Ecco un riepilogo della normativa vigente in tema di conseguenze della malattia insorta durante le ferie, e relativi adempimenti da parte delle aziende.

L’argomento fu illustrato con la circolare Inps 17 maggio 2000, n. 109, che qui di seguito riassumiamo.

L’istituto si è adeguato all’orientamento – ormai prevalente – espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 1947 del 23.2.1998; l’orientamento della giurisprudenza e le conseguenti istruzioni Inps impongono alle aziende di ricorrere allo strumento delle visite di controllo (da attivare anche durante il periodo di chiusura collettiva) nel caso in cui intendano contestare l’idoneità della malattia di interrompere il periodo di ferie.

Il meccanismo individuato dall’Inps non appare tuttavia condivisibile sia perché non è garantita l’efficacia dello strumento adottato (visite di controllo) sia perché scarica sulle Aziende tutte le incombenze e gli oneri legati all’accertamento delle compatibilità tra malattie e ferie.

Infatti, con l’importante sentenza numero 1947 del 23 febbraio 1998 ripresa dall’Inps, la Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto il conflitto interpretativo preesistente affermando che:

1. la malattia insorta durante le ferie non le interrompe automaticamente; è necessario valutare di volta in volta se lo specifico stato morboso denunciato dal lavoratore gli impedisca effettivamente di godere il riposo e il recupero delle energie psicofisiche propri delle ferie;

2. di conseguenza, per il diritto al trattamento di malattia non è sufficiente che il lavoratore provveda – secondo le ordinarie norme vigenti – all’invio della documentazione sanitaria all’azienda e all’Inps;

3. l’onere di provare che la malattia non pregiudichi il recupero delle energie psicofisiche del lavoratore (e che pertanto la malattia non sia idonea a interrompere le ferie) incombe sul datore di lavoro. Resta ferma la competenza finale del giudice in caso di contenzioso. 

Alla luce di questi principi, è possibile concludere che secondo la Cassazione ogni malattia – se correttamente denunciata all’Inps e al datore di lavoro – comporta la sospensione delle ferie, salvo che il datore di lavoro provi il contrario. 

Per provare l’inidoneità della malattia a sospendere le ferie è necessario chiedere all’Inps o alla Asl di effettuare una visita di controllo specifica, volta non solo a verificare l’esistenza della malattia, ma anche a valutare se la stessa è compatibile con le ferie. 

L’Inps, con la citata circolare n. 109 del 17 maggio 1999, ha dato istruzioni per l’applicazione dei principi enunciati dalla Cassazione, soffermandosi in particolare sulle modalità di comunicazione della malattia e sulla procedura che il datore di lavoro deve seguire per la richiesta dei controlli ai fini della contestazione dell’effetto sospensivo della malattia sulle ferie.

Secondo l’Inps la data di inizio della malattia coincide col giorno di ricevimento da parte del datore di lavoro della comunicazione dello stato di malattia; la comunicazione normalmente viene effettuata tramite invio del certificato di malattia, ma può anche avvenire con una comunicazione telefonica o via fax o via telegramma, cui segue l’invio del certificato.

L’azienda dovrà comunicare all’Inps la data di ricezione della comunicazione di malattia (ovviamente ciò vale solo per i lavoratori che hanno diritto all’indennità di malattia).

Tale data vale come decorrenza per tutti i termini di malattia Inps: carenza, 21° giorno per il passaggio dell’indennità dal 50 al 66,66%, 180° giorno per la cessazione del trattamento. Le giornate che precedono la data di ricezione più volte richiamata, anche se comprese nel primo certificato medico, non sono considerate come giorni di malattia ma come giorni di ferie. Per esempio, se il certificato di malattia viene rilasciato il 2 agosto, trasmesso all’azienda via fax il 3 agosto e perviene via posta il 6 agosto, la data di inizio malattia è il 3 agosto; la giornata del 2 agosto, che precede la ricezione della comunicazione, viene considerata giornata di ferie e non di malattia.

L’Inps precisa inoltre che, a parte questa regola specifica circa la data di inizio delle prestazioni, il pagamento dell’indennità resta subordinato all’osservanza da parte del lavoratore di tutte le disposizioni in vigore: documentazione dello stato di malattia, certificazione, comunicazione del recapito se diverso dal solito, rispetto delle fasce orarie, ecc.

