Così come per il marchio d’impresa, anche per la tutela del nome di dominio è possibile fare riferimento al Testo delle disposizioni legislative in materia di marchi: anche il nome di dominio diventa segno distintivo d’impresa.

La legge sui marchi, il Regio decreto n. 929/1942, può essere utilizzata come riferimento normativo in caso di illegittimo utilizzo di un nome di dominio, quando questo sia uguale ad un marchio d’impresa registrato.

Questo tipo di tutela risulta necessario per le aziende che, sempre più di frequente, subiscono notevoli perdite economiche e danni alla propria immagine, in seguito alla confusione ingenerata sul mercato, da coloro che tentano di usufruire dell’altrui posizione commerciale.

E’ importante sottolineare che il nome di dominio è rilevante da un punto di vista giuridico, poiché nell’ambito del commercio elettronico, viene considerato come luogo di svolgimento degli scambi commerciali.

Nessuna norma prevede per il titolare del marchio registrato, l’esclusività nella registrazione del nome di dominio corrispondente al proprio marchio, è quindi, possibile che altri imprenditori registrino un nome di dominio uguale al marchio d’impresa registrato da un altro imprenditore.

La legge consente l’applicazione in via analogica della disciplina in materia di marchi, anche con riferimento ai nomi di dominio, ravvisando nei due termini i medesimi elementi distintivi dell’attività d’impresa.

In sede civile, il titolare del marchio può chiedere un’inibitoria al giudice, con la quale sospendere la confusione ingenerata con l’utilizzo del nome di dominio uguale al proprio marchio e richiedere la cessazione del sito illegittimo.

L’effetto dannoso della confondibilità tra marchio e nome di dominio viene contrastata a livello legislativo, anche se il titolare del marchio non ha perso la possibilità di registrare un nome di dominio coincidente con il proprio marchio, poiché l’interesse ritenuto meritevole di tutela, è comunque, evitare la confusione tra due diversi segni distintivi.

E’ prevista, anche l’azione di risarcimento dei danni per il comportamento evidentemente illegittimo tenuto dal titolare del nome di dominio, indubbiamente contrario alla legge sulla leale concorrenza.

In alcuni casi, si può, inoltre, ipotizzare il reato di contraffazione previsto dall’art. 473 c.p. “Contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali”, poiché il legislatore considera idoneo ad integrare la fattispecie in oggetto, anche il comportamento che crei confusione in merito ad un marchio o ad un segno distintivo, senza una materiale contraffazione.

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