La legge 185/1999 si occupa della protezione del consumatore che si trova a stipulare contratti a distanza. La legge disciplina tutte le fasi della conclusione del contratto, a partire dalla proposta di contratto per finire con la sua esecuzione.
I limiti del campo di applicazione, dettati dall’art.1, sono:

a) contratto a distanza: il contratto avente per oggetto beni o servizi stipulato tra un fornitore e un consumatore nell’ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato dal fornitore che, per tale contratto, impiega esclusivamente una o piu’ tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso;
b) consumatore: la persona fisica che, in relazione ai contratti di cui alla lettera a), agisce per scopi non riferibili all’attivita’ professionale eventualmente svolta;
c) fornitore: la persona fisica o giuridica che nei contratti a distanza agisce nel quadro della sua attivita’ professionale;
d) tecnica di comunicazione a distanza: qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del fornitore e del consumatore, possa impiegarsi per la conclusione del contratto tra le dette parti; un elenco indicativo delle tecniche contemplate dal presente decreto e’ riportato nell’allegato I;
e) operatore di tecnica di comunicazione: la persona fisica o giuridica, pubblica o privata, la cui attivita’ professionale consiste nel mettere a disposizione dei fornitori una o piu’ tecniche di comunicazione a distanza.

Le tecniche di comunicazione a distanza sono esemplificate nell’allegato I e possono essere definite come quelle situazioni per le quali, nel momento della conclusione del contratto, non è necessaria la contemporanea presenza dei due contraenti. Ne sono un esempio le vendite tramite telefono, fax o posta elettronica.
Sono esplicitamente esclusi i distributori automatici, le aste telematiche e i servizi finanziari.
In base all’art. 3, una serie di informazioni preliminari al contratto devono essere messe a disposizione del consumatore in modo chiaro e comprensibile. Tra esse ci sono l’identità del venditore e lo scopo commerciale della telefonata. 
Il mancato rispetto di questa norma conduce alla nullità del contratto.
In caso di recesso da parte del consumatore, diritto previsto dall’art. 5, non possono essere previste spese a suo carico, fatte salve quelle necessarie alla restituzione della merce. Vi sono una serie di obblighi ai quali il consumatore deve attenersi per aver diritto al rimborso. Inoltre, non è possibile esercitare tale diritto per particolari prodotti come gli audiovisivi e le riviste. Il termine per il diritto di recesso è di dieci giorni dal ricevimento della merce, ma si allunga a tre mesi nel caso di mancato rispetto, da parte del fornitore, degli obblighi informativi.

Salvo diverso accordo tra le parti, il fornitore deve eseguire l’ordinazione entro trenta giorni a decorrere dal giorno successivo a quello in cui il consumatore ha trasmesso l’ordinazione al fornitore. In caso di mancata esecuzione dell’ordinazione da parte del fornitore, dovuta alla indisponibilita’, anche temporanea, del bene o del servizio richiesto, il fornitore deve informare il consumatore e provvedere al rimborso delle somme eventualmente gia’ corrisposte per il pagamento della fornitura. 
Se il pagamento è avvenuto con carta di credito, la banca emittente è obbligata alla restituzione delle somme fraudolentemente addebitate dal fornitore. L’onere della prova ricade sul consumatore. 
La legge affronta anche il teme delle forniture non richieste dal consumatore per le quali sia richiesto il pagamento. In tal caso il consumatore non e’ tenuto ad alcuna prestazione e la sua mancata risposta non significa consenso.

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