Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge contenente misure finalizzate alla stabilizzazione finanziaria ed alla competitività economica per il prossimo biennio.

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La manovra nel biennio avrà effetti finanziari strutturali per complessivi 24 miliardi di euro. Obiettivo degli interventi è ricondurre il rapporto tra indebitamento e PIL nel 2012 al di sotto del 3%, come previsto dal Trattato di Maastricht.

Parte prima: riduzione dei costi pubblici
La manovra è incentrata su tagli alla spesa pubblica e su una riduzione dei costi della politica e della pubblica amministrazione.
Entrando nello specifico, per il Pubblico Impiego, è previsto per gli anni a partire dal 2010 fino al 2013 compreso, un piano di contenimento delle spese che si sostanzia nel fatto che:
• il trattamento economico (compreso quello accessorio), sia dei dipendenti che dei dirigenti, non potrà superare quello previsto per il 2009;
• sempre fino al 2013, i trattamenti economici superiori ai 90.000 euro saranno ridotti del 5%; quelli superiori ai 130.000 euro subiranno una detrazione del 10%
• L’organico degli insegnanti di sostegno per l’anno 2010-2011 deve rimanere invariato rispetto all’a.s. 2009/2010.
• Possibilità per il personale in sovrannumero di essere impiegato presso uffici che presentono vacanze organiche.
• Limitazione alla possibilità per le amministrazioni dello Stato di avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni o con contratti di collaborazione coordinata e continuativa.
• Riduzione del 10 % dei compensi dei componenti degli organi delle società pubbliche non quotate.
• Riduzione per le Pubbliche amministrazioni delle spese, che non possono essere superiore al 20% di quella sostenuta nell’anno 2009 per studi e consulenze nonché per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità.
• Riduzione del 50% delle spese per la formazione.
• Riduzione dei componenti di organi di amministrazione e di controllo degli enti pubblici (n. 5) nonché del collegio dei revisori (n. 3).

Interventi a riduzione dei costi della politica
Sono previsti dei tagli al trattamento economico dei ministri e dei sottosegretari non parlamentari che superano gli 80.000 euro, per un importo pari al 10% del trattamento. Al contempo verranno applicate delle riduzioni di spesa dalla Presidenza della Repubblica, dal Senato della Repubblica, dalla Camera dei deputati dalla Corte Costituzionale che saranno destinate alla cassa integrazione. Unitamente a questo sono previste riduzioni dei rimborsi ai partiti politici.
Ad esclusione dei Vigili del Fuoco e del comparto della sicurezza, è prevista la riduzione dell’80% per le spese sostenute nel 2009 per l’acquisto, la manutenzione e il noleggio delle cosiddette auto blu e per l’acquisto dei buoni taxi.
Altre misure rilevanti sono inerenti alla previsione di innalzamento della percentuale di invalidità necessaria all’ottenimento dell’assegno di invalidità (passa dal 74 all’80 per cento); a questo viene unito un aumento del numero di controlli di accertamento in materia di richiesta di invalidità (si prevede di passare dal numero di 100 mila controlli a 200 mila per ciascuno dei prossimi due anni). Alle regioni verrà richiesta una compartecipazione contributiva per le spese di invalidità civile.
In materia di interventi straordinari da parte della protezione civile, le ordinanze della presidenza del Consiglio dei ministri sono limitate ai casi da fronteggiare con mezzi e poteri straordinari e tali da determinare situazioni di grave rischio per l’integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente (con esclusione dei grandi eventi). La durata degli stati di emergenza è correlata ai tempi di realizzazione dei primi indispensabili interventi. Le ordinanze saranno adottate in accordo con il ministero dell’Economia per garantire una adeguata copertura finanziaria. Viene limitata la possibilità di deroga alla normativa sugli appalti alle sole ipotesi di straordinaria eccezionalità dell’emergenza, da valutarsi in relazione al grave rischio di perdite di vite umane.
È in programma un ripianamento dei mutui ancora non attivati della cassa depositi e prestiti, al fine di reperire fondi, così da consentire la prosecuzione del finanziamento del Mose, e quindi senza intaccare il cosiddetto Fondo infrastrutture.
Ancora si aggiunge la previsione in essere relativamente alla soppressione e al riordino di enti pubblici e organismi. Solo per citare alcuni nominativi: soppressione di Ipsema e Ispesl, e dell’Ipost tutti con trasferimento delle funzioni e dotazioni organiche all’Inail. Prevista anche la soppressione dell’Isae con trasferimento di funzioni e relative risorse al Mef e all’Istat per ricercatori e tecnologi. Per gli enti che non hanno risposto alle richieste di informazione inviate nei mesi scorsi per conoscere come tali soggetti (enti, istituti, fondazioni e altri organismi) abbiano utilizzato i finanziamenti a carico del bilancio dello Stato è prevista la soppressione del finanziamento pubblico.

Parte seconda: previsioni di entrate
Dal lato delle entrate, le misure si concentrano sul contrasto all’evasione fiscale e contributiva.
Viene decisa la partecipazione dei Comuni alla lotta all’evasione, a fronte di un maggiore introito sulle somme recuperate. In particolare con l’attribuzione del 33% delle somme recuperate tramite l’accertamento ed il recupero dei crediti evasi.
Rafforzate le verifiche incrociate fra Inps e Agenzia delle Entrate e introdotta la tracciabilità attraverso le fatture telematiche, mentre sono escluse nuove imposte o aumenti di quelle esistenti. Per la tracciabilità dei pagamenti si scende a 5.000 euro, dagli attuali 12.500 euro, con possibilità di variazione in relazione alla media europea del tetto di tracciabilità del contante. Viene incrementata la possibilità di ricorrere a pagamenti effettuati dalle Pubbliche amministrazioni tramite l’utilizzo di carte elettroniche istituzionali (tracciabilità, trasparenza, possibilità di utilizzo per altre finalità connesse).
Sono inoltre previsti interventi fiscali a beneficio delle reti d’impresa; per la prima volta, un regime di fiscalità di vantaggio per il Mezzogiorno consentirà di istituire un tributo sostitutivo dell’Irap per le imprese avviate dopo il provvedimento, con possibilità di riduzione o azzeramento dell’Irap.
Accertamento di immobili fantasma sulla base dei rilievi aerofotogrammetrici effettuati dall’Agenzia del territorio, e degli accertamenti già notificati: obbligo per gli interessati di dichiarazione di aggiornamento catastale, con riduzione delle sanzioni a un terzo.

 Dott. David Cazzaniga


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