In vigore da qualche tempo nel nostro Paese le controversie tra gli operatori commerciali ed i consumatori possono essere risolte tra le parti, senza ricorrere ai tradizionali mezzi di giustizia.

Tra i diversi strumenti alternativi, la conciliazione offre senza dubbio una giustizia piuttosto rapida ed a costi accessibili.

La proposta di Legge n. 2463 recante le “norme per la promozione della conciliazione stragiudiziale professionale” è un chiaro segnale, affinché anche nel nostro Paese, venga attuata la c.d. ADR ( Alternative Dispute Resolution) importata dai paesi anglo-sassoni, ove riscuote un notevole successo e degli ottimi risultati.

In alcuni casi la conciliazione è obbligatoria in caso di lite (vds. ad esempio la legge sulla sub-fornitura n. 192 del 1998), mentre nella maggior parte dei casi se pur facoltativa e non ancora organicamente formalizzata a livello giuridico, sta iniziando ad interessare soprattutto gli operatori professionali (avvocati , ragionieri e dottori commercialisti).

Presso le Camere di Commercio esistono già da tempo gli uffici di conciliazione e con la nuova normativa sarà possibile costituire organismi di conciliazione purchè siano strutturati sotto forma di società per azioni ed almeno il 50% dei soci appartengano alle categorie degli operatori professionali sopra menzionati. 

E’ inoltre in previsione che la nuova regolamentazione agevolerà coloro che ricorrendo alla conciliazione prima della disputa giudiziaria riescano a trovare un accordo. 

Modalità della conciliazione

Chi intende ricorrere alla conciliazione per risolvere una controversia (impresa o consumatore), invia alla segreteria del servizio di conciliazione (ora generalmente presso le Camere di Commercio) una apposita istanza, ove si indicano oltre le proprie generalità e quelle della parte nei confronti della quale si indirizza la domanda, una generica esposizione dei fatti. A questo punto la Segreteria contatta la controparte e se entrambi i soggetti sono d’accordo ad avvalersi del rito conciliativo viene nominato, da una apposita Commissione, il Conciliatore, figura cardine dell’intera procedura.

Si avvia così la procedura conciliativa, ove le parti ed il conciliatore concordano un incontro che verrà di norma snodato nel seguente modo :

a) fase preliminare : si apre la conciliazione con una presentazione delle finalità e dei comportamenti da rispettare con l’impegno di tutti alla riservatezza;

b) incontro tra le parti ed il conciliatore : esposizione dei fatti ove ognuno espone le proprie ragioni;

c) ricerca della soluzione : il conciliatore, anche valutando lo scambio di opinioni espresse da ognuno singolarmente ed in maniera riservata, ricerca le varie soluzioni cercando così di far accettare i contenuti dell’accordo;

d) accordo e relazione del verbale: si redige il verbale di accordo o di mancata conciliazione.

La tempistica normalmente impiegata in una conciliazione è di circa trenta giorni dalla data di presentazione delle richiesta presso la segreteria e l’intera procedura, nella maggior parte dei casi, viene espletata nell’arco di una giornata lavorativa.

I regolamenti della conciliazione e le tariffe applicate per tale procedura sono reperibili presso le segreterie degli uffici di conciliazione e sono reperibili anche tramite internet.

Articolo a cura del Dott. Fabrizio Fava – Master II° Livello in Diritto Europeo info@favaconsulting.net  – www.commercialistatelematico.com

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