A seguito di un’investigazione promossa e compiuta dalla Commissione Europea sui regimi offshore vigenti nel territorio di Gibilterra, è stata messa a punto, a livello locale, un’articolata proposta di riforma del sistema tributario delle società, con inclusione anche di un’ipotesi limite di azzeramento della tassazione.

Nell’ambito del progetto elaborato, è previsto che le imprese insediate sul territorio saranno soggette al pagamento di un fee di registrazione annuale e sconteranno un’imposta fissa sulle retribuzioni aziendali determinata in 3.000 GBP per dipendente ed una sull’occupazione di proprietà commerciale per gli immobili destinati all’attività di impresa.

L’incidenza del carico gravante dall’applicazione di entrambi i predetti tributi non potrà superare, comunque, un tetto di valore costituito dall’importo più basso tra il 15% dei profitti di una società e 500.000 GBP. 
Nella proposta di riforma è stata ipotizzata anche l’introduzione di un’ulteriore tributo sugli utili che dovrebbe gravare esclusivamente sui fornitori di servizi finanziari.

L’aliquota applicabile sarebbe dell’8%, ma l’onere che ne deriverebbe in capo alle aziende assoggettate (a lordo del carico rappresentato dall’imposta sulle retribuzioni e di quella sulla proprietà commerciale) dovrebbe rispettare il limite rappresentato dall’importo più basso tra il 15% dei profitti e 500.000 GBP. 
Sempre secondo il progetto elaborato, le aziende gerenti servizi pubblici saranno passibili d’imposte sui propri utili, con aliquota del 35%. 

La riforma fiscale a Gibilterra sarà introdotta il 1° luglio 2003, previa approvazione, in quanto introduttiva di incentivi classificati quali Aiuti di Stato, da parte della UE.

Articolo a cura di Mr David Sykes
in collaborazione con La Rivista del Centro Studi – www.giuristionline.com

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