La legge 488/92 assume particolare importanza nell’ambito della politica dei finanziamenti alle aziende da parte dello Stato, poiché circa il 50% dei contributi a fondo perduto erogati derivano dalle disposizioni di questa legge.

E’ previsto che la somma da erogare ammonta a circa 3 miliardi di euro da distribuire a tre diversi settori: industria, turismo e commercio. Tali finanziamenti si rivolgono alle imprese già costituite, che siano iscritte alla Camera di Commercio.

I finanziamenti si indirizzano alle aziende del settore produttivo, di servizio, edili, turistiche e commerciali che mettono in atto programmi di investimento caratterizzati da organicità e funzionalità, che siano localizzate nelle aree definite agevolabili:
– nelle aree obiettivo 1: Calabria, Basilicata, Puglia, Sardegna, Sicilia;
– nelle aree a regime transitorio: Abruzzo e Molise;
– nelle aree obiettivo 2: Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino Alto Adige, Veneto, Friuli- Venezia Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio.

Questa suddivisione equivale ad una differente ripartizione dei finanziamenti, che vengono erogati in maggior percentuale nelle aree obiettivo 1, diminuendo nelle aree obiettivo 2. 

I contributi da erogare hanno normalmente un valore di circa 500 mila euro, distribuiti su più anni. Ciò significa che, ad esempio, un’azienda che investe 900 mila euro in una regione in cui la legge prevede un contributo del 50% avrà un finanziamento dallo Stato a fondo perduto di 450 mila euro.

I programmi finanziabili sono quelli che riguardano investimenti organici e funzionali all’interno dell’azienda e in particolare concernono l’acquisto di beni durevoli, materiali e immateriali.
Gli acquisti possono essere effettuati in maniera diretta o in leasing, ma devono essere datati posteriormente alla data di presentazione della domanda, poiché non ha effetto retroattivo.

Tra le diverse spese, rientrano tra gli interventi per i quali la legge 488 prevede un contributo anche i costi sostenuti per l’acquisto del suolo aziendale, per la realizzazione di opere murarie ed assimilate, per la realizzazione di specifiche infrastrutture aziendali e per i brevetti su nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi.

All’interno del piano di finanziamento alcune particolari spese devono rappresentare un limite massimo del 5% sul valore totale dell’investimento. In particolare:

– gli studi di fattibilità economico finanziaria
– le spese di progettazione e direzione lavori
– gli oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge

Questo strumento di finanza agevolata non riguarda però le spese di esercizio e di gestione dell’attività. Ne fanno parte le spese per il personale, notarili, per acquisizioni di scorte e le spese per tasse ed imposte.

I criteri per l’erogazione e l’assegnazione del finanziamento in particolare cambiano a secondo dell’entità del contributo, della regione in cui viene realizzato il programma, da come vengono suddivise le spese e dall’anno in cui vengono realizzate.

Per la richiesta di finanziamento ai sensi della legge 488, le imprese devono presentare unitamente al modulo di domanda la ricevuta di versamento sull’apposito c/c della banca concessionaria o fideiussione bancaria o polizza assicurativa a titolo di cauzione per l’investimento, 2 floppy disk, ciascuno contenente copia del file della scheda tecnica e ove previsto del file della parte numerica del business plan, il business plan, i bilanci dei due esercizi precedenti, il certificato di iscrizione al registro delle imprese con dicitura antimafia. 

Le graduatorie di valutazione dei progetti delle imprese sono rese note entro sei mesi dalla presentazione della domanda. Il finanziamento viene normalmente erogato, entro due mesi dall’approvazione.

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