Capo V PROCEDURE SPECIALI. Capo VI ORDINAMENTO PROFESSIONALE

Aggiornamento gratuito a disposizione degli utenti registrati di Unione Consulenti.

vedi sommario Codice della proprietà industriale 2005

Capo V PROCEDURE SPECIALI

Art. 194.
Procedura di espropriazione
1. Il decreto di espropriazione e’ trasmesso in copia all’Ufficio
italiano brevetti e marchi e notificato, nelle forme previste per la
notificazione degli atti processuali civili, agli interessati.
Avvenuta la notifica, i diritti che hanno formato oggetto della
espropriazione vengono acquisiti dall’amministrazione espropriante,
che ha, senz’altro, facolta’ di avvalersene. All’amministrazione
stessa e’ anche trasferito l’eventuale onere del pagamento dei
diritti prescritti per il mantenimento in vigore del diritto di
proprieta’ industriale. Salvo il caso che la pubblicazione possa
recare pregiudizio, dei decreti di espropriazione e di quelli che
modificano o revocano i precedenti decreti, l’Ufficio italiano
brevetti e marchi da’ notizia nel Bollettino ufficiale e fa
annotazione nel titolo o nella domanda.
2. Nel decreto di espropriazione della sola utilizzazione del
diritto di proprieta’ industriale deve essere indicata la durata
dell’utilizzazione espropriata. Nel caso in cui sia stata espropriata
la sola utilizzazione del diritto di proprieta’ industriale, la
brevettazione e la registrazione, nonche’ la pubblicazione dei
relativi titoli si effettuano secondo la procedura ordinaria.
3. Ai soli fini della determinazione dell’indennita’ da
corrispondersi per l’espropriazione, se non si raggiunge l’accordo
circa l’ammontare della stessa, provvede un Collegio di arbitratori
composto di tre membri, nominati uno da ciascuna delle parti ed il
terzo nominato dai primi due, o, in caso di disaccordo, dal
presidente della sezione specializzata del Tribunale di Roma. Gli
arbitratori devono essere scelti fra coloro che abbiano acquisito
professionalita’ ed esperienza nel settore della proprieta’
industriale. Si applicano in quanto compatibili le norme
dell’articolo 806 e seguenti del codice di procedura civile.
4. Il Collegio degli arbitratori deve procedere con equo
apprezzamento tenendo conto della perdita del vantaggio competitivo
che sarebbe derivato dal brevetto espropriato.
5. Le spese dell’arbitraggio, gli onorari dovuti agli arbitri e le
spese e gli onorari di difesa sono liquidati nel lodo, che stabilisce
altresi’ su chi ed in quale misura debba gravare l’onere relativo.
Tale onere grava, in ogni caso, sull’espropriato quando l’indennita’
venga liquidata in misura inferiore a quella offerta inizialmente
dall’amministrazione.
6. La determinazione degli arbitratari puo’ essere impugnata
davanti alla sezione specializzata del Tribunale di Roma che provvede
alla quantificazione dell’indennita’. Il termine dell’impugnazione e’
di sessanta giorni a decorrere dal momento in cui la determinazione
dell’indennita’ viene comunicata alle parti.

Art. 195.
Domande di trascrizione
1. Le domande di trascrizione devono essere redatte in duplice
esemplare, di cui uno viene restituito al richiedente con la
dichiarazione dell’avvenuta trascrizione, secondo le prescrizioni di
cui al decreto del Ministro delle attivita’ produttive.
2. La domanda deve contenere:
a) il cognome, nome e domicilio del beneficiario della
trascrizione richiesta e del mandatario, se vi sia;
b) il cognome e nome del titolare del diritto di proprieta’
industriale;
c) la natura dell’atto o il motivo che giustifica la trascrizione
richiesta;
d) l’elencazione dei diritti di proprieta’ industriale oggetto
della trascrizione richiesta;
e) nel caso di cambiamento di titolarita’, il nome dello Stato di
cui il nuovo richiedente o il nuovo titolare ha la cittadinanza, il
nome dello Stato di cui il nuovo richiedente o il nuovo titolare ha
il domicilio, ovvero il nome dello Stato nel quale il nuovo
richiedente o il nuovo titolare ha uno stabilimento industriale o
commerciale effettivo e serio.

Art. 196.
Procedura di trascrizione
1. Alla domanda di trascrizione, di cui al comma 2, debbono essere
uniti:
a) copia dell’atto da cui risulta il cambiamento di titolarita’ o
dell’atto che costituisce o modifica o estingue i diritti personali o
reali di godimento o di garanzia di cui al comma 1, lettera a),
ovvero copia dei verbali e sentenze di cui al comma 1, lettera b),
osservate le norme della legge sul registro ove occorra, oppure un
estratto dell’atto stesso oppure nel caso di fusione una
certificazione rilasciata dal Registro delle imprese o da altra
autorita’ competente, oppure, nel caso di cessione, una dichiarazione
di cessione o di avvenuta cessione firmata dal cedente e dal
cessionario con l’elencazione dei diritti oggetto della cessione;
oppure in caso di rinunzia una dichiarazione di rinunzia sottoscritta
dal titolare; l’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ richiedere
che la copia dell’atto o dell’estratto sia certificata conforme
all’originale da un pubblico ufficiale o da ogni altra autorita’
pubblica competente.
b) il documento comprovante il pagamento dei diritti prescritti.
2. E’ sufficiente una sola richiesta quando la trascrizione
riguarda piu’ diritti di proprieta’ industriale sia allo stato di
domanda che concessi alla stessa persona, a condizione che il
beneficiario del cambiamento di titolarita’ o dei diritti di
godimento o garanzia o dell’atto da trascrivere sia lo stesso per
tutti i titoli e che i numeri di tutte le domande e di tutti i titoli
in questione siano indicati nella richiesta medesima.
3. Quando vi sia mandatario, si dovra’ unire anche l’atto di nomina
ai sensi dell’articolo 201.
4. Sul registro per ogni trascrizione si deve indicare:
a) la data di presentazione della domanda, che e’ quella della
trascrizione;
b) il cognome, nome e domicilio dell’avente causa, o la
denominazione e la sede, se trattasi di societa’ o di ente morale,
nonche’ il cognome, nome e domicilio del mandatario, quando vi sia;
c) la natura dei diritti ai quali la trascrizione si riferisce.
5. I documenti e le sentenze, presentati per la trascrizione,
vengono conservati dall’Ufficio italiano brevetti e marchi.
6. Le richieste di cancellazione delle trascrizioni debbono essere
fatte nelle stesse forme e con le stesse modalita’ stabilite per le
domande di trascrizione. Le cancellazioni devono essere eseguite
mediante annotazione a margine.
7. Qualora, per la trascrizione dei diritti di garanzia, sia
necessario convertire l’ammontare del credito in moneta nazionale,
tale conversione sara’ fatta in base al corso del cambio del giorno
in cui la garanzia e’ stata concessa.

