Capo III TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI DI PROPRIETA’ INDUSTRIALE. Capo IV ACQUISTO E MANTENIMENTO DEI DIRITTI DI PROPRIETA’ INDUSTRIALE E RELATIVE PROCEDURE 

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vedi sommario Codice della proprietà industriale 2005

Capo III TUTELA GIURISDIZIONALE DEI DIRITTI DI PROPRIETA’ INDUSTRIALE

Sezione I Disposizioni processuali

Art. 117.
Validita’ ed appartenenza
1. La registrazione e la brevettazione non pregiudicano l’esercizio
delle azioni circa la validita’ e l’appartenenza dei diritti di
proprieta’ industriale.

Art. 118.
Rivendica
1. Chiunque ne abbia diritto ai sensi del presente codice puo’
presentare una domanda di registrazione oppure una domanda di
brevetto.
2. Qualora con sentenza passata in giudicato si accerti che il
diritto alla registrazione oppure al brevetto spetta ad un soggetto
diverso da chi abbia depositato la domanda, questi puo’, se il titolo
di proprieta’ industriale non e’ stato ancora rilasciato ed entro tre
mesi dal passaggio in giudicato della sentenza:
a) assumere a proprio nome la domanda di brevetto o la domanda di
registrazione, rivestendo a tutti gli effetti la qualita’ di
richiedente;
b) depositare una nuova domanda di brevetto oppure di
registrazione la cui decorrenza, nei limiti in cui il contenuto di
essa non ecceda quello della prima domanda o si riferisca ad un
oggetto sostanzialmente identico a quello della prima domanda, risale
alla data di deposito o di priorita’ della domanda iniziale, la quale
cessa comunque di avere effetti; depositare, nel caso del marchio,
una nuova domanda di registrazione la cui decorrenza, nei limiti in
cui il marchio contenuto in essa sia sostanzialmente identico a
quello della prima domanda, risale alla data di deposito o di
priorita’ della domanda iniziale, la quale cessa comunque di avere
effetti;
c) ottenere il rigetto della domanda.
3. Se il brevetto e’ stato rilasciato oppure la registrazione e’
stata effettuata a nome di persona diversa dall’avente diritto,
questi puo’ in alternativa:
a) ottenere con sentenza il trasferimento a suo nome del brevetto
oppure dell’attestato di registrazione a far data dal momento del
deposito;
b) far valere la nullita’ del brevetto o della registrazione
concessi a nome di chi non ne aveva diritto.
4. Decorso il termine di due anni dalla data di pubblicazione della
concessione del brevetto per invenzione, per modello di utilita’, per
una nuova varieta’ vegetale, oppure dalla pubblicazione della
concessione della registrazione della topografia dei prodotti a
semiconduttori, senza che l’avente diritto si sia valso di una delle
facolta’ di cui al comma 3, la nullita’ puo’ essere fatta valere da
chiunque ne abbia interesse.
5. La norma del comma 4 non si applica alle registrazioni di
marchio e di disegni e modelli.
6. Salvo l’applicazione di ogni altra tutela, la registrazione di
nome a dominio aziendale concessa in violazione dell’articolo 22 o
richiesta in mala fede, puo’ essere, su domanda dell’avente diritto,
revocata oppure a lui trasferita da parte dell’autorita’ di
registrazione.

Art. 119.
Paternita’
1. L’Ufficio italiano brevetti e marchi non verifica l’esattezza
della designazione dell’inventore o dell’autore, ne’ la
legittimazione del richiedente, fatte salve le verifiche previste
dalla legge o dalle convenzioni internazionali. Dinnanzi l’Ufficio
italiano brevetti e marchi si presume che il richiedente sia titolare
del diritto alla registrazione oppure al brevetto e sia legittimato
ad esercitarlo.
2. Una designazione incompleta od errata puo’ essere rettificata
solanto su istanza corredata da una dichiarazione di consenso della
persona precedentemente designata e, qualora l’istanza non sia
presentata dal richiedente o dal titolare del brevetto o della
registrazione, anche da una dichiarazione di consenso di
quest’ultimo.
3. Se un terzo presenta all’Ufficio italiano brevetti e marchi una
sentenza esecutiva in base alla quale il richiedente o il titolare
del brevetto o della registrazione e’ tenuto a designarlo come
inventore o come autore l’Ufficio, lo annota sul registro e ne da’
notizia nel Bollettino Ufficiale.

Art. 120.
Giurisdizione e competenza
1. Le azioni in materia di proprieta’ industriale i cui titoli sono
concessi o in corso di concessione si propongono dinnanzi l’autorita’
giudiziaria dello Stato, qualunque sia la cittadinanza, il domicilio
e la residenza delle parti. Se l’azione di nullita’ e’ proposta
quando il titolo non e’ stato ancora concesso, la sentenza puo’
essere pronunciata solo dopo che l’Ufficio italiano brevetti e marchi
ha provveduto sulla domanda, esaminandola con precedenza rispetto a
domande presentate in data anteriore.
2. Le azioni previste al comma 1 si propongono davanti
all’autorita’ giudiziaria del luogo in cui il convenuto ha la
residenza o il domicilio e, se questi sono sconosciuti, del luogo in
cui il convenuto ha la dimora, salvo quanto previsto nel comma 3.
Quando il convenuto non ha residenza, ne’ domicilio ne’ dimora nel
territorio dello Stato, le azioni sono proposte davanti all’autorita’
giudiziaria del luogo in cui l’attore ha la residenza o il domicilio.
Qualora ne’ l’attore, ne’ il convenuto abbiano nel territorio dello
Stato residenza, domicilio o dimora e’ competente l’autorita’
giudiziaria di Roma.
3. L’indicazione di domicilio effettuata con la domanda di
registrazione o di brevettazione e annotata nel registro vale come
elezione di domicilio esclusivo, ai fini della determinazione della
competenza e di ogni notificazione di atti di procedimenti davanti ad
autorita’ giurisdizionali ordinarie o amministrative. Il domicilio
cosi’ eletto puo’ essere modificato soltanto con apposita istanza di
sostituzione da annotarsi sul registro a cura dell’Ufficio italiano
brevetti e marchi.
4. La competenza in materia di diritti di proprieta’ industriale
appartiene ai tribunali espressamente indicati a tale scopo dal
decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168.
5. Per tribunali dei marchi e dei disegni e modelli comunitari ai
sensi dell’articolo 91 del regolamento (CE) n. 40/94 e dell’articolo
80 del regolamento (CE) n. 2002/6 si intendono quelli di cui al comma 4.
6. Le azioni fondate su fatti che si assumono lesivi del diritto
dell’attore possono essere proposte anche dinanzi all’autorita’
giudiziaria dotata ci sezione specializzata nella cui circoscrizione
i fatti sono stati commessi.

Art. 121.
Ripartizione dell’onere della prova
1. L’onere di provare la nullita’ o la decadenza del titolo di
proprieta’ industriale incombe in ogni caso a chi impugna il titolo.
Salvo il disposto dell’articolo 67 l’onere di provare la
contraffazione incombe al titolare. La prova della decadenza del
marchio per non uso puo’ essere fornita con qualsiasi mezzo comprese
le presunzioni semplici.
2. Qualora una parte abbia fornito seri indizi della fondatezza
delle proprie domande ed abbia individuato documenti, elementi o
informazioni detenuti dalla controparte che confermino tali indizi,
essa puo’ ottenere che il giudice ne disponga l’esibizione oppure che
richieda le informazioni alla controparte. Puo’ ottenere altresi’ che
il giudice ordini di fornire gli elementi per l’identificazione dei
soggetti implicati nella produzione e distribuzione dei prodotti o
dei servizi che costituiscono violazione dei diritti di proprieta’
industriale.
3. Il giudice, nell’assumere i provvedimenti di cui sopra, adotta
le misure idonee a garantire la tutela delle informazioni riservate,
sentita la controparte.
4. Il giudice desume argomenti di prova dalle risposte che le parti
danno e di rifiuto ingiustificato di ottemperare agli ordini.
5. Nella materia di cui al presente codice il consulente tecnico
d’ufficio puo’ ricevere i documenti inerenti ai quesiti posti dal
giudice anche se non ancora prodotti in causa, rendendoli noti a
tutte le parti. Ciascuna parte puo’ nominare piu’ di un consulente.

Art. 122.
Legittimazione all’azione di nullita’ e di decadenza
1. Fatto salvo il disposto dell’articolo 188, comma 4, l’azione
diretta ad ottenere la dichiarazione di decadenza o di nullita’ di un
titolo di proprieta’ industriale puo’ essere esercitata da chiunque
vi abbia interesse e promossa d’ufficio dal pubblico ministero. In
deroga all’articolo 70 del codice di procedura civile, l’intervento
del pubblico ministero non e’ obbligatorio.
2 L’azione diretta ad ottenere la dichiarazione di nullita’ di un
marchio per la sussistenza di diritti anteriori oppure perche’ l’uso
del marchio costituirebbe violazione di un altrui diritto di autore,
di proprieta’ industriale o altro diritto esclusivo di terzi, oppure
perche’ il marchio costituisce violazione del diritto al nome oppure
al ritratto oppure perche’ la registrazione del marchio e’ stata
effettuata a nome del non avente diritto, puo’ essere esercitata
soltanto dal titolare dei diritti anteriori e dal suo avente causa o
dall’avente diritto.
3. L’azione diretta ad ottenere la dichiarazione di nullita’ di un
disegno o modello per la sussistenza dei diritti anteriori di cui
all’articolo 43, comma 1, lettera d) ed e), oppure perche’ la
registrazione e’ stata effettuata a nome del non avente diritto
oppure perche’ il disegno o modello costituisce utilizzazione
impropria di uno degli elementi elencati nell’articolo 6-ter della
Convenzione di Unione di Parigi per la protezione della proprieta’
industriale – testo di Stoccolma del 14 luglio 1967, ratificata con
legge 28 aprile 1976, n. 424, o di disegni, emblemi e stemmi che
rivestano un particolare interesse pubblico nello Stato, puo’ essere
rispettivamente esercitata soltanto dal titolare dei diritti
anteriori e dal suo avente causa o dall’avente diritto oppure da chi
abbia interesse all’utilizzazione.
4. L’azione di decadenza o di nullita’ di un titolo di proprieta’
industriale e’ esercitata in contraddittorio di tutti coloro che
risultano annotati nel registro quali aventi diritto.
5. Le sentenze che dichiarano la nullita’ o la decadenza di un
titolo di proprieta’ industriale sono annotate nel registro a cura
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi.
6. Una copia dell’atto introduttivo di ogni giudizio civile in
materia di diritti di proprieta’ industriale deve essere comunicata
all’Ufficio italiano brevetti e marchi, a cura di chi promuove il
giudizio.
7. Ove alla comunicazione anzidetta non si sia provveduto,
l’autorita’ giudiziaria, in qualunque grado del giudizio, prima di
decidere nel merito, dispone che tale comunicazione venga effettuata.
8. Il cancelliere deve trasmettere all’Ufficio italiano brevetti e
marchi copia di ogni sentenza in materia di diritti di proprieta’
industriale.

