In alcuni casi la legge concede delle riduzioni di imposta ai contribuenti che hanno sostenuto spese di particolare rilevanza sociale. Tra queste, ad esempio, le spese per motivi di salute, per gli interessi sul mutuo dell’abitazione o per gli studi dei figli.

A seconda dei casi, queste spese possono essere fatte valere in due modi diversi nella dichiarazione dei redditi: possono essere “dedotte” dal reddito oppure possono dare diritto (per una data percentuale del loro ammontare) a una detrazione di imposta.

Una spesa “deducibile” consente di ridurre il reddito imponibile, con un beneficio pari all’aliquota massima raggiunta dal contribuente. Con un reddito di 40 milioni, una spesa deducibile di 3 milioni permette un risparmio di 1.032.000 lire (per il 2000 pari al 34,4%, l’aliquota dello scaglione che va da 30 a 60 milioni comprensiva dell’addizionale regionale); se il contribuente dichiara 160 milioni (aliquota del 46,4%) il risparmio sale a 1.392.000. Una spesa “detraibile”, al contrario, consente sempre un risparmio del 19%, a prescindere dall’entità del reddito.
Per essere considerate nella dichiarazione, le spese devono essere state sostenute nel corso dell’anno per il quale essa viene presentata, anche se si riferiscono ad altri anni (criterio “di cassa”).

Nel caso di importi consistenti che scadono tra dicembre e gennaio (ad esempio, mutui fondiari la cui rata scade il 31.12 o il 1°.1) è conveniente provvedere al saldo entro il 31 dicembre, in modo da poter applicare la detrazione nella dichiarazione presentata l’anno successivo.

Le spese, inoltre, devono essere sostenute dal dichiarante, nel suo interesse. Per le spese mediche, le spese relative ad assicurazioni e contributi volontari, nonché quelle di frequenza di corsi di istruzione secondaria o universitaria, la detrazione è concessa anche quando la spesa è sostenuta nell’interesse di familiari fiscalmente a carico.
Quando l’onere è sostenuto per i figli, la detrazione spetta al genitore al quale è intestata la ricevuta della spesa. Se il documento è intestato al figlio, le spese devono essere suddivise al 50 per cento tra i due genitori.
Nel caso in cui i genitori intendono ripartire la spesa in misura diversa dal 50 per cento devono annotare nel documento comprovante la spesa la percentuale di ripartizione.
Ovviamente, se uno dei due coniugi è fiscalmente a carico dell’altro, quest’ultimo può sempre considerare l’intera spesa sostenuta, ai fini del calcolo della detrazione.

Le agevolazioni fiscali per i disabili riguardanti il settore auto, i sussidi tecnici e informatici, le spese mediche e di assistenza specifica, sono descritte nella guida ai disabili

La detrazione è riconosciuta, di regola, solo per le spese effettivamente rimaste a carico del contribuente. Gli eventuali rimborsi ricevuti da Enti previdenziali o assistenziali (ad es., i rimborsi della ASL o dei fondi assistenziali aziendali) vanno quindi tolti dalle spese mediche (solo nel caso, però, in cui l’ente che effettua il rimborso ha ricevuto dal contribuente contributi che non hanno concorso alla formazione del reddito). La detrazione spetta invece per le somme rimborsate dalle assicurazioni, nel caso in cui il premio pagato non fruisce del beneficio fiscale (es., assicurazioni malattia).

LE DETRAZIONI D’IMPOSTA 
Quelle esposte di seguito sono le detrazioni e deduzioni valevoli per il 2000. 

Danno diritto alla detrazione d’imposta del 19% in misura fissa le spese sanitarie, gli interessi passivi sui mutui destinati all’acquisto dell’abitazione principale e quelli per la ristrutturazione stipulati nel 1997, gli interessi passivi sui mutui stipulati a partire dal 1998 per la costruzione dell’abitazione principale, gli interessi passivi per prestiti e mutui agrari, i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, le tasse scolastiche e altre spese, tra cui:
– contributi previdenziali volontari e premi di assicurazione sulla vita e contro gli infortuni (per i contratti stipulati fino al 2000);
– spese veterinarie;
– spese per la conservazione del patrimonio storico e artistico;
– spese funebri;
– erogazioni liberali per lo spettacolo e/o enti lirici;
– erogazioni liberali in denaro per attività culturali ed artistiche;
– erogazioni liberali a favore delle Onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale);
– erogazioni liberali ai partiti e movimenti politici;
– contributi associativi versati alle società di mutuo soccorso;
– erogazioni liberali a favore della Società di cultura La Biennale di Venezia;
– erogazioni liberali a favore delle associazioni sportive dilettantistiche. 