Art. 197.
Annotazioni
1. Il richiedente o il suo mandatario, se vi sia, deve in ciascuna
domanda indicare o eleggere il suo domicilio nello Stato per tutte le
comunicazioni e notificazioni da farsi a norma del presente codice.
2. I mutamenti del nome o del domicilio del titolare del diritto di
proprieta’ industriale o del suo mandatario, se vi sia, devono essere
portati a conoscenza dell’Ufficio per l’annotazione sul registro di
cui all’articolo 185.
3. La domanda di annotazione di cambiamento di nome o indirizzo
deve essere redatta in unico esemplare secondo le prescrizioni di cui
al regolamento di attuazione.
4. E’ sufficiente una sola richiesta quando la modifica riguarda
piu’ diritti di proprieta’ industriale sia allo stato di domanda che
concessi.
5. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano al
cambiamento di nome o di indirizzo del mandatario di cui all’articolo
201.
6. Le sentenze che pronunciano la nullita’ o la decadenza dei
titoli di proprieta’ industriale pervenuti all’Ufficio italiano
brevetti e marchi devono essere annotate sul registro e di esse deve
essere data notizia nel Bollettino ufficiale.

Art. 198.
Procedure di segretazione militare
1. Coloro che risiedono nel territorio dello Stato non possono,
senza autorizzazione del Ministero delle attivita’ produttive,
depositare esclusivamente presso uffici di Stati esteri o l’Ufficio
brevetti europeo o l’Ufficio internazionale dell’organizzazione
mondiale della proprieta’ intellettuale in qualita’ di ufficio
ricevente, le loro domande di concessione di brevetto per invenzione,
modello di utilita’ o di topografia, ne’ depositarle presso tali
uffici prima che siano trascorsi novanta giorni dalla data del
deposito in Italia, o da quella di presentazione dell’istanza di
autorizzazione. Il Ministero predetto provvede sulle istanze di
autorizzazione, previo nulla osta del Ministero della difesa.
Trascorso il termine di novanta giorni senza che sia intervenuto un
provvedimento di rifiuto, l’autorizzazione deve intendersi concessa.
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, la violazione
delle disposizioni del comma 1 e’ punita con l’ammenda non inferiore
a 77,47 euro o con l’arresto. Se la violazione e’ commessa quando
l’autorizzazione sia stata negata, si applica l’arresto in misura non
inferiore ad un anno.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi mette con immediatezza a
disposizione del servizio militare brevetti del Ministero della
difesa le domande di brevetto per invenzioni industriali, per modelli
di utilita’ e per topografie di prodotti a semiconduttori ad esso
pervenute.
4. Qualora la sezione predetta ritenga che le domande riguardino
invenzioni o modelli utili alla difesa del Paese, anche ufficiali o
funzionari estranei alla sezione stessa espressamente delegati dal
Ministro della difesa possono prendere visione, nella sede
dell’Ufficio, delle descrizioni e dei disegni allegati alle domande.
5. Tutti coloro che hanno preso visione di domande e di documenti
relativi a brevetti o che ne hanno avuto notizia per ragioni di
ufficio sono tenuti all’obbligo del segreto.
6. Entro novanta giorni successivi alla data del deposito delle
domande, il Ministero della difesa puo’ chiedere all’Ufficio italiano
brevetti e marchi il differimento della concessione del titolo di
proprieta’ industriale e di ogni pubblicazione relativa. L’Ufficio
da’ comunicazione della richiesta all’interessato, diffidandolo ad
osservare l’obbligo del segreto.
7. Se, entro otto mesi dalla data del deposito della domanda, il
Ministero competente non ha inviato all’Ufficio e al richiedente, in
quanto questi abbia indicato il proprio domicilio nello Stato, la
notizia di voler procedere all’espropriazione, si da’ seguito alla
procedura ordinaria per la concessione del titolo di proprieta’
industriale. Nel termine predetto, il Ministero della difesa puo’
chiedere che sia ulteriormente differito, per un tempo non superiore
a tre anni dalla data di deposito della domanda, la concessione del
titolo di proprieta’ industriale ed ogni pubblicazione relativa. In
tal caso l’inventore o il suo avente causa ha diritto ad
un’indennita’ per la determinazione della quale si applicano le
disposizioni in materia di espropriazione.
8. Per i modelli di utilita’ l’ulteriore differimento previsto nel
comma 7 puo’ essere chiesto per un tempo non superiore a un anno
dalla data di deposito della domanda.
9. A richiesta di Stati esteri che accordino il trattamento di
reciprocita’, il Ministero della difesa puo’ richiedere, per un tempo
anche superiore a tre anni, il differimento della concessione del
brevetto e di ogni pubblicazione relativa all’invenzione per domande
di brevetto gia’ depositate all’estero e ivi assoggettate a vincolo
di segreto.
10. Le indennita’ eventuali sono a carico dello Stato estero
richiedente.
11. L’invenzione deve essere tenuta segreta dopo la comunicazione
della richiesta di differimento e per tutta la durata del
differimento stesso, nonche’ durante lo svolgimento della
espropriazione e dopo il relativo decreto se questo porti l’obbligo
del segreto.
12. L’invenzione deve essere, altresi’, tenuta segreta nel caso
previsto dal comma 6, dopo che sia stata comunicata all’interessato
la determinazione di promuovere l’espropriazione con imposizione del
segreto.
13. L’obbligo del segreto cessa qualora il Ministero della difesa
lo consenta.
14. La violazione del segreto e’ punita ai termini dell’articolo
262 del codice penale.
15. Il Ministero della difesa puo’ chiedere che le domande di
brevetto per le invenzioni industriali di organismi dipendenti o
vigilati siano mantenute segrete.
16. Qualora, per invenzione interessante la difesa militare del
Paese, il Ministero della difesa richieda o, nell’ipotesi di
differimento di cui al comma 6, consenta la concessione del brevetto,
la procedura relativa si svolge, su domanda dello stesso Ministero,
in forma segreta. In tale caso non si effettua alcuna pubblicazione e
non si consentono le visioni nel presente codice.
17. In caso di esposizioni da tenersi nel territorio dello Stato,
il Ministero della difesa ha facolta’, mediante propri funzionari od
ufficiali, di procedere a particolareggiato esame degli oggetti e dei
trovati consegnati per l’esposizione che possano ritenersi utili alla
difesa militare del Paese ed ha facolta’ altresi’ di assumere notizie
e chiedere chiarimenti sugli oggetti e trovati stessi.
18. Gli enti organizzatori di esposizioni devono consegnare ai
suddetti funzionari o ufficiali gli elenchi completi degli oggetti da
esporre riferentisi ad invenzioni industriali non protette ai sensi
del presente codice.
19. I funzionari e gli ufficiali di cui al comma 17 possono imporre
all’ente stesso il divieto di esposizione degli oggetti utili alla
difesa militare del Paese.
20. Il Ministero della difesa, a mezzo raccomandata con avviso di
ricevimento, deve dare notizia alla presidenza dell’esposizione e
agli interessati del divieto di esposizione, diffidandoli circa
l’obbligo del segreto. La presidenza dell’esposizione deve conservare
gli oggetti sottoposti al divieto di esposizione con il vincolo di
segreto sulla loro natura.
21. Nel caso che il divieto di esposizione venga imposto dopo che
gli oggetti siano stati esposti, gli oggetti stessi devono essere
subito ritirati senza, peraltro, imposizione del vincolo del segreto.
22. E’ fatta salva, in ogni caso, la facolta’ del Ministero della
difesa, per gli oggetti che si riferiscono ad invenzioni riconosciute
utili alla difesa militare del Paese, di procedere all’espropriazione
dei diritti derivanti dall’invenzione ai sensi delle norme relative
all’espropriazione contenute nel presente codice.
23. Qualora non sia rispettato il divieto di esposizione, i
responsabili dell’abusiva esposizione sono puniti con la sanzione
amministrativa da 25,00 euro a 13.000,00 euro.

