Capo VII GESTIONE DEI SERVIZI E DIRITTI. Capo VIII DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

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vedi sommario Codice della proprietà industriale 2005

Capo VII GESTIONE DEI SERVIZI E DIRITTI

Art. 223.
Compiti
1. Ai servizi attinenti alla materia regolata dal presente codice
provvede l’Ufficio italiano brevetti e marchi.
2. Fatte salve le competenze istituzionali del Ministero degli
affari esteri in materia di proprieta’ industriale e l’attivita’ di
coordinamento del Presidente del Consiglio dei Ministri, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi del Ministero delle attivita’ produttive
promuove e mantiene relazioni con le istituzioni e gli organismi
comunitari ed internazionali competenti in materia, nonche’ con gli
uffici nazionali della proprieta’ industriale degli altri Stati, e
provvede alla trattazione delle relative questioni assicurando la
partecipazione negli organi e nei gruppi di lavoro.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi provvede altresi’ ai
seguenti ulteriori compiti:
a) creazione e gestione di banche dati e diffusione delle
informazioni brevettuali con particolare riferimento
all’aggiornamento sullo stato della tecnica;
b) promozione della preparazione tecnico-giuridica del personale
della pubblica amministrazione operante nel campo della proprieta’
industriale e della innovazione tecnologica e di coloro che svolgono
o intendono svolgere la professione di consulente in proprieta’
industriale;
c) promozione della cultura e dell’uso della proprieta’
industriale presso i potenziali utenti, in particolare presso le
piccole medie imprese e le zone in ritardo di sviluppo;
d) effettuazione di studi, ricerche, indagini e pubblicazioni
correlate alla materia della proprieta’ industriale e sviluppo di
indicatori brevettuali per l’analisi competitiva dell’Italia, in
proprio o in collaborazione con amministrazioni pubbliche, istituti
di ricerca, associazioni, organismi internazionali;
e) effettuazione di prestazioni a titolo oneroso di servizi non
istituzionali a richiesta di privati, a condizione che siano
compatibili con la funzione e il ruolo istituzionale ad essa
attribuito.
4. L’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ stipulare convenzioni
con regioni, camere di commercio, industria, artigianato ed
agricoltura, enti pubblici e privati finalizzati allo svolgimento dei
propri compiti.

Art. 224.
Risorse finanziarie
1. L’Ufficio italiano brevetti e marchi provvede all’assolvimento
dei propri compiti ed al finanziamento della ricerca di anteriorita’
con le risorse di bilancio iscritte allo stato di previsione della
spesa del Ministero delle attivita’ produttive, con i corrispettivi
direttamente riscossi per i servizi resi in materia di proprieta’
industriale.
2. Il Ministero delle attivita’ produttive provvede a corrispondere
annualmente il cinquanta per cento dell’ammontare delle tasse di cui
al comma 1 all’Ufficio europeo dei brevetti, cosi’ come previsto
dall’articolo 30 della convenzione di Monaco del 5 ottobre 1973,
ratificata dalla legge 25 maggio 1978, n. 260.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi provvede all’assolvimento
dei propri compiti anche con i versamenti ed i rimborsi eventualmente
effettuati da organismi internazionali di proprieta’ industriale ai
quali l’Italia partecipa e con ogni altro provento derivante dalla
sua attivita’.

Art. 225.
Diritti di concessione e di mantenimento
1. Per le domande presentate al Ministero delle attivita’
produttive al fine dell’ottenimento di titoli di proprieta’
industriale, per le concessioni, le opposizioni, le trascrizioni, il
rinnovo e’ dovuto il pagamento dell’imposta di bollo, nonche’ delle
tasse di concessione governativa e dei diritti la cui determinazione,
in relazione a ciascun titolo o domanda ed all’intervallo di tempo al
quale si riferiscono, viene effettuata con apposito decreto dal
Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze.
2. La tassa individuale di designazione dell’Italia nella domanda
di registrazione internazionale di marchio, nella designazione
posteriore o nell’istanza di rinnovo applicabile ai marchi
internazionali esteri che chiedono la protezione sul territorio
italiano tramite l’Organizzazione mondiale della proprieta’
intellettuale di Ginevra, ai sensi del Protocollo relativo
all’Accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi
del 27 giugno 1989, ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169, e’
fissata nella misura del novanta per cento dei diritti previsti per
il deposito della concessione di un marchio nazionale ovvero della
rinnovazione.

