Si rafforza il ruolo della firma elettronica negli atti tra privati e nei rapporti tra il cittadino e la pubblica amministrazione. Il 2 marzo è entrato in vigore il D.lgt. 23 gennaio 2002, n.10 emanato dal Governo in recepimento della Direttiva europea 1999/93/CE relativa a un quadro comunitario per le firme elettroniche.

Il provvedimento introduce profonde innovazioni rispetto alla disciplina prevista dal D.P.R. 513/97 e dal T.U. 445/2000.

Tra le novità, c’è l’introduzione del concetto di “firma elettronica avanzata”, così definita se soddisfa i seguenti requisiti:
a) essere connessa in maniera unica al firmatario;
b) essere idonea ad identificare il firmatario in modo univoco (per esempio attraverso un certificato);
c) essere creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare il proprio controllo esclusivo;
d) essere collegata ai dati cui si riferisce in modo da consentire l’identificazione di ogni successiva modifica di detti dati.

La corrispondenza tra il firmatario e la firma elettronica è assicurata dai certificati, cioè dagli attestati elettronici che servono a garantire che il sottoscrittore sia proprio colui che dichiara di essere.
Le caratteristiche dei certificati qualificati, di coloro che sono autorizzati a rilasciarli e dei dispositivi per la creazione di una firma sicura sono definiti agli Allegati I, II e III della Direttiva 1999/93/CE. Si tratta di una serie di caratteristiche e procedure volte a garantire l’affidabilità di tutto il processo di firma digitale.

In seguito all’introduzione della firma elettronica avanzata, la nuova versione dell’articolo 10 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n. 445 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa) codifica tre diversi livelli di validità, a fini di prova, dei documenti in formato elettronico:
1. Ogni documento informatico ha l’efficacia probatoria prevista dall’articolo 2712 del codice civile. In dettaglio, l’articolo 2712 attribuisce validità di prova a ogni rappresentazione meccanica di fatti o cose, se colui contro il quale sono presentate non ne disconosce la validità.
2. Ogni documento informatico, sottoscritto con firma elettronica, soddisfa il requisito legale della forma scritta. Sul piano probatorio il documento è liberamente valutabile, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza. Esso, inoltre, soddisfa l’obbligo previsto dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile (libri obbligatori e altre scritture contabili) e da ogni altra analoga disposizione legislativa o regolamentare.
3. Il documento informatico, quando è sottoscritto con una firma elettronica avanzata, e la firma è basata su di un certificato qualificato ed è generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, costituisce piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi lo ha sottoscritto.

E’ da rilevare la crucialità del ruolo dell’ente certificatore nell’intero percorso di generazione della firma. Per questo, il D.lgt. 10/2002 dedica ampio spazio al ruolo e alle responsabilità del certificatore nei confronti dei terzi. In particolare, il certificatore deve garantire la corrispondenza alla realtà del contenuto dei certificati emessi ed è responsabile dei danni provocati da un comportamento improprio.
L’elenco dei certificatori qualificati è tenuto a cura dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione e comprende attualmente 13 enti: S.i.a., Ssb, Bnl Multiservizi, Infocamere, Finital, Saritel, Postecom, Seceti, Centro Tecnico per la Rupa, In.Te.S.A., Enel.it, Trust Italia, Cedacrinord.

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