Le spese sanitarie 
Le spese sanitarie, di qualunque tipo (medico-generiche, specialistiche, chirurgiche, farmaceutiche e dal 2000 anche di “assistenza specifica”, ecc.) danno diritto alla detrazione di imposta del 19% dopo aver tolto L. 250.000. Il contribuente dovrà quindi sommare tutte le spese sostenute e sottrarre 250.000 lire: la detrazione spettante sarà pari al 19% dell’importo ottenuto. Se le spese sostenute nell’anno non superano lire 250.000 non si ha diritto ad alcuna detrazione.

La detrazione si applica sull’intera spesa (senza, quindi, togliere le 250.000 lire) se questa riguarda i mezzi necessari per l’accompagnamento, la deambulazione, la locomozione e il sollevamento di portatori di handicap, e per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici rivolti a facilitare la loro autosufficienza e possibilità di integrazione.

Nel calcolo delle spese mediche su cui spetta la detrazione del 19% potranno essere considerate anche le spese mediche rimborsate dalla compagnia assicuratrice a seguito di polizze stipulate dal datore di lavoro (i relativi premi di assicurazione pagati dal datore di lavoro non sono infatti detraibili da parte del dipendente), nonché la quota di spese rimborsate per effetto di contributi che hanno concorso a formare il reddito. 

Spese sanitarie per assistenza specifica e per particolari tipologie 
Dal 2000 è possibile fruire della detrazione del 19% anche per le spese sanitarie sostenute per l’assistenza specifica resa da personale paramedico in possesso di una qualifica professionale specialistica.La detrazione spetta, senza limiti di spesa sull’importo che eccede 250.000 lire, a tutte le persone che necessitano di assistenza specialistica, ad esempio in conseguenza di traumi da incidente automobilistico.

Sempre a partire dal 2000 il contribuente che sostiene spese sanitarie relative a patologie esenti dalla spesa sanitaria per conto del coniuge, dei figli e degli altri familiari, non a carico, che sono titolari di redditi bassi, ma comunque superiori a lire 5.500.000, può usufruire della detrazione del 19%, sulla parte che non trova capienza nell’imposta del soggetto affetto dalle predette patologie, calcolata su un importo massimo della spesa pari a lire 12.000.000.

Questi ultimi, infatti, possono usufruire della detrazione soltanto nei limiti dell’imposta che devono pagare (se, ad esempio, pagano solo 100.000 lire di imposte, la detrazione verrebbe fatta fino a questa cifra e non oltre). 

Spese veterinarie 
A partire dal 2000 (e quindi con effetto sulla dichiarazione da presentare quest’anno) i contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 19% delle spese veterinarie fino all’importo di L. 750.000 e limitatamente alla somma che eccede le 250 mila lire: l’individuazione degli animali per i quali spetta la nuova detrazione è rimandata a un decreto ministeriale.
In sostanza la detrazione può consentire al massimo un risparmio d’imposta di lire 95.000 (cioè il 19% di lire 500.000). 

Premi assicurativi 
I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 19% dei premi di assicurazione sulla vita, contro gli infortuni e dei contributi previdenziali non obbligatori per un importo complessivo non superiore a 2.500.000 lire (le assicurazioni sulla vita devono però avere durata superiore ai 5 anni e in tale periodo non deve essere consentita la concessione di prestiti), se si tratta di polizze stipulate entro il 31/12/2000.
Per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2001, a seguito delle nuove norme sulla Previdenza complementare , sarà possibile detrarre solamente i premi – sempre per un importo complessivo non superiore a 2.500.000 lire – per assicurazioni aventi ad oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente oltre il 5%, ovvero di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. L’impresa di assicurazione non deve avere la facoltà di recesso dal contratto. 