Art. 199.
Procedura di licenza obbligatoria
1. Chiunque voglia ottenere la licenza obbligatoria di cui agli
articoli 70 e 71 del capo II, sezione IV, per l’uso non esclusivo di
invenzione industriale o di modello di utilita’ deve presentare
istanza motivata all’Ufficio italiano brevetti e marchi, indicando la
misura e le modalita’ di pagamento del compenso offerto. L’Ufficio
da’ pronta notizia dell’istanza, mediante raccomandata con avviso di
ricevimento, al titolare del brevetto ed a coloro che abbiano
acquistato diritti sul brevetto in base ad atti trascritti o
annotati.
2. Entro sessanta giorni dalla data di ricevimento della
raccomandata, il titolare del brevetto e tutti coloro che ne hanno
diritto in base ad atti trascritti o annotati possono opporsi
all’accoglimento dell’istanza ovvero dichiarare di non accettare la
misura e le modalita’ di pagamento del compenso. L’opposizione deve
essere motivata.
3. In caso di opposizioni, entro quarantacinque giorni dalla data
di scadenza del termine per la presentazione delle stesse, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi convoca per un tentativo di conciliazione
l’istante, il titolare del brevetto e tutti coloro che hanno diritti
in base ad atti trascritti o annotati. L’atto di convocazione e’
inviato ai soggetti suddetti mediante raccomandata con avviso di
ricevimento o tramite altri mezzi, anche informatici, purche’
siffatte modalita’ garantiscano una sufficiente certezza
dell’avvenuto ricevimento della comunicazione.
4. Nell’atto di convocazione l’Ufficio italiano brevetti e marchi
deve comunicare e trasmettere all’istante copia delle opposizioni
presentate.
5. L’istante puo’ presentare controdeduzioni scritte all’Ufficio
italiano brevetti e marchi entro il quinto giorno antecedente alla
data di svolgimento della riunione.
6. Nei quarantacinque giorni successivi alla data della riunione
per il tentativo di conciliazione, il Ministero delle attivita’
produttive concede la licenza o respinge l’istanza.
7. Il termine per la conclusione del procedimento e’ di centottanta
giorni, decorrenti dalla data di presentazione della domanda.