Art. 123.
Efficacia erga omnes
1. Le decadenze o le nullita’ anche parziali di un titolo di
proprieta’ industriale hanno efficacia nei confronti di tutti quando
siano dichiarate con sentenza passata in giudicato.

Art. 124.
Sanzioni civili
1. Con la sentenza che accerta la violazione di un diritto di
proprieta’ industriale puo’ essere disposta l’inibitoria della
fabbricazione, del commercio e dell’uso di quanto costituisce
violazione del diritto.
2. Pronunciando l’inibitoria, il giudice puo’ fissare una somma
dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata
e per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento.
3. Con la sentenza che accerta la violazione di un diritto di
proprieta’ industriale puo’ essere ordinata la distruzione di tutte
le cose costituenti la violazione. Non puo’ essere ordinata la
distruzione della cosa e l’avente diritto puo’ conseguire solo il
risarcimento dei danni, se la distruzione della cosa e’ di
pregiudizio all’economia nazionale. Nel caso della violazione di
diritti di marchio, la distruzione concerne il marchio ma puo’
comprendere le confezioni e, quando l’autorita’ giudiziaria lo
ritenga opportuno, anche i prodotti o i materiali inerenti alla
prestazione dei servizi, se cio’ sia necessario per eliminare gli
effetti della violazione del diritto.
4. Con la sentenza che accerta la violazione dei diritti di
proprieta’ industriale, puo’ essere ordinato che gli oggetti prodotti
importati o venduti in violazione del diritto e i mezzi specifici che
servono univocamente a produrli o ad attuare il metodo o processo
tutelato siano assegnati in proprieta’ al titolare del diritto
stesso, fermo restando il diritto al risarcimento del danno.
5. E’ altresi’ in facolta’ del giudice, su richiesta del
proprietario degli oggetti o dei mezzi di produzione di cui al comma
4, tenuto conto della residua durata del titolo di proprieta’
industriale o delle particolari circostanze del caso, ordinare il
sequestro, a spese dell’autore della violazione, fino all’estinzione
del titolo, degli oggetti e dei mezzi di produzione. In quest’ultimo
caso, il titolare del diritto di proprieta’ industriale puo’ chiedere
che gli oggetti sequestrati gli siano aggiudicati al prezzo che, in
mancanza di accordo tra le parti, verra’ stabilito dal giudice
dell’esecuzione, sentito, occorrendo, un perito.
6. Delle cose costituenti violazione del diritto di proprieta’
industriale non si puo’ disporre la rimozione o la distruzione, ne’
puo’ esserne interdetto l’uso quando appartengono a chi ne fa uso
personale o domestico.
7. Sulle contestazioni che sorgono nell’eseguire le misure
menzionate in questo articolo decide, con ordinanza non soggetta a
gravame, sentite le parti, assunte informazioni sommarie, il giudice
che ha emesso la sentenza recante le misure anzidette.

Art. 125.
Risarcimento del danno
1. Il risarcimento dovuto al danneggiato e’ liquidato secondo le
disposizioni degli articoli 1223, 1226 e 1227 del codice civile. Il
lucro cessante e’ valutato dal giudice anche tenendo conto degli
utili realizzati in violazione del diritto e dei compensi che
l’autore della violazione avrebbe dovuto pagare qualora avesse
ottenuto licenza dal titolare del diritto.
2. La sentenza che provvede sul risarcimento dei danni puo’ farne,
ad istanza di parte, la liquidazione in una somma globale stabilita
in base agli atti della causa e alle presunzioni che ne derivano.

Art. 126.
Pubblicazione della sentenza
1. L’autorita’ giudiziaria puo’ ordinare che l’ordinanza cautelare
o la sentenza che accerta la violazione dei diritti di proprieta’
industriale sia pubblicata integralmente o in sunto o nella sola
parte dispositiva, tenuto conto della gravita’ dei fatti, in uno o
piu’ giornali da essa indicati, a spese del soccombente.

Art. 127.
Sanzioni penali e amministrative
1. Salva l’applicazione degli articoli 473, 474 e 517 del codice
penale, chiunque fabbrica, vende, espone, adopera industrialmente,
introduce nello Stato oggetti in violazione di un titolo di
proprieta’ industriale valido ai sensi delle norme del presente
codice, e’ punito, a querela di parte, con la multa fino a 1.032,91
euro.
2. Chiunque appone, su un oggetto, parole o indicazioni non
corrispondenti al vero, tendenti a far credere che l’oggetto sia
protetto da brevetto, disegno o modello oppure topografia o a far
credere che il marchio che lo contraddistingue sia stato registrato,
e’ punito con la sanzione amministrativa da 51,65 euro a 516,46 euro.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, e’ punito con la sanzione
amministrativa fino a 2.065,83 euro, anche quando non vi sia danno al
terzo, chiunque faccia uso di un marchio registrato, dopo che la
relativa registrazione e’ stata dichiarata nulla, quando la causa di
nullita’ comporta la illiceita’ dell’uso del marchio, oppure sopprima
il marchio del produttore o del commerciante da cui abbia ricevuto i
prodotti o le merci a fini commerciali.

Art. 128.
Descrizione
1. Il titolare di un diritto industriale puo’ chiedere che sia
disposta la descrizione degli oggetti costituenti violazione di tale
diritto, nonche’ dei mezzi adibiti alla produzione dei medesimi e
degli elementi di prova concernenti la denunciata violazione e la sua
entita’.
2. L’istanza si propone con ricorso al Presidente della sezione
specializzata del tribunale competente per il giudizio di merito, ai
sensi dell’articolo 120.
3. Il Presidente della sezione specializzata fissa con decreto
l’udienza di comparizione e stabilisce il termine perentorio per la
notificazione del decreto.
4. Lo stesso giudice, sentite le parti e assunte, quando occorre,
sommarie informazioni, provvede con ordinanza non impugnabile e, se
dispone la descrizione, indica le misure necessarie da adottare per
garantire la tutela delle informazioni riservate e autorizza
l’eventuale prelevamento di campioni degli oggetti di cui al comma 1.
Quando la convocazione della controparte potrebbe pregiudicare
l’attuazione del provvedimento, provvede sull’istanza con decreto,
motivato, in deroga a quanto previsto al comma 3.
5. L’ordinanza di accoglimento, ove la domanda sia stata proposta
prima dell’inizio della causa di merito, deve fissare un termine
perentorio non superiore a trenta giorni per l’inizio del giudizio di
merito.
6. Il provvedimento perde di efficacia se non e’ eseguito nel
termine di cui all’articolo 675 del codice di procedura civile.
7. Si applica anche alla descrizione il disposto dell’articolo
669-undicies del codice di procedura civile.

Art. 129.
Sequestro
1. Il titolare di un diritto di proprieta’ industriale puo’
chiedere il sequestro di alcuni o di tutti gli oggetti costituenti
violazione di tale diritto, nonche’ dei mezzi adibiti alla produzione
dei medesimi e degli elementi di prova concernenti la denunciata
violazione. Sono adottate in quest’ultimo caso le misure idonee a
garantire la tutela delle informazioni riservate.
2. Il procedimento di sequestro e’ disciplinato dalle norme del
codice di procedura civile, concernenti i procedimenti cautelari.
3. Salve le esigenze della giustizia penale non possono essere
sequestrati, ma soltanto descritti, gli oggetti nei quali si ravvisi
la violazione di un diritto di proprieta’ industriale, finche’
figurino nel recinto di un esposizione, ufficiale o ufficialmente
riconosciuta, tenuta nel territorio dello Stato, o siano in transito
da o per la medesima.

Art. 130.
Disposizioni comuni
1. La descrizione e il sequestro vengono eseguiti a mezzo di
ufficiale giudiziario, con l’assistenza, ove occorra, di uno o piu’
periti ed anche con l’impiego di mezzi tecnici di accertamento,
fotografici o di altra natura.
2. Gli interessati possono essere autorizzati ad assistere alle
operazioni anche a mezzo di loro rappresentanti e ad essere assistiti
da tecnici di loro fiducia.
3. Decorso il termine dell’articolo 675 del codice di procedura
civile, possono essere completate le operazioni di descrizione e di
sequestro gia’ iniziate, ma non possono esserne iniziate altre
fondate sullo stesso provvedimento. Resta salva la facolta’ di
chiedere al giudice di disporre ulteriori provvedimenti di
descrizione o sequestro nel corso del procedimento di merito.
4. La descrizione e il sequestro possono concernere oggetti
appartenenti a soggetti anche non identificati nel ricorso, purche’
si tratti di oggetti prodotti, offerti, importati, esportati o messi
in commercio dalla parte nei cui confronti siano stati emessi i
suddetti provvedimenti e purche’ tali oggetti non siano adibiti ad
uso personale.
5. Il verbale delle operazioni di sequestro e di descrizione, con
il ricorso ed il provvedimento, deve essere notificato al terzo cui
appartengono gli oggetti sui quali descrizione o sequestro sono stati
eseguiti, entro quindici giorni dalla data di conclusione delle
operazioni stesse a pena di inefficacia.

Art. 131.
Inibitoria
1. Il titolare di un diritto di proprieta’ industriale puo’
chiedere che sia disposta l’inibitoria della fabbricazione, del
commercio e dell’uso di quanto costituisce violazione del diritto,
secondo le norme del codice di procedura civile concernenti i
procedimenti cautelari.
2. Pronunciando l’inibitoria, il giudice puo’ fissare una somma
dovuta per ogni violazione o inosservanza successivamente constatata
e per ogni ritardo nell’esecuzione del provvedimento.

Art. 132.
Anticipazione della tutela cautelare
1. I provvedimenti di cui agli articoli 128, 129 e 131 possono
essere concessi anche in corso di brevettazione o di registrazione,
purche’ la domanda sia stata resa accessibile al pubblico oppure nei
confronti delle persone a cui la domanda sia stata notificata.

Art. 133.
Tutela cautelare dei nomi a dominio
1. L’Autorita’ giudiziaria puo’ disporre, in via cautelare, oltre
all’inibitoria dell’uso del nome a dominio aziendale illegittimamente
registrato, anche il suo trasferimento provvisorio, subordinandolo,
se ritenuto opportuno, alla prestazione di idonea cauzione da parte
del beneficiario del provvedimento.

