I lavori per i quali spettano le agevolazioni fiscali sono quelli elencati nell’articolo 3 del Testo Unico delle disposizioni legislative regolamentari in materia edilizia (DPR n. 380/2001).

In particolare, la detrazione Irpef del 36% riguarda le spese sostenute per eseguire gli interventi di manutenzione straordinaria, le opere di restauro e risanamento conservativo e i lavori di ristrutturazione edilizia per i singoli appartamenti e per gli immobili condominiali.

Gli interventi di manutenzione ordinaria sono ammessi all’agevolazione Irpef solo se riguardano le parti comuni di edifici residenziali.
Tra le spese per le quali compete la detrazione, oltre a quelle per l’esecuzione dei lavori, sono comprese:
– le spese per la progettazione e le altre prestazioni professionali connesse;
– le spese per prestazioni professionali comunque richieste dal tipo di intervento;
– le spese per la messa in regola degli edifici ai sensi della legge 46/ 90 ( impianti elettrici) e delle norme.

I contribuenti hanno la possibilità di detrarre dall’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) il 36% delle spese sostenute nel 2002 per la ristrutturazione di case di abitazione e parti comuni di edifici residenziali situati nel territorio dello Stato.

Il beneficio spetta fino al limite massimo di spesa di 150 milioni di lire ( 77.468,53 euro) per ogni immobile sul quale vengono eseguiti gli interventi di recupero edilizio, da suddividere in dieci anni; l’importo detraibile, quindi, è al massimo di 54.000.000 lire ( 27.888,67 euro) , pari al 36% di 150 milioni, per ogni immobile oggetto di lavori di manutenzione o ristrutturazione e per ciascun soggetto che ha sostenuto le spese.

Esempio: la casa ha bisogno di alcuni interventi di manutenzione straordinaria, come il rifacimento dell’impianto elettrico, idraulico e del bagno. La spesa sostenuta è di 100 milioni di lire, Iva compresa (51.645,69 euro). A fronte di questa cifra si possono detrarre 36 milioni di lire (18.592,45 euro) in dieci anni, con un risparmio d ‘imposta di 3.600.000 lire (1.859,24 euro) per ogni anno.

Per i lavori eseguiti sull’abitazione e sulla pertinenza, la detrazione compete nel limite massimo di 150 milioni per ciascuna delle due unità.
Se l ‘accatastamento è unico il limite massimo detraibile resta fissato in 150 milioni complessivi. Sempre in tema di limiti di spesa, occorre tenere conto del numero di unità immobiliari esistenti all’inizio dei lavori: se l ‘intervento riguarda una sola unità immobiliare, il limite massimo detraibile resta fermo a 150 milioni anche se al termine dei lavori sono state realizzate due o più unità.

A proposito della detrazione dall’Irpef del 36% della spesa sostenuta, va precisato che si tratta effettivamente di una detrazione dall’imposta e non di rimborso. Ciascun contribuente ha perciò diritto a detrarre annualmente la quota spettante nei limiti dell’imposta dovuta per l’anno in questione.

Esempio: se la quota annua detraibile è di 3.600.000 lire, come nell’esempio formulato, e l ‘Irpef ( trattenuta o comunque da pagare) nell’anno in questione ammonta a 3.200.000 lire, la parte residua, 400.000 lire, non può essere recuperata in
alcun modo. L ‘importo eccedente, infatti, non può essere richiesto a rimborso, né può essere conteggiato in diminuzione dell’imposta dovuta per l ‘anno successivo.

La detrazione compete per le spese sostenute nell’anno e rispetta rigorosamente, pertanto, il criterio di cassa. Per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio la detrazione compete con riferimento all’anno di effettuazione del bonifico bancario da parte dell’amministratore del condominio.

In tale ipotesi la detrazione compete al singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile, sempre che quest’ultima sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per i lavori realizzati nell’anno 2002 ma che sono la prosecuzione di interventi iniziati prima del 1 ° gennaio 2002, ai fini della determinazione dell’importo massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione, pari a euro 77.468,53 (pari a 150 milioni di lire) per unità immobiliare, occorre tenere conto anche delle spese sostenute negli anni pregressi.

In sostanza le spese sostenute nel 2002 per lavori iniziati in precedenza danno diritto alla detrazione solo se le spese (sulle quali sono state calcolate le detrazioni) negli anni precedenti, complessivamente considerate, non abbiano superato il limite di euro 77.468,53 (pari a 150 milioni di lire) e comunque fino a concorrenza dello stesso limite da riferire a ciascun immobile.

 

Fonte: Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni – dati aggiornati al 10 maggio 2002- Agenzia delle Entrate

sottocategoria:    deduzioni-e-detrazioni