50.000 stranieri extracomunitari a carattere stagionale e 29.500 stranieri extracomunitari per lavoro subordinato non stagionale e per lavoro autonomo. Questo è quanto riportato sulla G.U. n. 18 del 23-01-2004, dei due decreti recanti la programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori stranieri extracomunitari per l’anno 2004.

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Il primo DPCM fissa una quota massima di 50.000 stranieri extracomunitari da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato a carattere stagionale. 
La quota di lavoratori stagionali non comunitari riguarda cittadini provenienti da: Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia-Montenegro, Croazia, Bulgaria, Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia, ed Egitto. 

Il secondo DPCM fissa invece una quota massima di 29.500 stranieri extracomunitari da ammettere nel territorio dello Stato, ripartita tra ingressi per lavoro subordinato non stagionale e per lavoro autonomo.

Decreto relativo ai lavoratori extracomunitari stagionali

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 19 Dicembre 2003 
Programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori stagionali extracomunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2004.

1. Come anticipazione delle quote massime di ingresso di lavoratori non comunitari per l’anno 2004 sono ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato stagionale, i cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, entro una quota massima di 50.000 unita’, da ripartire tra le regioni e province autonome a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 

2. La quota di cui al comma 1 riguarda i lavoratori subordinati stagionali non comunitari di Paesi di cui e’ stata accettata l’adesione all’Unione europea (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia), di Serbia-Montenegro, Croazia, Bulgaria e Romania, nonche’ di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere accordi di cooperazione in materia migratoria: Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia, ed Egitto e altresi’ i cittadini stranieri non comunitari titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale nell’anno 2002 o 2003. 

3. Dopo il 30 giugno 2004 sara’ verificata la necessita’ di adottare un successivo provvedimento diretto a soddisfare eventuali ulteriori fabbisogni di manodopera stagionale. 

Decreto relativo ai lavoratori extracomunitari non stagionali

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – 19 Dicembre 2003
Programmazione transitoria dei flussi d’ingresso dei lavoratori non stagionali extracomunitari nel territorio dello Stato per l’anno 2004.

Art. 1.
1. Come anticipazione delle quote massime di ingresso di lavoratori non comunitari per l’anno 2004 sono ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo i cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, entro una quota massima di 29.500 unita’ da ripartire, per quanto riguarda il lavoro subordinato non stagionale, tra le regioni e province autonome a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Art. 2.
1. Nell’ambito della quota massima di cui all’art. 1, sono ammessi in Italia per motivi di lavoro subordinato non stagionale i cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, entro una quota massima di 6.100 unita’.

Art. 3.
1. Nell’ambito della quota massima di cui all’art. 1 e’ consentito l’ingresso di 2.500 cittadini stranieri non comunitari residenti all’estero, per motivi di lavoro autonomo, appartenenti alle categorie di seguito elencate:
ricercatori;
imprenditori che svolgono attivita’ di interesse per l’economia nazionale;
liberi professionisti;
soci e amministratori di societa’ non cooperative;
artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati.
2. All’interno di tale quota, sono ammesse, sino ad un massimo di 1.250 unita’ unicamente le conversioni di permessi di soggiorno per motivi di studio e formazione professionale in permessi di soggiorno per lavoro autonomo.

Art. 4.
1. Per l’anno 2004 sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato non stagionale e di lavoro autonomo, lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea diretta di ascendenza residenti in Argentina, Uruguay e Venezuela, che chiedano di essere inseriti in un apposito elenco, costituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari italiane in Argentina, Uruguay e Venezuela, contenente le qualifiche professionali dei lavoratori stessi, entro una quota massima di 400 unita’.

Art. 5.
1. Nell’ambito della quota massima di cui all’art. 1 sono ammessi in Italia, per motivi di lavoro subordinato non stagionale 20.500 cittadini extracomunitari residenti all’estero, di cui 500 dirigenti o personale altamente qualificato e 20.000 cittadini di Paesi che hanno sottoscritto o stanno per sottoscrivere specifici accordi di cooperazione in materia migratoria, come di seguito ripartiti:
3.000 cittadini albanesi;
3.000 cittadini tunisini;
2.500 cittadini marocchini;
1.500 cittadini egiziani;
2.000 cittadini nigeriani;
1.500 cittadini moldavi;
1.500 cittadini dello Sri Lanka;
1.500 cittadini del Bangladesh;
1.000 cittadini pakistani;
2.500 cittadini di altri Paesi non appartenenti all’Unione europea che concludano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso e delle procedure di riammissione.
Roma, 19 dicembre 2003 p. Il Presidente: Letta – Articolo tratto dal Governo italiano

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