Norme di attuazione delle convenzioni europee in materia di protezione dei minori (L’Aja 1961) e di rimpatrio dei minori (L’Aja 1970).

Legge 15 gennaio 1994 n.64

Recepimento di convenzioni europee sui minori

Ratifica ed esecuzione della convenzione europea sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento, aperta alla firma a Lussemburgo il 20 maggio 1980, e della convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, aperta alla firma a L’Aja il 25 ottobre 1980; norme di attuazione delle predette convenzioni, nonche’ della convenzione in materia di protezione dei minori, aperta alla firma a L’Aja il 5 ottobre 1961, e della convenzione in materia di rimpatrio dei minori, aperta alla firma a L’Aja il 28 maggio 1970 .

1.1. Il Presidente della Repubblica e’ autorizzato a ratificare la convenzione europea sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento, aperta alla firma a Lussemburgo il 20 maggio 1980, nonche’ la convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, aperta alla firma a L’Aja il 25 ottobre 1980. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 29 gennaio 1994, n. 23, S.O. (2) Si riporta soltanto il testo della traduzione non ufficiale.

 

2.1. Piena ed intera esecuzione e’ data alle convenzioni di cui all’articolo 1, a decorrere dalla data della loro entrata in vigore, in conformita’ a quanto previsto dall’articolo 22 della convenzione di Lussemburgo e dell’articolo 43 della convenzione de L’Aja.

3.1. Il Ministero di grazia e giustizia, Ufficio per la giustizia minorile, e’ autorita’ centrale ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3 della convenzione de L’Aja del 28 maggio 1970 sul rimpatrio dei minori, dell’articolo 2 della convenzione europea di Lussemburgo del 20 maggio 1980 sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento, nonche’, dell’articolo 6 della convenzione de L’Aja del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.

3.2. Per lo svolgimento dei suoi compiti autorita’ centrale si avvale, ove necessario, della rappresentanza ed assistenza dell’Avvocatura dello Stato, nonche’, dei servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia. Puo’ chiedere l’assistenza degli organi della pubblica amministrazione e della Polizia di Stato, e di tutti gli enti i cui scopi corrispondono alle funzioni che le derivano dalle convenzioni di cui al comma 1.

3.3. Gli atti giudiziari per l’attuazione della presente legge nelle procedure promosse su richiesta autorita’ centrale sono esenti dalle imposte di bollo e di registro e da ogni altra spesa e diritto.

3.4. Il Ministero di grazia e giustizia, Ufficio per la giustizia minorile, e’ altresi’ designato come autorita’ centrale competente per gli adempimenti di cui agli articoli 6 e 11 della convenzione de L’Aja del 5 ottobre 1961 sulla competenza delle autorita’ e sulla legge applicabile in materia di protezione dei minori.

4.1. Il riconoscimento e l’esecuzione nel territorio dello Stato dei provvedimenti adottati dalle autorita’ straniere per la protezione dei minori, ai sensi dell’articolo 7 della convenzione de L’Aja del 5 ottobre 1961, sono disposti dal tribunale per i minorenni del luogo in cui i provvedimenti stessi devono avere attuazione.

4.2. Il tribunale decide con decreto in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero e, ove del caso, il minore e le persone presso cui questi si trova, su ricorso degli interessati. Il ricorso puo’ essere presentato anche dal pubblico ministro, d’ufficio ovvero su richiesta autorita’ centrale. Contro il decreto del tribunale per i minorenni puo’ essere proposto ricorso per cassazione.

 

4.3. Il tribunale per i minorenni del luogo ove il minore risiede e’ competente ad adottare i provvedimenti provvisori ed urgenti previsti dagli articoli 8 e 9 della convenzione de L’Aja del 5 ottobre 1961. Del provvedimento dato avviso autorita’ centrale.

4.4. L’attuazione nello Stato, ai sensi dell’articolo 6 della convenzione de L’Aja del 5 ottobre 1961, dei provvedimenti adottati dalle autorita’ straniere e’ di competenza del giudice tutelare del luogo ove il minore risiede, ovvero, ricorrendo l’ipotesi, del luogo ove si trovano i beni in ordine ai quali sono stati adottati i provvedimenti.

