Nei dizionari moderni, nel gergo legale e molto più nei registri linguistici della gente normale, chi fa notizia furoreggiando, è l’inglese.

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Con la sua terminologia più o meno contratta, con quella pronuncia spesso storpiata e personalizzata, quando non si ha la più pallida idea del significato di un termine, non tentate di chiedere spiegazioni perchè vi risponderanno che nel dialetto di Detroit del quartiere X il tizio Y ha detto che la parola Z si pronuncia in quel modo, e passerete irrimediabilmente per “NOT updated”.

Riflettendo sul fatto che il Personal Computer, nell’accezione moderna della sua evoluzione, è un’invenzione tutta americana che porta un nome e ha anche tutto un suo dizionario… in inglese. Proprio il computer è il punto di partenza per molte nuove occupazioni e molte nuove materie, oggetto di ricerca, di legislazione e di studio. 

Un sistema giudiziario moderno si preoccupa di fare in modo che i consociati si sentano tutelati sapendo di interare in un complesso di regole moderno ed elastico, per far sì che non debbano cercare manovre elusive.

Per avere l’ “upgrade” (cioè stare al passo coi tempi) un sistema giuridico, deve fare i salti mortali… e alcune volte combinarli con strane acrobazie. Infatti se da un lato vi è il piano della dottrina, dall’altro si trova il piano della reale applicazione dei precetti.

Proprio in situazioni come queste si insediano materie come l’e-commerce. Facendo leva sulla “tempistica legale” quasi mai al passo con le potenzialità che le innovazioni tecnologiche permettono, materie come l’e-commerce sono diventate uno strumento indispensabile per la sopravvivenza o per il rafforzamento di molte realtà imprenditoriali.

Tra le pratiche commerciali di ultima generazione, vi sono, oltre alla fornitura di prestazioni da parte dei soci d’opera, anche forniture di beni “intangibili” come il know-how.

Come molti sapranno, nei moderni formulari, una forma di contratto chiamata “contratto di fornitura di know-how” che snocciola le sue funzioni soltanto quando un socio entrante apporta un ‘saper fare’. A prescindere dal fatto che la valutazione economica di questo aspetto è di per sé difficile, bisognerebbe provare a considerare un tipo di aspetto poco conosciuto ai più che potrebbe causare dei problemi. Tra questi, non ultimo, quello di conferire una quota sociale tangibile, con un socio che apporta know-how, che se sovrastimato può creare delle problematiche. 

Quello che mette in correlazione la fornitura di know-how, quando è semplice consulenza soprattutto in merito al sistema dei pagamenti online, con l’e-commerce, è un filo sottile che in mancanza di strumenti antielusione attenti e vigili può diventare un problema societario. E’ il caso di una Srl milanese, tutt’ora in tribunale, per definire la questione relativa ad un conferimento di know-how, da parte di un socio che non aveva fatto niente di più che affidarsi ad una società di e-commerce specializzata, pagando un prezzo minimo e incassare la differenza tra la consulenza da pagare e il suo cospicuo dividendo. Ad oggi l’e-commerce rappresenta uno strumento di grande utilità e di larghissimo utilizzo e proprio per questo la disciplina a riguardo si sta adeguando alle nuove realtà.

Prossimamente saranno affrontate altre problematiche relative alla pratica reale di e-commerce nella realtà imprenditoriale.

Articolo scritto dal Dott. Antonio J. Savorana
email jaysa@hotmail.com

Sottocategoria  Ecommerce-

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