La ricerca del lavoro è un passo importante per tutti i giovani che giungono al termine del cloro iter scolastico. Indipendentemente dal grado d’istruzione raggiunto, ci si lascia alle spalle le sicurezze della scuola e ci si trova a dover dimostrare agli altri il proprio valore. In una situazione simile si trova chi ha già lavorato in passato oppure lavora ancora ma cerca un lavoro diverso.
Un rapporto di lavoro può iniziare in molti modi. Si può essere contattati direttamente dalle aziende che chiedono alle università gli elenchi dei laureati, si può essere segnalati da un conoscente, si può passare attraverso società di lavoro temporaneo o, naturalmente, inviare il curriculum alle aziende. Il curriculum può anche essere pubblicato su Internet in tanti siti che mettono in contatto chi cerca lavoro e chi lo offre.
Il sogno di tanti giovani è ancora quello dei loro nonni: un posto fisso, possibilmente statale. Certo, il pubblico impiego esiste ancora, ma la maggior parte dei lavoratori sono impiegati nelle aziende private. E anche il mito del posto fisso deve essere messo da parte. Sempre più spesso le aziende preferiscono evitare i contratti a tempo indeterminato, scegliendo tra le varie forme alternative che la legislazione mette a disposizione. 
Per i neolaureati è frequente l’ingresso nel mondo del lavoro con uno stage, un periodo di formazione che può essere retribuito o non retribuito. Ma la sua funzione principale è quella di introdurre i giovani all’attività lavorativa e dargli una prima esperienza che sarà utile se, come può accadere, al termine dello stage non si entra stabilmente nell’organico dell’azienda.
Più frequentemente di quanto si pensi, non si trova lavoro perché non lo si cerca abbastanza. Non è sufficiente dedicare mezzora al giorno all’invio di curriculum per avere buone possibilità. E’ necessario un impegno costante e prolungato nel tempo. Anche cercare lavoro può essere un lavoro. E poi bisogna proporsi per attività che si è in grado di svolgere: se un neolaureato cerca una posizione da dirigente, è possibile che resti disoccupato per molti anni. Almeno fino a quando ripenserà oggettivamente a quale sia il lavoro che può svolgere al meglio date le esperienze scolastiche maturate.

Il curriculum
Il curriculum è il biglietto da visita di ogni candidato a un posto di lavoro. Qualunque sia il modo con il quale si entra in contatto di un’azienda, vi è un momento nel quale ne viene richiesta la presentazione.
La preparazione di un curriculum deve essere fatta con la massima meticolosità, prestando una particolare attenzione ad evitare errori ortografici o grammaticali che spesso balzano all’occhio con maggior forza di quanto accada al resto del contenuto.
Un buon curriculum deve contenere tutte le informazioni necessarie a fornire una fotografia di massima del candidato ed essere preceduto da una lettera accompagnatoria.
La lettera ha la funzione di indicare al selezionatore quali siano le particolari aspirazioni del candidato. Non deve, quindi, essere un riassunto del curriculum e neanche essere limitata a due righe del tipo “… le allego il mio curriculum affinché possa valutarlo …”. La lettera accompagnatoria è particolarmente importante per i neolaureati in quanto, non avendo un’esperienza lavorativa alle spalle, il curriculum non contiene informazioni utili a far capire quale tipo di attività interessi al candidato. La lettera può essere manoscritta oppure battuta al computer. E’ in ogni caso importante non dare l’impressione che si tratti di un testo standard inviato a tutte le aziende.
Il curriculum, o c.v., deve essere breve ma completo. Un paio di pagine basteranno per chi ha già qualche anno di esperienza alle spalle. Una sola pagina per i neolaureati e per chi cambia lavoro per la prima volta. E’ bene che il testo sia scritto in maniera impersonale. Quindi evitare frasi del tipo: ‘ho lavorato come impiegato presso la banca xyz’ ma preferire ‘impiegato presso la banca xyz’. Il curriculum deve destare l’interesse del selezionatore, ciò non significa, però, che ci si deve abbandonare ad esagerate composizioni grafiche o frasi particolarmente ad effetto.

Il colloquio
Dopo aver inviato il curriculum inizia l’attesa di un’eventuale chiamata da parte dell’azienda. In alcuni casi si riceverà una cortese lettera che ringrazia per l’invio del curriculum ma, sempre garbatamente, dice che in quel particolare momento l’azienda non è interessata al profilo indicato nel curriculum. In altri casi, forse la maggioranza, non si riceverà alcuna informazione dal destinatario del curriculum. E, infine, se i contenuti del curriculum saranno ritenuti interessanti si verrà chiamati per un colloquio.
Se si è arrivati a questo punto, si è già superata una prima fase di selezione: si è riuscite a far emergere il proprio profilo tra le centinaia che arrivano continuamente alle aziende, soprattutto a quelle di maggiori dimensioni e notorietà. 
Il colloquio può essere individuale o di gruppo. Molte aziende, soprattutto nel caso dei neolaureati, iniziano a verificare le qualità dei candidati per mezzo di prove di gruppo. Oltre alle classiche prove psico-attitudinali è richiesto a un gruppo di candidati di risolvere collegialmente un problema alla presenza di psicologi che valutano i comportamenti individuali. 
I colloqui singoli spesso si svolgono in più sessioni con componenti diversi dello staff dirigenziale. In genere si sostiene un colloquio tecnico per valutare le capacità del candidato rispetto a una determinata attività, un colloquio con quello che potrebbe diventare il proprio superiore, e un colloquio con il capo del personale per delineare il trattamento contrattuale ed economico.

Inutile dire che non bisogna assolutamente presentarsi in ritardo al colloquio. Tuttavia anche un eccessivo anticipo dovrebbe essere evitato. L’abbigliamento non deve essere trasandato e non deve spiccare per eccessiva originalità. Alcune aziende richiedono ai loro dipendenti l’abito scuro; potrebbe essere opportuno indossarlo anche per il colloquio.
E’ opportuno raccogliere in anticipo informazioni sulla società per dare la sensazione di essersi preparati accuratamente al colloquio. Le risposte dovrebbero essere veritiere per non rischiare di contraddirsi nel corso del colloquio.
L’incontro serve ad entrambi: al possibile datore di lavoro per conoscere il suo dipendente, ma anche al candidato per cerare di capire quali saranno le sue effettive mansioni. E’ quindi opportuno fare domande sulla specifica attività che si potrebbe essere chiamati a fare.

Il contratto
Dopo aver superato tutto l’iter dei colloqui e delle eventuali prove di selezione, si riceve una proposta di contratto sotto forma di lettera di assunzione che contiene tutte le informazioni sulle modalità del rapporto di lavoro. Data di inizio del rapporto, retribuzione, applicazione di un particolare contratto di lavoro nazionale, durata del contratto nel caso di lavoro a tempo determinato. E’ opportuno verificare che il contenuto della lettera di assunzione sia coerente con quanto concordato con il responsabile del personale e con gli altri dirigenti con i quali ci si è incontrati in precedenza.
Se si sta cambiando lavoro, è opportuno rassegnare le dimissioni solo nel momento in cui si riceve la nuova lettera di assunzione.

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