Art. 134.
Norme di procedura
1. Nei procedimenti giudiziari in materia di proprieta’ industriale
e di concorrenza sleale, con esclusione delle sole fattispecie che
non interferiscono neppure indirettamente con l’esercizio dei diritti
di proprieta’ industriale, nonche’ in materia di illeciti afferenti
all’esercizio di diritti di proprieta’ industriale ai sensi della
legge 10 ottobre 1990, n. 287, e degli articoli 81 e 82 del Trattato
UE, la cui cognizione e’ del giudice ordinario, ed in generale in
materie di competenza delle sezioni specializzate quivi comprese
quelle che presentano ragioni di connessione anche impropria si
applicano le norme dei capi I e IV del titolo II e quelle del titolo
III del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e, per quanto non
disciplinato dalle norme suddette, si applicano le disposizioni del
codice di procedura civile in quanto compatibili, salva in ogni caso
l’applicabilita’ dell’articolo 121, comma 5.
2. Negli arbitrati sulle materie di cui al comma 1 si applicano le
norme degli articoli 35 e 36 del titolo V del decreto legislativo
17 gennaio 2003, n. 5.
3. Tutte le controversie nelle materie di cui al comma 1, quivi
comprese quelle disciplinate dagli articoli 64 e 65 e dagli
articoli 98 e 99, sono devolute alla cognizione delle sezioni
specializzate previste dall’articolo 16 della legge 12 dicembre 2002,
n. 273, come integrato dall’articolo 120. Rientrano nella competenza
delle sezioni specializzate anche le controversie in materia di
indennita’ di espropriazione dei diritti di proprieta’ industriale,
di cui conosce il giudice ordinario.

Art. 135.
Commissione dei ricorsi
1. Contro i provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi
che respingono totalmente o parzialmente una domanda o istanza che
rifiutano la trascrizione oppure che impediscono il riconoscimento di
un diritto e negli alti casi previsti dal presente codice, e’ ammesso
ricorso entro il termine perentorio di sessanta giorni dalla data di
ricevimento della comunicazione del provvedimento alla Commissione
dei ricorsi.
2. La Commissione dei ricorsi, istituita con regio decreto 29
giugno 1939, n. 1127, e’ composta di un presidente, un presidente
aggiunto e di otto membri scelti fra i magistrati di grado non
inferiore a quello di consigliere d’appello, sentito il Consiglio
superiore della magistratura, o tra i professori di materie
giuridiche delle universita’ o degli istituti superiori dello Stato.
3. La Commissione si articola in due sezioni, presiedute dal
presidente e dal preidente aggiunto. Il presidente, il presidente
aggiunto ed i membri della Commissione sono nominati con decreto del
Ministro delle attivita’ produttive, durano in carica due anni.
L’incarico e’ rinnovabile.
4. Alla Commissione di cui al comma 2 possono essere aggregati
tecnici scelti dal presidente tra i professori delle universita’ e
degli istituti superiori e tra i consulenti in proprieta’
industriale, iscritti all’Ordine aventi una comprovata esperienza
come consulenti tecnici d’ufficio, per riferire su singole questioni
ad essa sottoposte. I tecnici aggregati non hanno voto deliberativo.
5. La scelta dei componenti la Commissione anzidetta, nonche’ dei
tecnici, puo’ cadere sia su funzionari in attivita’ di servizio, sia
su funzionari a riposo, ferme le categorie di funzionari entro le
quali la scelta deve essere effettuata.
6. La Commissione dei ricorsi e’ assistita da una segreteria i cui
componenti sono nominati con lo stesso decreto di costituzione della
Commissione, o con decreto a parte. I componenti della segreteria
debbono essere scelti fra i funzionari dell’Ufficio italiano brevetti
e marchi ed il trattamento economico e’ quello stabilito dalla
vigente normativa legislativa, regolamentare o contrattuale.
7. La Commissione dei ricorsi ha funzione consultiva del Ministero
delle attivita’ produttive nella materia della proprieta’
industriale. Tale funzione viene esercitata su richiesta del
Ministero delle attivita’ produttive. Le sedute della Commissione in
sede consultiva non sono valide se non sia presente la maggioranza
assoluta dei suoi membri aventi voto deliberativo.
8. I compensi per i componenti la Commissione, i componenti la
segreteria della Commissione ed i tecnici aggregati alla Commissione,
sono determinati con decreto del Ministro delle attivita’ produttive,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Art. 136.
Procedura avanti la Commissione dei Ricorsi
1. Il ricorso deve essere notificato tanto all’Ufficio italiano
brevetti e marchi quanto ai controinteressati ai quali l’atto
direttamente si riferisce entro il termine di sessanta giorni da
quello in cui l’interessato ne abbia ricevuto la comunicazione, o ne
abbia avuto conoscenza, o, per gli atti di cui non sia richiesta la
comunicazione individuale, dal giorno in cui sia scaduto il termine
della pubblicazione, se questa sia prevista da disposizioni di legge
o di regolamento, salvo l’obbligo di integrare con le ulteriori
notifiche agli altri controinteressati, che siano ordinate dalla
Commissione dei ricorsi. Il ricorso, con la prova delle avvenute
notifiche, con copia del provvedimento impugnato ove in possesso del
ricorrente e con i documenti di cui il ricorrerte intenda avvalersi
in giudizio, deve essere depositato, entro il termine di trenta
giorni dall’ultima notifica, presso gli uffici di cui
all’articolo 147 o inviato direttamente, per raccomandata postale,
alla segreteria della Commissione dei ricorsi, presso l’Ufficio
italiano brevetti e marchi.
2. Insieme al ricorso, deve presentarsi la prova del pagamento del
contributo unificato di cui all’articolo 9 del decreto del Presidente
della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.
3. All’originale del ricorso devono essere unite tante copie in
carta libera quanti sono i componenti della Commissione e le
controparti, salva, tuttavia, la facolta’ del Presidente della
Commissione di richiedere agli interessati un numero maggiore di copie.
4. La mancata produzione della copia del provvedimento impugnato e
della documentazione a sostegno del ricorso non implica decadenza.
L’Ufficio italiano brevetti e marchi, entro trenta giorni dalla
scadenza del termine cli deposito del ricorso, deve produrre,
mediante inserimento in apposito fascicolo tenuto dalla segreteria
della Commissione, l’eventuale provvedimento impugnato nonche’ gli
atti ed i documenti in base ai quali l’atto e’ stato emanato, quelli
in esso citati, e quelli che l’ufficio ritiene utili al giudizio.
5. Il Presidente della Commissione assegna il ricorso alla sezione
competente. Il Presidente o il Presidente aggiunto nomina un relatore
tra i componenti assegnati alla sezione e, ove si tratti di questioni
di natura tecnica, puo’ nominare anche uno o piu’ relatori aggiunti,
scelti tra i tecnici aggregati.
6. Il Presidente, o il relatore da lui delegato, fissa i termini,
non superiori in ogni caso a sessanta giorni, per la presentazione
delle memorie e delle repliche delle controparti e per il deposito
dei relativi documenti.
7. Scaduti i termini di cui al comma 6, la Commissione puo’
disporre i mezzi istruttori che ritiene opportuni, stabilendo le
modalita’ della loro assunzione. Il Presidente, o il relatore da lui
delegato, durante il corso dell’istruttoria, puo’ sentire le parti
per eventuali chiarimenti. Ove i mezzi istruttori non siano
necessari, o, comunque, dopo l’espletamento di essi, il Presidente
fissa la data per la discussione dinanzi alla Commissione.
8. Le sezioni della Commissione, quando decidono sui ricorsi,
giudicano con l’intervento di un Presidente e di due membri aventi
voto deliberativo.
9. La Commissione ha facolta’ di chiedere all’Ufficio italiano
brevetti e marchi chiarimenti e documenti.
10. Il ricorrente, o il suo mandatario se vi sia, che ne faccia
domanda in tempo utile e comunque almeno due giorni prima della
discussione ha diritto di essere ammesso ad esporre oralmente le sue
ragioni. Il ricorrente puo’ stare in giudizio personalmente o puo’
farsi assistere da un legale ed anche da un tecnico. L’Ufficio puo’
costituirsi in giudizio come Amministrazione resistente con un
proprio funzionario. Aperta la seduta, il relatore riferisce sul
ricorso. Successivamente le parti, od i loro incaricati, espongono le
loro ragioni e, nel caso di richiesta dei membri della Commissione,
il direttore dell’Ufficio italiano brevetti e marchi o il funzionario
dello stesso ufficio, da lui designato a rappresentarlo, fornisce le
notizie ed i documenti richiesti.
11. Ogni interessato, prima della chiusura della discussione del
ricorso, puo’ presentare alla Commissione memorie esplicative. Se,
durante la discussione, emergono fatti nuovi influenti sulla
decisione essi devono essere contestati alle parti.
12. La Commissione ha sempre facolta’ di disporre i mezzi
istruttori che creda opportuni ed ha altresi’ facolta’, in ogni caso,
di ordinare il differimento della decisione, o anche della
discussione, ad altra seduta.
13. La Commissione decide dopo che le parti si sono allontanate.
14. La Commissione dei ricorsi, ove ritenga irricevibile o
inammissibile il ricorso, lo dichiara con sentenza; se riconosce che
il ricorso e’ infondato, lo rigetta con sentenza; se accoglie il
ricorso annulla l’atto in tutto o in parte.
15. Il relatore, od un altro membro della Commissione, e’
incaricato di redigere la sentenza esponendo i motivi della
decisione.
16. La sentenza e’ notificata, per raccomandata postale, a cura
della segreteria della Commissione, all’interessato od al suo
mandatario, se nominato, ed e’ pubblicata nel Bollettino ufficiale,
nella sola parte dispositiva, salva la facolta’ della Commissione di
disporre che le sentenze vengano pubblicate integralmente nel detto
bollettino quando riguardino questioni di massima e quando la
pubblicazione non possa recare pregiudizio.
17. Se il ricorrente, allegando un pregiudizio grave ed
irreparabile derivante dall’esecuzione dell’atto impugnato, ovvero
dal comportamento inerte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi,
durante il tempo necessario a giungere ad una decisione sul ricorso,
chiede l’emanazione di misure cautelari che appaiono, secondo le
circostanze, piu’ idonee ad assicurare interinalmente gli effetti
della decisione sul ricorso, la Commissione dei ricorsi si pronuncia
sull’istanza con ordinanza emessa in Camera di Consiglio. Prima della
trattazione della domanda cautelare, in caso di estrema gravita’ e
urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data
della Camera di Consiglio, il ricorrente puo’, contestualmente alla
domanda cautelare o con separata istanza notificata alle controparti,
chiedere al Presidente della Commissione dei ricorsi, o alla sezione
cui il ricorso e’ assegnato, di disporre misure cautelari
provvisorie. Il Presidente provvede con decreto motivato, anche in
assenza di contraddittorio. Il decreto e’ efficace sino alla
pronuncia del Collegio, a cui l’istanza cautelare e’ sottoposta nella
prima Camera di Consiglio utile. In sede di decisione della domanda
cautelare, la Commissione dei ricorsi, accertata la completezza del
contraddittorio e dell’istruttoria e dove ne ricorrono i presupposti,
sentite sul punto le parti costituite, puo’ definire il giudizio nel
merito a norma dei precedenti commi.
18. La domanda di revoca o modificazione delle misure cautelari
concesse e la riproposizione della domanda cautelare respinta sono
ammissibili solo se motivate con riferimento a fatti sopravvenuti.
19. Nel caso in cui l’amministrazione non abbia prestato
ottemperanza alle misure cautelari concesse, o vi abbia adempiuto
solo parzialmente, la parte interessata puo’, con istanza motivata e
notificata alle altre parti, chiedere alla Commissione dei ricorsi le
opportune disposizioni attuative. La Commissione dei ricorsi esercita
i poteri inerenti al giudizio di ottemperanza al giudicato, di cui
all’articolo 27, primo comma, n. 4), del testo unico delle leggi sul
Consiglio di Stato, approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n.
1054, e successive modificazioni, e dispone l’esecuzione
dell’ordinanza cautelare indicandone le modalita’ e, ove occorra, il
soggetto che deve provvedere.

