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Depositi Iva 2017

gennaio 9, 2017 12:03 pm Categoria: Fisco e Tasse, Guide utili A+ / A-

Per il 2017 introdotte modifiche e nuove modalità di assolvimento in tema di depositi Iva.

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Iva

L’art. 4 co. 7 del DL 193/2016 convertito interviene sulla disciplina dei depositi IVA di cui all’art. 50-bis del DL 331/93:
• estendendo il beneficio della sospensione dell’IVA alla generalità dei beni introdotti in deposito, a prescindere dal luogo di stabilimento del destinatario dei beni;
• prevedendo specifiche modalità di assolvimento dell’imposta all’atto dell’estrazione dei beni dal deposito, qualora i beni siano di provenienza nazionale o extra-UE.

DECORRENZA
Le novità relative alla disciplina dei depositi IVA introdotte con l’art. 4 co. 7 del DL 193/2016 convertito si applicano a decorrere dall’1.4.2017.

SOSPENSIONE D’IMPOSTA
Modificando l’art. 50-bis co. 4 del DL 331/93, viene riconosciuta la possibilità di avvalersi del regime di sospensione d’imposta per la generalità delle “cessioni di beni eseguite mediante introduzione in un deposito IVA”.
Non saranno, quindi, più previste le limitazioni relative:
• allo Stato di identificazione IVA dei destinatari, in seguito all’estrazione dei beni dal deposito (fino all’1.4.2017, sono pienamente agevolate le sole cessioni nei confronti di soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea);
• alla categoria merceologica dei beni (fino all’1.4.2017, sussistono limitazioni all’utilizzo del deposito IVA per i beni diversi da quelli di cui alla Tabella A-bis allegata al DL 331/93).

ESTRAZIONE DAL DEPOSITO DI BENI NAZIONALI
Le modifiche apportate dal DL 193/2016 convertito all’art. 50-bis co. 6 del DL 331/93 prevedono che, per i beni di provenienza nazionale destinati ad essere utilizzati o commercializzati nel territorio dello Stato, il versamento dell’IVA debba essere effettuato dal gestore del deposito, solidalmente responsabile con il soggetto che estrae i beni.

Resta ferma la debenza dell’imposta in capo al soggetto che procede all’estrazione dei beni.

Il versamento, da parte del gestore del deposito, deve essere effettuato:
• entro il giorno 16 del mese successivo a quello di estrazione dei beni dal deposito IVA;
• utilizzando il modello F24;
• senza la possibilità di compensazione “orizzontale” ex art. 17 del DLgs. 241/97.

Secondo la nuova disciplina il soggetto che effettua l’estrazione dei beni:
• emette autofattura ai sensi dell’art. 17 co. 2 del DPR 633/72;
• annota la suddetta autofattura nel registro acquisti, unitamente ai dati della ricevuta del versamento effettuato dal gestore del deposito.

Il gestore del deposito è, infine, vincolato a specifici obblighi comunicativi, con riferimento ai beni estratti (e alla relativa imposta liquidata), le cui modalità dovranno essere definite con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
La violazione degli obblighi previsti può comportare la revoca dell’autorizzazione per la gestione del deposito IVA.

ESTRAZIONE DAL DEPOSITO DI BENI IMMESSI IN LIBERA PRATICA NELL’UNIONE EUROPEA
Per i beni di provenienza extra-UE, immessi in libera pratica nell’Unione europea e successivamente introdotti nel deposito IVA, il soggetto che provvede all’estrazione dal deposito assolve l’imposta:
• con il meccanismo del reverse charge, all’atto dell’estrazione dei beni;
• prestando idonea garanzia patrimoniale nei confronti dell’Amministrazione finanziaria.
Il contenuto della garanzia e le modalità di prestazione della medesima saranno definite con un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, di concerto con l’Agenzia delle Dogane.
Se alla data dell’1.4.2017 tale provvedimento non sarà stato emanato, e fino alla data di emanazione dello stesso, l’estrazione dal deposito di beni di provenienza extra-UE seguirà le modalità definite per i beni di provenienza nazionale.

REQUISITI PER I SOGGETTI CHE ESTRAGGONO I BENI DAL DEPOSITO IVA
A fronte della nuova procedura, per i soggetti che estraggono i beni dal deposito IVA non sarà, quindi, più necessario:
• essere in possesso di iscrizione alla Camera di Commercio da almeno un anno;
• dimostrare una “effettiva operatività”;
• attestare la regolarità dei versamenti IVA.

ESPORTATORI ABITUALI
Per i soggetti esportatori abituali di cui all’art. 1 co. 1 del DL 746/83, sarà possibile estrarre i beni dal deposito IVA senza applicazione dell’imposta ex art. 8 co. 1 lett. c) del DPR 633/72, effettuando la trasmissione telematica della dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate, la quale rilascia apposita ricevuta.

Articolo a cura dello studio Batini Colombo Saottini

www.studio-bcs.com

 

 

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