La Commissione europea ha indicato la nuova Industria 5.0 per la visione d’impresa basata su politiche industriali più resilienti e “human-centric”.

 

Stiamo già assistendo ad una nuova rivoluzione industriale, chiamata Industria 5.0; la Commissione Europea, sotto consiglio dell’ESIR, l’ha definita come un completamento dell’industria 4.0, che include le tecnologie di ultima generazione senza tralasciare però le problematiche socio-ambientali, rimaste irrisolte con l’ultima rivoluzione industriale.

L’industria 5.0 è stata delineata come un’industria collaborativa, caratterizzata dalla cooperazione uomo-macchina per un valore aggiunto alla produzione, grazie a prodotti che rispettino le esigenze sia dei consumatori che dell’ambiente.

Parallelamente, si differenza dalla 4.0 poiché si concentrata sulla digitalizzazione dei processi e sullo sviluppo di tecnologie sempre più potenti (prevalentemente AI e robotica).

I 3 elementi distintivi risultano essere:

1) Visione “human-centric”;
2) Sostenibilità;
3. Resilienza

1) Il primo approccio fa riferimento allo sviluppo di una tecnologia che deve compatibile con le esigenze dei lavoratori, senza comprometterne i diritti fondamentali, la privacy e la dignità.

Sono previste infatti soluzioni innovative in grado di rendere i luoghi di lavoro più inclusivi e sicuri, oltre che caratterizzati da un grado di benessere maggiore.

2) Dal punto di vista della sostenibilità è previsto lo sviluppo di metodologie produttive eco-friendly a ridotto impatto ambientale, in linea con i modelli di economia circolare ed efficienza energetica.

Risulterà fondamentale il miglioramento di quelli attuali e la creazione di nuovi sistemi basati su energie rinnovabili, per ridurre del 55% le emissioni di carbonio entro il 2030, come da indicazioni della Commissione Europea.

3) Infine, per quanto riguarda la resilienza, si intende il miglioramento del vigore della produzione industriale e delle infrastrutture a qualsiasi tipologia di evento (endogeno o esogeno).

Nello specifico si intende la capacità di resistere e adattarsi al cambiamento, con vantaggi in termini di competitività e internazionalizzazione su nuovi mercati.

La Dotazione finanziaria è di 2.300.000 euro.