Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro. 
DECRETO LEGISLATIVO 14 agosto 1996, n. 493 GU n. 223 del 23-9-1996

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 

Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146; 

Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, ed in particolare l’articolo 6, comma 3; 

Vista la direttiva 92/58/CEE, del Consiglio del 24 giugno 1992, concernente le prescrizioni minime per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro (nona direttiva particolare, ai sensi dell’articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 89/391/CEE); 

Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242; 

Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 luglio 1996; 

Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; 

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell’8 agosto 1996; 

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri degli affari esteri, di grazia e giustizia, del tesoro, della sanita’, dell’industria, del commercio e dell’artigianato, dell’interno e per la funzione pubblica e gli affari regionali; 

E m a n a il seguente decreto legislativo: 

Art. 1. 

Campo di applicazione e definizioni 1. Il presente decreto stabilisce le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro nei settori di attivita’ privati o pubblici di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, in seguito complessivamente indicati come decreto legislativo n. 626/1994. 

2. Ai fini del presente decreto si intende per: 

a) segnaletica di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, in seguito indicata come segnaletica di sicurezza, una segnaletica che, riferita ad un oggetto, ad una attivita’ o ad una situazione determinata, fornisce una indicazione o una prescrizione concernente la sicurezza o la salute sul luogo di lavoro, e che utilizza, a seconda dei casi, un cartello, un colore, un segnale luminoso o acustico, una comunicazione verbale o un segnale gestuale; 

b) segnale di divieto, un segnale che vieta un comportamento che potrebbe far correre o causare un pericolo; 

c) segnale di avvertimento, un segnale che avverte di un rischio o pericolo; 

d) segnale di prescrizione, un segnale che prescrive un determinato comportamento; 

e) segnale di salvataggio o di soccorso, un segnale che fornisce indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio; 

f) segnale di informazione, un segnale che fornisce indicazioni di- verse da quelle specificate alle lettere da b) ad e); 

g) cartello, un segnale che, mediante combinazione di una forma geometrica, di colori e di un simbolo o pittogramma, fornisce una indicazione determinata, la cui visibilita’ e’ garantita da una illuminazione di intensita’ sufficiente; 

h) cartello supplementare, un cartello impiegato assieme ad un cartello del tipo indicato alla lettera g) e che fornisce indicazioni complementari; 

i) colore di sicurezza, un colore al quale e’ assegnato un significato determinato; 

j) simbolo o pittogramma, un’immagine che rappresenta una situazione o che prescrive un determinato comportamento, impiegata su un cartello o su una superficie luminosa; 

k) segnale luminoso, un segnale emesso da un dispositivo costituito da materiale trasparente o semitrasparente, che e’ illuminato dall’interno o dal retro in modo da apparire esso stesso come una superficie luminosa; 

l) segnale acustico, un segnale sonoro in codice emesso e diffuso da un apposito dispositivo, senza impiego di voce umana o di sintesi vocale; 

m) comunicazione verbale, un messaggio verbale predeterminato, con impiego di voce umana o di sintesi vocale; 

n) segnale gestuale, un movimento o posizione delle braccia o delle mani in forma convenzionale per guidare persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo attuale per i lavoratori. 

3. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alla segnaletica impiegata per regolare il traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo ed aereo. 

4. Per i termini non espressamente definiti, valgono le definizioni di cui al decreto legislativo n. 626/1994, le cui disposizioni si applicano integralmente, fatte salve le disposizioni specifiche contenute nel presente decreto legislativo. 

Art. 2. 

Obblighi del datore di lavoro 1. Quando, anche a seguito della valutazione effettuata in conformita’ all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo n. 

