Il contratto di edizione è uno strumento di particolare importanza nel settore editoriale, ed è caratterizzato da prestazioni corrispettive e dalla peculiare natura del bene oggetto della prestazione, consistente in un’opera dell’ingegno.

I rapporti tra i soggetti protagonisti, l’editore e l’autore sono disciplinati dalla legge sul diritto d’autore n. 633/41, “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.

Il contratto ha per oggetto il trasferimento dei diritti di utilizzazione di una determinata opera spettanti all’autore. La durata di tali diritti è individuata dalla legge in vigore al momento del contratto.

Il corrispettivo dell’autore per la cessione dei diritti equivale ad una percentuale sul prezzo di copertina dell’opera, sulle copie vendute. In taluni specifici casi, per la particolarità dell’opera il corrispettivo può essere una somma, definita a stralcio.

Il prezzo di copertina è determinato dall’editore, ma l’autore può opporsi se lo ritiene tale da danneggiare gravemente i suoi interessi e la diffusione dell’opera (art. 131).

L’art. 122 della legge sul diritto d’autore, prevede due diversi tipi di contratto di edizione:
– quello propriamente detto “per edizione”, con il quale l’autore attribuisce all’editore il diritto di realizzare una o più edizioni dell’opera entro vent’anni;
– il contratto di edizione “a termine”, in base al quale all’editore spetta il diritto di eseguire il numero di edizioni dell’opera che ritiene necessario, in un termine massimo di vent’anni.

Nel caso venga stipulato un contratto di edizione del primo tipo, il numero delle copie da realizzare deve essere indicato nel contratto, altrimenti si procederà alla determinazione ex lege; invece, nel contratto “a termine”, la mancata indicazione del numero minimo di copie da realizzare, comporta la nullità del contratto.

L’editore, oltre la corresponsione del compenso all’autore; ai sensi dell’art. 126 legge n. 633/1941 è tenuto a riprodurre e mettere in vendita l’opera con il nome dell’autore o se pattuito con lo pseudonimo. Egli deve altresì effettuare la pubblicazione o la riproduzione dell’opera entro il termine previsto dal contratto, al massimo nei due anni successivi alla consegna.

L’autore ha, invece, l’obbligo di consegnare all’editore, l’opera entro il termine convenuto, oltre a garantire all’editore il pieno godimento dei diritti ceduti e il diritto-dovere di effettuare le opportune correzioni fino all’esecuzione della stampa ( art. 125).

La legge ammette la conclusione di contratti di edizione per opere ancora da realizzarsi, dove però non è possibile vincolare l’autore per tutte le opere che egli potrà realizzare in futuro e tale contratto non può avere durata superiore ai dieci anni. 

In generale, la durata del contratto di edizione è di vent’anni, in considerazione del carattere personale che ne caratterizza la prestazione.

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