Per lavori socialmente utili s’intendono le attività che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilità collettiva, mirati alla:

creazione di occupazione, in particolare in nuovi bacini di impiego (lavori della durata di 12 mesi, prorogabili al massimo per 2 periodi di 6 mesi);
qualificazione di particolari progetti formativi volti alla crescita professionale in settori innovativi (lavori della durata massima di 12 mesi);
realizzazione di progetti con obiettivi di carattere straordinario (lavori della durata di 6 mesi, prorogabili al massimo per un periodo di 6 mesi, con priorità per i soggetti titolari di trattamenti previdenziali);
occupazione ed utilizzo diretto di titolari di trattamenti previdenziali.
Tali attività possono essere promosse dalle amministrazioni pubbliche, dagli enti pubblici economici, dalle società a totale o prevalente partecipazione pubblica, e dalle cooperative sociali e loro consorzi e devono essere svolte mediante l’utilizzo di una delle seguenti categorie di soggetti:

lavoratori in cerca di prima occupazione o disoccupati iscritti da più di 2 anni nelle liste di collocamento;
lavoratori iscritti nelle liste di mobilità percettori e non dell’indennità di mobilità o di altro trattamento speciale di disoccupazione;
lavoratori in Cassa integrazione Guadagni Straordinaria a zero ore
gruppi di lavoratori espressamente individuati in accordi per la gestione di esuberi nel contesto di crisi aziendali, di settore e di area;
categorie di lavoratori individuate, anche per specifiche aree territoriali, mediante Delibera della Commissione regionale per l’impiego;
persone detenute per le quali sia prevista l’ammissione al lavoro esterno come modalità del programma di trattamento (D. Lgs. n. 468/1997)

A cura dell’Osservatorio per l’imprenditorialità femminile

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