Art. 200.
Procedura di licenza volontaria sui principi attivi
1. La domanda di richiesta di licenza volontaria sui principi
attivi, corredata dell’attestazione comprovante l’avvenuto pagamento
dei diritti nella misura stabilita dal decreto del Ministro delle
attivita’ produttive di cui all’articolo 226, deve contenere le
seguenti informazioni:
a) nome o ragione sociale e domicilio o sede sociale del
richiedente la licenza volontaria;
b) nome del principio attivo;
c) estremi di protezione, numero del brevetto e del certificato
complementare di protezione;
d) indicazione dell’officina farmaceutica italiana, regolarmente
autorizzata dal Ministero della salute ai sensi di legge, ove si
intende produrre il principio attivo.
2. Il richiedente deve inoltrare, a mezzo raccomandata con ricevuta
di ritorno o tramite altri mezzi che garantiscano l’avvenuto
ricevimento della comunicazione, all’Ufficio italiano brevetti e
marchi (UIBM) domanda, con allegata traduzione in lingua inglese,
corredata dagli elementi previsti dal comma 8.
3. L’UIBM da’ pronta notizia, mediante raccomandata con ricevuta di
ritorno o tramite altri mezzi che garantiscano l’avvenuto ricevimento
della comunicazione, dell’istanza alle parti interessate e a coloro
che abbiano acquisito diritti sul brevetto ovvero sul certificato
complementare di protezione in base ad atti trascritti o annotati.
4. Qualora entro novanta giorni dalla data di ricevimento della
domanda, prorogabili d’intesa tra le parti, le stesse raggiungano un
accordo sulla base di una royalty contenuta, copia dello stesso deve
essere trasmessa, con analoghe modalita’, al Ministero delle
attivita’ produttive – UIBM. Se nei trenta giorni successivi
l’Ufficio non comunica rilievi alle parti, l’accordo di licenza
volontaria si intende perfezionato.
5. Nel caso in cui le parti comunichino all’UIBM che non e’ stato
possibile raggiungere un accordo, l’Ufficio da’ inizio alla procedura
di conciliazione di cui al comma 15.
6. Il Ministero delle attivita’ produttive, nomina, con proprio
decreto, una commissione avente il compito di valutare le richieste
di licenza volontaria per le quali non e’ stato possibile raggiungere
un accordo tra parti.
7. La commissione e’ composta da sei componenti e da altrettanti
supplenti di cui:
a) due rappresentanti del Ministero delle attivita’ produttive;
b) un rappresentante del Ministero della salute;
c) un rappresentante della Agenzia italiana del farmaco;
d) un rappresentante dei detentori di CCP, su proposta delle
associazioni di categoria maggiormente rappresentative;
e) un rappresentante dei produttori di principi attivi
farmaceutici, su proposta delle associazioni di categoria
maggiormente rappresentative.
8. La commissione di cui al comma 14, entro trenta giorni dalla
data di comunicazione ricevuta dall’UIBM del mancato accordo
raggiunto tra le parti, procede alla loro convocazione, al fine di
individuare un’ipotesi di accordo finalizzato a contemperare le
esigenze delle parti medesime, garantendo, comunque, un’equa
remunerazione del soggetto che rilascia la licenza volontaria,
mediante indicazione di una royalty contenuta, stabilita con criteri
che tengono conto delle necessita’ di competizione internazionale dei
produttori di principi attivi.
9. Qualora, nonostante la mediazione ministeriale, l’accordo di
licenza non venga concluso, il Ministero delle attivita’ produttive,
ove ne ravvisi i presupposti giuridici, dispone la trasmissione degli
atti del procedimento all’Autorita’ garante della concorrenza e del
mercato.

Capo VI ORDINAMENTO PROFESSIONALE

Art. 201.
Rappresentanza
1. Nessuno e’ tenuto a farsi rappresentare da un mandatario
abilitato nelle procedure di fronte all’Ufficio italiano brevetti e
marchi; le persone fisiche e giuridiche possono agire per mezzo di un
loro dipendente anche se non abilitato o per mezzo di un dipendente
di altra societa’ collegata ai sensi dell’articolo 205, comma 3.
2. La nomina di uno o piu’ mandatari, qualora non sia fatta nella
domanda, oppure con separato atto, autentico o autenticato, puo’
farsi con apposita lettera d’incarico, soggetta al pagamento della
tassa prescritta.
3. L’atto di nomina o la lettera d’incarico puo’ riguardare una o
piu’ domande o in generale la rappresentanza professionale per ogni
procedura di fronte all’Ufficio italiano brevetti e marchi ed alla
commissione dei ricorsi con esclusione delle procedure aventi
carattere giurisdizionale. In tale caso, in ogni successiva domanda,
istanza e ricorso, il mandatario dovra’ fare riferimento alla procura
o lettera d’incarico.
4. Il mandato puo’ essere conferito soltanto a mandatari iscritti
in un albo all’uopo istituito presso il Consiglio dell’ordine dei
consulenti in proprieta’ industriale.
5. Il mandato puo’ anche essere conferito a cittadini dell’Unione
europea in possesso di una qualifica corrispondente a quella dei
mandatari abilitati in materia di brevetti o di marchi iscritti
all’Albo italiano dei consulenti in proprieta’ industriale,
riconosciuta ufficialmente nello Stato membro dell’Unione europea ove
essi hanno il loro domicilio professionale, a condizione che
nell’attivita’ svolta il mandatario utilizzi esclusivamente il titolo
professionale dello Stato membro in cui risiede, espresso nella
lingua originale, e che l’attivita’ di rappresentanza dei propri
mandanti sia prestata esclusivamente a titolo temporaneo. Il
mandatario invia la documentazione, comprovante il possesso della
qualifica nel proprio Stato membro, all’Ufficio e al Consiglio
dell’ordine, cui spetta l’attivita’ di controllo del rispetto delle
condizioni per l’esercizio dell’attivita’ di rappresentanza
professionale previste in questo articolo.
6. Il mandato puo’ essere anche conferito ad un avvocato iscritto
nel suo albo professionale.

