L’Agenzia delle Entrate, con un provvedimento del 17/12/2003, ha definito i modelli “Icap” e “Ricap” per l’attribuzione del credito d’imposta a favore delle imprese che incrementano gli investimenti in campagne pubblicitarie (Legge n. 289/2002 art.61, comma 13)

L’Agenzia delle Entrate, con provvedimento del 17 dicembre, ha approvato i modelli “Icap” e “Ricap” per l’attribuzione del credito d’imposta a favore delle imprese che incrementano gli investimenti.
E’ stata, infatti, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 269 del 19 novembre scorso la delibera del Cipe n. 53 del 25 luglio 2003 che, nel disciplinare le modalità di attuazione del credito d’imposta per l’incremento degli investimenti in campagne pubblicitarie localizzate (articolo 61, comma 13, della legge n. 289/2002), ha previsto, per la fruizione del beneficio, la presentazione di un’istanza, a partire dal sessantesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione, redatta sull’apposito modello approvato dall’Agenzia delle Entrate.
Le imprese interessate, pertanto, potranno ottenere il credito d’imposta, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, presentando le domande in via telematica al Centro operativo di Pescara, a partire dalle ore 10 del 19 gennaio 2004.

Il credito è utilizzabile, nel periodo d’imposta in cui è presentata l’istanza, redatta sul modello Icap, nella misura massima del 30 per cento del contributo riconosciuto con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Per fruire del restante 70 per cento, i beneficiari devono inviare, a pena di decadenza dal contributo, una comunicazione al medesimo Centro operativo di Pescara, utilizzando il modello Ricap, comprovante l’avvenuta realizzazione del programma d’investimento in misura non inferiore al 75 per cento dell’incremento agevolabile indicato nell’istanza di attribuzione del credito d’imposta.

Il contributo potrà essere fruito, in compensazione ai sensi del Dlgs n. 241/1997, solo successivamente al provvedimento di attribuzione provvisoria definitiva del credito d’imposta, adottato dall’Agenzia delle Entrate e trasmesso in via telematica entro 30 giorni dal ricevimento dell’anzidetta comunicazione.
Il credito d’imposta residuo potrà essere utilizzato nei due periodi d’imposta successivi a quello di presentazione dell’istanza, rispettivamente nelle misure massime del 43 per cento e del 57 per cento, e l’eventuale parte non utilizzata nei predetti limiti potrà essere compensata non oltre il terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di presentazione della domanda.

L’incremento agevolabile
L’incremento agevolabile è determinato dalla differenza tra l’ammontare complessivo delle spese in campagne pubblicitarie localizzate sostenute o da sostenere nel periodo d’imposta in corso alla data di presentazione dell’istanza e l’ammontare complessivo delle spese sostenute allo stesso titolo nel periodo d’imposta precedente.
Detto incremento deve essere realizzato attraverso mezzi locali certificati, intendendosi per tali gli strumenti pubblicitari la cui diffusione a livello locale è certificata da organismi esterni e indipendenti dall’impresa richiedente il beneficio, quali, ad esempio, le emittenti televisive locali iscritte all’Auditel, le emittenti radiofoniche locali iscritte ad Audiradio, i quotidiani locali iscritti ad Audipress e/o Ads, i giornali periodici iscritti all’Uspi.

Essendo il contributo riconosciuto per gli investimenti in campagne pubblicitarie localizzate in specifiche aree territoriali dello Stato, sono escluse dall’agevolazione le spese relative agli investimenti effettuati mediante l’utilizzo di mezzi pubblicitari a diffusione nazionale.

L’incremento, peraltro, può anche essere realizzato attraverso attività locali di promozione, sponsorizzazione, pubbliche relazioni e direct response, cosiddetti mezzi “non certificati”, nella misura massima del 12 per cento dell’incremento realizzato con l’utilizzo di mezzi locali certificati.

