La figura del procacciatore d’affari viene utilizzata frequentemente nell’ambito dell’attività d’impresa, poiché l’imprenditore deve sostenere minori costi rispetto alla figura dell’agente di commercio o ad un lavoratore subordinato.

Non esiste, però, una disciplina legislativa che si occupi di regolamentare questa fattispecie, per la quale si ricorre, quindi, all’applicazione in via analogica della disciplina prevista per il contratto di agenzia o ai principi generali in tema di contratti. Il contratto di procacciamento d’affari è definito, dunque, contratto atipico.

Per quanto le due fattispecie siano molto simili, le norme relative al contratto di agenzia, contenute nella legge 204/85, si applicano solo in parte al contratto di procacciamento d’affari.

Il procacciatore d’affari si occupa di condurre a termine contratti, per conto di una o più ditte, in modo occasionale e non continuativo. Tale figura come, l’agente, il commissionario e il mediatore è retribuito a provvigione.

Il contratto di procacciamento d’affari si differenzia dal rapporto d’agenzia, per l’assenza del diritto di esclusiva, in capo al procacciatore e per la facoltà e non l’obbligo dello stesso di promuovere, verso corrispettivo, affari fra preponente e terzi. 

Inoltre, il procacciatore svolge la sua attività senza una zona determinata di riferimento e in modo indipendente rispetto all’imprenditore per il quale funge da intermediario. 

Non gravano sul procacciatore obblighi tipici dell’agente, quali quello di portare a termine l’incarico in base alle istruzioni impartite dall’imprenditore e quello di dover informare costantemente il preponente sulla situazione del mercato in cui opera.

Il procacciatore d’affari si distingue anche dalla figura del mediatore, il quale mette in relazione due o più parti, per la conclusione di un contratto, senza essere legato da rapporti di collaborazione o di dipendenza alle parti stesse (art. 1754).

Il contratto di procacciamento d’affari si perfeziona con la stipulazione della cosiddetta” lettera d’incarico”, contenente l’indicazione dell’ammontare delle provvigioni, le modalità di pagamento delle stesse, i patti di non concorrenza ed i tempi di preavviso per la risoluzione del contratto.

Evidentemente, la disciplina di figure come quella del procacciatore d’affari risulta particolarmente difficoltosa, a causa della eterogeneità di questa fattispecie con il contratto di agenzia, per il quale esiste una normativa specifica.

In effetti, il procacciatore non è altro che un’agente di commercio al quale, però, è applicata una maggiore flessibilità di trattamento e perciò, viene spesso preferito all’agente vero e proprio.

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