Art. 137.
Esecuzione forzata e sequestro dei titoli di proprieta’ industriale
1. I diritti patrimoniali di proprieta’ industriale possono formare
oggetto di esecuzione forzata.
2. All’esecuzione si applicano le norme stabilite dal codice di
procedura civile per l’esecuzione sui beni mobili.
3. Il pignoramento del titolo di proprieta’ industriale si esegue
con atto notificato al debitore, a mezzo di ufficiale giudiziario.
L’atto deve contenere:
a) la dichiarazione di pignoramento del titolo di proprieta’
industriale, previa menzione degli elementi atti ad identificarlo;
b) la data del titolo e della sua spedizione in forma esecutiva;
c) la somma per cui si procede all’esecuzione;
d) il cognome, nome e domicilio, o residenza, del creditore e del
debitore;
e) il cognome e nome dell’ufficiale giudiziario.
4. Il debitore, dalla data della notificazione, assume gli obblighi
del sequestratario giudiziale del titolo di proprieta’ industriale,
anche per quanto riguarda gli eventuali frutti. I frutti, maturati
dopo la data della notificazione, derivanti dalla concessione d’uso
del diritto di proprieta’ industriale, si cumulano con il ricavato
della vendita, ai fini della successiva attribuzione.
5. Si osservano, nei riguardi della notificazione dell’atto di
pignoramento, le norme contenute nel codice di procedura civile per
la notificazione delle citazioni. Se colui al quale l’atto di
pignoramento deve essere notificato non abbia domicilio o residenza
nello Stato, ne’ abbia in questo eletto domicilio, la notificazione
e’ eseguita presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. In
quest’ultimo caso, copia dell’atto e’ affissa nell’Albo dell’Ufficio
ed inserita nel Bollettino ufficiale.
6. L’atto di pignoramento del diritto di proprieta’ industriale
deve essere trascritto, a pena di inefficacia, entro otto giorni
dalla notifica. Avvenuta la trascrizione dell’atto di pignoramento
del diritto di proprieta’ industriale, e finche’ il pignoramento
stesso spiega effetto, i pignoramenti successivamente trascritti
valgono come opposizione sul prezzo di vendita, quando siano
notificati al creditore procedente.
7. La vendita e l’aggiudicazione dei diritti di proprieta’
industriale pignorati sono fatte con le corrispondenti norme
stabilite dal codice di procedura civile in quanto applicabili, salve
le disposizioni particolari del presente codice.
8. La vendita del diritto di proprieta’ industriale non puo’ farsi
se non siano trascorsi almeno trenta giorni dal pignoramento. Un
termine di venti giorni deve decorrere, per la vendita, dal decreto
di fissazione del giorno della vendita stessa. Il giudice, per la
vendita e l’aggiudicazione dei diritti di proprieta’ industriale,
dispone le forme speciali che ritiene opportune nei singoli casi,
provvedendo altresi’ per l’annunzio della vendita al pubblico, anche
in deroga alle norme del codice di procedura civile. All’uopo il
giudice puo’ stabilire che l’annunzio sia affisso nei locali della
Camera di commercio ed in quelli dell’Ufficio italiano brevetti e
marchi e pubblicato nel Bollettino dei diritti di proprieta’
industriale.
9. Il verbale di aggiudicazione deve contenere gli estremi del
diritto di proprieta’ industriale giuste le risultanze dei relativi
titoli.
10. Il creditore istante, nell’esecuzione forzata sui diritti di
proprieta’ industriale, deve notificare almeno dieci giorni prima
della vendita, ai creditori titolari dei diritti di garanzia,
trascritti, l’atto di pignoramento e il decreto di fissazione del
giorno della vendita. Questi ultimi creditori devono depositare,
nella cancelleria dell’autorita’ giudiziaria competente, le loro
domande di collocazione con i documenti giustificativi entro quindici
giorni dalla vendita. Chiunque vi abbia interesse puo’ esaminare
dette domande e i documenti.
11. Trascorso il termine di quindici giorni, previsto nel comma 8,
il giudice, su istanza di una delle parti, fissa l’udienza nella
quale proporra’ lo stato di graduazione e di ripartizione del prezzo
ricavato dalla vendita e dagli eventuali frutti. Il giudice,
nell’udienza, accertata l’osservanza delle disposizioni del comma 8,
ove le parti non si siano accordate sulla distribuzione del ricavato
dei frutti, procede alla graduazione fra i creditori ed alla
destribuzione di tale ricavato dei frutti stessi, secondo le relative
norme stabilite nel codice di procedura civile per l’esecuzione
mobiliare. I crediti con mora, eventuali o condizionati, diventano
esigibili secondo le norme del codice civile.
12. L’aggiudicatario del diritto di proprieta’ industriale ha
diritto di ottenere che siano cancellate le trascrizioni dei diritti
di garanzia sul titolo corrispondente, depositando, presso l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, copia del verbale di aggiudicazione e
attestato del cancelliere dell’avvenuto versamento del prezzo di
aggiudicazione, osservate le norme per la cancellazione delle
trascrizioni.
13. I diritti di proprieta’ industriale, ancorche’ in corso di
concessione o di registrazione, possono essere oggetto di sequestro.
Alla procedura del sequestro si applicano le disposizioni in materia
di esecuzione forzata stabilite dal presente articolo ed altresi’
quelle sul sequestro, stabilite dal codice di procedura civile.
14. Le controversie in materia di esecuzione forzata e di sequestro
dei diritti di proprieta’ industriale si propongono davanti
all’autorita’ giudiziaria dello Stato competente a norma
dell’articolo 120.

Art. 138.
Trascrizione
1. Debbono essere resi pubblici mediante trascrizione presso
l’Ufficio italiano brevetti e marchi:
a) gli atti fra vivi, a titolo oneroso o gratuito, che
trasferiscono in tutto o in parte, i diritti su titoli di proprieta’
industriale;
b) gli atti fra vivi, a titolo oneroso o gratuito, che
costituiscono, modificano o trasferiscono diritti personali o reali
di godimento privilegi speciali o diritti di garanzia, costituiti ai
sensi dell’articolo 140 concernenti i titoli anzidetti;
c) gli atti di divisione, di societa’, di transazione, di
rinuncia, relativi ai diritti enunciati nelle lettere a) e b);
d) il verbale di pignoramento;
e) il verbale di aggiudicazione in seguito a vendita forzata;
f) il verbale di sospensione della vendita di parte dei diritti
di proprieta’ industriale pignorati per essere restituiti al
debitore, a norma del codice di procedura civile;
g) i decreti di espropriazione per causa di pubblica utilita’;
h) le sentenze che dichiarano l’esistenza degli atti indicati
nelle lettere a), b) e c), quando tali atti non siano stati
precedentemente trascritti. Le sentenze che pronunciano la nullita’,
l’annullamento, la risoluzione, la rescissione, la revocazione di un
atto trascritto devono essere annotate in margine alla trascrizione
dell’atto al quale si riferiscono. Possono inoltre essere trascritte
le domande giudiziali dirette ad ottenere le sentenze di cui al
presente articolo. In tale caso gli effetti della trascrizione della
sentenza risalgono alla data della trascrizione della domanda
giudiziale;
i) i testamenti e gli atti che provano l’avvenuta successione
legittima e le sentenze relative;
l) le sentenze di rivendicazione di diritti di proprieta’
industriale e le relative domande giudiziali;
m) le sentenze che dispongono la conversione di titoli di
proprieta’ industriale nulli e le relative domande giudiziali;
n) le domande giudiziali dirette ad ottenere le sentenze di cui
al presente articolo. In tal caso gli effetti della trascrizione
della sentenza risalgono alla data della trascrizione della domanda
giudiziale.
2. La trascrizione e’ soggetta al pagamento del diritto prescritto.
3. Per ottenere la trascrizione, il richiedente deve presentare
apposita nota di trascrizione, sotto forma di domanda, allegando
copia autentica dell’atto pubblico ovvero l’originale o la copia
autentica della scrittura privata autenticata ovvero qualsiasi altra
documentazione prevista dall’articolo 195.
4. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, esaminata la regolarita’
formale degli atti, procede, senza ritardo, alla trascrizione con la
data di presentazione della domanda.
5. L’ordine delle trascrizioni e’ determinato dall’ordine di
presentazione delle domande.
6. Le omissioni o le inesattezze che non inducano incertezza
assoluta sull’atto che si intende trascrivere o sul titolo di
proprieta’ industriale a cui l’atto si riferisce non comportano
l’invalidita’ della trascrizione.

Art. 139.
Effetti della trascrizione
1. Gli atti e le sentenze, tranne i testamenti e gli altri atti e
sentenze indicati alle lettere d), i) ed l) dell’articolo 138,
finche’ non siano trascritti, non hanno effetto di fronte ai terzi
che a qualunque titolo hanno acquistato e legalmente conservato
diritti sul titolo di proprieta’ industriale.
2. Nel conflitto di piu’ acquirenti dello stesso diritto di
proprieta’ industriale dal medesimo titolare, e’ preferito chi ha
trascritto per primo il suo titolo di acquisto.
3. La trascrizione del verbale di pignoramento, finche’ dura la sua
efficacia, sospende gli effetti delle trascrizioni ulteriori degli
atti e delle sentenze anzidetti. Gli effetti di tali trascrizioni
vengono meno dopo la trascrizione del verbale di aggiudicazione,
purche’ avvenga entro tre mesi dalla data della aggiudicazione
stessa.
4. I testamenti e gli atti che provano l’avvenuta legittima
successione e le sentenze relative sono trascritti solo per stabilire
la continuita’ dei trasferimenti.
5. Sono opponibili ai terzi gli atti che trasferiscono, in tutto o
in parte, ovvero modificano i diritti inerenti ad una domanda o ad un
brevetto europeo, a condizione che siano stati trascritti nel
Registro italiano dei brevetti europei.