Per conseguire il contributo è necessario realizzare sia un incremento complessivo degli investimenti in campagne pubblicitarie localizzate, determinato dal raffronto tra l’ammontare complessivo delle spese sostenute nel periodo d’imposta in corso alla data di presentazione dell’istanza e l’ammontare complessivo delle spese sostenute nel periodo d’imposta precedente, sia un incremento degli investimenti realizzati attraverso mezzi locali certificati, determinato dal raffronto tra le spese sostenute per investimenti realizzati attraverso mezzi locali certificati nel periodo d’imposta in corso e quelle sostenute allo stesso titolo nel periodo d’imposta precedente.
L’ammontare del credito spettante è determinato applicando la percentuale di aiuto desumibile dalla tabella allegata alla citata delibera e riportata nelle istruzioni alla compilazione del modello, in relazione all’ubicazione territoriale della sede legale, o del domicilio fiscale, se imprenditore individuale, e alle dimensioni dell’impresa.

Chi può presentare l’istanza
L’istanza può essere presentata dalle imprese che hanno la sede legale nelle aree ammissibili alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c) del Trattato che istituisce la Comunità europea, nonché nelle aree ricadenti nell’obiettivo 2 di cui al regolamento Ce n.1260/1999, e il cui personale dipendente e assimilato è prevalentemente occupato in sedi ubicate nelle medesime aree e che operano nei settori ammissibili alle agevolazioni di cui alla legge n. 488/1992.
Trattandosi di un aiuto di Stato di minore entità (cosiddetto “de minimis“), sono esclusi dall’agevolazione, secondo quanto previsto dall’articolo 1 del regolamento Ce n.69/2001, il settore dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura, nonché dei trasporti. Per gli imprenditori individuali, in luogo della sede legale, occorre fare riferimento al domicilio fiscale.
Possono accedere al contributo le imprese che incrementano nel periodo d’imposta in corso alla data di presentazione dell’istanza gli investimenti in campagne pubblicitarie localizzate rispetto ai medesimi investimenti realizzati nel periodo d’imposta precedente.

In via del tutto eccezionale, a seguito della decisione assunta dal Cipe nella seduta del 5 dicembre scorso, al fine di non penalizzare i contribuenti che hanno già realizzato gli investimenti nell’anno 2003, per i quali con la precedente delibera n.16 del 9 maggio 2003 era stato previsto uno specifico stanziamento, il contributo potrà essere richiesto anche per gli investimenti realizzati nei periodi d’imposta in corso alla data del 19 novembre 2003, data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della delibera del Cipe n. 53 del 25 luglio 2003, e chiusi entro il 18 gennaio 2004.
Ovviamente non possono presentare l’istanza a valere sui fondi 2003 i soggetti con periodo d’imposta chiuso prima del 19 novembre 2003.

Per fruire del credito d’imposta per gli investimenti già realizzati nell’anno 2003 e per quelli realizzati o da realizzare nell’esercizio in corso nel 2004, le imprese dovranno presentare due distinte istanze (modello Icap). In ogni caso, per ciascun periodo d’imposta può essere presentata una sola istanza per gli investimenti complessivamente realizzati o da realizzare.
Ad esempio, un’impresa con periodo d’imposta 1/12/2002 – 30 novembre 2003, avendo il periodo d’imposta in corso al 19 novembre e chiuso entro il 18 gennaio 2004, potrà richiedere il beneficio sia a valere sui fondi disponibili per il 2003, per gli investimenti realizzati nel periodo d’imposta già chiuso, sia a valere sui fondi disponibili per l’anno 2004, per gli investimenti da realizzare nel periodo d’imposta in corso alla data di presentazione dell’istanza, cioè 1/12/2003 – 30 novembre 2004.
Detta impresa, nell’istanza a valere sui fondi 2003, dovrà indicare nell’apposito rigo “Periodo d’imposta” posto in alto nel frontespizio del modello Icap, il periodo d’imposta 1/12/ 2002 – 30/11/2003 e, nell’istanza a valere sui fondi 2004, il periodo d’imposta 1/12/2003 – 30/11/2004.
Del pari dovrà inviare due distinte comunicazioni (modello Ricap) per rendicontare gli investimenti effettuati in entrambi i periodi d’imposta.