Art. 202.
Albo dei consulenti
1. Fermo quanto disposto dall’articolo 201, la rappresentanza di
persone fisiche o giuridiche nelle procedure di fronte all’Ufficio
italiano brevetti e marchi ed alla commissione dei ricorsi puo’
essere assunta unicamente da consulenti abilitati iscritti in un albo
istituito presso il Consiglio dell’ordine e denominato Albo dei
consulenti in proprieta’ industriale abilitati nonche’ da coloro che
siano iscritti negli albi degli avvocati.
2. L’Albo e’ costituito da due sezioni denominate rispettivamente
sezione brevetti e sezione marchi, riservate, la prima, ai consulenti
agenti in materia di brevetti per invenzioni, modelli di utilita’,
disegni e modelli, nuove varieta’ vegetali, topografie dei prodotti a
semiconduttori e la seconda ai consulenti abilitati agenti in materia
di disegni e modelli, marchi ed altri segni distintivi e indicazioni
geografiche.
3. Gli iscritti all’Albo costituiscono l’ordine dei consulenti in
proprieta’ industriale.
4. La vigilanza sull’esercizio della professione viene esercitata
dal Ministero delle attivita’ produttive, tramite l’Ufficio italiano
brevetti e marchi.

Art. 203.
Requisiti per l’iscrizione
1. Puo’ essere iscritta all’Albo dei consulenti in proprieta’
industriale abilitati qualsiasi persona fisica che:
a) abbia il godimento dei diritti civili nell’ordinamento
nazionale e sia persona di buona condotta civile e morale;
b) sia cittadino italiano ovvero cittadino degli Stati membri
dell’Unione europea ovvero cittadino di Stati esteri nei cui
confronti vige un regime di reciprocita’;
c) abbia la residenza ovvero un domicilio professionale in Italia
o nell’Unione europea se si tratta di cittadino di uno Stato membro
di essa, il requisito della residenza in Italia non e’ richiesto se
si tratti di un cittadino di Stati extra comunitari che consentano ai
cittadini italiani l’iscrizione a corrispondenti albi senza tale
requisito;
d) abbia superato l’esame di abilitazione, di cui all’articolo
207 o abbia superato la prova attitudinale prevista per i consulenti
in proprieta’ industriale al comma 2 dell’articolo 6 del decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 115.
2. L’iscrizione e’ effettuata dal Consiglio dell’ordine su
presentazione di una istanza accompagnata dai documenti comprovanti
il possesso dei requisiti di cui al comma 1 ovvero includente le
autocertificazioni previste per legge. L’avvenuta iscrizione e’
prontamente comunicata dal Consiglio all’Ufficio italiano brevetti e
marchi.
3. I soggetti indicati nel comma 5 dell’articolo 201 che esercitano
l’attivita’ di rappresentanza a titolo temporaneo si considerano
automaticamente inseriti all’albo dei consulenti in proprieta’
industriale ai fini dell’esercizio dei diritti ed all’osservanza
degli obblighi previsti nell’ordinamento professionale in quanto
compatibili, ma non partecipano all’assemblea degli iscritti all’albo
e non possono essere eletti quali componenti del Consiglio
dell’ordine.
4. I soggetti indicati nel comma 3 che abbiano residenza ovvero
domicilio professionale in uno Stato membro dell’Unione europea sono
tenuti ad eleggere domicilio in Italia ai sensi e per gli effetti
dell’articolo 120, comma 3, del presente codice.

Art. 204.
Titolo professionale oggetto dell’attivita’
1. Il titolo di consulente in proprieta’ industriale e’ riservato
alle persone iscritte nell’albo dei consulenti abilitati. Le persone
iscritte solo nella sezione brevetti devono utilizzare il titolo
nella forma di consulente in brevetti e le persone iscritte solo
nella sezione marchi devono utilizzare il titolo nella forma di
consulente in marchi. Le persone iscritte in entrambe le sezioni
possono utilizzare il titolo di consulente in proprieta’ industriale
senza ulteriori specificazioni.
2. Le persone indicate nell’articolo 202 svolgono per conto di
qualsiasi persona fisica o giuridica tutti gli adempimenti previsti
dalle norme che regolano i servizi attinenti rispettivamente alla
materia dei brevetti per invenzioni, per modelli di utilita’, per
disegni e modelli per nuove varieta’ vegetali, per topografie dei
prodotti a semiconduttori ovvero alla materia dei marchi, dei disegni
e modelli e delle indicazioni geografiche, a seconda della sezione in
cui sono iscritte.
3. Essi inoltre, su mandato ed in rappresentanza degli interessati,
possono svolgere ogni altra funzione che sia affine, connessa,
conseguente a quanto previsto nel comma 2.
4. Se l’incarico e’ conferito a piu’ consulenti abilitati, essi,
salva diversa disposizione, possono agire anche separatamente. Se
l’incarico e’ conferito a piu’ consulenti abilitati, costituiti in
associazione o societa’, l’incarico si considera conferito ad ognuno
di essi in quanto agisca in seno a detta associazione o societa’.

Art. 205.
Incompatibilita’
1. L’iscrizione all’albo dei consulenti in proprieta’ industriale
abilitati e l’esercizio della professione di consulente in proprieta’
industriale sono incompatibili con qualsiasi impiego od ufficio
pubblico o privato ad eccezione del rapporto di impiego o di cariche
rivestite presso societa’, uffici o servizi specializzati in materia,
sia autonomi che organizzati nell’ambito di enti o imprese, e
dell’attivita’ di insegnamento in qualsiasi forma esercitata; con
l’esercizio del commercio, con la professione di notaio, di
giornalista professionista, di mediatore, di agente di cambio o di
esattore dei tributi.
2. L’iscrizione all’Albo dei consulenti in proprieta’ industriale
abilitati e l’esercizio della professione di consulente in proprieta’
industriale e’ compatibile, se non previsto altrimenti e fermo
restando il disposto del comma 1, con l’iscrizione in altri albi
professionali e con l’esercizio della relativa professione.
3. I consulenti in proprieta’ industriale abilitati, che esercitano
la loro attivita’ in uffici o servizi organizzati nell’ambito di enti
o di imprese, ovvero nell’ambito di consorzi o gruppi di imprese,
possono operare esclusivamente in nome e per conto:
a) dell’ente o impresa da cui dipendono;
b) delle imprese appartenenti al consorzio, o gruppo nella cui
organizzazione essi sono stabilmente inseriti;
c) di imprese o persone che siano con enti o imprese o gruppi o
consorzi, in cui e’ inserito il consulente abilitato, in rapporti
sistematici di collaborazione, ivi compresi quelli di ricerca, di
produzione o scambi tecnologici.