626/1994, risultano rischi che non possono essere evitati o sufficientemente limitati con misure, metodi, o sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva, il datore di lavoro fa ricorso alla segnaletica di sicurezza, secondo le prescrizioni degli allegati al presente decreto, allo scopo di: 

a) avvertire di un rischio o di un pericolo le persone esposte; 

b) vietare comportamenti che potrebbero causare pericolo; 

c) prescrivere determinati comportamenti necessari ai fini della sicurezza; 

d) fornire indicazioni relative alle uscite di sicurezza o ai mezzi di soccorso o di salvataggio; 

e) fornire altre indicazioni in materia di prevenzione e sicurezza. 

2. Qualora sia necessario fornire mediante la segnaletica di sicurezza indicazioni relative a situazioni di rischio non consider- ate negli allegati al presente decreto, il datore di lavoro, anche in riferimento alla normativa nazionale di buona tecnica, adotta le misure necessarie, secondo le particolarita’ del lavoro, l’esperienza e la tecnica. 

3. Il datore di lavoro, per regolare il traffico all’interno dell’impresa o dell’unita’ produttiva, fa ricorso, se del caso, alla segnaletica prevista dalla legislazione vigente relativa al traffico stradale, ferroviario, fluviale, marittimo o aereo, fatto salvo quanto previsto nell’allegato V. 

Art. 3. 

Requisiti della segnaletica 1. La segnaletica di sicurezza impiegata per la prima volta a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto deve essere conforme alle prescrizioni riportate negli allegati. 

2. La segnaletica di sicurezza gia’ impiegata sui luoghi di lavoro alla data di cui al comma 1 deve essere resa conforme alle prescrizioni riportate negli allegati entro 6 mesi da tale data. 

Art. 4. 

Informazione e formazione 1. Il datore di lavoro provvede affinche’: 

a) il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sia informato di tutte le misure adottate e da adottare riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all’interno dell’impresa ovvero dell’unita’ produttiva; 

b) i lavoratori siano informati di tutte le misure adottate riguardo alla segnaletica di sicurezza impiegata all’interno dell’impresa ovvero dell’unita’ produttiva. 

2. Il datore di lavoro provvede affinche’ il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed i lavoratori ricevano una formazione adeguata, in particolare sottoforma di istruzioni precise, che deve avere per oggetto specialmente il significato della segnaletica di sicurezza, soprattutto quando questa implica l’uso di gesti o di parole, nonche’ i comportamenti generici e specifici da seguire. 

Art. 5. 

Adeguamento degli allegati 1. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale si provvede agli adeguamenti di natura tecnica degli allegati al presente decreto adottati in sede comunitaria, sentita eventualmente la Commissione consultiva di cui all’articolo 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, come sostituito dall’articolo 26 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e modificato dall’articolo 13 del decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242. 

Art. 6. 

Modifica della normativa vigente 1. L’articolo 355 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, e’ sostituito dal seguente: 

“Art. 355. (Indicazioni per i recipienti). – I recipienti nei quali sono conservati prodotti o materie pericolosi o nocivi devono, allo scopo di rendere nota la natura e la pericolosita’ del loro contenuto, portare le indicazioni e i contrassegni prescritti per ciascuno di essi dalla normativa che li disciplina.”. 

Art. 7. 

Abrogazioni 1. E’ abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524. 

2. E’ soppressa la tabella A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547. 

Art. 8. 

Sanzioni 1. Il datore di lavoro ed il dirigente sono puniti: 

a) con l’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per la violazione degli articoli 2, 3 e 4, comma 2; 

b) con l’arresto da due a quattro mesi o con l’ammenda da lire un milione a lire cinque milioni per la violazione dell’articolo 4, comma 1. 

2. Il preposto e’ punito: 

a) con l’arresto sino a due mesi o con l’ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la violazione degli articoli 2 e 3; 

b) con l’arresto sino ad un mese o con l’ammenda da lire trecentomila a lire un milione per la violazione dell’articolo 4, comma 1. 

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. 