Art. 226.
Termini e modalita’ di pagamento
1. Il pagamento dei diritti e delle tasse di concessione
governativa di cui al presente codice e’ effettuato nei termini e
nelle modalita’ fissati dal Ministro delle attivita’ produttive, con
proprio decreto.

Art. 227.
Diritti per il mantenimento in vita dei titoli di proprieta’
industriale
1. Tutti i diritti previsti per il mantenimento in vita dei titoli
di proprieta’ industriale devono essere pagati anticipatamente, entro
il mese corrispondente a quello in cui e’ stata depositata la
domanda, trascorso il periodo coperto dal precedente pagamento.
2. Trascorso questo termine di scadenza, il pagamento e’ ammesso
nei sei mesi successivi con l’applicazione di un diritto di mora, il
cui ammontare e’ determinato per ciascun diritto di proprieta’
industriale dal Ministero delle attivita’ produttive, di concerto con
il Ministero dell’economia e delle finanze.
3. Possono pagarsi anticipatamente piu’ diritti annuali.
4. Nel caso di cui all’articolo 6, comma 1, tutti i soggetti sono
tenuti solidalmente al pagamento dei diritti di mantenimento.

Art. 228.
Esenzione e sospensione del pagamento dei diritti
1. All’inventore, il quale dimostri di essere in condizioni di
indigenza, il Ministro delle attivita’ produttive puo’ concedere
l’esenzione dai diritti di concessione e la sospensione dal pagamento
dei diritti annuali per i primi cinque anni. Allo scadere del quinto
anno l’inventore che intende mantenere in vigore il brevetto deve
pagare, oltre il diritto annuale per il sesto anno anche quelli
arretrati. In caso contrario il brevetto decade e l’inventore non e’
tenuto al pagamento dei diritti degli anni anteriori.

Art. 229.
Diritti rimborsabili
1. In caso di rigetto della domanda o di rinuncia alla medesima,
prima che la registrazione sia stata effettuata o il brevetto sia
stato concesso, sono rimborsati i diritti versati, ad eccezione del
diritto di domanda. Il diritto previste per il deposito di
opposizione e’ rimborsato in caso di estinzione dell’opposizione ai
sensi dell’articolo 181, comma 1, lettera b).
2. I rimborsi dei diritti sono autorizzati dal Ministero delle
attivita’ produttive. L’autorizzazione viene disposta d’ufficio
quando i diritti da rimborsare si riferiscono ad una domanda di
registrazione o di brevetto definitivamente respinta o ad un ricorso
accolto. In ogni altro caso, il rimborso viene effettuato su
richiesta dell’avente diritto, con istanza diretta al Ministero delle
attivita’ produttive.
3. I rimborsi devono essere annotati nel registro dei brevetti e,
ove si riferiscano a domande ritirate o respinte, vengono annotati
nel registro delle domande.

Art. 230.
Pagamento incompleto od irregolare
1. Se per evidente errore, o per altri scusabili motivi, un diritto
venga pagato incompletamente o comunque irregolarmente, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi di cui all’articolo 223 puo’ ammettere
come utile l’integrazione o la regolarizzazione anche tardiva del
pagamento.
2. Se si tratta di un diritto annuale, l’Ufficio italiano brevetti
e marchi provvede solo su istanza dell’interessato. Se l’istanza
viene respinta, l’interessato puo’ ricorrere alla commissione dei
ricorsi entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data della
comunicazione.
3. Il ritardo nel pagamento che sia superiore a sei mesi comporta
la decadenza del diritto di proprieta’ industriale.