Quando presentare le istanze e le comunicazioni
Modello Icap (istanza di attribuzione del credito d’imposta)
a) dal 19 gennaio al 19 marzo 2004, per la richiesta del contributo a valere sui fondi 2003, e, cioè, per gli investimenti realizzati nei periodi d’imposta in corso alla data del 19 novembre 2003 e chiusi entro il 18 gennaio 2004 b) a partire dal 19 gennaio 2004, per la richiesta del contributo a valere sui fondi stanziati per gli anni successivi, cioè per gli investimenti da realizzare o realizzati nel periodo d’imposta in corso alla data di presentazione dell’istanza.

Modello Ricap (comunicazione dei dati degli investimenti
a) dal 20 marzo 2004 al 19 maggio 2004, relativamente alle istanze di cui al precedente punto, lettera a) concernenti la richiesta del contributo per gli investimenti effettuati nel periodo d’imposta ivi indicato
b) entro sessanta giorni dalla chiusura del periodo d’imposta in cui è stata presentata l’istanza, relativamente alle istanze concernenti la richiesta del contributo per gli investimenti effettuati nel periodo d’imposta in corso alla data di presentazione della medesima istanza.
La predetta comunicazione dovrà, comunque, essere presentata successivamente al ricevimento del provvedimento dell’Agenzia delle Entrate di riconoscimento del contributo.

Per consentire la compilazione e la successiva trasmissione telematica da parte degli utenti abilitati, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione dei contribuenti due prodotti informatici di gestione prelevabili gratuitamente dal sito Internet www.agenziaentrate.gov.it: uno denominato “Publicredit”, disponibile a partire dal 13 gennaio 2004 per le istanze di attribuzione del contributo, e l’altro denominato “Publireport”, disponibile dal 9 febbraio 2004 per le comunicazioni di rendicontazione.
I modelli, in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono invece già disponibili sul sito www.agenziaentrate.gov.it, unitamente alle relative istruzioni.

Le caratteristiche strutturali dei modelli
Entrambi i modelli sono composti da:
1) un frontespizio costituito da due pagine di cui la prima contenente l’informativa sul trattamento dei dati personali, la seconda contenente i dati identificativi dell’impresa
2) un quadro A che contiene i dati relativi agli investimenti.

Il modello Icap
Nel frontespizio, a differenza del modello Ricap, è prevista l’indicazione del periodo d’imposta dell’impresa, che deve essere riportato anche se coincide con l’anno solare.
Particolare attenzione va posta nell’indicare la data d’inizio e di chiusura del periodo d’imposta, in quanto per le istanze presentate a valere sui fondi 2003 non va indicato il periodo d’imposta in corso alla data di presentazione dell’istanza bensì quello in corso alla data del 19 novembre 2003 e chiuso entro il 18 gennaio 2004.

