Nell’era digitale, il Governo italiano si è posto come uno dei principali obiettivi quello di sfruttare le numerose opportunità offerte dall’arrivo delle nuove tecnologie, puntando ad un rafforzamento della competitività del Paese e ad un miglioramento della qualità della vita economica, sociale, educativa e culturale. A tal proposito è stato varato il documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef 2002-2006) che prevede anche lo sviluppo di infrastrutture di rete a banda larga, la crescita della formazione informatica a tutti i livelli, l’incentivazione al commercio elettronico e l’informatizzazione della Pubblica Amministrazione. Per concretizzare una riforma elettronica è fondamentale trasferire tutti gli archivi cartacei su supporto informatico mantenendone la validità legale introducendo la firma digitale. 

Alla luce di queste considerazioni, uno degli aspetti più critici diventa la realizzazione di un protocollo informatico per la gestione informatizzata dei documenti che deve essere studiato come sistema aperto all’integrazione con altri sistemi. Un efficiente procedimento di protocollo informatico dovrebbero garantire impostazione ed esecuzione automatica di flussi di lavoro (workflow), archiviazione e conservazione di documenti, controllo di gestione, posta elettronica, accesso agli atti amministrativi tramite portali web, autenticazione, autorizzazione e sicurezza dei documenti tramite firma digitale. Per agevolare la cooperazione tra tutti gli Enti Pubblici, è necessario inoltre l’utilizzo di uno stesso sistema di gestione elettronica dei documenti. Tutti i dati dovranno essere raccolti in un unico back-office al quale si potrà accedere tramite front-office fisici (gli sportelli) o virtuali (l’accesso on line), e tutte le amministrazioni dovranno essere collegate alla Rete Nazionale, una rete che si serve di canali di comunicazione sicuri. 

Entro il 2002 si prevede che ogni amministrazione sia provvista di connessione a Internet per l’erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese (Government to Citizien) e che sia collegata alla Rete Nazionale per l’erogazione di servizi e dati ad altre amministrazioni (Government to Government). 

A testimonianza dello spessore che riveste il sistema di archiviazione, sono stati redatti appositi piani di classificazione, che permetteranno sia alla Pubblica Amministrazione (PA) che ai cittadini di accedere ai documenti amministrativi di loro interesse. 

Nonostante gli obiettivi da conquistare siano veramente molteplici, il lavoro del Ministro per l’innovazione e le tecnologie ha consentito l’individuazione di alcune priorità circa il piano di sviluppo dell’e-government. Iniziando da una riorganizzazione di tutta la Pubblica Amministrazione nell’ottica di un risparmio nelle spese di gestione che raggiunga i 15 miliardi annui, fino ad arrivare alla semplificazione burocratica che porti all’eliminazione delle fastidiosissime code agli sportelli pubblici. Per raggiungere questi obiettivi occorre in prima battuta incrementare rapidamente i servizi on line, avvalersi dei vantaggi dell’acquisto on line e dei pagamenti informatizzati. 

L’e-procurement, l’insieme delle tecnologie, delle procedure, delle operazioni e delle modalità di organizzazione degli acquisti tramite Internet di beni e servizi già diffuso nel settore privato, sta diventando sempre più un valido strumento da incentivare anche nella Pubblica Amministrazione. Tanti sono i vantaggi che si possono trarre dall’e-procurement: riduzione della spesa per le forniture, procedure più snelle e più rapide, maggiore trasparenza nelle operazioni di gara, creazione di un mercato più competitivo. 

In questi ultimi anni, agevolati da innovazioni tecnologiche e legislative, sono stati diffusi i mandati informatici di pagamento che hanno permesso di velocizzare le procedure di gestione delle pratiche e di favorire un’attività di controllo di tutti i processi di spesa. 

Il Piano di Azione stilato dal Governo presta particolare attenzione a tre aspetti di particolare rilevanza per l’attuazione di una politica di e-government: l’anagrafe della popolazione, l’anagrafe delle imprese e l’anagrafe del territorio. 
Permettere sia ai cittadini che alle amministrazioni di accedere on line ai dati anagrafici, presuppone che tutti i comuni rendano disponibili in rete tutti i dati in loro possesso e che venga impostato un efficiente sistema di collegamento tra le banche dati delle diverse amministrazioni. I cittadini disporranno di una carta di identità elettronica che permetterà l’identificazione e il successivo accesso ai servizi on line. A sua volta il cittadino non dovrà più produrre informazioni già possedute dalla PA, nemmeno tramite autocertificazione, dovrà comunicare una sola volta la variazione dei dati anagrafici che saranno aggiornati tempestivamente, e potrà accedere ai servizi sia tramite Internet che presentandosi agli sportelli pubblici dei vari Enti. 
Procedimenti analoghi verranno applicati per la realizzazione dei portali al servizio delle imprese. Quest’ultime dovranno presentare una sola volta la modulistica contenente i loro dati completi, riducendo considerevolmente il carico di lavoro sia degli Enti che delle imprese stesse. 

Anche la gestione on line dei dati catastali comporterà un notevole risparmio dei tempi e dei costi, per i cittadini, per l’amministrazione e per tutti i professionisti coinvolti (notai, architetti, ingegneri, geometri). 

Strategie, obiettivi e risultati da conseguire sono ben definiti nel Piano di Azione di e-government, che individua i temi fondamentali per la definizione delle proposte, dei progetti e dei relativi finanziamenti. 

Data la complessità di attuazione, il Piano di Azione richiede inoltre che ai dipendenti della Pubblica Amministrazione vengano forniti tutti gli strumenti per affrontare questa imponente trasformazione. Pertanto sono stati previsti dei fondi da destinare alla formazione professionale che dovrà avvenire sia per quanto riguarda l’utilizzo base delle tecnologie informatiche che per quanto concerne la specializzazione e l’aggiornamento nella gestione delle infrastrutture e dei servizi. 

Accanto al Piano di Azione Nazionale, un altro strumento per il coordinamento degli interventi di e-government è il Piano di Azione Territoriale (PAT) che stabilisce quali iniziative intraprendere concretamente per il raggiungimento degli obiettivi prefissati per lo specifico contesto territoriale. 

Attualmente le politiche di e-government sono ancora in fase di sperimentazione. Dal Rapporto RUR-CENSIS-FORMEZ “città digitali 2001” è emerso che l’Italia, nonostante gli ingenti sforzi compiuti, è ancora arretrata rispetto agli altri Paesi Europei. 

Scritto dalla dr.ssa Paola Almasi

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