Definite le modalita’ tecniche di gestione delle risorse destinate alla promozione delle attivita’ cinematografiche in Italia e all’estero. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre 2004. Per l’anno 2005, scadenza fissata al 15 gennaio 2005.

Soggetti ammissibili – Per informazioni compilare il modulo allegato

In base al decreto, le richieste di sovvenzione per iniziative e manifestazioni finalizzate alla promozione delle attivita’ cinematografiche in Italia e all’estero possono essere presentate da enti pubblici e privati senza scopo di lucro, istituti universitari, comitati ed associazioni culturali e di categoria ed inerenti allo sviluppo del cinema sul piano artistico, culturale e tecnico.

Requisito indispensabile ai fini dell’ammissibilita’ al contributo e’ la copertura di almeno il 30% del costo complessivo delle iniziative previste con entrate diverse (pubbliche e/o private) da quelle richieste alla Direzione generale per il cinema, indipendentemente da eventuali apporti gratuiti indicati in bilancio.

Le istanze di sovvenzione (compilate sui moduli predisposti dall’Amministrazione) dovranno essere presentate alla Direzione generale per il cinema entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello in cui e’ prevista la realizzazione dell’iniziativa (per le raccomandate fara’ fede il timbro indicante la data di spedizione).

Scadenze:
Solo per l’anno 2005, il termine di scadenza e’ fissato al 15 gennaio 2005

Il provvedimento è stato emanato ai sensi dell’art. 19 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28 che, a sua volta, è stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 16 gennaio 2004, in attuazione della delega conferita dalla legge n. 137 del 2002.

Il decreto legislativo rinnova profondamente le disposizioni sulla cinematografia. Le nuove norme riordinano e coordinano un quadro normativo frammentato in un sistema unitario e coerente, conseguito attraverso una energica operazione di razionalizzazione delle procedure, con il fine primario di favorire le politiche pubbliche nel settore e la gestione delle risorse assegnate. Viene in particolare semplificata la procedura di finanziamento ai film: una sola commissione per la cinematografia composta da varie sezioni, in luogo delle due precedentemente previste, valuterà la qualità artistica in relazione ai diversi generi cinematografici, la qualità tecnica, la coerenza con il progetto, l’interesse culturale. Il finanziamento sarà assegnato (fino ad un massimo del 50%) sulla base di parametri definiti che tengano conto anche dei risultati artistici ottenuti dal regista, dallo sceneggiatore, dal cast, dai tecnici qualificati. Viene istituita la Consulta territoriale per le attività cinematografiche, composta anche da rappresentanti regionali, che avrà fra l’altro compiti di consulenza al Ministro. Previste nuove disposizioni per le attività di produzione, di distribuzione, di esercizio e delle industrie tecniche, nonché particolari misure di promozione ed incentivazione.

In generale, il decreto riconosce: 
– il cinema quale fondamentale mezzo di espressione artistica, di formazione culturale e di comunicazione sociale,
– le attività cinematografiche di rilevante interesse generale, anche in considerazione della loro importanza economica ed industriale.

In particolare:

a) promuove e coordina le iniziative aventi per scopo lo sviluppo ed il miglioramento della produzione cinematografica e la diffusione dei film nazionali in Italia ed all’estero, d’intesa con il Ministero degli affari esteri;
b) accerta e dichiara la nazionalità italiana dei film;
c) promuove e cura i rapporti concernenti gli scambi cinematografici con l’estero e quelli per la coproduzione e codistribuzione dei film, anche attraverso intese o accordi internazionali di reciprocità, d’intesa con il Ministero degli affari esteri;
d) esercita la vigilanza, nei casi previsti dalla legge, sugli organismi di settore ed effettua l’attività di monitoraggio sull’utilizzo delle risorse erogate a titolo di finanziamenti e contributi ai sensi del presente decreto.

Il decreto legislativo 22 gennaio 2004 “Riforma della disciplina in materia di attività cinematografiche” n.28 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2004.

Cosa è cambiato con la riforma

La riforma è un rinnovamento storico e un miglioramento dell’intervento pubblico nel settore cinematografico per due motivi.

1. Chiarezza e trasparenza normativa: le disposizioni in materia di cinematografia sono sparse (dalla L.1213/65 in avanti) tra diverse fonti normative. Il quadro normativo vigente risulta non sempre coerente e non è riuscito a creare i presupposti e le condizioni per la crescita dell’industria cinematografica nazionale. La riforma propone un testo unico, agile ed essenziale, che riconduca l’intera disciplina ad un sistema unitario e coerente con l’ambizione di creare i presupposti e le condizioni per far crescere il nostro “sistema cinema”. Era del 1965 l’ultima legge organica in materia.

2. Viene introdotto il “reference system”, un sistema che supporterà le tradizionali commissioni nella scelta dei soggetti e dei progetti meritevoli di finanziamento, privilegiando chi nel recente passato ha prodotto cinema di qualità e cinema capace di catalizzare l’attenzione del pubblico. In concreto, parallelamente alla tradizionale lettura della sceneggiatura, ciascun progetto verrà valutato anche tenendo conto del curriculum del produttore e del cast. “Questo passaggio dunque,- ha commentato il Ministro Urbani – non serve a favorire, come qualcuno temeva, i produttori più “ricchi”, che evidentemente hanno già avuto dal mercato il proprio riconoscimento, ma piuttosto ad agevolare i produttori più solidi dal punto di vista artistico”. Il sistema di reference limita di fatto l’arbitrio delle attuali commissioni, che hanno l’arduo compito oggi di determinare, sulla esclusiva base di una sceneggiatura spesso provvisoria, le sorti di finanziamento di un intero progetto cinematografico. Di conseguenza esso limita anche le possibili ingerenze della politica in fatto di finanziamento, contrapponendo a possibili pregiudiziali di tipo ideologico l’oggettività del curriculum professionale di chi opera nel cinema. Per coloro infine che non possono avere un passato di “reference” viene potenziata la parte di intervento riservata agli esordienti attraverso il finanziamento alle opere prime ed ai cortometraggi, vera palestra dei futuri cineasti. Il reference si articolerà in tre aspetti: il reference delle commissioni, garantirà che queste siano effettivamente composte da personalità eccellenti del mondo del cinema; il reference dei produttori garantirà il finanziamento privilegiato a produttori solidi ed affidabili e darà centralità alla figura del produttore; il reference artistico del progetto riconoscerà una facilitazione ai progetti di film composti da squadre di professionisti eccellenti (regista, sceneggiatore, attori, …).

Articolo tratto dal sito ufficiale del Governo italiano

Sottocategoria: Finanziamenti-

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