Art. 140.
Diritti di garanzia
1. I diritti di garanzia sui titoli di proprieta’ industriale
devono essere costituiti per crediti di denaro.
2. Nel concorso di piu’ diritti di garanzia, il grado e’
determinato dall’ordine delle trascrizioni.
3. La cancellazione delle trascrizioni dei diritti di garanzia e’
eseguita in seguito alla produzione dell’atto di consenso del
creditore con sottoscrizione autenticata ovvero quando la
cancellazione sia ordinata con sentenza passata in giudicato ovvero
in seguito al soddisfacimento dei diritti assistiti da garanzia a
seguito di esecuzione forzata.
4. Per la cancellazione e’ dovuto lo stesso diritto prescritto per
la trascrizione.

Art. 141.
Espropriazione
1. Con esclusione dei diritti sui marchi, i diritti di proprieta’
industriale, ancorche’ in corso di registrazione o di brevettazione,
possono essere espropriati dallo Stato nell’interesse della difesa
militare del Paese o per altre ragioni di pubblica utilita’.
2. L’espropriazione puo’ essere limitata al diritto di uso per i
bisogni dello Stato, fatte salve le previsioni in materia di licenze
obbligatorie in quanto compatibili.
3. Con l’espropriazione anzidetta, quando sia effettuata
nell’interesse della difesa militare del Paese e riguardi titoli di
proprieta’ industriale di titolari italiani, e’ trasferito
all’amministrazione espropriante anche il diritto di chiedere titoli
di proprieta’ industriale all’estero.

Art. 142.
Decreto di espropriazione
1. L’espropriazione viene disposta per decreto del Presidente della
Repubblica, su proposta del Ministro competente, di concerto con i
Ministri delle attivita’ produttive e dell’economia e delle finanze,
sentito il Consiglio dei ministri, se il provvedimento interessa la
difesa militare del Paese o, negli altri casi, la Commissione dei
ricorsi.
2. Il decreto di espropriazione nell’interesse della difesa
militare del Paese, quando viene emanato prima della stampa
dell’attestato di brevettazione o di registrazione, puo’ contenere
l’obbligo e stabilire la durata del segreto sull’oggetto del titolo
di proprieta’ industriale.
3. La violazione del segreto e’ punita ai sensi dell’articolo 262
del codice penale.
4. Nel decreto di espropriazione e’ fissata l’indennita’ spettante
al titolare del diritto di proprieta’ industriale, determinata sulla
base del valore di mercato dell’invenzione, sentita la Commissione
dei ricorsi.
5. Contro i decreti di espropriazione per causa di pubblica
utilita’ e’ ammesso il ricorso al Tribunale amministrativo regionale
competente per territorio il quale provvede con giurisdizione
esclusiva e con applicazione del rito speciale di cui all’articolo
23-bis, legge 6 dicembre 1971, n. 1034.

Art. 143.
Indennita’ di espropriazione
1. Ove il titolare del diritto espropriato non accetti l’indennita’
fissata ai sensi dell’articolo 142 ed in mancanza di accordo fra il
titolare e l’amministrazione procedente, l’indennita’ e’ determinata
da un collegio di arbitratori.
2. All’inventore o all’autore, il quale provi di avere perduto il
diritto di priorita’ all’estero per il ritardo della decisione
negativa del Ministero in merito all’espropriazione, e’ concesso un
equo indennizzo, osservate le norme relative all’indennita’ di
espropriazione.
3. I decreti di espropriazione devono essere annotati nel Registro
dei titoli di proprieta’ industriale a cura dell’Ufficio italiano
brevetti e marchi.

Sezione II
Misure contro la pirateria

Art. 144.
Atti di pirateria
1. Agli effetti delle norme contenute nella presente sezione sono
atti di pirateria le contraffazioni e le usurpazioni di altrui
diritti di proprieta’ industriale, realizzate dolosamente in modo
sistematico.

Art. 145.
Comitato Nazionale Anti contraffazione
1. Presso il Ministero delle attivita’ produttive e’ costituito il
Comitato Nazionale Anticontraffazione con funzioni di monitoraggio
dei fenomeni in materia di violazione dei diritti di proprieta’
industriale, nonche’ di proprieta’ intellettuale limitatamente ai
disegni e modelli, di coordinamento e di studio delle misure volte ad
contrastarli, nonche’ di assistenza alle imprese per la tutela contro
le pratiche commerciali sleali.
2. Le modalita’ di composizione e di funzionamento del Comitato di
cui al comma 1 sono definite con decreto del Ministro delle attivita’
produttive, di concerto con i Ministri dell’economia e delle finanze,
degli affari esteri, delle politiche agricole e forestali,
dell’interno, della giustizia e per i beni e le attivita’ culturali,
in modo da garantire la rappresentanza degli interessi pubblici e
privati.
3. Il funzionamento del Comitato di cui al comma 1 non comporta
oneri per la finanza pubblica.

Art. 146.
Interventi contro la pirateria
1. Qualora ne abbia notizia, il Ministero delle attivita’
produttive segnala alla Procura della Repubblica, competente per
territorio, per le iniziative di sua competenza, i casi di pirateria.
2. Fatta salva la repressione dei reati e l’applicazione della
normativa nazionale e comunitaria vigente in materia, di competenza
dell’autorita’ doganale, il Ministero delle attivita’ produttive, per
il tramite del Prefetto della provincia interessata e i sindaci,
limitatamente al territorio comunale, possono disporre anche
d’ufficio, il sequestro amministrativo della merce contraffatta e,
decorsi tre mesi, previa autorizzazione dell’autorita’ giudiziaria di
cui al comma 3, procedere alla sua distruzione, a spese del
contravventore. E’ fatta salva la facolta’ di conservare i campioni
da utilizzare a fini giudiziari.
3. Competente ad autorizzare la distruzione e’ il presidente della
sezione specializzata di cui all’articolo 120, nel cui territorio e’
compiuto l’atto di pirateria, su richiesta dell’amministrazione
statale o comunale che ha disposto il sequestro.
4. L’opposizione avverso il provvedimento di distruzione di cui al
comma 2 e’ proposta nelle forme di cui agli articoli 22 e 23 della
legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni. Il
termine per ricorrere decorre dalla data di notificazione del
provvedimento o da quella della sua pubblicazione, per estratto,
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Capo IV
ACQUISTO E MANTENIMENTO DEI DIRITTI DI PROPRIETA’ INDUSTRIALE E RELATIVE PROCEDURE

Sezione I
Domande in generale

Art. 147.
Deposito delle domande e delle istanze
1. Tutte le domande, le istanze, gli atti, i documenti e i ricorsi
notificati menzionati nel presente codice sono depositati, presso
l’Ufficio italiano brevetti e marchi, presso le Camere di commercio,
industria e artigianato e presso gli uffici o enti pubblici
determinati con decreto del Ministro delle attivita’ produttive. Con
decreto dello stesso Ministro sono determinate le modalita’ di
deposito, quivi comprese quelle da attuare mediante ricorso ad altri
mezzi di comunicazione. Gli uffici o enti anzidetti, all’atto del
ricevimento rilasciano l’attestazione dell’avvenuto deposito ed entro
i successivi dieci giorni trasmettono all’Ufficio italiano brevetti e
marchi, delle forme indicate nel decreto, gli atti depositati e la
relativa attestazione.
2. Gli uffici o enti abilitati a ricevere i depositi sono tenuti ad
adottare le misure necessarie per assicurare l’osservanza del segreto
d’ufficio.
3. Non possono, ne’ direttamente, ne’ per interposta persona,
chiedere brevetti per invenzioni industriali o divenire cessionari
gli impiegati addetti all’Ufficio italiano brevetti e marchi, se non
dopo due anni da quando abbiano cessato di appartenere al loro
ufficio.

Art. 148.
Ricevibilita’ ed integrazione delle domande
1. Le domande di brevetto e di registrazione di cui all’articolo
147, comma 1, non sono ricevibili se il richiedente non e’
identificabile o non e’ raggiungibile e, nel caso dei marchi, anche
quando la domanda non contiene la riproduzione del marchio o l’elenco
dei prodotti ovvero dei servizi. L’irricevitilita’, salvo quanto
stabilito nel comma 3, e’ dichiarata dall’Ufficio italiano brevetti e
marchi.
2 L’Ufficio italiano brevetti e marchi invita il richiedente a fare
le necessarie integrazioni, soggette ad un diritto di mora in caso di
pagamento tardivo, entro il termine di due mesi dalla data della
comunicazione se constata che:
a) alla domanda di invenzioni industriali e modelli di utilita’
non e’ allegato un documento che possa essere assimilato ad una
descrizione ovvero manchi parte della descrizione o un disegno in
essa richiamato ovvero la domanda contiene, in sostituzione della
descrizione, il riferimento ad una domanda anteriore di cui non sono
forniti il numero, la data di deposito, lo stato in cui e’ avvenuto
il deposito ed i dati identificativi del richiedente;
b) alla domanda di varieta’ vegetale non e’ allegato almeno un
esemplare della descrizione con almeno un esemplare delle fotografie
in essa richiamate;
c) alla domanda di modelli e disegni non e’ allegata la
riproduzione grafica o fotografica;
d) alla domanda di topografie non e’ allegato un documento che ne
consenta l’identificazione;
e) non sono consegnati i documenti comprovanti il pagamento dei
diritti prescritti entro il termine di cui all’articolo 226.
3. Se il richiedente ottempera all’invito dell’ufficio entro il
termine di cui al comma 2 o provvede spontaneamente alla relativa
integrazione, l’Ufficio riconosce quale data del deposito, da valere
a tutti gli effetti, quella di ricevimento della integrazione
richiesta e ne da’ comunicazione al richiedente. Se il richiedente
non ottempera all’invito dell’ufficio entro il termine di cui al
comma 2, salvo il caso in cui, entro tale termine, abbia fatto
espressa rinuncia alla parte della descrizione o disegno mancanti di
cui al comma 2, lettera a), l’Ufficio dichiara l’irricevibilita’
della domanda ai sensi del comma 1.
4. Se il richiedente provvede spontaneamente all’integrazione di
cui al comma 2, l’Ufficio riconosce quale data del deposito, da
valere a tutti gli effetti, quella di ricevimento dell’integrazione e
ne da’ comunicazione al richiedente.
5. Tutte le domande, le istanze ed i ricorsi di cui all’articolo
147, con gli atti allegati, devono essere redatti in lingua italiana.
Degli atti in lingua diversa dall’italiana, deve essere fornita la
traduzione in lingua italiana. Se la descrizione e’ presentata in
lingua diversa da quella italiana, la traduzione in lingua italiana
deve essere depositata entro il termine fissato dall’Ufficio.

