Il contribuente ha la facoltà di compensare i crediti e i debiti nei confronti dei diversi enti impositori (Stato, INPS, Enti Locali, INAIL, ENPALS, INPDAI) risultanti dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive

Compensazione
Si usa il Modello di pagamento unificato F24 che permette di scrivere in apposite sezioni sia gli importi a credito utilizzati sia gli importi a debito dovuti. Il pagamento si esegue per la differenza tra debiti e crediti. Il Modello F24 deve essere presentato in ogni caso da chi opera la compensazione, anche se il saldo finale indicato risulti uguale a zero per effetto della compensazione stessa. Il Modello F24 permette, infatti, a tutti gli enti di venire a conoscenza delle compensazioni operate in modo da poter regolare le reciproche partite di debito e credito.
Possono avvalersi della compensazione tutti i contribuenti, compresi quelli che non devono presentare la dichiarazione in forma unificata, a favore dei quali risulti un credito d’imposta dalla dichiarazione e dalle denunce periodiche contributive. In particolare, per quanto riguarda i crediti contributivi, possono essere versate in modo unitario, in compensazione con i predetti crediti, le somme dovute, per esempio, all’INPS da datori di lavoro, committenti di lavoro parasubordinato e concedenti e dagli iscritti alle gestioni speciali artigiani e commercianti e alla gestione separata dell’INPS. È compensabile anche l’IVA che risulti dovuta per l’adeguamento del volume d’affari dichiarato ai parametri e ai risultati degli studi di settore.
Prima di operare la compensazione per gli importi a credito il contribuente deve scegliere se:
– chiederne il rimborso, riportandone l’importo nella colonna 3 dei righi da RX1 a RX15 del quadro RX – Sezione I;
– utilizzarli in compensazione, riportandone l’importo nella colonna 4 dei righi da RX1 a RX15 della Sezione I del predetto quadro RX. Gli importi indicati in colonna 4 si riferiscono a tutte le possibili forme di compensazione che il contribuente può utilizzare.
Il limite massimo dei crediti di imposta rimborsabili in conto fiscale o compensabili dal 2001 è di euro 516.456,90, per ciascun anno solare. È consentito ripartire liberamente le somme a credito tra importi a rimborso e importi da compensare. Gli importi a credito che il contribuente sceglie di utilizzare in compensazione non devono essere necessariamente utilizzati in via prioritaria per compensare i debiti risultanti dalla dichiarazione.
Il contribuente può avvalersi del tipo di compensazione che ritiene più corrispondente alle sue esigenze senza alcun vincolo di priorità e deve conseguentemente compilare il Modello F24.

Rateizzazione
Tutti i contribuenti possono rateizzare i versamenti, cioè versare in rate successive le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte, in un numero di rate diverso per ciascuno di essi.
Si possono rateizzare gli importi dovuti a titolo di saldo e di acconto nel mese di maggio, nonché i contributi risultanti dal quadro RR. Non si possono rateizzare, invece, gli importi da versare a titolo di acconto o di saldo nei mesi di novembre e dicembre. In ogni caso, infatti, il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.
Se il contribuente ha già versato il saldo annuale dell’IVA, o ha scelto di rateizzarlo prima di effettuare i versamenti risultanti dalla dichiarazione unificata, può ancora scegliere se rateizzare o no i versamenti di tutte le altre imposte dovute a saldo o in acconto in base alla dichiarazione unificata.
Ad esempio, se ha rateizzato il saldo dell’IVA annuale può effettuare il versamento delle altre imposte sia in unica soluzione sia scegliendo un diverso numero di rate.
Sugli importi rateizzati sono dovuti gli interessi nella misura del 6 per cento annuo, da calcolarsi in misura forfetaria secondo il metodo commerciale, tenendo conto del periodo decorrente dal giorno successivo a quello di scadenza della prima rata fino alla data di scadenza della seconda.
I contribuenti, non titolari di partita IVA, possono effettuare il pagamento della prima rata entro il 31 maggio, mentre la seconda rata deve essere versata entro il 1° luglio (in quanto il 30 giugno cade di domenica) con l’applicazione degli interessi dello 0,50 per cento.
Per le rate successive si applicano gli interessi dello 0,50 per cento in misura forfetaria per ogni me-se, a prescindere dal giorno in cui è eseguito il versamento, secondo il prospetto fornito dal Ministero delle Finanze.
I contribuenti, titolari di partita IVA, possono anch’essi effettuare il pagamento della prima rata en-tro il 31 maggio, mentre la seconda rata deve essere versata entro il 17 giugno (il 16 cade di do-menica), con l’applicazione degli interessi dello 0,27 per cento.
Sugli importi da versare con le rate mensili successive, si applicano gli interessi dello 0,50 per cen-to in misura forfetaria, a prescindere dal giorno in cui è eseguito il versamento, sulla base dello schema ministeriale.

Esoneri
Alcune fasce di contribuenti sono esonerati dalla dichiarazione dei redditi.
Non sono obbligati a presentare la dichiarazione dei redditi chi ha posseduto solo:
– reddito di lavoro dipendente o di pensione corrisposto da un unico sostituto d’imposta obbligato ad effettuare le ritenute d’acconto;
– redditi di lavoro dipendente corrisposti da più soggetti, se avete chiesto all’ultimo datore di lavo-ro di tenere conto dei redditi erogati durante i rapporti precedenti e quest’ultimo ha effettuato conseguentemente il conguaglio;
– redditi di lavoro dipendente e redditi a questi assimilati corrisposti da più soggetti per un am-montare complessivo non superiore a euro 6.197,48, pari a lire 12.000.000, se le detrazioni per lavoro dipendente spettanti competono per l’intero anno;
– redditi di lavoro dipendente (corrisposti da più soggetti, ma certificati dall’ultimo sostituto d’imposta che ha effettuato il conguaglio) e reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.);
– reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.);
– redditi dei terreni e dei fabbricati complessivamente non superiori a euro 185,92, pari a lire 360.000. Se tra i fabbricati è compresa l’abitazione principale, al fine della verifica del predetto limite, l’importo totale dei redditi dei terreni e dei fabbricati deve essere calcolato senza l’applicazione della deduzione spettante per l’abitazione principale;
– solo redditi esenti (ad es. rendite erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, talune borse di studio, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordomuti e agli invalidi civili, sussidi a favore degli hanseniani, pensioni sociali, compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche per un importo complessivamente non superiore a euro 5.164,57, pari a lire 10.000.000 – alla voce "Redditi esenti e rendite che non costituiscono reddito");
– solo redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (ad es. redditi derivanti da attività sportive dilettantistiche per un importo fino a euro 25.822,84, pari a lire 50.000.000; interessi sui conti correnti bancari o postali);
– solo redditi soggetti ad imposta sostitutiva (ad es. interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico).
Chi non è obbligato a tenere scritture contabili, è in ogni caso esonerato dalla dichiarazione se in relazione al reddito complessivo ha un’imposta lorda che, dopo l’applicazione delle detrazioni per redditi di lavoro dipendente e per carichi di famiglia e delle ritenute, non supera euro 10,33, pari a lire 20.000.
Tutta la documentazione concernente i redditi, le ritenute, gli oneri, le spese, ecc., esposti nella presente dichiarazione deve essere conservata dal contribuente fino al 31 dicembre 2006, termine entro il quale l’Agenzia delle Entrate ha facoltà di richiederla. Se il contribuente, a seguito di richiesta dell’Agenzia, non è in grado di esibire idonea documentazione relativa agli oneri, alle detrazioni, alle ritenute, ai crediti d’imposta indicati o ai versamenti, si applica una sanzione amministrativa.

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