5.1. Le decisioni sulle richieste di rimpatrio di minori dal territorio dello Stato, avanzate dalle autorita’ straniere, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, e dell’articolo 4 della convenzione de L’Aja del 28 maggio 1970, sono adottate dal tribunale per i minorenni del luogo dove il minore risiede.

5.2. Le decisioni sulle richieste di rimpatrio di minori verso il territorio dello Stato, avanzate dalle autorita’ straniere, ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, e dell’articolo 14 della convenzione de L’Aja del 28 maggio 1970, sono adottate dal tribunale per i minorenni del luogo ove risiedono le persone che esercitano la potesta’ parentale sul minore o, in mancanza, del luogo in cui il minore aveva la sua ultima residenza. Se si tratta di minore cittadino italiano e sono sconosciute le persone che su di lui esercitano la potesta’ parentale, ovvero di minore cittadino italiano non sottoposto alla potesta’ parentale di alcuna persona e che non sia stato residente in Italia, la decisione e’ adottata dal tribunale per i minorenni di Roma.

5.3. Le richieste di rimpatrio di minori nello Stato ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 1, e dell’articolo 4 della convenzione de L’Aja del 28 maggio 1970, sono di competenza del tribunale per i minorenni del luogo ove risiedono le persone che sul minore esercitano la potesta’ parentale, ovvero, ricorrendo l’ipotesi, del tribunale per i minorenni del luogo ove deve essere adottata od eseguita una misura di protezione o di rieducazione del minore.

5.4. Le richieste di rimpatrio di minori verso uno Stato contraente ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, e dell’articolo 14 della convenzione de L’Aja del 28 maggio 1970, sono di competenza del tribunale per i minorenni del luogo ove il minore risiede.

5.5. Nei casi di cui ai commi 1 e 2 il tribunale per i minorenni decide con decreto in camera di consiglio, su ricorso del pubblico ministero, anche a seguito di richiesta autorita’ centrale. Nei casi di cui ai commi 3 e 4 il tribunale per i minorenni decide con decreto in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero e su ricorso degli interessati. Il ricorso puo’ essere proposto d’ufficio dal pubblico ministero. La decisione e’ trasmessa autorita’ centrale per i provvedimenti di competenza. Contro il decreto del tribunale per i minorenni e’ ammesso ricorso per cassazione.

6.1. Il riconoscimento e l’esecuzione nel territorio dello Stato delle decisioni relative all’affidamento dei minori ed al diritto di visita adottate dalle autorita’ straniere ai sensi degli articoli 7, 11 e 12 della convenzione di Lussemburgo del 20 maggio 1980 sono disposti dal tribunale per i minorenni del luogo in cui i provvedimenti stessi devono avere attuazione.

6.2. Il tribunale decide con decreto in camera di consiglio, sentito il pubblico ministero e, ove del caso, il minore e le persone presso cui questi si trova, su ricorso degli interessati o del pubblico ministero. La decisione e’ deliberata entro trenta giorni dalla proposizione del ricorso. Contro il decreto del tribunale e’ ammesso ricorso per cassazione. La proposizione del ricorso non sospende l’esecuzione della decisione impugnata.

6.3. Ove la richiesta sia presentata tramite autorita’ centrale, quest’ultima premessi se del caso i necessari accertamenti, trasmette senza indugio gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni competente a norma del comma 1, perche’ sia proposto il ricorso di cui al comma 2. Il ricorso e’ presentato senza ritardo. La decisione e’ deliberata nel termine di cui al comma 2.

6.4. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni cura l’esecuzione delle decisioni anche avvalendosi dei servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia, e ne da’ immediatamente avviso autorita’ centrale.

 

7.1. Le richieste tendenti ad ottenere il ritorno del minore presso l’affidatario al quale e’ stato sottratto, o a ristabilire l’esercizio effettivo del diritto di vista, sono presentate per il tramite autorita’ centrale a norma degli articoli 8 e 21 della convenzione de L’Aja del 25 ottobre 1980.