Art. 149.
Deposito delle domande di brevetto europeo
1. Le domande di brevetto europeo possono essere depositate presso
l’Ufficio italiano brevetti e marchi secondo le modalita’ previste
dal regolamento di attuazione.
2. Si applicano le disposizioni dell’articolo 198, commi 1 e 2. Ai
fini dell’applicazione di tali disposizioni, la domanda deve essere
corredata da una copia delle descrizioni e delle rivendicazioni
redatte in lingua italiana, nonche’ degli eventuali disegni.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi informa immediatamente
l’Ufficio europeo dei brevetti dell’avvenuto deposito della domanda.

Art. 150.
Trasmissione della domanda di brevetto europeo
1. Le domande di brevetto europeo il cui oggetto, ad avviso del
servizio militare brevetti del Ministero della difesa, e’
manifestamente non suscettibile di essere vincolato al segreto per
motivi di difesa militare, sono trasmesse, a cura dell’Ufficio
italiano brevetti e marchi, all’Ufficio europeo dei brevetti nel piu’
breve termine possibile e, comunque, entro sei settimane dalla data
del loro deposito.
2. Nel caso in cui le domande di brevetto europeo si considerano
ritirate a norma dell’articolo 77, paragrafo 5, della Convenzione sul
brevetto europeo, il richiedente, entro tre mesi dalla data di
ricezione della comunicazione, ha facolta’ di chiedere la
trasformazione della domanda in domanda di brevetto italiano per
invenzione industriale.
3. Fatte salve le disposizioni a tutela del segreto sulle
invenzioni interessanti la difesa militare del Paese, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi qualora non siano ancora trascorsi venti
mesi dalla data di deposito o di priorita’, trasmette copia della
richiesta di trasformazione di cui al comma 2 ai servizi centrali
degli altri Stati indicati nella richiesta medesima, allegando una
copia della domanda di brevetto europeo prodotta dall’istante.

Art. 151.
Deposito della domanda internazionale
1. Le persone fisiche e giuridiche italiane e quelle che abbiano il
domicilio o la sede in Italia possono depositare le domande
internazionali per la protezione delle invenzioni presso l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, il quale agisce in qualita’ di ufficio
ricevente ai sensi dell’articolo 10 del Trattato di cooperazione in
materia di brevetti del 19 giugno 1970, ratificato con legge
26 maggio 1978, n. 260.
2. La domanda puo’ essere presentata presso l’Ufficio italiano
brevetti e marchi secondo quanto previsto dal regolamento di
attuazione; la data di deposito della domanda viene determinata a
norma dell’articolo 11 del Trattato di cooperazione in materia di
brevetti.
3. La domanda internazionale puo’ essere depositata anche presso
l’Ufficio europeo dei brevetti, nella sua qualita’ di ufficio
ricevente, ai sensi dell’articolo 151 della Convenzione sul brevetto
europeo del 5 ottobre 1973, ratificata con legge 26 maggio 1978, n.
260, e presso l’Organizzazione mondiale della proprieta’
intellettuale di Ginevra quale ufficio ricevente, osservate le
disposizioni dell’articolo 198, commi 1 e 2.

Art. 152.
Requisiti della domanda internazionale
1. La domanda internazionale deve essere conforme alle disposizioni
del Trattato di cooperazione in materia di brevetti del 19 giugno
1970, ratificato con legge 26 maggio 1978, n. 260, e del suo
regolamento di esecuzione.
2. Ai soli fini dell’applicazione dell’articolo 198, commi 1 e 2,
la domanda deve essere corredata da una copia della descrizione e
delle rivendicazioni in lingua italiana, nonche’ degli eventuali
disegni.
3. La domanda internazionale e ciascuno dei documenti allegati, ad
eccezione di quelli comprovanti il pagamento delle tasse, devono
essere depositati in un originale e due copie. Le copie mancanti sono
approntate dall’Ufficio italiano brevetti e marchi a spese del
richiedente.

Art. 153.
Segretezza della domanda internazionale
1. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, salvo consenso del
richiedente, rende accessibile al pubblico la domanda solo dopo che
abbia avuto luogo la pubblicazione internazionale o sia pervenuta
all’ufficio designato la comunicazione di cui all’articolo 20 del
Trattato di cooperazione in materia di brevetti del 19 giugno 1970,
ratificato con legge 26 maggio 1978, n. 260, o la copia di cui
all’articolo 22 del medesimo Trattato o, comunque, decorsi venti mesi
dalla data di priorita’.
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ dare comunicazione di
essere stato designato, rivelando unicamente il nome del richiedente,
il titolo dell’invenzione, la data del deposito e il numero della
domanda internazionale.

Art. 154.
Trasmissione della domanda internazionale
1. L’Ufficio italiano brevetti e marchi trasmette all’Ufficio
internazionale e all’amministrazione che viene incaricata della
ricerca la domanda internazionale entro i termini previsti dalle
regole 22 e 23 del regolamento di esecuzione del Trattato di
cooperazione in materia di brevetti.
2. Se quindici giorni prima della data di scadenza del termine per
la trasmissione dell’esemplare originale della domanda
internazionale, fissato dalla regola 22 del regolamento di esecuzione
del Trattato di cooperazione in materia di brevetti, e’ pervenuta dal
Ministero della difesa l’imposizione del vincolo del segreto,
l’Ufficio ne da’ comunicazione al richiedente, diffidandolo ad
osservare l’obbligo del segreto.
3. Entro novanta giorni dalla data di comunicazione di cui al comma
2, puo’ essere chiesta la trasformazione della domanda internazionale
in una domanda nazionale che assume la stessa data di quella
internazionale; se la trasformazione non viene richiesta, la domanda
si intende ritirata.

Art. 155.
Deposito di domande internazionali di disegni e modelli
1. Le persone fisiche e giuridiche italiane o quelle che abbiano il
domicilio o una effettiva organizzazione in Italia possono depositare
le domande internazionali per la protezione dei disegni o modelli
direttamente prezzo l’Ufficio internazionale oppure presso l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, ai sensi dell’articolo 4, comma 1,
dell’Accordo dell’Aja relativo al deposito internazionale dei disegni
o modelli industriali del 6 novembre 1925, e successive revisioni,
ratificato con legge 24 ottobre 1980, n. 744, e di seguito chiamato:
Accordo.
2. La domanda presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’
anche essere inviata in plico raccomandato con avviso di ricevimento.
3. La data di deposito della domanda e’ quella dell’articolo 6,
comma 2, dell’Accordo.
4. La domanda internazionale deve essere conforme alle disposizioni
dell’Accordo e del relativo regolamento di esecuzione, oltre che alle
istruzioni amministrative emanate dall’Ufficio internazionale, ed
essere redatta in lingua francese o inglese su formulari predisposti
dall’Ufficio internazionale.

Art. 156.
Domanda di registrazione di marchio
1. La domanda di registrazione di marchio deve contenere:
a) l’identificazione del richiedente ed anche del mandatario, se
vi sia;
b) la eventuale rivendicazione della priorita’ ovvero della data
da cui decorrono gli effetti della domanda in seguito ad accoglimento
di conversione di precedente domanda comunitaria o di registrazione
internazionale ai sensi del protocollo relativo all’Accordo di Madrid
per la registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno 1989,
ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169;
c) la riproduzione del marchio;
d) l’elenco dei prodotti o dei servizi che il marchio e’
destinato a contraddistinguere, raggruppati secondo le classi della
classificazione di cui all’Accordo di Nizza sulla classificazione
internazionale dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione
dei marchi, testo di Ginevra del 13 maggio 1997, ratificato con legge
27 aprile 1982, n. 243.
2. Quando vi sia mandatario, alla domanda deve essere unito l’atto
di nomina ai sensi dell’articolo 201.

Art. 157.
Domanda di registrazione di marchio collettivo
1. Alla domanda di registrazione per marchio collettivo deve unirsi
oltre ai documenti di cui all’articolo 156, comma 1, anche copia dei
regolamenti di cui all’articolo 11.

Art. 158.
Divisione della domanda di registrazione di marchio
1. Ogni domanda deve aver per oggetto un solo marchio.
2. Se la domanda riguarda piu’ marchi, l’Ufficio italiano brevetti
e marchi invitera’ l’interessato, assegnandogli un termine, a
limitare la domanda ad un solo marchio, con facolta’ di presentare,
per i rimanenti marchi, altrettante domande, che avranno effetto
dalla data della domanda primitiva.
3. Ogni domanda di registrazione, avente per oggetto piu’ prodotti
o servizi, puo’ essere divisa dal richiedente in piu’ domande
parziali, nelle quali sono ripartiti i prodotti o i servizi della
domanda iniziale, nei seguenti casi:
a) prima della decisione dell’ufficio relativo alla registrazione
del marchio;
b) durante ogni procedura di opposizione alla decisione
dell’ufficio di registrazione del marchio;
c) durante ogni procedura di ricorso contro la decisione di
registrare il marchio.
4. Le domande parziali conservano la data di deposito della domanda
iniziale e, se del caso, il beneficio del diritto di priorita’.
5 Il ricorso alla Commissione dei ricorsi sospende il termine
assegnato dall’ufficio.

Art. 159.
Domanda di rinnovazione di marchio
1. La domanda di rinnovazione di marchio di impresa deve essere
fatta dal titolare o dal suo avente causa.
2. La domanda, accompagnata dal versamento delle tasse dovute, deve
essere depositata entro gli ultimi dodici mesi precedenti alla data
di scadenza del decennio in corso. Trascorso tale periodo, la domanda
di rinnovazione puo’ essere presentata nei sei mesi successivi al
mese di scadenza con l’applicazione di una soprattassa.
3. Quando vi sia mandatario, alla domanda deve essere unito l’atto
di nomina ai sensi dell’articolo 201.
4. Per i marchi registrati sulla base di una domanda di
trasformazione di una domanda di marchio comunitario o di un marchio
comunitario, presentata ai sensi del regolamento (CE) n. 40/94 del
Consiglio, del 20 dicembre 1993, sul marchio comunitario e successive
modificazioni, ovvero sulla base di una domanda di trasformazione di
una registrazione internazionale, presentata ai sensi dell’articolo
9-quinquies del Protocollo relativo all’Accordo di Madrid sulla
registrazione internazionale dei marchi del 27 giugno 1989,
ratificato con legge 12 marzo 1996, n. 169, gli effetti della prima
registrazione, ai fini della rinnovazione, decorrono rispettivamente
dalla data di deposito della domanda di marchio comunitario o dalla
data di registrazione internazionale.
5. Se il marchio precedente appartiene a piu’ persone, la domanda
di rinnovazione puo’ essere fatta da una soltanto, nell’interesse di
tutte.
6. Se la domanda di rinnovazione o le tasse pagate si riferiscono
soltanto ad una parte dei prodotti o dei servizi per i quali il
marchio e’ stato registrato, la registrazione viene rinnovata
soltanto per i prodotti o i servizi di cui trattasi.

