Cosa si intende per libro elettronico, quali sono le problematiche in merito al diritto d’autore e quali i contrasti con il libro tradizionale.

Le definizioni di “libro elettronico”, o e-book sono molteplici e non garantiscono univocità di significato, intendiamo, comunque con questa espressione, un testo esteso e compiuto, in altri termini, una monografia su un determinato argomento.

Quello che interessa sottolineare sono gli elementi che in ognuna di queste enunciazioni vengono messi in rilievo: in alcuni casi, si mette in risalto la caratteristica del formato digitale, in altre l’unione di contenuti digitali e strumenti hardware di lettura.

Altre volte, il libro elettronico presuppone la presenza di un parallelo cartaceo oppure si pone l’accento sugli aspetti di multimedialità associati alla testualità elettronica.

Possiamo parlare di libro elettronico, in presenza di un testo elettronico ragionevolmente esteso, compiuto e unitario, codificato ed accompagnato da informazioni descrittive, che sia accessibile con un dispositivo hardware e un’interfaccia software che offrano:

– una lettura confortevole e veloce nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana;
– la possibilità di utilizzare le organizzazione testuali della cultura del libro, garantendo un utilizzo soddisfacente, insieme agli strumenti di ricerca e navigazione propri del formato digitale.

Non può, inoltre, mancare il riferimento al canale Web, come unico mezzo di distribuzione, con le relative peculiarità.

Lo sviluppo dell’e-book è, comunque strettamente legato, alla tutela del diritto d’autore.

Parlando di copyright, si prendono in considerazione sia il diritto di godere degli introiti derivanti dallo sfruttamento della propria opera, sia il diritto di vedersi riconosciuta la paternità dell’opera stessa.

Insorgono, quindi, nel campo del mercato elettronico, serie barriere e vincoli all’effettiva garanzia di questa forma di tutela.

Per identificare i libri, si utilizzano i codici ISBN, sistema che identifica il contenuto letterario di un libro, con il suo supporto cartaceo, in modo inscindibile.

Con un libro elettronico non è possibile effettuare questo genere di uguaglianza ed è quindi, necessario utilizzare un diverso sistema di identificazione.

E’ in fase sperimentale, un codice nuovo, definito DOI (Digital Object Identification), che si presenta in grado di identificare un file anche se questo cambia “posizione”.

Con il contrassegno dell’oggetto Digitale è possibile identificare lo scambio della proprietà intellettuale nell’ambiente digitale ed è consentito, inoltre, creare un’amministrazione automatizzata di copyright.

Fra le varie definizioni di libro elettronico, c’è chi ne rifiuta l’idea stessa, sostenendo che il libro per dirsi tale deve necessariamente creato a mezzo stampa, ribadendo una netta distinzione tra ciò che viene prodotto dall’editoria elettronica e la realizzazione di un libro destinato alla stampa.

Non possiamo non riscontrare, in questa affermazione, evidenti interessi di tipo economico-commerciale, legati al mantenimento di un forte potere di mercato, nell’ambito della diffusione di opere letterarie.

Alla base delle obiezioni poste dai sostenitori del libro tradizionale, nei confronti della nuova editoria digitale, si sostiene innanzitutto, la maggiore comodità di lettura offerta dal libro cartaceo, della sua adattabilità nell’arco del tempo, alle evoluzione culturali dell’uomo.

Questo nuovo strumento non è certo, ancora, in grado di sostituire nella abitudine quotidiane, ciò che la carta stampata a costruito in tempi lunghi e con modalità diverse.

La domanda che ci si pone è se l’editoria elettronica sia capace di rendere obsoleta la scrittura tradizionale e con essa, l’eredità della cultura del libro.

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