Art. 206.
Obbligo del segreto professionale
1. Il consulente in proprieta’ industriale ha l’obbligo del segreto
professionale e nei suoi confronti si applica l’articolo 200 del
codice di procedura penale.

Art. 207.
Esame di abilitazione
1. L’abilitazione e’ concessa previo superamento di un esame
sostenuto davanti ad una commissione composta per ciascuna sessione:
a) dal direttore dell’Ufficio italiano brevetti e marchi o da un
suo delegato con funzione di presidente;
b) da un membro della commissione dei ricorsi, designato dal
presidente della stessa con funzione di vice-presidente;
c) da due professori universitari, rispettivamente, di materie
giuridiche e tecniche, designati dal Ministro delle attivita’
produttive;
d) da quattro consulenti in proprieta’ industriale abilitati,
designati dal consiglio di cui all’articolo 215, di cui due scelti
fra i dipendenti di enti o imprese e due che esercitano la
professione in modo autonomo;
e) da membri supplenti che possono sostituire quelli di cui alla
lettere b), c) e d), se impossibilitati.
2. E’ ammessa all’esame di abilitazione qualsiasi persona che:
a) abbia conseguito:
1) la laurea o un titolo universitario equipollente in
qualsiasi Paese estero;
2) un diploma o un titolo rilasciato da un Paese membro
dell’Unione europea includenti l’attestazione che il candidato abbia
seguito con successo un ciclo di studi post-secondari di durata
minima di tre anni o di durata equivalente a tempo parziale, in
un’universita’ o in un istituto d’istruzione superiore o in un altro
istituto dello stesso livello di formazione, a condizione che il
ciclo di studi abbia indirizzo tecnico-professionale attinente
all’attivita’ di consulente in proprieta’ industriale in materia di
brevetti d’invenzione e modelli ovvero in materia di marchi e disegni
e modelli a seconda dell’abilitazione richiesta;
b) abbia compiuto presso societa’, uffici o servizi specializzati
in proprieta’ industriale almeno due anni di tirocinio professionale
effettivo, documentato in modo idoneo.
3. E’ ammessa all’esame di abilitazione per l’iscrizione nella
sezione brevetti qualsiasi persona che abbia superato l’esame di
qualificazione come consulente abilitato presso l’Ufficio europeo dei
brevetti.
4. Il periodo di tirocinio e’ limitato a diciotto mesi se il
candidato all’esame di abilitazione dimostri di aver frequentato con
profitto un corso qualificato di formazione per consulenti abilitati
in materia di brevetti ovvero di marchi, a seconda dell’abilitazione
richiesta.
5. L’esame di abilitazione per l’iscrizione nella sezione brevetti
e rispettivamente nella sezione marchi consiste in prove scritte ed
orali, tendenti ad accertare la preparazione teorico-pratica del
candidato nel campo specifico dei diritti di proprieta’ industriale,
cosi’ come a livello della cultura tecnica, giuridica, e linguistica,
conformemente alla sezione interessata, secondo le modalita’
stabilite nel regolamento da emanarsi con decreto.
6. L’esame di abilitazione per l’iscrizione nella sezione brevetti
ovvero quello per l’iscrizione nella sezione marchi e’ indetto ogni
due anni con decreto del Ministero delle attivita’ produttive.

Art. 208.
Esonero dall’esame di abilitazione
1. Sono esonerati dall’esame di abilitazione coloro che, gia’
dipendenti del Ministero delle attivita’ produttive, abbiano prestato
servizio, per almeno cinque anni, con mansioni direttive presso
l’Ufficio italiano brevetti e marchi.
2. Sono anche esonerati, ai fini dell’iscrizione nella sezione
brevetti, i cittadini italiani che abbiano prestato servizio per
almeno cinque anni con mansioni di esaminatori presso l’Ufficio
europeo dei brevetti.

Art. 209.
Albo dei consulenti in proprieta’ industriale abilitati
1. L’albo istituito ai sensi dell’articolo 202 deve contenere per
ciascun iscritto il cognome, il nome, il luogo e la data di nascita,
il titolo di studio, la data di iscrizione, il domicilio
professionale o i domicili professionali oppure la sede dell’ente o
impresa da cui dipende.
2. La data di iscrizione determina l’anzianita’. Coloro che dopo la
cancellazione sono di nuovo iscritti all’albo hanno l’anzianita’
derivante dalla prima iscrizione dedotta la durata dell’interruzione.

Art. 210.
Cancellazione dall’albo e sospensione di diritto
1. Il consulente abilitato e’ cancellato dall’albo:
a) quando e’ venuto meno uno dei requisiti dell’iscrizione, di
cui all’articolo 203;
b) quando ricorre uno dei casi di incompatibilita’ previsti
dall’articolo 205;
c) quando ne e’ fatta richiesta dall’interessato.
2. Il consulente abilitato puo’ chiedere la reiscrizione nell’albo
quando sono cessate le cause della cancellazione senza necessita’ di
nuovo esame.
3. Il consulente abilitato e’ dichiarato sospeso di diritto
dall’esercizio professionale dal momento della sottoposizione alle
misure coercitive o interdittive previste dai capi II e III del capo
IV, titolo I, del codice di procedura penale sino a quello della
revoca delle misure stesse, nonche’ in caso di mancato pagamento
entro il termine fissato, del contributo annuo, fino alla data
dell’accertato adempimento.