Contributi alle Onlus 
I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 19% delle erogazioni liberali in denaro effettuate a favore delle Onlus per un importo non superiore a 4 milioni di lire (se effettuate dalle imprese, le erogazioni sono deducibili dal reddito).
Le Onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale), figura giuridica apparsa nel 1998 nell’ordinamento italiano, sono enti privati con vocazione solidaristica che operano esclusivamente per il perseguimento di finalità sociali.
La maggior parte di queste organizzazioni deve essere inserita in un’apposita anagrafe gestita dal Ministero delle Finanze; fanno eccezione le c.d. Onlus di diritto, che sono iscritte nei registri regionali quando si tratta di organizzazioni di volontari, presso i Registri prefettizi quando si tratta di cooperative sociali. Tutte le Onlus possono beneficiare di esenzioni e agevolazioni ai fini dei tributi più importanti. 

Erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite da calamità ed altri eventi straordinari 
Dal 2000 è possibile fruire della detrazione d’imposta del 19% per le erogazioni liberali in danaro non superiori a lire 4 milioni a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari, anche se avvenuti in altri Stati, effettuate oltre che per il tramite di ONLUS (organizzazioni non lucrative di utilità sociale) anche attraverso:

– organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro; 
– altre fondazioni, associazioni, comitati ed enti che, costituiti con atto costitutivo o statuto redatto nella forma dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata o registrata, tra le proprie finalità prevedono interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari; 
– amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici 
– associazioni sindacali di categoria. 

Tali erogazioni devono essere cumulate, ai fini del calcolo della detrazione nel limite del tetto massimo dei 4 milioni, con le eventuali altre erogazioni in denaro a favore delle ONLUS effettuate nello stesso periodo di imposta.
In via del tutto eccezionale, la detrazione spetta anche per le erogazioni liberali effettuate nel 1999 (ad esempio a favore della Missione Arcobaleno) e può essere fruita con la dichiarazione dei redditi da presentare quest’anno.
In questo caso, il limite dei 4 milioni deve essere distintamente riferito alle due annualità. Naturalmente, in relazione alle erogazioni per calamità o eventi straordinari effettuate nel 1999, per determinare l’ammontare detraibile occorre tener conto anche delle erogazioni alle ONLUS eventualmente realizzate nello stesso anno, e già considerate nella relativa dichiarazione.

Per esemplificare, se nel 1999 sono state effettuate erogazioni in denaro ad ONLUS per un importo complessivo di lire 3 milioni, le liberalità in denaro destinate nello stesso anno a popolazioni colpite da calamità o da altri eventi straordinari potranno essere considerate, ai fini del calcolo della detrazione, fino all’ammontare massimo di un milione di lire). 

Partiti e movimenti politici 
È possibile detrarre dall’imposta dovuta l’importo pari al 19% delle erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti e movimenti politici per importi compresi tra 100.000 lire e 200 milioni, effettuate mediante versamento bancario o postale.
La detrazione non spetta ai singoli soci per le erogazioni effettuate dalle società semplici.
La detrazione di imposta spetta anche alle società di capitali e agli enti commerciali che possono detrarre dall’imposta lorda un importo pari al 19% dell’erogazione ai movimenti e partiti politici, purché sia compresa tra 100.000 lire e 200 milioni di lire.
L’erogazione deve essere effettuata mediante versamento postale o bancario a favore di uno o più movimenti o partiti; questi possono raccogliere le erogazioni sia per mezzo di un unico conto corrente nazionale che per mezzo di più conti correnti periferici . 

Società di cultura  La Biennale di Venezia 
È possibile detrarre dall’imposta dovuta il 19% delle erogazioni in denaro effettuate in favore della Società di cultura La Biennale di Venezia per un importo non superiore al 30 per cento del reddito complessivo dichiarato. 

Associazioni sportive dilettantistiche 
A partire dal 2000 (e quindi con effetto sulla dichiarazione da presentare quest’anno) è possibile detrarre dall’Irpef il 19% delle erogazioni liberali in denaro a favore delle associazioni sportive dilettantistiche, per un importo non superiore a 2 milioni di lire. 