7.2. Autorita’ centrale, premessi se del caso i necessari accertamenti, trasmette senza indugio gli atti al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo in cui si trova il minore. Il procuratore della Repubblica richiede con ricorso in via d’urgenza al tribunale l’ordine di restituzione o il ripristino del diritto di visita.

7.3. Il presidente del tribunale, assunte se del caso sommarie informazioni, fissa con decreto l’udienza in camera di consiglio, dandone comunicazione autorita’ centrale. Il tribunale decide con decreto entro trenta giorni dalla data di ricezione della richiesta di cui al comma 1, sentiti la persona presso cui si trova il minore, il pubblico ministero, e, se del caso, il minore medesimo. La persona che ha presentato la richiesta e’ informata della data dell’udienza a cura autorita’ centrale, e puo’ comparire a sue spese e chiedere di essere sentita.

7.4. Il decreto e’ immediatamente esecutivo. Contro di esso puo’ essere proposto ricorso per cassazione. La presentazione del ricorso non sospende l’esecuzione del decreto.

7.5. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni cura l’esecuzione delle decisioni anche avvalendosi dei servizi minorili dell’Amministrazione della giustizia, e ne d immediatamente avviso autorita’ centrale.

7.6. E’ fatta salva la facolta’ per l’interessato di adire direttamente le competenti autorita’, a norma dell’articolo 29 della convenzione di cui al comma 1.

8.1. All’onere derivante dall’attuazione della presente legge, pari a lire 100 milioni annue a decorrere dall’anno 1993, ivi comprese le minori entrate di cui all’articolo 3, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1993-1995, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno finanziario 1993, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento riguardante il Ministero degli affari esteri.

8.2. Il Ministro del tesoro e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le correnti variazioni di bilancio.

9.1. La legge entra in vigore dopo tre mesi dal giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Traduzione non ufficiale Convenzione europea sul riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento.

Gli Stati membri del Consiglio d’Europa, firmatari della presente Convenzione,

Riconoscendo che negli Stati membri del Consiglio d’Europa la considerazione dell’interesse del minore e’ di importanza decisiva in materia di provvedimenti concernenti il suo affidamento;

Considerando che l’istituzione di misure destinate a facilitare il riconoscimento e l’esecuzione di provvedimenti riguardanti l’affidamento di un minore avra’ l’effetto di assicurare la migliore protezione dell’interesse dei minori;

Stimando auspicabile, con questo intendimento, sottolineare che il diritto di visita dei genitori e’ il normale corollario del diritto di custodia;

Constatando il numero crescente di casi in cui dei minori sono stati trasferiti indebitamente oltre una frontiera internazionale e avendo riguardo alle difficolta’ incontrate per risolvere adeguatamente i problemi sollevati da questi casi;

Desiderosi di introdurre delle disposizioni adeguate che consentano di ristabilire l’affidamento dei minori ove questo sia stato arbitrariamente interrotto;

Convinti dell’opportunita’ di adottare, a tale scopo, delle misure adatte alle varie necessita e alle diverse circostanze; Desiderosi di stabilire delle relazioni di cooperazione giudiziaria tra le rispettive autorita’,

Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1

Ai fini della presente Convenzione, si intende per: a) minore: una persona, qualunque sia la sua cittadinanza, che non abbia ancora raggiunto l’eta di 16 anni e che non abbia diritto di fissare personalmente la propria residenza secondo la legge della sua residenza abituale o della sua cittadinanza o secondo la legge interna dello Stato richiesto; b) autorita’ : ogni autorita’ giudiziaria od amministrativa; c) provvedimento relativo all’affidamento: ogni provvedimento di una autorita’ che disponga sulla cura della persona del minore, compreso il diritto di stabilire la sua residenza, nonche’ in ordine al diritto di visita; d) spostamento indebito: il trasferimento di un minore attraverso una frontiera internazionale in violazione ad una decisione che disponga il suo affidamento emessa in uno Stato contraente ed esecutiva in tale Stato; si considera egualmente spostamento indebito: i) il mancato ritorno di un minore attraverso una frontiera internazionale, al termine del periodo di esercizio di un diritto di visita relativo a detto minore o al termine di ogni altro soggiorno temporaneo in un territorio diverso da quello in cui e’ esercitato l’affidamento; ii) uno spostamento dichiarato successivamente illecito ai sensi dell’articolo 12.