Dato a Roma, addi’ 14 agosto 1996 

SCALFARO
Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri
Treu, Ministro del lavoro e della previdenza sociale
Dini, Ministro degli affari esteri
Flick, Ministro di grazia e giustizia
Ciampi, Ministro del tesoro
Bindi, Ministro della sanita’
Bersani, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
Napolitano, Ministro dell’interno
Bassanini, Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali 

Visto, il Guardasigilli: Flick 

Avvertenza: 

Il testo delle note qui pubblicato e’ redatto ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. 

Note alle premesse: 

– L’art. 76 della Costituzione regola la delega al Governo dell’esercizio della funzione legislativa e stabilisce che essa non puo’ avvenire se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per gli oggetti definiti. 

– L’art. 87, comma quinto, della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. 

– Le legge 22 febbraio 1994, n. 146, reca: “Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1993”. 

– La legge 6 febbraio 1996, n. 52, reca disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee – legge comunitaria 1994. L’art. 6, comma 3, cosi’ recita: “3. I termini di cui all’art. 34, comma 2, della legge 22 febbraio 1994, n. 

146, sono differiti di nove mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvo per quanto concerne le direttive 92/57/CEE e 92/58/CEE, per l’attuazione delle quali dovra’ provvedersi con decreto legislativo da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. I decreti per l’attuazione delle direttive di cui al presente comma sono sottoposti al parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia”. 

– La direttiva 92/58/CEE e’ pubblicata in G.U.C.E. n. L 245 del 26 agosto 1992. 

– Il D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, concerne: 

“Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro”. L’art. 

1, comma 1, del suddetto decreto legislativo cosi’ recita: 

“1. Il presente decreto legislativo prescrive misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro, in tutti i settori di attivita’ privati o pubblici”. 

– Il D. Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, riguarda: “Modifiche ed integrazioni al D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626, recante attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro”. 

Nota all’art. 2: 

– L’art. 4 comma 1, del D.Lgs n. 626/1994 cosi’ recita: 

“Art. 4. (Obblighi del datore di lavoro del dirigente e del preposto). – 1. Il datore di lavoro e’ tenuto all’osservanza delle misure generali di tutela previste dall’art. 3 e, in relazione alla natura dell’attivita’ dell’azienda ovvero dell’unita’ produttiva, deve valutare, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonche’ nella sistemazione dei luoghi di lavoro, i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti i gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari”. 

Nota all’art. 5: 

– Per quanto concerne il D.Lgs. 19 marzo 1996, n. 242, vedi note alle premesse. 

Allegato I 

PRESCRIZIONI GENERALI PER LA SEGNALETICA DI SICUREZZA 

1. Considerazioni preliminari 

1.1. La segnaletica di sicurezza deve essere conforme ai requisiti specifici che figurano negli allegati da II a IX. 

1.2. Il presente allegato stabilisce tali requisiti, descrive le di- verse utilizzazioni delle segnaletiche di sicurezza ed enuncia norme generali sull’intercambiabilita’ o complementarita’ di tali segnaletiche. 

1.3. Le segnaletiche di sicurezza devono essere utilizzate solo per trasmettere il messaggio o l’informazione precisati all’articolo 1, comma 2. 

2. Modi di segnalazione 

2.1. Segnalazione permanente 

2.1.1. La segnaletica che si riferisce a un divieto, un avvertimento o un obbligo ed altresi’ quella che serve ad indicare l’ubicazione e ad identificare i mezzi di salvataggio o di pronto soccorso deve essere di tipo permanente e costituita da cartelli. 

La segnaletica destinata ad indicare l’ubicazione e ad identificare i materiali e le attrezzature antincendio deve essere di tipo permanente e costituita da cartelli o da un colore di sicurezza. 

2.1.2. La segnaletica su contenitori e tubazioni deve essere del tipo previsto nell’allegato III. 

2.1.3. La segnaletica per i rischi di urto contro ostacoli e di caduta delle persone deve essere di tipo permanente e costituita da un colore di sicurezza o da cartelli. 

