L’articolo presenta le nuove opportunità di accesso al tirocinio formativo in azienda

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Il contesto di difficoltà economica che influenza il mercato del lavoro di oggi, ha portato in molti casi alla penalizzazione di diverse categorie sociali per quanto riguarda l’inserimento nel mondo del lavoro. In una situazione di questo tipo, la proposta del Ministero del Lavoro di allargare a diverse fasce sociali definite più deboli la possibilità di aderire a questa iniziativa appare quanto mai opportuna, nel tentativo di favorire una ripresa dell’occupazione.
Per la definizione di quelle che sono le categorie di persone più a rischio possiamo fare riferimento alla legge comunitaria 800/2008, in cui si citano tra gli altri: le persone che non hanno un impiego retribuito da oltre sei mesi, coloro che non hanno un diploma di scuola media o superiore, i lavoratori con oltre 50 anni che vivono da soli e con una o più persone a carico
Poiché dal punto di vista contrattuale l’esperienza di tirocinio o di formazione on the job, non viene regolamentata al pari di un rapporto di lavoro subordinato o autonomo, esso può essere considerato come rientrante nel campo della formazione professionale, che viene regolamentato dalle regioni in maniera autonoma.
Il tirocinio formativo in azienda potrebbe essere uno strumento per avvicinarsi al mondo del lavoro che può essere sfruttato come esperienza diretta di avvicinamento al mondo del lavoro per i più giovani, come possibilità di alternare lo studio ed il lavoro, per esempio per gli studenti universitari, ovvero quelle persone che più tradizionalmente anche in passato erano i destinatari di questo tipo di attività.
In base al numero dei dipendenti dell’azienda, quest’ultima potrà scegliere un numero di tirocinanti da inserire al proprio interno. La scelta potrà avvenire da parte dell’azienda mettendosi in contatto con alcuni enti preposti alla promozione del tirocinio quali centri per l’impiego, università o consulenti del lavoro.
Nello specifico, in base al numero di dipendenti a tempo determinato presenti presso l’azienda vi sarà un limite massimo di tirocinanti che sarà possibile assumere; ovvero un solo tirocinante per aziende con al massimo cinque lavoratori a tempo indeterminato assunti, due tirocinanti per aziende con un numero di lavoratori a tempo indeterminato compreso fra sei e diciannove. Per aziende con venti o più dipendenti, la percentuale di tirocinanti sul totale dei lavoratori a tempo indeterminato non può essere superiore al 10%.
Volendo valutare la durata massima dell’impiego di un tirocinante, essa dipende dal tipo di persona che viene impiegata e può variare dai quattro mesi previsti per studenti di scuola secondaria, fino a 12 mesi per gli studenti universitari, passando per i sei mesi per inoccupati e disoccupati (anche iscritti alle liste di mobilità); per i portatori di handicap la durata di impiego come tirocinante è estendibile fino ad un massimo di 24 mesi.
 

Dott. David Cazzaniga


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