Il contratto di comodato è disciplinato dal codice civile agli artt. dal n. 1806 al 1812 ed è un contratto in cui una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, garantendone un uso determinato per un periodo di tempo specificato. Scaduto il termine sussiste l’obbligo di restituzione della cosa.

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I protagonisti di questa tipologia contrattuale sono due:

– il comodante : il soggetto che dà il bene in uso;
– il comodatario: il soggetto che utilizza il bene concesso.

Non è previsto alcun corrispettivo per l’utilizzo della cosa, poiché il comodato è “essenzialmente” gratuito (art. 1803 c.c. secondo comma).

Il comodatario nell’utilizzo della cosa è tenuto a comportarsi secondo la diligenza del buon padre di famiglia e deve custodire e conservare il bene, il cui uso deve essere specificamente indicato nel contratto. Non è, infatti, ammesso dalla legge un uso diverso da quello previsto da contratto.

Il rapporto che si crea tra i due soggetti è di tipo personale, non è quindi, possibile che il comodante conceda ad un terzo il godimento della cosa in suo possesso, senza il previo consenso del comodante.

Il bene oggetto del comodato può essere richiesto dal comodante in qualsiasi momento, in caso dimostri di avere un’urgente ed imprevista necessità. Diversamente, la restituzione avviene allo scadere del termine pattuito o una volta effettuato l’uso concordato.

Il comodatario è responsabile civilmente dell’eventuale perimento della cosa per caso fortuito o per erroneo utilizzo della stessa.
Con riferimento alle spese, il comodatario è tenuto a sostenere quelle relative alla conservazione e al mantenimento ordinario del bene, mentre al comodante competono le spese necessarie per gli interventi urgenti e straordinari.

Nella prassi aziendale si è diffuso, una particolare figura di comodato, quello d’azienda, in cui oggetto del contratto è il godimento e la gestione di una determinata azienda a titolo gratuito. Per questa singolare tipologia non è esiste una specifica disciplina di legge, ma risulterebbe anch’essa a titolo gratuito.

I contratti di comodato stipulati verbalmente non sono soggetti all’obbligo di registrazione, tranne quei contratti che risultano presenti in altri atti.

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