TITOLO I

Autorita’ centrali

Articolo 2

1. Ciascuno Stato contraente designera’ una autorita’ centrale che esercitera’ le funzioni previste nella presente Convenzione.

2. Gli Stati federali e gli Stati in cui sono in vigore parecchi ordinamenti hanno la facolta’ di designare le diverse autorita’ centrali di cui stabiliscono le competenze.

3. Ogni designazione effettuata in applicazione del presente articolo deve essere notificata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

Articolo 3

1. Le autorita’ centrali degli Stati contraenti devono cooperare tra loro e promuovere un concerto tra le autorita’ competenti e i loro rispettivi paesi. Esse debbono agire con ogni diligenza necessaria.

2. Al fine di facilitare l’attuazione della presente Convenzione, le autorita’ centrali degli Stati contraenti: a) assicurano la trasmissione delle domande d’informazione provenienti dalle autorita’ competenti e riguardanti dei punti di diritto o di fatto relativi a procedimenti in corso; b) si comunicano reciprocamente su loro domanda informazioni concernenti la loro legislazione in materia di affidamento dei minori e relativa evoluzione; c) si tengono reciprocamente informate circa le difficolta’ che possono nascere in occasione dell’applicazione della Convenzione e si adoperano, nella massima misura possibile, per eliminare gli ostacoli che si frappongono alla sua applicazione.

Articolo 4

1. Chiunque abbia ottenuto in uno Stato contraente un provvedimento relativo all’affidamento di un minore e desideri ottenere in un altro Stato contraente il riconoscimento o l’esecuzione di tale provvedimento puo’ rivolgersi, a tale scopo, mediante ricorso, autorita’ centrale di ogni Stato contraente.

2. Il ricorso deve essere accompagnato dai documenti di cui all’articolo 13.

3. L’Autorita’ centrale adita, nel caso in cui sia diversa autorita’ centrale dello Stato richiesto, trasmette i documenti a questa ultima direttamente e senza indugio.

4. L’Autorita’ centrale adita puo’ rifiutare il suo intervento quando e’ manifesto che non sussistono i requisiti previsti dalla presente Convenzione. 5. Autorita’ centrale adita informa senza indugio il ricorrente dell’esito della sua domanda.

Articolo 5

1. L’Autorita’ centrale dello Stato richiesto adotta o si adopera perche’ venga adottata nel piu’ breve termine ogni disposizione che esso ritiene idonea, rivolgendosi, se del caso, alle autorita’ competenti, per: a) rintracciare il luogo in cui si trova il minore; b) evitare, in particolare adottando le misure provvisorie necessarie, che gli interessi del fanciullo o del ricorrente vengano lesi; c) assicurare il riconoscimento o l’esecuzione del provvedimento; d) assicurare la consegna del minore al ricorrente quando l’esecuzione del provvedimento e’ accordata; e) informare autorita’ richiedente sulle misure adottate.

2. Quando l’Autorita’ Centrale dello Stato richiesto ha delle ragioni per credere che il minore si trova nel territorio di un altro Stato contraente, trasmette i documenti autorita’ centrale di questo Stato, direttamente e senza indugio.

3. Ad eccezione delle spese di rimpatrio, ciascuno Stato contraente si impegna a non esigere dal ricorrente alcun pagamento per qualsiasi misura adottata per conto di quest’ultimo ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo autorita’ centrale di detto Stato, comprese le spese processuali e, ove del caso, le spese occasionate dalla partecipazione di un avvocato.

4. Se il riconoscimento o l’esecuzione e’ rifiutato e se autorita’ centrale dello Stato richiesto ritiene di dover dar corso alla domanda del ricorrente di promuovere in tale Stato una azione nel merito, detta autorita’ fa il possibile per assicurare la rappresentanza del ricorrente nel procedimento in condizioni non meno favorevoli di quelle di cui puo’ beneficiare una persona che risiede e che possiede la cittadinanza di detto Stato e, a tale scopo, puo’ in particolare rivolgersi alle sue autorita’ competenti.