Capo VIII DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

Sezione I
Marchi

Art. 231.
Domande anteriori
1. Le domande di registrazione di marchio e le domande di
trascrizione depositate prima della data di entrata in vigore del
decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480, sono trattate secondo le
disposizioni in esso contenute. Tuttavia, per quanto riguarda la
regolarita’ formale, sono soggette alle norme preesistenti.

Art. 232.
Limiti al diritto esclusivo sul marchio rinomato
1. Il diritto di fare uso esclusivo di un marchio registrato prima
della data di entrata in vigore del decreto legislativo 4 dicembre
1992, n. 480, e che goda di rinomanza, non consente al titolare di
opporsi all’ulteriore uso nel commercio di un segno identico o simile
al marchio per prodotti o servizi non affini a quelli per cui esso e’
stato registrato.

Art. 233.
Nullita’
1. I marchi di impresa registrati prima della data di entrata in
vigore del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480, sono
soggetti, in quanto alle cause di nullita’, alle norme di legge
anteriori.
2. Non puo’ essere dichiarata la nullita’ del marchio se
anteriormente alla proposizione della domanda principale o
riconvenzionale di nullita’, il segno, a seguito dell’uso che ne sia
stato fatto, abbia acquistato carattere distintivo.
3. Non puo’ essere dichiarata la nullita’ del marchio se il marchio
anteriore sia scaduto da oltre due anni ovvero tre se si tratta di
marchio collettivo o possa considerarsi decaduto per non uso
anteriormente alla proposizione della domanda principale o
riconvenzionale di nullita’.
4. Ai fini dell’applicazione dell’articolo 48 del regio decreto 29
giugno 1942, n. 929, come sostituito dal decreto legislativo
4 dicembre 1992, n. 480, il termine di cinque anni decorre dalla data
di entrata in vigore dello stesso.

Art. 234.
Trasferimento e licenza del marchio
1. Le norme del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480, che
disciplinano il trasferimento e la licenza del marchio si applicano
anche ai marchi gia’ concessi, ma non ai contratti conclusi prima
della data di entrata in vigore del decreto legislativo 4 dicembre
1992, n. 480.

Art. 235.
Decadenza per non uso
1. Le norme del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480, che
disciplinano la decadenza per non uso si applicano ai marchi gia’
concessi alla data di entrata in vigore dello stesso decreto
legislativo, purche’ non ancora decaduti a tale data.

Art. 236.
Decadenza per uso ingannevole
1. Le norme del decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 480, che
disciplinano la decadenza del marchio per uso ingannevole dello
stesso si applicano ai marchi gia’ concessi alla data di entrata in
vigore del medesimo decreto legislativo, in relazione ad un uso
ingannevole posto in essere dopo la sua entrata in vigore.

Sezione II
Disegni e modelli

Art. 237.
Domande anteriori
1. Le domande di brevetto per disegno o modello ornamentale e le
domande di trascrizione depositate prima della data di entrata in
vigore del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 95, sono trattate
secondo le disposizioni in esso contenute. Le stesse domande sono
soggette alle norme precedenti relativamente alla regolarita’
formale.

Art. 238.
Proroga della privativa
1. I brevetti per disegno o modello ornamentale concessi prima
della data di entrata in vigore del decreto legislativo 2 febbraio
2001, n. 95, purche’ non scaduti, ne’ decaduti alla data di entrata
in vigore del decreto legislativo citato, possono essere prorogati
fino al termine massimo di venticinque anni dalla data di deposito
della domanda di brevetto. I licenziatari e coloro che in vista della
prossima scadenza avevano compiuto investimenti seri ed effettivi per
utilizzare il disegno o modello hanno diritto di ottenere licenza
obbligatoria gratuita e non esclusiva per il periodo di maggior
durata. Questa facolta’ non si applica ai contraffattori dei brevetti
non ancora scaduti.
2. Le tasse di concessione corrisposte in un’unica soluzione
valgono per le prime due proroghe. Le tasse sulle concessioni
governative relative al quarto e quinto quinquennio, a far data dal
19 aprile 2001, sono di importo corrispondente alla rata del terzo
quinquennio prevista dall’articolo 10, titolo IV, numero 2, lettere
c) ed f), della tariffa indicata nella tabella allegata al decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641.