Poiché l’effetto sospensivo delle ferie non è automatico, secondo quanto sostenuto dalla Corte di Cassazione, ma la compatibilità della malattia con il periodo feriale (la cui funzione è il ristoro delle energie psicofisiche del lavoratore) deve essere provata dal datore di lavoro, l’Inps ha ora previsto che il datore di lavoro che intenda verificare l’effettiva incompatibilità della malattia con la funzione tipica delle ferie deve fare richiesta all’Inps o alla Asl di una visita di controllo, precisando espressamente che si tratta di malattia insorta durante le ferie e che si chiede di verificare la sussistenza delle condizioni per ritenere interrotte le ferie.

L’eventuale mancato controllo per fatto imputabile al lavoratore preclude la possibilità di riconoscere la malattia come interruttiva delle ferie, e il dipendente continuerà ad essere considerato in ferie.

Per agevolare l’attività ispettiva, l’Istituto ha inoltre chiarito i criteri ai quali si devono attenere i medici di controllo per le verifiche. E’ compito del medico di controllo non solo verificare l’esistenza della malattia, ma anche valutare se essa effettivamente compromette la fruizione dei benefici tipici delle ferie.

A questo proposito l’Inps fornisce alcuni orientamenti generali per indirizzare i criteri di valutazione dei medici, che possiamo così sintetizzare:

a) laddove esista una “inabilità temporanea assoluta generica”, per esempio in caso di elevati stati febbrili, ricoveri ospedalieri, ingessature di grandi articolazioni, malattie gravi di apparati e organi, ecc. , di regola si deve ritenere compromessa la finalità del godimento delle ferie, e di conseguenza la malattia interrompe le ferie. 

b) laddove, invece, si riscontri una “inabilità temporanea assoluta al lavoro specifico” si possono verificare due casi:

b.1 – la menomazione funzionale, anche se importante per lo svolgimento del lavoro specifico, ha riflessi marginali sul godimento delle ferie e pertanto non è idonea a interromperla (per esempio in caso di cefalea, stress psicofico, sindromi ansioso – depressive, ecc.);

b.2 – la stessa menomazione funzionale, producendo un sostanziale e apprezzabile pregiudizio alle funzioni di reintegro delle energie psicofisiche, influenza negativamente il godimento delle ferie e pertanto risulta idonea ad interromperle.

In ogni caso l’accertamento della idoneità della malattia a interrompere le ferie è lasciato al medico di controllo. Tuttavia, come principio generale, l’Inps ritiene che, se il datore di lavoro non chiede la visita di controllo, il periodo feriale risulta automaticamente interrotto.

In conclusione, le aziende che – ricevendo la comunicazione di malattia di un proprio dipendente durante le ferie – intendano evitare l’automatico riconoscimento dell’interruzione delle ferie stesse, dovranno organizzarsi per inoltrare all’Inps o alla Asl la richiesta di visita controllo. 

E’ opportuno, in ogni caso, che la richiesta di visita di controllo sia fatta per iscritto. Un fac-simile utilizzabile in questi specifici casi è riprodotto qui di seguito.

Ricordiamo infine alcune considerazioni che mantengono la loro validità anche dopo la sentenza n. 1947/98 e le relative istruzioni Inps:

a) il periodo feriale che può eventualmente essere interrotto dalla malattia è quello individuato come “periodo di ferie continuative” perché è solo in tale occasione che si possono realizzare compiutamente le funzioni di recupero delle energie psico-fisiche.

b) In caso di sospensione delle ferie per malattia, il lavoratore non può autonomamente prolungare il periodo feriale. Permane quindi l’obbligo di riprendere il lavoro alla data del previsto rientro dalle ferie, oppure alla fine della malattia, se essa si protrae oltre il termine delle ferie collettive.

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FAC SIMILE DI RICHIESTA DI VISITA DI CONTROLLO

PER MALATTIA INSORTA DURANTE LE FERIE

Spettabile Inps / Asl _______________________________

Oggetto: richiesta di visita medica di controllo per malattia insorta durante le ferie (art. 5 legge n. 300/1970 e circolare Inps 17.5.1999, n. 109)

La scrivente azienda, con sede in __________ in via ________ chiede che venga effettuata, possibilmente nella giornata di _____________ , la visita medica di controllo della malattia del proprio lavoratore ______________ al seguente indirizzo ___________.

Come richiesto dalla circolare Inps n. 109 del 17 maggio 1999, precisa inoltre:

a) che si tratta di una malattia insorta durante il periodo di ferie, programmate dal _____ al ______;

b) che la comunicazione della malattia è stata ricevuta in azienda in data _____.

La sottoscritta azienda chiede di accertare l’esistenza della malattia, nonché l’eventuale idoneità della stessa a sospendere il decorso del periodo feriale.

Un attesa del referto medico legale, si porgono distinti saluti.

data ___________________ timbro e firma _______________________

 

Fonte: Prato Industriale n. 23 del 13 giugno 2001 

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