Articolo 6

1. Salvo accordi particolari conclusi tra le autorita’ centrali interessate e salvo le disposizioni del paragrafo 3 del presente articolo: a) le comunicazioni indirizzate autorita’ centrale dello Stato richiesto sono redatte nella lingua o in una delle lingue ufficiali di detto Stato o accompagnate da una traduzione in tale lingua; b) autorita’ centrale dello Stato richiesto deve tuttavia accettare le comunicazioni redatte in lingua francese o inglese ovvero accompagnate da una traduzione in una di queste lingue.

2. Le comunicazioni che promanano autorita’ centrale dello Stato richiesto, compresi i risultati delle indagini effettuate, possono essere redatte nella lingua o in una delle lingue ufficiali di detto Stato ovvero in francese o inglese.

3. Ogni Stato contraente puo’ escludere l’applicazione in tutto o in parte delle disposizioni del paragrafo 1. b) del presente articolo. Qualora uno Stato contraente si sia avvalso di tale riserva, ogni altro Stato contraente puo’ ugualmente applicarla nei confronti di tale Stato.

TITOLO II

Riconoscimento ed esecuzione di provvedimenti e ripristino dell’affidamento dei minori

Articolo 7

I provvedimenti relativi all’affidamento pronunciati in uno Stato contraente sono riconosciuti e, quando siano esecutivi nello Stato d’origine, ricevono esecuzione in ogni altro Stato contraente.

Articolo 8

1. In caso di trasferimento illegittimo, autorita’ centrale dello Stato richiesto far procedere immediatamente alla restituzione del minore: a) quando all’atto dell’introduzione dell’istanza nello Stato in cui il provvedimento e’ stato pronunciato o alla data del trasferimento illegittimo, se questo ha avuto luogo precedentemente, il minore e i suoi genitori avevano soltanto la cittadinanza di questo Stato e il minore aveva la residenza abituale sul territorio di tale Stato e b) se la domanda di restituzione e’ stata proposta ad una autorita’ centrale entro un termine di sei mesi a partire dalla data del trasferimento illegittimo.

2. Se, in conformita’ alla legge dello Stato richiesto, le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo non possono essere soddisfatte senza l’intervento di autorita’ giudiziaria, nessuno fra i motivi di rifiuto previsti nella presente Convenzione si applichera’ al procedimento giudiziario.

3. Se tra la persona che ha in affidamento il minore e un’altra persona e’ intervenuto un accordo, omologato da autorita’ competente, per concedere alla seconda un diritto di visita e se allo scadere del periodo convenuto il minore, dopo essere stato portato all’estero, non e’ stato restituito alla persona che lo aveva in affidamento, si procede al ripristino del diritto di affidamento in conformita’ ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo. Lo stesso dicasi in caso di provvedimento autorita’ competente che accorda questo stesso diritto a una persona che non ha l’affidamento del minore.

Articolo 9

1. Nei casi di trasferimento illegittimo diversi da quelli previsti all’articolo 8 e se si e’ fatto ricorso ad una autorita’ centrale entro il termine di sei mesi a partire dal trasferimento, il riconoscimento e l’esecuzione non possono essere rifiutati se non quando: a) si tratta di un provvedimento pronunciato in assenza del convenuto o del suo rappresentante legale e l’atto introduttivo del giudizio o altro atto equivalente non e’ stato notificato o comunicato al convenuto in forma regolare ed in tempo utile affinche’, possa difendersi; tuttavia, tale mancata notifica o comunicazione non puo’ costituire motivo di rifiuto di riconoscimento o di esecuzione quando la notifica o la comunicazione non abbia avuto luogo per il fatto che il convenuto ha tenuto nascosto il luogo in cui si trova alla persona che ha promosso il procedimento nello Stato d’origine; b) si tratta di un provvedimento pronunciato in assenza del convenuto o del suo rappresentante legale e la competenza autorita’ che l’ha pronunciato non si basa: i) sulla residenza del convenuto, ovvero ii) sull’ultima residenza abituale comune dei genitori del minore purche’ uno di essi vi risieda ancora abitualmente, ovvero iii) sulla residenza abituale del minore; c) il provvedimento e’ incompatibile con quello relativo all’affidamento divenuto esecutivo nello Stato richiesto prima del trasferimento del minore, a meno che quest’ultimo non abbia avuto la sua residenza abituale sul territorio dello Stato richiedente nell’anno che precede il suo trasferimento.