Art. 239.
Limiti alla protezione accordata dal diritto d’autore
1. Per un periodo di dieci anni decorrenti dalla data del 19 aprile
2001, la protezione accordata ai disegni e modelli ai sensi
dell’articolo 2, primo comma, numero 10, della legge 22 aprile 1941,
n. 633, non opera nei soli confronti di coloro che, anteriormente
alla predetta data, hanno intrapreso la fabbricazione, l’offerta o la
commercializzazione di prodotti realizzati in conformita’ con disegni
o modelli che erano oppure erano divenuti di pubblico dominio. I
diritti di fabbricazione, di offerta e di commercializzazione non
possono essere trasferiti separatamente dall’azienda.

Art. 240.
Nullita’
1. I brevetti per disegni e modelli ornamentali concessi prima
della data di entrata in vigore del decreto legislativo 2 febbraio
2001, n. 95, sono soggetti, in quanto alle cause di nullita’, alle
norme di legge anteriori e, quanto agli effetti della declaratoria di
nullita’, alla norma di cui all’articolo 77 del presente codice.

Art. 241.
Diritti esclusivi sulle componenti di un prodotto complesso
1. Fino a che la direttiva 98/71/CE del parlamento europeo e del
Consiglio, del 13 ottobre 1998, sulla protezione giuridica dei
disegni e modelli non sara’ modificata su proposta della commissione
a norma dell’articolo 18 della direttiva medesima, i diritti
esclusivi sui componenti di un prodotto complesso non possono essere
fatti valere per impedire la fabbricazione e la vendita dei
componenti stessi per la riparazione del prodotto complesso, al fine
di ripristinarne l’aspetto originario.

Sezione III
Nuove Varieta’ Vegetali

Art. 242.
Durata della privativa
1. Le disposizioni dell’articolo 109 del presente codice si
applicano ai brevetti per nuove varieta’ vegetali concessi
conformemente al decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto
1975, n. 974, non scaduti o decaduti alla data di entrata in vigore
del decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 455.
2. I licenziatari e coloro che, alla data di entrata in vigore del
decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 455, hanno compiuto seri ed
effettivi investimenti per l’utilizzo delle nuove varieta’ vegetali
coperte dal diritto di costitutore hanno diritto di ottenere licenza
obbligatoria gratuita e non esclusiva per il periodo di maggior
durata. Questa facolta’ non si applica ai contraffattori dei diritti
non ancora scaduti.

Sezione IV
Invenzioni

Art. 243.
Invenzioni dei ricercatori delle universita’ e degli enti pubblici di ricerca
1. La disciplina di cui all’articolo 65 del presente codice si
applica alle invenzioni conseguite successivamente alla data di
entrata in vigore dell’articolo 24-bis del regio decreto 29 giugno
1939, n. 1127, introdotto con legge 18 ottobre 2001, n. 383, nonche’
a quelle conseguite successivamente alla data di entrata in vigore
del presente codice, ancorche’ in dipendenza di ricerche cominciate
anteriormente.

Sezione V
Domande anteriori

Art. 244.
Trattamento delle domande
1. Le domande di brevetto o di registrazione e quelle di
trascrizione e annotazione, anche se gia’ depositate al momento della
data di entrata in vigore del presente codice, sono trattate secondo
le disposizioni in esso contenute. Le domande di cui al capo IV,
sezione I, sono soggette alle norme preesistenti relativamente alle
condizioni di ricevibilita’.