LE SPESE DEDUCIBILI DAL REDDITO 
Sono deducibili dal reddito le spese mediche generiche e di assistenza specifica per i portatori di handicap, i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge, i contributi per la previdenza integrativa dei lavoratori autonomi, le erogazioni liberali alle istituzioni religiose e altri oneri, tra cui:
– assegni periodici per il mantenimento del coniuge separato o divorziato;
– assegni periodici corrisposti in forza di testamento o di donazione modale;
– contributi a consorzi obbligatori;
– contributi per i Paesi in via di sviluppo;
– canoni, livelli e censi;
– indennità per perdita dell’avviamento corrisposte per disposizione di legge al conduttore;
– somme corrisposte ai dipendenti chiamati ad adempiere alle funzioni elettorali;
– somme restituite al sostituto d’imposta, se tassate in precedenza;
– il 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’adozione di minori stranieri, purché certificate dagli enti autorizzati a curare le relative procedure.

Contributi previdenziali e assistenziali obbligatori 
La piena deducibilità senza limiti di importo è consentita solo per i contributi previdenziali e assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, ossia per quelli obbligatori per legge. A partire dal 2001 (con effetto sulla dichiarazione del 2002) è consentita la piena deducibilità anche dei contributi versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza. Si tratta dei contributi versati per il riscatto degli anni di laurea, quelli versati per la ricongiunzione di periodi assicurativi, nonché dei contributi versati al fondo di cui al decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565, ad esempio dalle casalinghe

La deducibilità dei contributi facoltativi è, inoltre, consentita anche se essi sono versati dal contribuente per i familiari fiscalmente a carico.
Fino al 2000, invece, i contributi facoltativi costituiscono oneri detraibili per un importo complessivamente non superiore a L. 2.500.000; tale limite, peraltro, include anche i premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni.

Oneri contributivi per gli addetti ai servizi domestici e familiari 
A partire dal 2000 (e quindi con effetto sulla dichiarazione da presentare quest’anno) è prevista la deducibilità dal reddito complessivo, fino all’importo di 3 milioni di lire, dei contributi previdenziali obbligatori a carico del datore di lavoro, versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare. 

Istituzioni religiose 
Le erogazioni liberali a favore delle istituzioni religiose sono deducibili dal reddito complessivo fino all’importo di due milioni di lire (compresi, per le Comunità ebraiche, i contributi annuali).Ai fini della deduzione non occorre allegare alla dichiarazione dei redditi la documentazione a prova dell’avvenuto versamento.I contribuenti interessati devono conservare le ricevute di versamento in conto corrente postale, le quietanze liberatorie o le ricevute in caso di bonifico bancario.

In particolare, sono deducibili le erogazioni liberali in denaro a favore:
– della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e delle Comunità ad essa collegate per fini di sostentamento dei ministri di culto e per specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione;
– della Chiesa Valdese, Unione delle Chiese metodiste Valdesi, per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini delle Chiese e degli enti facenti parte dell’ordinamento valdese;
– dell’Ente morale Assemblee di Dio in Italia, per il sostentamento dei ministri di culto e per esigenze di culto, di cura delle anime e di amministrazione ecclesiastica;
– dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica Italiana;
– dell’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, per il sostentamento dei ministri di culto e dei missionari e per specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione;
– della Unione delle Comunità Ebraiche italiane, nonché delle Comunità ebraiche per i contributi annuali;
– dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia per fini di culto, istruzione e beneficenza che le sono propri e per i medesimi fini delle Chiese e degli enti aventi parte nell’Unione. 

Detrazioni d’imposta per gli inquilini 
I contribuenti intestatari di contratti di locazione di immobili utilizzati come abitazione principale hanno diritto a una detrazione di imposta, a condizione che il contratto di locazione sia stato stipulato sulla base di appositi accordi definiti in sede locale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative a livello nazionale (c.d. contratti convenzionali ai sensi della legge 431/98). Dal 2001 sono previste detrazioni anche per i lavori dipendenti che si trasferiscono per motivi di lavoro “Il fisco per la casa”.

Fonte: Ministero delle Finanze, 2001

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