2. Se non e’ stato fatto ricorso ad alcuna autorita’ centrale, le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo sono egualmente applicabili quando il riconoscimento e l’esecuzione sono richiesti entro il termine di sei mesi dalla data del trasferimento illegittimo.

3. In nessun caso il provvedimento puo’ essere oggetto di esame nel merito.

Articolo 10

1. Nei casi diversi da quelli di cui agli articoli 8 e 9, il riconoscimento e l’esecuzione possono essere rifiutati non soltanto per i motivi previsti dall’articolo 9, ma anche per uno dei motivi seguenti: a) se si e’ constatato che gli effetti del provvedimento sono manifestamente incompatibili con i principi fondamentali del diritto che regola la famiglia ed i minori nello Stato richiesto; b) se si e’ constatato che a seguito del mutamento di circostanze, compreso il passare del tempo ma escludendo il mero cambiamento di residenza del minore a seguito di trasferimento illegittimo, gli effetti del provvedimento originario risultano non piu’ conformi all’interesse del minore; c) se, al momento dell’introduzione dell’istanza nello Stato d’origine: i) il minore aveva la cittadinanza dello Stato richiesto o la sua residenza abituale in questo Stato, mentre con lo Stato d’origine non esisteva alcuno di tali rapporti di collegamento; ii) il minore aveva contemporaneamente la cittadinanza dello Stato d’origine e quella dello Stato richiesto, nonche’ la residenza abituale nello Stato richiesto; d) se il provvedimento e’ incompatibile con un provvedimento emesso, o nello Stato richiesto, o in uno Stato terzo, pur essendo esecutivo nello Stato richiesto, a seguito di un procedimento intrapreso prima della proposizione della domanda di riconoscimento o d’esecuzione, e se il rifiuto e’ conforme all’interesse del minore.

2. Negli stessi casi, tanto il procedimento di riconoscimento quanto quello d’esecuzione possono essere sospesi per uno dei seguenti motivi: a) se il provvedimento originario e’ oggetto di un ricorso ordinario; b) se nello Stato richiesto e’ pendente un procedimento riguardante l’affidamento del minore, promosso prima che il procedimento nello Stato di origine sia stato iniziato; c) se un altro provvedimento relativo all’affidamento del minore e’ oggetto di un procedimento di esecuzione o di ogni altro procedimento relativo al riconoscimento del provvedimento stesso.

Articolo 11

1. I provvedimenti sul diritto di visita e le disposizioni dei provvedimenti relativi all’affidamento vertenti sul diritto di visita sono riconosciuti e posti ad esecuzione alle stesse condizioni previste per gli altri provvedimenti relativi all’affidamento.

2. Tuttavia, autorita’ competente dello Stato richiesto puo’ fissare le modalita’ dell’attuazione e dell’esercizio del diritto di visita tenuto conto in particolare degli impegni assunti dalle parti al riguardo.

3. Quando non si e’ provveduto sul diritto di visita ovvero quando il riconoscimento o l’esecuzione del provvedimento relativo all’affidamento viene rifiutato, autorita’ centrale dello Stato richiesto puo’ rivolgersi alle proprie autorita’ competenti a decidere sul diritto di visita, a richiesta della persona che invoca tale diritto.

 

Articolo 12

Qualora alla data in cui il minore e’ trasferito oltre una frontiera internazionale non esista un provvedimento esecutivo in ordine al suo affidamento, pronunciato in uno Stato contraente, le disposizioni della presente Convenzione si applicano ad ogni successivo provvedimento riguardante l’affidamento del minore che riconosca l’illiceita’ del trasferimento ed emesso in uno Stato contraente a richiesta di ogni persona interessata.