2.1.4. La segnaletica delle vie di circolazione deve essere di tipo permanente e costituita da un colore di sicurezza. 

2.2. Segnalazione occasionale 

2.2.1. La segnaletica di pericoli, la chiamata di persone per un’azione specifica e lo sgombero urgente delle persone devono essere fatti in modo occasionale e, tenuto conto del principio dell’intercambiabilita’ e complementarita’ previsto al paragrafo 3, per mezzo di segnali luminosi, acustici o di comunicazioni verbali. 

2.2.2. La guida delle persone che effettuano manovre implicanti un rischio o un pericolo deve essere fatta in modo occasionale per mezzo di segnali gestuali o comunicazioni verbali. 

3. Intercambiabilita’ e complementarita’ della segnaletica 3.1. A parita’ di efficacia e a condizione che si provveda ad una azione specifica di informazione e formazione al riguardo, e’ ammessa liberta’ di scelta fra: – un colore di sicurezza o un cartello, per segnalare un rischio di inciampo o caduta con dislivello; – segnali luminosi, segnali acustici o comunicazione verbale; – segnali gestuali o comunicazione verbale. 

3.2. Determinate modalita’ di segnalazione possono essere utilizzate assieme, nelle combinazioni specificate di seguito: – segnali luminosi e segnali acustici; – segnali luminosi e comunicazione verbale; – segnali gestuali e comunicazione verbale. 

4. Colori di sicurezza 

4.1. Le indicazioni della tabella che segue si applicano a tutte le segnalazioni per le quali e’ previsto l’uso di un colore di sicurezza. 

Colore 
Significato o scopo 
Indicazioni e precisazioni 

Rosso 
Segnali di divieto 
Atteggiamenti pericolosi 

Pericolo – allarme 
Alt, arresto, dispositivi di interruzione d’emergenza Sgombero 

Materiali e attrezzature antincendio 
Identificazione e ubicazione 

Giallo o Giallo-arancio 
Segnali di avvertimento 
Attenzione, cautela Verifica 

Azzurro 
Segnali di prescrizione 
Comportamento o azione specifica – obbligo di portare un mezzo di sicurezza personale 

Verde 
Segnali di salvataggio o di soccorso 
Porte, uscite, percorsi, materiali, postazioni, locali 

Situazione di sicurezza 
Ritorno alla normalita’ 

5. L’efficacia della segnaletica non deve essere compromessa da: 

5.1. presenza di altra segnaletica o di altra fonte emittente dello stesso tipo che turbino la visibilita’ o l’udibilita’; cio’ comporta, in particolare, la necessita’ di: 

5.1.1. evitare di disporre un numero eccessivo di cartelli troppo vicini gli uni agli altri; 

5.1.2. non utilizzare contemporaneamente due segnali luminosi che possano confondersi; 

5.1.3. non utilizzare un segnale luminoso nelle vicinanze di un’altra emissione luminosa poco distinta; 

5.1.4. non utilizzare contemporaneamente due segnali sonori; 

5.1.5. non utilizzare un segnale sonoro se il rumore di fondo e’ troppo intenso; 

5.2. cattiva progettazione, numero insufficiente, ubicazione irrazionale, cattivo stato o cattivo funzionamento dei mezzi o dei dispositivi di segnalazione. 

6. I mezzi e i dispositivi segnaletici devono, a seconda dei casi, essere regolarmente puliti, sottoposti a manutenzione, controllati e riparati e, se necessario, sostituiti, affinche’ conservino le loro proprieta’ intrinseche o di funzionamento. 

7. Il numero e l’ubicazione dei mezzi o dei dispositivi segnaletici da sistemare e’ in funzione dell’entita’ dei rischi, dei pericoli o delle dimensioni dell’area da coprire 8. Per i segnali il cui funzionamento richiede una fonte di energia, deve essere garantita un’alimentazione di emergenza nell’eventualita’ di un’interruzione di tale energia, tranne nel caso in cui il rischio venga meno con l’interruzione stessa. 

