Dal 3 agosto 2004 è operativa la disciplina dettata dal D.M. 388/2003, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 3 febbraio 2004, relativa all’attuazione della normativa dell’obbligo di pronto soccorso in azienda.

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Quasi sicuramente comunque, il termine di adeguamento alla normativa subirà una proroga al 3 febbraio 2005, previa conversione del D.L. 136/2004.

Il pronto soccorso in azienda, ovviamente, non è una novità dell’ultima ora. Già prevista dalla generale disciplina dettata dal D.lgs.626/94 i cui articoli 13 e 14 erano stati attuati dal D.M. 10.03.1998 art.15, di fatto il pronto soccorso non è stato mai considerato dalle aziende italiane come qualcosa di veramente importante, o almeno non da tutte.

Da qui la necessità per il legislatore di pubblicare un ennesimo decreto avente la finalità di attuare, forse con più convinzione del passato, la normativa esistente introducendo, nel contempo, anche alcuni importanti principi chiave.

Innanzitutto la catalogazione delle aziende in 3 gruppi: A-B-C, “tenuto conto della tipologia di attività svolta” (Art.1 D.M. 388/2003) ovvero:

Gruppo A: tutte le aziende o unità produttive con attività industriali, centrali termoelettriche, impianti e elaboratori nucleari, aziende estrattive ed altre attività minerarie, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni; aziende o unità produttive con cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro; aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell’agricoltura.
Gruppo B: aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Gruppo C: aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

L’identificazione di appartenenza ad una o l’altra categoria dell’azienda spetta obbligatoriamente al datore di lavoro medesimo, sentito il medico competente.

Il D.M. 388/2003 è attento nel richiamare spesso la distinzione tra “azienda” ed “unità produttiva”, definizione quest’ultima già presente nel D.lgs 626/94 e richiamata dalla nota del Ministero della Salute del 3.06.2004 come “stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnico-funzionale”.

L’attuale disciplina impone la presenza in azienda di addetti al pronto soccorso, già designati ai sensi dell’art.12 comma 1 lett. B) del d.lgs. 626/94, che abbiano seguito uno specifico corso di formazione, il quale dovrà garantire loro l’apprendimento di una serie di procedimenti operativi e teorici conformi agli standard indicati negli allegati 3 e 4 al D.M. 388/2003, differenziati, ovviamente, a seconda di quale sia il gruppo di appartenenza dell’azienda interessata.

Il corso dovrà avere una durata di 16 ore per le aziende inserite nel gruppo A e 12 ore per quelle nel gruppo B e C. La formazione dovrà essere “rinfrescata” con scadenza triennale.

All’interno di ogni azienda, inoltre, dovrà esserci la presenza della cassetta di pronto soccorso con un contenuto minimo, anch’esso dettagliatamente esposto negli allegati 1 e 2 al D.M. 388, distinto sempre a seconda della catalogazione di rischio e, non da ultimo, il punto b) dell’art.2 del Decreto tiene a precisare che dovrà esserci anche un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema di emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.

Articolo a cura Studio Legale Associato Bennato Mura
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