Art. 211.
Sanzioni disciplinari
1. I consulenti abilitati sono soggetti a censura in caso di abusi
e mancanze di lieve entita’, alla sospensione per non piu’ di due
anni in caso di abusi gravi; alla radiazione in caso di condotta che
abbia compromesso gravemente la reputazione e la dignita’
professionale.

Art. 212.
Assemblea degli iscritti all’Albo
1. L’assemblea e’ convocata dal presidente, su delibera del
Consiglio dell’ordine. Essa e’ regolarmente costituita in prima
convocazione con la presenza di almeno la meta’ degli iscritti ed in
seconda convocazione, che non puo’ aver luogo lo stesso giorno
fissato per la prima, con la presenza di almeno un sesto degli
iscritti se gli iscritti presenti e rappresentati raggiungono la
presenza di almeno un quinto degli iscritti. Essa delibera a
maggioranza assoluta dei voti.
2. Ogni consulente abilitato iscritto all’albo puo’ farsi
rappresentare da un altro consulente abilitato iscritto all’albo con
delega scritta. Un medesimo partecipante non puo’ rappresentare piu’
di cinque iscritti.
3. Le modalita’ di convocazione e di svolgimento dell’assemblea
sono determinate con decreto del Ministro delle attivita’ produttive.

Art. 213.
Compiti dell’assemblea
1. L’assemblea si riunisce almeno una volta all’anno entro il mese
di marzo, per l’approvazione del conto preventivo e di quello
consuntivo, per la determinazione dell’ammontare del contributo annuo
che deve essere uguale per tutti gli iscritti e, occorrendo, per
l’elezione del Consiglio dell’ordine, nel qual caso la convocazione
deve avvenire almeno un mese prima della data della sua scadenza.
2. L’assemblea si riunisce inoltre ogni volta il Consiglio
dell’ordine lo reputi necessario, nonche’ quando ne sia fatta domanda
per iscritto con indicazione degli argomenti da trattare da almeno un
decimo degli iscritti all’albo.

Art. 214.
Assemblea per l’elezione del Consiglio dell’ordine
1. I componenti del Consiglio dell’ordine di cui all’articolo 215
sono eletti a maggioranza semplice dei voti segreti validamente
espressi per mezzo di schede contenenti un numero di nomi non
superiore alla meta’ piu’ uno dei componenti da eleggere. Vengono
eletti i dieci candidati che hanno riportato il maggior numero di
voti. In caso di parita’ e’ preferito il candidato piu’ anziano per
iscrizione e, tra coloro che abbiano uguale anzianita’ di iscrizione,
il piu’ anziano di eta’.
2. Ciascuna categoria dei consulenti che esercitano la professione
in forma autonoma, sia individualmente che nell’ambito di societa’,
uffici o servizi autonomi, da una parte, e dei consulenti che
esercitano in uffici e servizi specializzati nell’ambito di enti o
imprese di cui all’articolo 205, comma 3, dall’altra, non puo’ essere
rappresentata in seno al Consiglio dell’ordine con piu’ di otto
componenti. Parimenti ciascuna sezione dell’albo non puo’ essere
rappresentata in seno al Consiglio dell’ordine con piu’ di sette
componenti, ad essa iscritti in via esclusiva.
3. Non sono ammesse le partecipazioni e votazioni per delega. E’
ammessa la votazione mediante lettera.
4. Le modalita’ di svolgimento delle votazioni, delle operazioni di
scrutinio e di proclamazione degli eletti sono stabilite con decreto
del Ministro delle attivita’ produttive.

Art. 215.
Consiglio dell’ordine dei consulenti in proprieta’ industriale
1. L’ordine dei consulenti in proprieta’ industriale e’ retto da un
Consiglio che dura in carica tre anni ed e’ composto da dieci membri
con non meno di tre anni di anzianita’ eletti dall’assemblea. A
sostituire i componenti cessati per qualsiasi causa prima della
scadenza sono chiamati i candidati compresi nella graduatoria che,
dopo quelli eletti, hanno ottenuto il maggior numero di voti, ferme
restando le disposizioni di cui al comma 2 dell’articolo 214.
2. In caso di mancato tempestivo rinnovo, il Consiglio dell’ordine
continua a funzionare sino alla nomina del nuovo Consiglio.
3. Il Consiglio dell’ordine si riunisce validamente con la presenza
della maggioranza dei componenti e delibera a maggioranza assoluta.
In caso di parita’ prevale il voto del presidente. In materia
disciplinare il Consiglio dell’ordine delibera con la presenza di
almeno tre quarti dei componenti.

Art. 216.
Attribuzioni del presidente del Consiglio dell’ordine
1. Il Consiglio dell’ordine nomina tra i suoi componenti un
presidente, il quale ne ha la rappresentanza: adotta in casi urgenti
i provvedimenti necessari, salva ratifica del Consiglio nella prima
seduta successiva, ed esercita le rimanenti attribuzioni a lui
conferite dal presente codice.
2. Il presidente puo’ delegare a componenti il Consiglio
attribuzioni di segreteria o di tesoreria.
3. Il Consiglio nomina altresi’ fra i suoi componenti un vice
presidente, il quale sostituisce il presidente in sua assenza o
impedimento oppure su delega dello stesso per singoli atti.

