Le modifiche inerenti all’apparato istituzionale

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1. Principi e valori dell’Unione europea
2. Il nuovo riparto di competenze tra l’Unione e gli Stati membri
3. Le modifiche inerenti all’apparato istituzionale
4. Il riordino degli strumenti normativi
5. Il riassetto dei processi decisionali 
6. Le politiche dell’Unione europea
7. Considerazioni conclusive

3. Le modifiche inerenti all’apparato istituzionale

Il Trattato che istituisce la costituzione per l’Europa riordina l’attuale quadro istituzionale, introducendo una separazione tra “Le istituzioni dell’Unione” e le “Altre istituzioni ed organi”(art. I-18.2).
Al vertice della prima categoria si trova il Parlamento europeo, le cui attribuzioni sono definite in termini più ordinati rispetto ad oggi. 

Questo organo esercita, in particolare, insieme al Consiglio, le funzioni legislative, di controllo politico e consultive. Sono, altresì, aumentati i suoi poteri di co-decisione. 

E’, inoltre, previsto che esso elegga il Presidente della Commissione, con voto a maggioranza dei suoi membri, su proposta del Consiglio europeo.
Quest’ultimo è collocato subito dopo il Parlamento. 
Viene istituzionalizzato tra gli organismi dell’Unione, e, di conseguenza, è soggetto al controllo giurisdizionale. Non esercita funzioni legislative.

I suoi compiti sono: favorire lo sviluppo dell’Unione e definire gli orientamenti e le priorità politiche generali.
La presidenza a rotazione semestrale del Consiglio europeo è sostituita da una permanenza più stabile nella carica.
Sono, per la prima volta, definiti i compiti del Presidente del Consiglio (art. I-21). Questi viene eletto dai membri dell’istituzione con un mandato di due anni e mezzo (rinnovabile una sola volta), non può far parte di altre istituzioni dell’Unione, né esercitare incarichi nazionali. Ha il compito di presiedere i lavori del Consiglio, assicurandone il lavoro e la continuità. Ha la rappresentanza esterna dell’UE. 

Al terzo posto della categoria in esame è collocato il Consiglio dei Ministri, con funzioni legislative e di bilancio . E’ composto da un rappresentante di ogni Stato membro a livello ministeriale per ciascuna formazione. 
Ad eccezione di quella degli “Affari esteri”, la presidenza del Consiglio viene affidata, a rotazione ugualitaria, ad un gruppo di tre paesi per diciotto mesi.

Anche per quanto riguarda la Commissione, situata al quarto posto della categoria in commento, si registrano novità significative.
Anzitutto, si segnala una più organica ed ordinata enunciazione delle sue attribuzioni. 
In particolare, essa promuove l’interesse generale europeo e prende le iniziative appropriate a tal fine. Verifica il rispetto della Costituzione e l’applicazione del diritto comunitario sotto il controllo della Corte di Giustizia. Assicura la rappresentanza esterna dell’Unione, ad esclusione della politica estera e difesa comune. 
E’ composta da un commissario in rappresentanza di ogni Stato membro fino al 2014. In seguito i suoi componenti saranno ridotti, fino a rappresentare solo i due terzi degli Stati membri, salvo diversa decisione presa all’unanimità dal Consiglio.
Infine, all’ultimo posto della prima categoria, si colloca la Corte di Giustizia, la cui innovazione più significativa è la riconduzione ad un’unica istituzione giudiziaria delle sue diverse formazioni .

Tra le “Altre Istituzioni” merita di essere segnalata la BCE (Banca Centrale Europea), che viene anch’essa investita di valenza pubblicistica. 
Mentre la Corte dei Conti, dopo aver acquistato lo status di istituzione a Maastricht ed averlo consolidato nei successivi trattati di revisione fino ad essere inserita nell’attuale “quadro istituzionale unico” dell’Unione (art. 3,5 TUE), è esclusa dal novero degli organismi principali.

Importante novità è, altresì, rappresentata dalla trasformazione, con conseguente rafforzamento del ruolo dell’attuale Alto Rappresentante per la PESC, in Ministro degli Affari esteri dell’Unione, con la funzione di guida della PESC.
Egli presiede il Consiglio degli affari esteri ed è vicepresidente della Commissione. Viene eletto dal Consiglio europeo d’accordo con il Presidente della Commissione e con ratifica del Parlamento europeo. 

Articolo scritto da Silvia Petruzzino – www.giuristionline.com

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