Art. 160.
Domanda di brevetto per invenzione e per modello di utilita’
1. La domanda deve contenere:
a) l’identificazione del richiedente e del mandatario, se vi sia;
b) l’indicazione dell’invenzione o del modello, in forma di
titolo, che ne esprinia brevemente, ma con precisione, i caratteri e
lo scopo.
2. Una medesima domanda non puo’ contenere la richiesta di piu’
brevetti, ne’ di un solo brevetto per piu’ invenzioni o modelli.
3. Alla domanda devono essere uniti:
a) la descrizione dell’invenzione effettuata ai sensi
dell’articolo 51;
b) i disegni dell’invenzione, ove sia possibile;
c) la designazione dell’inventore;
d) quando vi sia mandatario, anche l’atto di nomina ai sensi
dell’articolo 201;
e) in caso di rivendicazione di priorita’ i documenti relativi.
4. La descrizione dell’invenzione o del modello deve iniziare con
un riassunto che ha solo fini di informazione tecnica e deve
concludersi con una o piu’ rivendicazioni in cui sia indicato,
specificamente, cio’ che si intende debba formare oggetto del
brevetto.

Art. 161.
Unicita’ dell’invenzione e divisione della domanda
1. Ogni domanda deve avere per oggetto una sola invenzione.
2. Se la domanda comprende piu’ invenzioni, l’Ufficio italiano
brevetti e marchi invitera’ l’interessato, assegnandogli un termine,
a limitare tale domanda ad una sola invenzione, con facolta’ di
presentare, per le rimanenti invenzioni, altrettante domande, che
avranno effetto dalla data della domanda primitiva.
3. Il ricorso alla Commissione dei ricorsi sospende il termine
assegnato dall’Ufficio.

Art. 162.
Procedimento microbiologico
1. Una domanda di brevetto riguardante un procedimento
microbiologico o un prodotto ottenuto secondo tale procedimento sara’
considerata descritta qualora:
a) una coltura del microrganismo sia stata depositata, al piu’
tardi il giorno stesso del deposito della domanda di brevetto, presso
un centro di raccolta di tali colture;
b) la domanda depositata contenga le informazioni pertinenti di
cui il richiedente dispone sulle caratteristiche del microrganismo;
c) la domanda venga completata con l’indicazione di un centro di
raccolta di colture abilitato presso il quale una coltura del
microrganismo sia stata depositata, nonche’ con il numero e la data
di deposito di detta coltura, salva la facolta’ per l’Ufficio
italiano brevetti e marchi di chiedere copia della ricevuta di
deposito.
2. Si considerano centri abilitati quelli riconosciuti ai fini
dell’ottenimento di un brevetto europeo o un autorita’ internazionale
riconosciuta in forza di convenzione ratificata dall’Italia.
3. Le indicazioni di cui al comma 1, lettera c), possono essere
comunicate entro un termine di due mesi a decorrere dalla data del
deposito della domanda di brevetto. La comunicazione di questa
indicazione e’ considerata quale consenso irrevocabile e senza
riserve del titolare della domanda a mettere la coltura depositata a
disposizione di qualsiasi persona che, a partire dalla data in cui la
domanda di brevetto e’ resa accessibile al pubblico, presenti
richiesta al centro di raccolta presso il quale il microrganismo e’
stato depositato.
4. La richiesta di cui al comma 3 dovra’ essere notificata al
titolare della domanda o del brevetto e dovra’ essere completata
dalle seguenti indicazioni:
a) il nome e l’indirizzo di chi fa la richiesta;
b) l’impegno di chi presenta la richiesta nei confronti del
titolare del brevetto o della domanda di brevetto di non rendere
accessibile la cultura a qualsiasi terzo;
c) l’impegno ad effettuare l’utilizzazione di tale coltura
attraverso un esperto qualificato, nominativamente indicato
esclusivamente a fini sperimentali fino alla data in cui la domanda
di brevetto non venga rigettata o ritirata o il brevetto sia
definitivamente decaduto o dichiarato nullo e sia venuta meno
qualsiasi possibilita’ di reintegrazione in forma specifica a favore
del richiedente o del titolare del brevetto.
5. L’esperto designato per l’utilizzazione e’ responsabile
solidalmente per gli abusi commessi dal richiedente.

Art. 163.
Domanda di certificato complementare per i medicinali e per i
prodotti fitosanitari
1. La domanda di certificato deve essere depositata presso
l’Ufficio italiano brevetti e marchi che ha rilasciato il brevetto di
base con riferimento alla autorizzazione di immissione in commercio
del prodotto.
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi pubblica almeno i seguenti
dati concernenti la domanda di certificato:
a) nome e indirizzo del richiedente;
b) numero del brevetto di base;
c) titolo dell’invenzione;
d) numero o data dell’autorizzazione di immissione in commercio
nonche’ indicazione del prodotto la cui identita’ risulta
dall’autorizzazione stessa;
e) se del caso, numero e data della prima autorizzazione di
immissione in commercio nella comunita’.

Art. 164.
Domanda di privativa per varieta’ vegetale
1. La domanda di privativa per varieta’ vegetale deve contenere:
a) l’identificazione del richiedente ed anche del mandatario, se
vi sia;
b) l’indicazione in italiano ed in latino del genere o della
specie cui la varieta’ appartiene;
c) la denominazione proposta, specificando se trattasi di codice
o di nome di fantasia;
d) il nome e la nazionalita’ dell’autore della varieta’ vegetale;
e) l’eventuale rivendicazione della priorita’;
f) l’elenco dei documenti allegati.
2. Alla domanda devono essere uniti:
a) la descrizione della varieta’ vegetale. In caso di varieta’
ibrida, a richiesta del costitutore, le informazioni relative ai
componenti genealogici non sono messi a disposizione del pubblico
dall’ufficio ricevente;
b) la riproduzione fotografica della varieta’ vegetale e delle
sue cartteristiche specifiche;
c) ogni informazione e documentazione ritenuta utile ai fini
dell’esame della domanda, e, in particolare, i risultati degli esami
in coltura eventualmente gia’ intrapresi in Italia o all’estero. La
documentazione redatta in lingua straniera e’ corredata da una
traduzione in lingua italiana, dichiarata conforme dal richiedente o
dal suo mandatario;
d) la dichiarazione di cui all’articolo 165;
e) i documenti comprovanti le priorita’ eventualmente
rivendicate;
f) quando vi sia mandatario, l’atto di nomina ai sensi
dell’articolo 201;
g) il documento comprovante il pagamento della tassa di domanda,
della tassa per la lettera d’incarico o per la relativa
autocertificazione.
3. I documenti indicati al comma 2, lettere b), d), ed e), possono
essere depositati successivamente, ma non oltre il termine di sei
mesi dal deposito della domanda. I documenti indicati al comma 2,
lettere c) e g), possono essere presentate successivamente ma non
oltre la data d’inizio delle prove di coltivazione della varieta’.
4. La varieta’ e’ descritta in modo da mettere chiaramente in
evidenza in quale maniera essa e’ stata ottenuta e quali sono i
caratteri di natura morfologica o fisiologica che la differenziano da
altre varieta’ similari conosciute.
5. Nella descrizione e’ indicata anche la denominazione proposta
dal costitutore.
6. Se trattasi di varieta’ essenzialmente derivata ai sensi del
comma 4 dell’articolo 107, e’ indicata la varieta’ iniziale. Se
trattasi di varieta’ geneticamente modificata sono indicati l’origine
e la natura della modifica genetica.

Art. 165.
Dichiarazione del costitutore
1. Il costitutore dichiara che:
a) la varieta’ di cui chiede la protezione costituisce, a sua
conoscenza, una nuova, varieta’ vegetale ai sensi dell’articolo 103 e
presenta i requisiti della suddetta norma;
b) ha ottenuto l’autorizzazione dei titolari di altre nuove
varieta’ vegetali eventualmente occorrenti per la produzione di
quella richiesta;
c) s’impegna a fornire, a richiesta dei competenti organi del
Ministero delle politiche agricole e forestali, di seguito indicato
con la sigla MIPAF, e nei termini da essi stabiliti, il materiale di
riproduzione o di moltiplicazione vegetativa della varieta’ destinato
a consentire l’esame della stessa;
d) e’ stata depositata per la stessa varieta’ domanda di
protezione in altri Stati e quale ne sia stato l’esito;
e) rinuncia al marchio d’impresa eventualmente utilizzato,
qualora sia identico alla denominazione proposta per la varieta’.

Art. 166.
Domanda di denominazione varietale
1. La denominazione proposta per la nuova varieta’:
a) deve essere conforme alle linee guida del consiglio di
amministrazione dell’ufficio comunitario delle varieta’ vegetali;
b) non deve risultare contraria alla legge, all’ordine pubblico e
al buon costume;
c) non deve contenere nomi geografici.

Art. 167.
Domanda di registrazione di disegni e modelli
1. La domanda deve contenere:
a) l’identificazione del richiedente ed anche del mandatario, se
vi sia;
b) l’indicazione del disegno o modello, in forma di titolo ed
eventualmente l’indicazione delle caratteristiche dei prodotti che si
intendono rivendicare.
2. Alla domanda devono essere uniti:
a) la riproduzione grafica del disegno o modello, o la
riproduzione grafica dei prodotti industriali la cui fabbricazione
deve formare oggetto del diritto esclusivo, o un campione dei
prodotti stessi quando trattasi di prodotti industriali aventi
fondamentalmente due sole dimensioni;
b) la descrizione del disegno o modello, se necessaria per
l’intelligenza del disegno o modello medesimo;
c) quando vi sia mandatario, l’atto di nomina ai sensi
dell’articolo 201;
d) in caso di rivendicazione di priorita’ i documenti relativi.

