impresa interamente deducibili
Omaggi di beni di valore superiore a lire 50.000 (€ 25,82) a terzi
Imposte dirette Iva all’acquisto Iva alla cessione
Che rientrano nella Spese di rappresentanza Iva detraibile Soggetta ad Iva con
attività dell’impresa deducibile per 1/3 in 5 rivalsa (fattura) o senza
esercizi rivalsa (autofattura)
Che non rientrano nella Spese di rappresentanza Iva indetraibile Fuori campo iva
attività dell’impresa deducibile per 1/3 in 5
esercizi
Omaggi a dipendenti
Imposte dirette Iva all’acquisto Iva alla cessione
Che rientrano nella Costi per il personale Iva detraibile Soggetta ad Iva con
attività dell’impresa interamente deducibili rivalsa (fattura) o senza
rivalsa (autofattura)
Che non rientrano nella Costi per il personale Iva indetraibile Fuori campo iva
attività dell’impresa interamente deducibili
Omaggi di beni da parte di artisti e professionisti
Imposte dirette Iva all’acquisto Iva alla cessione
Beni non superiori a Spese di rappresentanza Iva detraibile Fuori campo iva

Euro 25,82

deducibili fino all’1% dei

compensi percepiti
Beni superiori a  Spese di rappresentanza Iva indetraibile Fuori campo iva

Euro 25,82

deducibili fino all’1% dei
compensi percepiti

Articolo scritto dall’ Avv. Alessandra Magnotta –
Lungofoglia G. Caboto 4 – Pesaro Tel.0721403850

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