In una recente sentenza la Corte di Cassazione (n.3640/2004) è intervenuta a decidere in merito all’utilizzo dei servizi comuni nel Condominio, con particolare riferimento al parcheggio delle autovetture nel cortile condominiale, non destinato ad area di parcheggio.

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La Suprema Corte nella sentenza citata, ritiene infatti che “..la condotta del condomino, consistente nella stabile occupazione, mediante il parcheggio per lunghi periodi di tempo della propria autovettura – di una porzione del cortile comune, configuri un abuso, poiché impedisce agli altri condomini di partecipare all’utilizzo dello spazio comune, ostacolandone il libero e pacifico godimento”. 

Nel caso specifico, il comportamento posto in essere dal condomino, non può ricomprendersi nelle facoltà concesse al comproprietario ai sensi dell’art. 1102 c.c.. Infatti la Corte di Cassazione nella predetta sentenza, qualifica la condotta del condomino, quale alterazione della destinazione del bene in comunione, in quanto tale illecita. 

Verificandosi quindi il predetto abuso, ogni partecipante al Condominio ha il diritto di agire anche individualmente a difesa dei diritti comuni inerenti al fabbricato condominiale, nonché al fine di richiedere il risarcimento del danno, consistente proprio nel mancato godimento della cosa comune.

E’ comunque onere dell’amministratore del condominio ai sensi dell’art. 1130 c.c., disciplinare l’uso delle cose comuni, esercitando tutte le azioni, comprese quelle possessorie e cautelari, da proporsi nei confronti del condomino che abusi del bene comune. 

Rimane salvo il potere dell’assemblea dei condomini, con deliberazione presa a maggioranza, di predeterminare, nel cortile comune, le aree destinate a parcheggio delle automobili e di stabilire, nell’interno di esse, le porzioni separate di cui ciascun condomino può disporre. 

Nella giurisprudenza di legittimità, non si rinvengono in materia di parcheggi, precedenti in termini, ma occorre rilevare, che già il Giudice Conciliatore di Lanciano con sentenza del 14.12.1987 (v. in Arch. loc. e cond. 1989, 188) dichiarava “..lecito il parcheggio negli spazi comuni condominiali, a condizione che sia ben delimitato e non impedisca agli altri condomini l’uso dei garage ivi esistenti ed un uso proprio del bene comune”.

La competenza a decidere le controversie nelle quali si discuta della legittimità o meno delle forme di utilizzazione dei parcheggi, rimane dell’Autorità Giudiziaria ordinaria, la quale dovrà quindi sopperire alle inerzie dell’assemblea, al fine di assicurare ad ogni singolo condomino il pieno esercizio dei suoi diritti.

Articolo a cura dell’ Avv. Rosa Semeraro foro di Cosenza

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