TITOLO III

Procedura

Articolo 13

1. La domanda di riconoscimento o di esecuzione in un altro Stato contraente di un provvedimento relativo all’affidamento deve essere accompagnata: a) da un documento che abilita autorita’ centrale dello Stato richiesto ad agire a nome del richiedente ovvero a designare a tal fine un altro rappresentante; b) da una copia del provvedimento munita dei requisiti necessari per la sua autenticita’; c) quando si tratta di un provvedimento pronunciato in assenza del convenuto o del suo rappresentante legale, da qualsiasi documento idoneo a comprovare che l’atto introduttivo del procedimento od un atto equivalente e’ stato regolarmente notificato o comunicato al convenuto; d) se del caso, da ogni documento idoneo a comprovare che, in base alla legge dello Stato di origine, il provvedimento e’ esecutivo; e) ove possibile, da una esposizione indicante il luogo in cui potrebbe trovarsi il minore nello Stato richiesto; f) da proposte sulle modalit… del ripristino dell’affidamento del minore.

2. I documenti di cui sopra debbono, se del caso, essere accompagnati da una traduzione secondo le norme di cui all’articolo 6.

Articolo 14

Ogni Stato contraente applica al riconoscimento ed all’esecuzione di un provvedimento relativo all’affidamento una procedura semplice e rapida. A tal fine fa in modo che la domanda di "exequatur" possa essere proposta su semplice ricorso.

Articolo 15

1. Prima di decidere sull’applicazione del paragrafo 1. b) dell’articolo 10, autorita’ che dipende dallo Stato richiesto: a) deve rendersi edotta del punto di vista del minore, a meno che non vi sia impossibilita’ pratica, avuto riguardo, in particolare, all’eta’ ed alla capacita di discernimento di quest’ultimo; e b) puo’ chiedere che vengano effettuate delle opportune indagini.

2. le spese delle indagini effettuate in uno Stato contraente sono a carico dello Stato in cui le stesse sono effettuate.

3. Le richieste di indagini ed i loro risultati possono essere indirizzati autorita’ interessata attraverso le autorita’ centrali.

Articolo 16

Ai fini della presente Convenzione, nessuna legalizzazione o formalita’ analoga puo’ essere richiesta.

TITOLO IV

Riserve

Articolo 17

1. Ogni Stato contraente puo’ formulare la riserva in base alla quale, nei casi previsti dagli articoli 8 e 9 o in uno soltanto di detti articoli, il riconoscimento e l’esecuzione di provvedimenti relativi all’affidamento potranno essere rifiutati per motivi, tra quelli previsti dall’articolo 10, che saranno indicati nella riserva.

2. Il riconoscimento e l’esecuzione dei provvedimenti pronunciati in uno Stato contraente che ha fatto la riserva di cui al paragrafo 1 del presente articolo possono essere rifiutati in ogni altro Stato contraente per uno dei motivi aggiuntivi indicati in detta riserva. Articolo 18 Ogni Stato contraente puo’ formulare la riserva in base alla quale non e’ vincolato alle disposizioni dell’articolo 12. Le disposizioni della presente Convenzione non si applicano ai provvedimenti di cui all’articolo 12 che sono stati pronunciati in uno Stato contraente che ha fatto tale riserva.

TITOLO V

Altri strumenti

Articolo 19

La presente Convenzione non impedisce che un altro strumento internazionale vincolante lo Stato d’origine e lo Stato richiesto o il diritto non convenzionale dello Stato richiesto siano invocati per ottenere il riconoscimento o l’esecuzione di un provvedimento.

Articolo 20

1. La presente Convenzione non pregiudica gli impegni che uno Stato contraente puo’ avere nei confronti di uno Stato non contraente in virtu’ di uno strumento internazionale avente per oggetto materie regolate dalla presente Convenzione.

2. Quando due o piu’ Stati contraenti hanno posto in essere, od intendono farlo, una legislazione uniforme nel campo dell’affidamento dei minori od un sistema particolare di riconoscimento o di esecuzione dei provvedimenti in questo campo, essi avranno la facolta’ di applicare tra loro tale legislazione o tale sistema in luogo della presente Convenzione o di parte di essa. Per avvalersi di questa disposizione detti Stati dovranno notificare la loro decisione al Segretario Generale del Consiglio d’Europa. Ogni modifica o revoca di detta decisione deve anch’essa essere notificata.

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