9. Un segnale luminoso o sonoro indica, col suo avviamento, l’inizio di un’azione che si richiede di effettuare; esso deve avere una durata pari a quella richiesta dall’azione. 

I segnali luminosi o acustici devono essere reinseriti immediatamente dopo ogni utilizzazione. 

10. Le segnalazioni luminose ed acustiche devono essere sottoposte ad una verifica del buon funzionamento e dell’efficacia reale prima di essere messe in servizio e, in seguito, con periodicita’ sufficiente. 

11. Qualora i lavoratori interessati presentino limitazioni delle capacita’ uditive o visive, eventualmente a causa dell’uso di mezzi di protezione personale, devono essere adottate adeguate misure supplementari o sostitutive. 

12. Le zone, i locali o gli spazi utilizzati per il deposito di quantitativi notevoli di sostanze o preparati pericolosi devono essere segnalati con un cartello di avvertimento appropriato, conformemente all’allegato II, punto 3.2, o indicati conformemente all’allegato III, punto 1, tranne nel caso in cui l’etichettatura dei diversi imballaggi o recipienti stessi sia sufficiente a tale scopo. 

Allegato II 

PRESCRIZIONI GENERALI PER I CARTELLI SEGNALETICI 

1. Caratteristiche intrinseche 

1.1. Forma e colori dei cartelli da impiegare sono definiti al punto 3, in funzione del loro oggetto specifico (cartelli di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e per le attrezzature antincendio). 

1.2. I pittogrammi devono essere il piu’ possibile semplici, con omissione dei particolari di difficile comprensione. 

1.3. I pittogrammi utilizzati potranno differire leggermente dalle figure riportate al punto 3 o presentare rispetto ad esse un maggior numero di particolari, purche’ il significato sia equivalente e non sia reso equivoco da alcuno degli adattamenti o delle modifiche apportati. 

1.4. I cartelli devono essere costituiti di materiale il piu’ possibile resistente agli urti, alle intemperie ed alle aggressioni dei fattori ambientali. 

1.5. Le dimensioni e le proprieta’ colorimetriche e fotometriche dei cartelli devono essere tali da garantirne una buona visibilita’ e comprensione. 

1.5.1. Per le dimensioni si raccomanda di osservare la seguente formula: A > L2/2000 

Ove A rappresenta la superficie del cartello espressa in m2 ed L e’ la distanza, misurata in metri, alla quale il cartello deve essere ancora riconoscibile. La formula e’ applicabile fino ad una distanza di circa 50 metri. 

1.5.2. Per le caratteristiche cromatiche e fotometriche dei materiali si rinvia alla normativa di buona tecnica dell’UNI. 

2. Condizioni d’impiego 

2.1. I cartelli vanno sistemati tenendo conto di eventuali ostacoli, ad un’altezza e in una posizione appropriata rispetto all’angolo di visuale, all’ingresso alla zona interessata in caso di rischio generico ovvero nelle immediate adiacenze di un rischio specifico o dell’oggetto che s’intende segnalare e in un posto bene illuminato e facilmente accessibile e visibile. 

Ferme restando le disposizioni del decreto legislativo 626/1994, in caso di cattiva illuminazione naturale sara’ opportuno utilizzare colori fosforescenti, materiali riflettenti o illuminazione artificiale. 

2.2. Il cartello va rimosso quando non sussiste piu’ la situazione che ne giustificava la presenza. 

3. Cartelli da utilizzare 

3.1 Cartelli di divieto- Caratteristiche intrinseche: 

– forma rotonda; 

– pittogramma nero su fondo bianco; bordo e banda (verso il basso da sinistra a destra lungo il simbolo, con un inclinazione di 45°) rossi (il rosso deve coprire almeno il 35% della superficie del cartello). 

Allegato III 

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DEI CONTENITORI E DELLE TUBAZIONI 

1. I recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro e contenenti sostanze o preparati pericolosi di cui alla legge 29 maggio 1974, n. 

