Su richiesta di uno o più creditori, l’intervento dell’ Ufficiale Giudiziario per il pignoramento dei beni inizia con la redazione dell’atto di pignoramento descrivendo le cose pignorate e determinandone approssimativamente il valore.

Durante il pignoramento dei beni l’ufficiale giudiziario enuncia al debitore le procedure per la conservazione delle cose pignorate. Se il debitore non è presente, l’ufficiale giudiziario rivolge l’ingiunzione alle persone indicate nell’articolo 139 secondo comma, e consegna loro un avviso dell’ingiunzione stessa per il debitore. In mancanza di dette persone affigge l’avviso alla porta dell’immobile in cui ha eseguito il pignoramento. 

L’ufficiale giudiziario consegna al cancelliere della pretura il danaro, i titoli di credito e gli oggetti preziosi colpiti dal pignoramento. Il danaro deve essere depositato dal cancelliere nelle forme dei depositi giudiziari, mentre i titoli di credito e gli oggetti preziosi sono custoditi nei modi che il pretore determina. Per la conservazione delle altre cose l’ufficiale giudiziario provvede trasportandole in un luogo di pubblico deposito o affidandole a un custode.

I creditori per i beni mobili pignorati, nel caso in cui i beni siano rimasti invenduti dopo il primo incanto, possono richiederne l’assegnazione in alternativa alla successiva vendita all’asta. 

La vendita o l’assegnazione dei beni deve essere richiesta dal creditore tra i 10 ed i 90 giorni dalla data del pignoramento.

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