La disciplina dei licenziamenti dei lavoratori con la qualifica di dirigenti, prevede una minore tutela rispetto a quella di operai, impiegati e quadri.  

In caso di licenziamento, il datore di lavoro non è tenuto a comunicare al dirigente il motivo del provvedimento e al lavoratore spetta soltanto l’indennità di mancato preavviso. Se, invece, il datore fornisce al licenziamento una giusta causa, il dirigente non avrà diritto a nessun tipo di indennità.

Per il licenziamento del dirigente non è prevista l’applicazione dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori, legge n. 300/1970, in base al quale in caso di licenziamento illegittimo, il lavoratore deve essere reintegrato nel posto di lavoro.

L’unico caso in cui il dirigente può essere reintegrato nella sua posizione è l’ipotesi di licenziamento discriminatorio, ossia quello determinato da ragioni di credo politico o fede religiosa, dall’appartenenza ad un sindacato o dalla partecipazione ad attività sindacali.

La Corte di Cassazione ha stabilito che, in senso ampio si può parlare di discriminazione, anche nel caso in cui il licenziamento si presenti come ritorsione ad un precedente comportamento legittimo del lavoratore.

La contrattazione collettiva pone in parte rimedio alla scarsa tutela del lavoratore-dirigente, con la previsione nella maggior parte dei contratti collettivi, dell’obbligo per il datore di lavoro di motivare il licenziamento e con la predisposizione di un’indennità supplementare nel caso di licenziamento ingiustificato, al posto della reintegrazione nel posto di lavoro.

Nell’ipotesi di licenziamento disciplinare, lo Statuto dei lavoratori prevede una particolare disciplina in base alla quale il datore di lavoro deve informare il lavoratore della circostanza che potrebbe comportarne il licenziamento. Se entro cinque giorni il lavoratore non fornisce un giustificativo, il licenziamento diviene effettivo.

Per i dirigenti non è applicabile questa procedura, ma la Corte di Cassazione ha disposto che può essere espletata nei confronti degli pseudo-dirigenti, cioè di coloro che non sostituiscono il titolare dell’impresa.

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