256, e al decreto ministeriale 28 gennaio 1992 e successive modifiche ed integrazioni, i recipienti utilizzati per il magazzinaggio di tali sostanze o preparati pericolosi nonche’ le tubazioni visibili che servono a contenere o a trasportare dette sostanze o preparati pericolosi, vanno muniti dell’etichettatura (pittogramma o simbolo sul colore di fondo) prevista dalle disposizioni citate. 

Il primo comma non si applica ai recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro per una breve durata ne’ a quelli il cui contenuto cambia frequentemente, a condizione che si prendano provvedimenti alternativi idonei, in particolare azioni di informazione o di formazione, che garantiscano un livello identico di protezione. 

L’etichettatura di cui al primo comma puo’ essere: 

– sostituita da cartelli di avvertimento previsti all’allegato II che riportino lo stesso pittogramma o simbolo; 

– completata da ulteriori informazioni, quali il nome o la formula della sostanza o del preparato pericoloso, e da dettagli sui rischi connessi; 

– completata o sostituita, per quanto riguarda il trasporto di recipienti sul luogo di lavoro, da cartelli utilizzati a livello comunitario per il trasporto di sostanze o preparati pericolosi. 

2. La segnaletica di cui sopra deve essere applicata come segue: 

– sul lato visibile o sui lati visibili; 

– in forma rigida, autoadesiva o verniciata. 

3. Al’etichettatura di cui al punto 1 che precede si applicano, se del caso, i criteri in materia di caratteristiche intrinseche previsti all’allegato II, punto 1.4 e le condizioni di impiego all’allegato II, punto 2, riguardanti i cartelli di segnalazione. 

4. L’etichettatura utilizzata sulle tubazioni deve essere applicata, fatte salvi i punti 1, 2 e 3, in modo visibile vicino ai punti che presentano maggiore pericolo, quali valvole e punti di raccordo, e deve comparire ripetute volte. 

5. Le aree, i locali o i settori utilizzati per il deposito di sostanze o preparati pericolosi in quantita’ ingenti devono essere segnalati con un cartello di avvertimento appropriato scelto tra quelli elencati nell’allegato II, punto 3.2 o essere identificati conformemente all’allegato III, punto 1, a meno che l’etichettattuta dei vari imballaggi o recipienti sia sufficiente a tale scopo, in funzione dell’allegato II, punto 1.5 relativo alle dimensioni. 

Il deposito di un certo quantitativo di sostanze o preparati pericolosi puo’ essere indicato con il cartello di avvertimento “pericolo generico”. 

I cartelli o l’etichettatura di cui sopra vanno applicati, secondo il caso, nei pressi dell’area di magazzinaggio o sulla porta di accesso al locale di magazzinaggio. 

Allegato IV 

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALETICA DESTINATA AD IDENTIFICARE E AD INDICARE L’UBICAZIONE DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO 

1. Premessa 

Il presente allegato si applica alle attrezzature destinate in via esclusiva alla lotta antincendio. 

2. Le attrezzature antincendio devono essere identificate mediante apposita colorazione ed un cartello indicante la loro ubicazione o mediante colorazione delle posizioni in cui sono sistemate o degli accessi a tali posizioni. 

3. Il colore d’identificazione di queste attrezzature e’ il rosso. 

La superficie in rosso dovra’ avere ampiezza sufficiente per consentire un’agevole identificazione. 

4. I cartelli descritti all’allegato II, punto 3.5 devono essere utilizzati per indicare l’ubicazione delle attrezzature in questione. 

Allegato V 

PRESCRIZIONI PER LA SEGNALAZIONE DI OSTACOLI E DI PUNTI DI PERICOLO E PER LA SEGNALAZIONE DELLE VIE DI CIRCOLAZIONE 

1. Segnalazione di ostacoli e di punti di pericolo 1.1. Per segnalare i rischi di urto contro ostacoli, di cadute di oggetti e di caduta da parte delle persone entro il perimetro delle aree edificate dell’impresa cui i lavoratori hanno accesso nel corso del lavoro, si usa il giallo alternato al nero ovvero il rosso alternato al bianco. 