Sezione VI
Norme di Procedura

Art. 245.
Disposizioni procedurali
1. Le norme dei capi I e IV del titolo II quelle del titolo III e
le norme degli articoli 35 e 36 del titolo V del decreto legislativo
17 gennaio 2003, n. 5, si applicano ai procedimenti giudiziari ed
agli arbitrati che siano iniziati con atto notificato oppure con
deposito del ricorso sei mesi dopo l’entrata in vigore del codice.
2. Sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate di cui
all’articolo 134, comma 3, le controversie in grado d’appello
iniziate dopo l’entrata in vigore del codice anche se il giudizio di
primo grado o il giudizio arbitrale sono iniziati e si sono svolti
secondo le norme precedentemente in vigore.
3. Sono devolute alla cognizione delle sezioni specializzate le
procedure di reclamo e le cause di merito iniziate dopo l’entrata in
vigore del codice anche se riguardano misure cautelari concesse
secondo le norme precedentemente in vigore.
4. Le norme di procedura di cui all’articolo 136 concernenti la
funzione giurisdizionale della commissione dei ricorsi si applicano a
partire da un anno dopo l’entrata in vigore del codice.
5. Le norme di procedura di cui agli articoli 137,146, 194, 195,
196, 198, 199 e 200 si applicano con l’entrata in vigore del codice.

Sezione VII
Abrogazioni

Art. 246.
Disposizioni abrogative
1. Sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) il regio decreto 29 giugno 1939, n. 1127;
b) il regio decreto 5 febbraio 1940, n. 244;
c) il regio decreto 25 agosto 1940, n. 1411;
d) il regio decreto 31 ottobre 1941, n. 1354;
e) il regio decreto 21 giugno 1942, n. 929;
f) il decreto del Presidente della Repubblica 8 maggio 1948, n.
795;
g) l’articolo 34 del decreto del Presidente della Repubblica
10 gennaio 1957, n. 3;
h) il decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1972, n.
540;
i) il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 22 febbraio 1973, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 69 del 15 marzo 1973;
l) il decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1975, n.
974, fatto salvo l’articolo 18;
m) il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 22 ottobre 1976, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana n. 15 del 18 febbraio 1977;
n) il decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 1979, n.
32;
o) il decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 1979, n.
338;
p) la legge 3 maggio 1985, n. 194;
q) la legge 14 ottobre 1985, n. 620;
r) il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 26 febbraio 1986, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 104 del 7 maggio 1986;
s) la legge 14 febbraio 1987, n. 60;
t) la legge 21 febbraio 1989, n. 70;
u) il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 19 luglio 1989, n. 320, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 220 del 20 settembre 1989;
v) il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 11 gennaio 1991, n. 122, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 85 dell’11 aprile 1991;
z) la legge 19 ottobre 1991, n. 349; il decreto legislativo
4 dicembre 1992, n. 480; la legge 26 luglio 1993, n. 302;
aa) il decreto del Presidente della Repubblica 1° dicembre 1993,
n. 595;
bb) il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n.
360;
cc) il decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n.
391;
dd) la legge 21 dicembre 1984, n. 890;
ee) il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 30 maggio 1995, n. 342, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 192 del 18 agosto 1995;
ff) il decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 198; il decreto
legislativo 3 novembre 1998, n. 455; il decreto legislativo 8 ottobre
1999, n. 447;
gg) il decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 95;
hh) il decreto legislativo 12 aprile 2001, n. 164;
ii) l’articolo 7 della legge 18 ottobre 2001, n. 383;
ll) il decreto legislativo 2 febbraio 2002, n. 26;
mm) i commi 8, 8-bis, 8-ter ed 8-quater dell’articolo 3 della
legge 15 giugno 2002, n. 112, di conversione, con modificazioni, del
decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63;
nn) il decreto del Ministro delle attivita’ produttive 17 ottobre
2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 28 ottobre 2002;
oo) l’articolo 17 della legge 12 dicembre 2002, n. 273;
pp) i commi 72, 73, 79, 80 e 81 dell’articolo 4 della legge
24 dicembre 2003, n. 350.

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