Con l’emanazione della legge sulle nuove norme sull’editoria e sui prodotti editoriali, che ha introdotto una nuova definizione di prodotto editoriale, la normativa precedente in materia di stampa, la legge n. 47/1948 viene estesa anche alle testate online.

L’art. 1 della legge n. 62/2001 sull’editoria prevede infatti che per prodotto editoriale si intende anche quello realizzato su supporto informatico e la cui diffusione avviene per via telematica.

In particolare, le testate on line devono possedere, obbligatoriamente, un direttore responsabile, un editore e sono tenute, come le testate giornalistiche su carta stampata, alla registrazione presso il tribunale. 

Per le imprese di comunicazione le registrazioni sono, quindi, due, poiché è previsto anche l’obbligo di essere registrate nel ROC, il Registro degli Operatori di Comunicazione.

Con la registrazione preso il tribunale, si prevede una tutela in caso di eventuali responsabilità civili, penali e amministrative, in merito alla pubblicazione.
L’iscrizione al ROC, invece, adempie alla necessità di tutelare la trasparenza nel settore editoriale.

Un altro importante elemento che obbliga le testate on line alla registrazione presso il tribunale consiste nella regolare periodicità delle pubblicazioni diffuse via Internet ed è proprio in relazione alla mancanza di periodicità che molte testate on line hanno evitato l’obbligo di registrazione.

Nella legge n. 388/2000 all’art. 153 è stato precedentemente previsto l’obbligo di registrazione delle testate on line di partiti e movimenti politici.

In seguito all’estensione della disciplina sulla stampa, sono insorte anche per le testate on line, alcune difficoltà, in merito all’indicazione obbligatoria dello stampatore al momento della registrazione. Nel caso delle testate on line, la prassi più diffusa è stata quella di indicare come stampatore, il Provider.

La direttiva 2000/31/CE relativa al commercio elettronico, include indirettamente nella sua regolamentazione il giornalismo on line, imponendo all’art.4, ai singoli Stati, di non attuare discipline più restrittive nell’accesso ai servizi di informazione on line, rispetto quelle comunitarie.

In tal caso, l’obbligo di registrazione delle testate on line, previsto dal legislatore italiano, limitando l’accesso delle imprese a questi servizi, sarebbe inammissibile in base alla predetta normativa.

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