1.2. Le dimensioni della segnalazione andranno commisurate alle dimensioni dell’ostacolo o del punto pericoloso che s’intende segnalare. 

1.3. Le sbarre gialle e nere ovvero rosse e bianche dovranno avere un’inclinazione di circa 45 e dimensioni piu’ o meno uguali fra loro. 

2. Segnalazione delle vie di circolazione 

2.1. Qualora l’uso e l’attrezzatura dei locali lo rendano necessario per la tutela dei lavoratori, le vie di circolazione dei veicoli devono essere chiaramente segnalate con strisce con- tinue di colore ben visibile, preferibilmente bianco o giallo, in rapporto al colore del pavimento. 

2.2. L’ubicazione delle strisce dovra’ tenere conto delle distanze di sicurezza necessarie tra i veicoli che possono circolare e tutto cio’ che puo’ trovarsi nelle loro vicinanze nonche’ tra i pedoni e i veicoli. 

2.3. Le vie permanenti situate all’esterno nelle zone edificate vanno parimenti segnalate, nella misura in cui cio’ si renda necessario, a meno che non siano provviste di barriere o di una pavimentazione appropriate. 

Allegato VI 

PRESCRIZIONI PER I SEGNALI LUMINOSI 

1. Proprieta’ intrinseche 1.1. La luce emessa da un segnale deve produrre un contrasto luminoso adeguato al suo ambiente, in rapporto alle condizioni d’impiego previste, senza provocare abbagliamento per intensita’ eccessiva o cattiva visibilita’ per intensita’ insufficiente. 

1.2. La superficie luminosa emettitrice del segnale puo’ essere di colore uniforme o recare un simbolo su un fondo determinato. 

1.3. Il colore uniforme deve corrispondere alla tabella dei significati dei colori riportata all’allegato I, punto 4. 

1.4. Quando il segnale reca un simbolo, quest’ultimo dovra’ rispettare, per analogia, le regole ad esso applicabili, riportate all’allegato II. 

2. Regole particolari d’impiego 2.1. Se un dispositivo puo’ emettere un segnale continuo ed uno intermittente, il segnale intermittente sara’ impiegato per indicare, rispetto a quello continuo, un livello piu’ elevato di pericolo o una maggiore urgenza dell’intervento o dell’azione richiesta od imposta. 

La durata di ciascun lampo e la frequenza dei lampeggiamenti di un segnale luminoso andranno calcolate in modo- da garantire una buona percezione del messaggio, e- da evitare confusioni sia con differenti segnali luminosi che con un segnale luminoso continuo. 

2.2. Se al posto o ad integrazione di un segnale acustico si utilizza un segnale luminoso intermittente, il codice del segnale dovra’ essere identico. 

2.3. Un dispositivo destinato ad emettere un segnale luminoso utilizzabile in caso di pericolo grave andra’ munito di comandi speciali o di lampada ausiliaria. 

Allegato VII 

PRESCRIZIONI PER I SEGNALI ACUSTICI 

1. Proprieta’ intrinseche 

1.1. Un segnale acustico deve: 

a) avere un livello sonoro nettamente superiore al rumore di fondo, in modo da essere udibile, senza tuttavia essere eccessivo o doloroso; 

b) essere facilmente riconoscibile in rapporto particolarmente alla durata degli impulsi ed alla separazione fra impulsi e serie di impulsi, e distinguersi nettamente, da una parte, da un altro segnale acustico e, dall’altra, dai rumori di fondo. 

1.2. Nei casi in cui un dispositivo puo’ emettere un segnale acustico con frequenza costante e variabile, la frequenza variabile andra’ impiegata per segnalare, in rapporto alla frequenza costante, un livello piu’ elevato di pericolo o una maggiore urgenza dell’intervento o dell’azione sollecitata o prescritta. 