Art. 217.
Attribuzioni del Consiglio dell’ordine
1. Il Consiglio dell’ordine:
a) provvede tempestivamente agli adempimenti relativi alle
iscrizioni, alle sospensioni ed alle cancellazioni da eseguire
nell’albo, dandone immediata comunicazione all’Ufficio italiano
brevetti e marchi;
b) vigila per la tutela del titolo professionale di consulente in
proprieta’ industriale e propone all’assemblea le iniziative all’uopo
necessarie;
c) interviene, su concorde richiesta delle parti, per comporre le
contestazioni che sorgono fra gli iscritti all’albo in dipendenza
dell’esercizio della professione;
d) propone modifiche ed aggiornamenti della tariffa
professionale;
e) su richiesta del cliente o dello stesso consulente abilitato,
esprime parere sulla misura delle spettanze dovute ai consulenti in
proprieta’ industriale per le prestazioni inerenti all’esercizio
della professione;
f) adotta i provvedimenti disciplinari;
g) designa i quattro consulenti in proprieta’ industriale
abilitati che concorrono a formare la commissione di esame di cui
all’articolo 207;
h) adotta le iniziative piu’ opportune per conseguire il
miglioramento ed il perfezionamento degli iscritti nello svolgimento
dell’attivita’ professionale;
i) stabilisce la propria sede e predispone i mezzi necessari al
suo funzionamento;
l) riscuote ed amministra il contributo annuo degli iscritti;
m) predispone il conto preventivo e redige il conto consuntivo
della gestione;
n) riceve le domande di ammissione all’esame di abilitazione di
cui all’articolo 207 e ne verifica la rispondenza alle condizioni per
l’ammissione;
o) mantiene i rapporti e collabora con gli organismi e le
istituzioni che operano nel settore della proprieta’ industriale o
che svolgono attivita’ aventi attinenza con essa, formulando ove
opportuno proposte o pareri;
p) svolge gli altri compiti definiti con decreto del Ministro
delle attivita’ produttive che abbiano carattere di strumentalita’
necessaria rispetto a quelli previsti dal presente codice.

Art. 218.
Decadenza dalla carica di componente il Consiglio dell’ordine,
scioglimento e mancata costituzione del Consiglio dell’ordine
1. I componenti che, senza giustificati motivi, non intervengono
per tre volte consecutive alle sedute del Consiglio dell’ordine sono
da questo dichiarati decaduti dalla carica.
2. Il Consiglio puo’ essere sciolto dal Ministro delle attivita’
produttive, se non e’ in grado di funzionare ed in ogni caso se sono
cessati o decaduti piu’ di quattro degli originari componenti ovvero
nel caso che siano accertate gravi irregolarita’.
3. In caso di scioglimento del Consiglio, le sue funzioni sono
assunte da un commissario nominato dal Ministro delle attivita’
produttive. Il commissario provvede, entro sessanta giorni, ad indire
nuove elezioni, per lo svolgimento delle quali l’assemblea deve
riunirsi non prima di trenta giorni e non oltre sessanta giorni dalla
data dell’atto di convocazione.

Art. 219.
Sedute del Consiglio dell’ordine
1. Il Consiglio dell’ordine e’ convocato dal presidente almeno una
volta ogni sei mesi o quando lo ritiene opportuno, ovvero quando ne
sia fatta richiesta dalla maggioranza dei componenti. Le
deliberazioni del Consiglio sono verbalizzate da un componente
nominato segretario all’inizio di ogni seduta.

Art. 220.
Procedimento disciplinare
1. Quando perviene notizia di fatti che possono condurre
all’applicazione di una delle sanzioni disciplinari di cui
all’articolo 211, il presidente nomina tra i membri del Consiglio un
relatore.
2. Il Consiglio, previa contestazione dei fatti che preceda almeno
di 10 giorni l’audizione dell’interessato, esaminate le eventuali
memorie e documenti, delibera a maggioranza assoluta dei presenti; in
caso di parita’ di voti prevale la decisione piu’ favorevole
all’incolpato.
3. Se l’interessato non si presenta o non fa pervenire alcuna
memoria difensiva si procede in sua assenza a meno che non sia
dimostrato un legittimo impedimento.
4. La deliberazione deve contenere l’indicazione dei fatti, i
motivi e l’enunciazione sintetica della decisione.
5. I membri del Consiglio devono astenersi quando ricorrano i
motivi indicati dall’articolo 51, primo comma, del codice di
procedura civile in quanto applicabili, e possono essere ricusati per
gli stessi motivi con istanza depositata presso la segreteria del
Consiglio prima della discussione.
6. In ogni altro caso in cui esistano gravi ragioni di convenienza
i membri possono richiedere al presidente del Consiglio dell’ordine
l’autorizzazione ad astenersi.
7. Sulla ricusazione decide la commissione dei ricorsi.

Art. 221.
Ricorso contro i provvedimenti del Consiglio dell’ordine
1. Contro tutti i provvedimenti del Consiglio dell’ordine e’
esperibile ricorso davanti alla commissione dei ricorsi.
2. Il direttore dell’Ufficio italiano brevetti e marchi assicura la
regolarita’ dell’operato e la funzionalita’ del Consiglio e puo’
ricorrere, per ogni irregolarita’ constatata, alla commissione dei
ricorsi entro trenta giorni dalla data di comunicazione della
delibera. Il ricorso non ha effetto sospensivo.

Art. 222.
Tariffa professionale
1. Il Ministro delle attivita’ produttive approva, con proprio
decreto, le modifiche e gli aggiornamenti della tariffa professionale
proposti dal Consiglio dell’ordine, ai sensi dell’articolo 217, comma
1, lettera d).
2. Lo svolgimento delle attivita’ relative all’ordinamento
professionale non comportano oneri aggiuntivi a carico del bilancio
statale.

Sottocategoria:  Diritto-dautore-  Leggi-e-normative-

Per avere ulteriori informazioni vi ricordiamo che è disponibile il servizio professionale di risposta ai quesiti personali: Richiedi un parere all’esperto