Il comma n. 402 della legge n. 311/2004 ( legge finanziaria 2005 ) conferisce maggiori poteri agli organi di polizia tributaria in materia di accertamenti fiscali emessi sulla base di indagini bancarie eseguite nei confronti del contribuente.

Servizio aggiornamento gratuito a disposizione degli utenti registrati di Unione Consulenti.

La mancanza, nel nostro ordinamento, dell’obbligo della banca di non svelare notizie relative ai propri rapporti d’affari con i clienti, a meno che intervenga il consenso del cliente stesso, ha consentito al legislatore fiscale di rendere più efficaci i poteri di accertamento utilizzabili dall’ufficio, a seguito di un’indagine bancaria più analitica eseguibile dalla Guardia di Finanza su dati, notizie e documenti dei clienti e non soltanto su “conti bancari movimentabili”.

Le informazioni bancarie che gli accertatori potranno reperire grazie alla collaborazione di uffici postali, banche ed intermediari finanziari, non si limiteranno più alla copia dei conti intrattenuti con il contribuente controllato, ma si estenderanno a tutti i rapporti inerenti e connessi a questi conti nonché a tutte le operazioni poste in essere dal contribuente con l’intermediario finanziario.

Per fare un esempio: in passato l’oggetto del controllo era costituto dal cosiddetto “conto movimentabile” fondato su un rapporto contrattuale tra banca e clientela come conti correnti di corrispondenza, libretti di deposito nominativi ed al portatore, conto titoli, conti relativi a gestioni patrimoniali. Dal 1° gennaio 2005 l’indagine bancaria potrà consistere nell’analisi di tutte quelle operazioni eseguite dal cliente per il tramite dell’intermediario finanziario, della banca o di altro operatore e rappresentate dall’acquisto di certificati di deposito e titoli, dalla richiesta di bonifico senza addebito in conto corrente e dalla negoziazione allo sportello di assegni.

Le nuove regole riguarderanno non soltanto l’estensione dei soggetti a cui poter richiedere dati, notizie e documenti (in luogo dei conti movimentabili) afferenti le operazioni poste in essere dal contribuente (oltre alle banche, poste, intermediari finanziari, imprese di investimento collettivo di risparmio, società di gestione del risparmio e società fiduciarie) ma anche la procedura di acquisizione dei dati.

L’introduzione di modalità telematiche di acquisizione dei dati rilevanti ai fini dell’emissione di un atto di accertamento e il restringimento dei termini entro cui inviare i suddetti documenti, costituiscono le novità sotto il profilo procedurale.

Alla luce di questi maggiori poteri concessi agli organi di polizia tributaria, il Fisco potrà rettificare le dichiarazioni dei contribuenti, applicando la presunzione sui prelevamenti ed i versamenti bancari con inversione dell’onere della prova.

Di conseguenza i versamenti bancari, cosi come i prelevamenti, possono essere posti alla base della rettifica e degli accertamenti, quali componenti positive occultate, a condizione che il contribuente non dimostri di aver tenuto conto degli stessi nella propria contabilità, oppure non indichi il beneficiario della somma prelevata.

La mancata giustificazione dei movimenti bancari individuati, determinerà la ripresa a tassazione delle somme considerate. 
Il riferimento ai compensi e non soltanto ai ricavi si traduce nell’estensione della presunzione sui prelevamenti anche ai professionisti e non più solo per le imprese.

Articolo scritto dal Dott. Martino Maugeri
Per info: e-mail martinomaugeri@inwind.it

Sottocategoria Leggi-e-normative-

Vi ricordiamo che è disponibile il servizio professionale di risposta ai quesiti personali: Richiedi un parere all’esperto