2. Codice da usarsi 

Il suono di un segnale di sgombero deve essere continuo. 

Allegato VIII 

PRESCRIZIONI PER LA COMUNICAZIONE VERBALE 

1. Proprieta intrinseche 

1.1. La comunicazione verbale s’instaura fra un parlante o un emittitore e uno o piu’ ascoltatori, in forma di testi brevi, di frasi, di gruppi di parole o di parole isolate, eventualmente in codice. 

1.2. I messaggi verbali devono essere il piu’ possibile brevi, semplici e chiari; la capacita’ verbale del parlante e le facolta’ uditive di chi ascolta devono essere sufficienti per garantire una comunicazione verbale sicura. 

1.3. La comunicazione verbale puo’ essere diretta (impiego della voce umana) o indiretta (voce umana o sintesi vocale diffusa da un mezzo appropriato). 

2. Regole particolari d’impiego 2.1. Le persone interessate devono conoscere bene il linguaggio utilizzato per essere in grado di pronuciare e comprendere correttamente il messaggio verbale e adottare, in funzione di esso, un comportamento adeguato nel campo della sicurezza e della salute. 

2.2. Se la comunicazione verbale e’ impiegata in sostituzione o ad integrazione dei segnali gestuali, si dovra’ far uso di parole chiave, come: 

– via: per indicare che si e’ assunta la direzione dell’operazione; 

– alt: per interrompere o terminare un movimento; 

– ferma: per arrestare le operazioni; 

– solleva: per far salire un carico; 

– abbassa: per far scendere un carico; 

-avanti
-indietro (se necessario, questi ordini andranno coordinati con codici gestuali corrispondenti);
-adestra
– a sinistra: 

– attenzione: per ordinare un alt o un arresto d’urgenza; 

– presto: per accelerare un movimento per motivi di sicurezza. 

Allegato IX 

PRESCRIZIONI PER I SEGNALI GESTUALI 

1. Proprieta’ 

Un segnale gestuale deve essere preciso, semplice, ampio, facile da eseguire e da comprendere e nettamente distinto da un altro segnale gestuale. 

L’impiego contemporaneo delle due braccia deve farsi in modo simmetrico e per un singolo segnale gestuale. 

I gesti impiegati, nel rispetto delle caratteristiche sopra indicate, potranno variare leggermente o essere piu’ particolareggiati rispetto alle figurazioni riportate al punto 3, purche’ il significato e la comprensione siano per lo meno equivalenti. 

2. Regole particolari d’impiego 2.1. La persona che emette i segnali, detta “segnalatore”, impartisce, per mezzo di segnali gestuali, le istruzioni di manovra al destinatario dei segnali, detto “operatore”. 

2.2. Il segnalatore deve essere in condizioni di seguire con gli occhi la totalita’ delle manovre, senza essere esposto a rischi a causa di esse. 

2.3. Il segnalatore deve rivolgere la propria attenzione esclusivamente al comando delle manovre e alla sicurezza dei lavoratori che si trovano nelle vicinanze. 

2.4 Se non sono soddisfatte le condizioni di cui al punto 2.2, occorrera’ prevedere uno o piu’ segnalatori ausiliari. 

2.5. Quando l’operatore non puo’ eseguire con le dovute garanzie di sicurezza gli ordini ricevuti, deve sospendere la manovra in corso e chiedere nuove istruzioni. 

2.6. Accessori della segnalazione gestualeIl segnalatore deve essere individuato agevolmente dall’operatore. 

Il segnalatore deve indossare o impugnare uno o piu’ elementi di riconoscimento adatti, come giubbotto, casco, manicotti, bracciali, palette. 

Gli elementi di riconoscimento sono di colore vivo, preferibilmente unico, e riservato esclusivamente al segnalatore. 

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