Un’altra differenza rispetto al modello Ricap è costituita dalla previsione nel frontespizio della possibilità di rinunciare a un’istanza precedentemente inviata, indicando nell’apposito campo il numero di protocollo attribuito dal servizio telematico all’istanza già presentata e alla quale si intende rinunciare. Il quadro A è composto da quattro sezioni:
– la prima, relativa all’elenco degli aiuti “de minimis” eventualmente fruiti nei tre anni precedenti alla data di presentazione dell’istanza, il cui importo complessivo non può essere superiore a 100mila euro, limite massimo previsto dal regolamento n. 69/2001 della Commissione. Per rispettare tale limite, il prodotto informatico non consente la compilazione dell’istanza qualora l’ammontare complessivo degli aiuti “de minimis” indicati nella sezione sia già superiore a 100mila euro. Il software di compilazione ridurrà automaticamente l’importo del credito richiesto qualora sommato agli altri aiuti venga superato detto limite
– la seconda, relativa alla localizzazione degli investimenti in campagne pubblicitarie localizzate. Possono essere barrate le caselle relative a tutte le regioni previste nel modello, purché gli investimenti siano effettuati in ambito locale
– la terza sezione è riservata all’indicazione dei dati necessari per la determinazione dell’incremento agevolabile realizzato o da realizzare nel periodo d’imposta in corso alla data di presentazione dell’istanza, ovvero, per le istanze presentate a valere sui fondi 2003, realizzato nel periodo d’imposta in corso alla data del 19 novembre 2003 e chiuso entro il 18 gennaio 2004
– la quarta sezione è riservata all’indicazione della percentuale di aiuto spettante, del credito d’imposta richiesto e dell’ammontare dell’incremento agevolabile eventualmente rideterminato. La rideterminazione dell’incremento agevolabile verrà effettuata automaticamente dal prodotto informatico nella sola ipotesi di riduzione del credito richiesto a causa del superamento del limite del “de minimis“.

Il modello Ricap
La comunicazione richiede l’indicazione dei dati comprovanti l’effettiva realizzazione degli investimenti indicati nell’istanza di attribuzione del contributo accolta dall’Agenzia delle Entrate
cui si riferisce la comunicazione.
Nel frontespizio, oltre ai dati identificativi dell’impresa, sono previsti ulteriori campi, peraltro non presenti nel modello Icap, quali:
– il campo in cui, qualora l’impresa intenda correggere una comunicazione già inviata, va indicato il numero di protocollo attribuito dal servizio telematico alla comunicazione da sostituire
– il campo ove deve essere necessariamente indicato l’esatto numero di protocollo attribuito dal servizio telematico all’istanza di attribuzione del contributo e comunicato all’impresa interessata nella ricevuta inviata in via telematica dall’Agenzia delle Entrate
– un apposito rigo da compilare nell’ipotesi in cui il soggetto che presenta la comunicazione sia diverso da quello che ha presentato l’istanza, per effetto di operazioni straordinarie eventualmente intervenute nel periodo intercorrente tra la data di presentazione dell’istanza e quella dell’invio della comunicazione.

Il quadro A è composto da tre sezioni:
– la prima, relativa alla indicazione delle regioni nelle quali sono stati effettivamente realizzati gli investimenti in campagne pubblicitarie localizzate. Possono essere barrate caselle corrispondenti anche a regioni diverse da quelle indicate in via presuntiva nell’istanza accolta
– la seconda, relativa ai documenti comprovanti la spesa effettivamente sostenuta per la realizzazione dell’investimento nel periodo d’imposta indicato nell’istanza cui si riferisce la comunicazione. Vanno elencati solo i documenti, emessi entro la data di chiusura del periodo d’imposta di riferimento, necessari a comprovare l’effettiva realizzazione dell’incremento agevolabile indicato nell’istanza, ovvero nel provvedimento di attribuzione del contributo, nell’ipotesi di accoglimento parziale dell’istanza. Ciò in quanto il credito d’imposta concesso in via definitiva non potrà comunque essere superiore all’importo riconosciuto dall’Agenzia delle Entrate con il provvedimento di accoglimento dell’istanza. Ne consegue che, nel caso di riduzione del credito d’imposta e di rideterminazione dell’incremento agevolabile, l’ammontare complessivo delle spese da indicare nei campi 1 e 2 del rigo 10 dovrà essere pari all’ammontare dell’investimento che il soggetto è tenuto a realizzare in relazione alla diminuzione dell’incremento agevolabile
– la terza sezione è riservata all’indicazione dell’ammontare complessivo degli investimenti effettuati e dell’incremento realizzato.

Articolo di Giuliana Pulita – Fisco Oggi –

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