L’imposta va calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate per l’anno in corso.

Guida Ici

1 – Chi deve pagare l’ICI
2 – La dichiarazione 
3 – Calcolo dell’imposta
4 – Le aliquote
5 – Immobili adibiti ad abitazione principale
6 – Le pertinenze dell’abitazione principale
7 – Come e quando si paga
8 – Soggetti non residenti nel territorio dello Stato
9 – Per saperne di più

1 – Chi deve pagare l’ICI
L’ICI è dovuta dai proprietari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati nel territorio dello Stato; dai titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie) sugli stessi beni; dai locatari in caso di locazione finanziaria (leasing); dai concessionari di aree demaniali.


2 – Dichiarazioni 
I soggetti interessati devono presentare al Comune una apposita dichiarazione relativa al possesso degli immobili entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Il modello di dichiarazione è approvato annualmente con decreto ministeriale 
Se non si verificano variazioni che comportino un diverso ammontare dell’ICI dovuta, la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi.
I Comuni possono stabilire che la dichiarazione sia sostituita da una comunicazione, per la quale possono essere previsti termini diversi di presentazione.

3 – Valore su cui calcolare l’ ICI 

  • Per quanto riguarda i fabbricati, l’ICI si calcola applicando l’aliquota deliberata dal Comune alla base imponibile, rappresentata dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5%, e infine moltiplicata:

  1. per 100 per i fabbricati dei gruppi catastali A, B e C (con esclusione delle categorie A/10 e C/1);

  2. per 50 per i fabbricati del gruppo catastale D e della categoria A/10;

  3. per 34 per i fabbricati della categoria C/1.

  • Per le aree fabbricabili la base imponibile è data dal valore venale in comune commercio.

  • Per i terreni agricoli la base imponibile è data dal reddito dominicale, rivalutato del 25%, moltiplicato per 75.

  • L’imposta è dovuta proporzionalmente ai mesi dell’anno solare per i quali si è protratto il possesso: il mese nel quale la titolarità si è protratta solo in parte è computato per intero in capo al soggetto che ha posseduto l’immobile per almeno 15 giorni, mentre non è computato in capo al soggetto che lo ha posseduto per meno di 15 giorni.

  • Nel corso dell’anno di imposta possono verificarsi delle situazioni particolari connesse al mutamento della soggettività passiva o della destinazione d’uso dell’immobile. In tal caso, può essere utile, ai fini della determinazione dell’imposta, consultare gli esempi riportati nella circolare n. 3/FL del 7 marzo 2001 (pagina “Per saperne di più”).

4 – Le aliquote 
Le aliquote e le detrazioni vengono deliberate ogni anno dai Comuni.
Per conoscerne la misura il contribuente può consultare gli estratti delle deliberazioni comunali disponibili o rivolgersi al Comune ove è ubicato l’immobile.

Aliquote ICI e Addizionale IRPEF (dati forniti dall’Anci – CNC)

5 – Immobili adibiti ad abitazione principale
Per l’unità immobiliare adibita a dimora abituale del contribuente è riconosciuta una detrazione dall’imposta dovuta, da rapportare ai mesi durante i quali sussiste tale destinazione.

Condizione essenziale affinché possa essere riconosciuta tale detrazione è che ci sia identità tra il soggetto obbligato al pagamento dell’ICI ed il soggetto che dimora abitualmente nell’immobile.

La detrazione, oltre che rapportata ai mesi di destinazione, deve essere suddivisa, nel caso in cui vi siano più contribuenti che dimorano nell’immobile, in parti uguali tra loro, prescindendo, quindi, dalle quote di proprietà o di diritto reale di godimento.

Il Comune, con propria deliberazione, può:

  • assimilare all’abitazione principale l’unità immobiliare posseduta, a titolo di proprietà o di usufrutto, da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata;

  • stabilire l’assimilazione all’abitazione principale dell’alloggio dato in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela e accordando a detti immobili l’applicazione dell’aliquota ridotta o anche della detrazione;

  • elevare l’importo della detrazione  in alternativa alla riduzione fino al 50% dell’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale;

  • aumentare detta detrazione fino a concorrenza dell’intera imposta dovuta per l’abitazione principale. In tal caso però il Comune non può stabilire un’aliquota superiore a quella ordinaria per le unità immobiliari tenute a disposizione del contribuente.

Per conoscere se, quali condizioni ed in che misura sia stabilita la suddetta detrazione, il contribuente deve interpellare il Comune destinatario del versamento dell’imposta.

6 – Le pertinenze dell’abitazione principale
Dal 1° gennaio 2001 alle pertinenze deve essere riservato lo stesso trattamento fiscale dell’abitazione principale, indipendentemente dal fatto che il Comune abbia o meno deliberato l’estensione della riduzione dell’aliquota anche alle pertinenze.

Riguardo poi all’ammontare della detrazione stabilita dal Comune per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale, occorre ricordare che se detto ammontare non trova totale capienza nell’imposta dovuta per l’abitazione principale deve essere computato, per la parte residua, sull’imposta dovuta per le pertinenze.

7 – Come e quando si paga
L’Ici va versata in due rate:

la prima rata, da pagare tra il 1° e il 30 giugno, è pari al 50% dell’imposta dovuta, calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei 12 mesi dell’anno precedente;
la seconda rata, da pagare tra il 1° e il 20 dicembre a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, è calcolata applicando le aliquote e le detrazioni deliberate per l’anno in corso e sottraendo quanto già versato a titolo di acconto.
E’ possibile anche effettuare il versamento dell’ICI in un’unica soluzione entro il termine previsto per l’acconto, applicando le aliquote e le detrazioni stabilite dal Comune per l’anno in corso.

Se si posseggono più immobili nello stesso Comune, basterà un unico versamento per l’ICI complessivamente dovuta.
Le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato possono avvalersi dell’ulteriore facoltà di effettuare il versamento dell’imposta dovuta in unica soluzione, dal 1° al 20 dicembre, con applicazione degli interessi.

Si ricorda che per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato si considera direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.

Se si posseggono invece immobili situati in Comuni diversi, è necessario effettuare distinti versamenti per ogni Comune.

Il pagamento va effettuato presso gli uffici postali o presso il concessionario della riscossione o presso le banche convenzionate con il concessionario stesso, salvo diverse disposizioni del Comune.

I ritardatari possono pagare l’ICI entro trenta giorni dalla scadenza applicando la sanzione ridotta dell’imposta dovuta, oltre agli interessi legali, calcolati solo sul tributo ed in proporzione ai giorni di ritardo.

8 – Soggetti non residenti nel territorio dello Stato
Le persone fisiche non residenti nel territorio dello Stato possono avvalersi dell’ulteriore facoltà di effettuare il versamento dell’imposta dovuta in unica soluzione, dal 1° al 20 dicembre, con applicazione degli interessi del 3%.

Si ricorda che per i cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato si considera direttamente adibita ad abitazione principale l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.

9 – Per saperne di più

Richiedi un parere all’esperto Servizio a cura di Unione Consulenti

Fonte: Ministero delle Finanze

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