Art. 168.
Domanda di registrazione delle topografie
1. Ogni domanda deve avere per oggetto una sola topografia di un
prodotto a semiconduttori e, qualora indichi una data di primo
sfruttamento commerciale, corrispondere alla topografia esistente in
detta data.
2. Alla domanda di registrazione debbono essere allegati:
a) una documentazione che consenta l’identificazione della
topografia, in conformita’ alle prescrizioni del regolamento;
b) una dichiarazione attestante la data del primo atto di
sfruttamento commerciale della topografia qualora questa data sia
anteriore a quella della domanda di registrazione. Se il richiedente
e’ persona diversa da chi ha effettuato il primo atto di sfruttamento
commerciale, deve dichiarare il rapporto giuridico intercorso con
quest’ultimo;
c) quando vi sia un mandatario l’atto di nomina ai sensi
dell’articolo 201;
d) l’eventuale designazione dell’autore o degli autori della
topografia.
3. E’ consentita l’utilizzazione di termini tecnici stranieri
divenuti di uso corrente nel settore specifico.

Art. 169.
Rivendicazione di priorita’
1. Quando si rivendichi la priorita’ di un deposito ai sensi
dell’articolo 4 si deve unire copia della domanda prioritaria da cui
si rilevino il nome del richiedente, l’entita’ e l’estensione del
diritto di proprieta’ industriale e la data in cui il deposito e’
avvenuto.
2. Se il deposito e’ stato eseguito da altri, il richiedente deve
anche dare la prova di essere successore o avente causa del primo
depositante.
3. Quando all’estero siano state depositate separate domande, in
date diverse, per le varie parti di uno stesso marchio e di tali
parti si voglia rivendicare il diritto di priorita’, per ognuna di
esse, ancorche’ costituiscano un tutto unico, deve depositarsi
separata domanda. Ove con una sola domanda siano rivendicate piu’
registrazioni o piu’ depositi delle dette diverse parti di uno stesso
marchio, alle nuove domande separate si applica l’articolo 158, commi
1, e 2.
4. Quando siano state depositate separate domande, in date diverse,
per le varie parti di una stessa invenzione, il diritto di priorita’
puo’ essere rivendicato con una unica domanda se vi sia unita’ di
invenzione. Nel caso che con una sola domanda siano rivendicati piu’
depositi e non si riscontri l’unita’ inventiva, alle nuove domande
separate e’ applicabile l’articolo 161.
5. Quando sia intervenuto il decreto ministeriale per la protezione
temporanea dei nuovi marchi apposti su prodotti o su materiali
inerenti alla prestazione del servizio, che hanno figurato in una
esposizione e si rivendichino i diritti di priorita’ per tale
protezione temporanea, il richiedente deve allegare alla domanda di
registrazione un certificato del comitato esecutivo o direttivo o
della presidenza dell’esposizione, avente il contenuto prescritto nel
relativo regolamento.
6. La brevettazione o la registrazione vengono effettuate senza
menzione della priorita’, qualora entro sei mesi dalla data di
deposito della domanda non vengano prodotti, nelle forme dovute, i
documenti di cui al comma 1. Per le invenzioni e i modelli di
utilita’ il termine per deposito di tali documenti e’ di sedici mesi
dalla data della domanda anteriore, di cui si rivendica la priorita’,
se tale termine e’ piu’ favorevole al richiedente.
7. Qualora la priorita’ di un deposito compiuta agli effetti delle
convenzioni internazionali vigenti venga comunque rifiutata, nel
titolo di proprieta’ industriale deve farsi analoga annotazione del
rifiuto.
8. La rivendicazione di priorita’ nella domanda di privativa per
nuova varieta’ vegetale e’ rifiutata se e’ effettuata dopo il termine
di dodici mesi dalla data di deposito della prima domanda e se il
richiedente non ne ha diritto. Qualora priorita’ sia rifiutata non se
ne fa menzione nella privativa.

Art. 170.
Esame delle domande
1. L’esame delle domande, delle quali sia stata riconosciuta la
regolarita’ formale, e’ rivolto ad accertare:
a) per i marchi: se puo’ trovare applicazione l’articolo 11
quando si tratta di marchi collettivi; se la parola, figura o segno
possono essere registrati come marchio a norma degli articoli 7, 8,
9, 10, 12, comma 1, lettera a), 13, comma 1, e 14, comma 1, lettere
a) e b); se concorrono le condizioni di cui all’articolo 3;
b) per le invenzioni ed i modelli di utilita’ che l’oggetto della
domanda sia conforme a quello previsto dagli articoli 45, 50 e 82,
esclusi i requisiti di validita’, fino a quando non sara’
disciplinata la ricerca delle anteriorita’ con decreto ministeriale a
meno che la loro assenza risulti assolutamente evidente sulla base
delle stesse dichiarazioni ed allegazioni del richiedente oppure sia
certa alla stregua del notorio;
c) per i disegni e modelli che l’oggetto della domanda sia
conforme alle prescrizioni dell’articolo 31;
d) per le varieta’ vegetali, i requisiti di validita’ previsti
nella sezione VIII del capo II del codice, nonche’ l’osservanza delle
disposizioni di cui all’articolo 114 della stessa sezione. L’esame di
tali requisiti e’ compiuto dal Ministero delle politiche agricole e
forestali, il quale formula parere vincolante, avvalendosi della
commissione consultiva istituita dall’articolo 18 del decreto del
Presidente della Repubblica 12 agosto 1975, n. 974. La Commissione
opera osservando le norme di procedura dettate con apposito
regolamento di funzionamento. Al fine di accertare la permanenza dei
requisiti, il Ministero delle politiche agricole e forestali puo’
chiedere al titolare o al suo avente causa il materiale di
riproduzione o di moltiplicazione necessario per effettuare il
controllo;
e) per le topografie dei prodotti a semiconduttori, che l’oggetto
della domanda sia conforme a quello previsto dall’articolo 87,
esclusi i requisiti di validita’ fino a quando non si sia provveduto
a disciplinare l’esame con decreto ministeriale.
2. Per i marchi relativi a prodotti agricoli ed a quelli
agroalimentari di prima trasformazione, che utilizzano denominazioni
geografiche, l’Ufficio trasmette l’esemplare del marchio ed ogni
altra documentazione al Ministero delle politiche agricole e
forestali, che esprime il parere di competenza entro dieci giorni
dalla data di ricevimento della relativa richiesta.
3. Qualora non si riscontrino le condizioni sopra indicate,
l’Ufficio italiano brevetti e marchi provvede ai sensi dell’articolo
173, comma 7.

Art. 171.
Esame dei marchi internazionali
1. L’Ufficio italiano brevetti e marchi effettua l’esame dei marchi
internazionali designanti l’Italia conformemente alle norme relative
ai marchi nazionali, ai sensi dell’articolo 170, comma 1, lettera a).
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, se ritiene che il marchio
non possa essere registrato in tutto o in parte, ovvero se e’ stata
presentata opposizione da parte di terzi ai sensi dell’articolo 176:,
provvede, ai sensi dell’articolo 5 dell’accordo di Madrid per la
registrazione internazionale dei marchi, testo di Stoccolma del
14 luglio 1967, ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424 o del
relativo protocollo del 27 giugno 1989, ratificato con legge 12 marzo
1996, n. 169, all’emissione di un rifiuto provvisorio della
registrazione internazionale e ne da’ comunicazione
all’Organizzazione mondiale della proprieta’ intellettuale.
3. Il rifiuto provvisorio ai sensi del comma 2 e’ emesso entro un
anno per le registrazioni internazionali basate sull’Accordo di
Madrid per la registrazione internazionale dei marchi e diciotto mesi
per quelle basate sul relativo Protocollo. I termini decorrono dalle
date rispettivamente indicate nelle citate Convenzioni
internazionali.
4. In caso di rifiuto provvisorio, la protezione del marchio e’ la
medesima di quella di una domanda di marchio depositata presso
l’Ufficio italiano brevetti e marchi.
5. Entro il termine perentorio all’uopo fissato dall’Ufficio
italiano brevetti e marchi, il titolare di una registrazione
internazionale, per la quale sia stato comunicato all’Organizzazione
mondiale della proprieta’ intellettuale un rifiuto provvisorio,
tramite un mandatario nominato ai sensi dell’articolo 201, puo’
presentare le proprie deduzioni, ovvero richiedere copia dell’atto di
opposizione sulla base del quale e’ stato emesso il rifiuto
provvisorio. In tale ultimo caso, se il titolare della registrazione
internazionale richiede la copia nel termine prescritto, l’Ufficio
comunica alle parti l’avviso di cui all’articolo 178, comma 1, e
applica le altre norme sulla procedura di opposizione di cui agli
articoli 178 e seguenti.
6. Qualora entro il termine di cui al comma 5, il titolare della
registrazione internazionale non presenti le proprie deduzioni,
ovvero non richieda copia dell’atto di opposizione secondo le
modalita’ prescritte, l’Ufficio italiano brevetti e marchi emette il
rifiuto definitivo.
7. L’Ufficio italiano brevetti e marchi comunica all’Organizzazione
mondiale della proprieta’ intellettuale le decisioni definitive
relative ai marchi internazionali designanti l’Italia.
8. Nel caso che il marchio designante l’Italia in base al
protocollo di Madrid sia successivamente radiato in tutto o in parte
su richiesta dell’ufficio di proprieta’ industriale d’origine, il suo
titolare puo’ depositare una domanda di registrazione per lo stesso
segno presso l’Ufficio italiano brevetti e marchi. Tale domanda ha
effetto dalla data di registrazione internazionale, con l’eventuale
priorita’ riconosciuta, o da quella dell’iscrizione dell’estensione
territoriale concernente l’Italia.
9. La domanda e’ depositata nel termine perentorio di tre mesi a
decorrere dalla data di radiazione della registrazione internazionale
e puo’ riguardare solo i prodotti e servizi in essa compresi
relativamente all’Italia.
10. Alla domanda si applicano le disposizioni vigenti per le
domande nazionali.

Art. 172.
Ritiro, rettifiche, integrazioni della domanda
1. Il richiedente puo’ sempre ritirare la domanda durante la
procedura di esame e nel caso dei marchi, anche durante la procedura
di opposizione, prima che l’Ufficio italiano brevetti e marchi abbia
provveduto alla concessione del titolo.
2. Il richiedente, prima che l’Ufficio italiano brevetti e marchi
abbia provveduto alla concessione del titolo o deciso in merito ad
una istanza o ad una opposizione, o comunque prima che la Commissione
dei ricorsi, nei casi in cui sia stato interposto ricorso abbia
provveduto, ha facolta’ di correggere, negli aspetti non sostanziali,
la domanda originariamente depositata o ogni altra istanza ad essa
relativa, nonche’, nel caso di domanda di brevetto per invenzione o
modello di utilita’, di integrare anche con nuovi esempi o limitare
la descrizione, le rivendicazioni o i disegni originariamente
depositati e, nel caso di domanda di marchio, di limitare o precisare
i prodotti e i servizi originariamente elencati.
3. Il richiedente, su invito dell’Ufficio italiano brevetti e
marchi, deve completare o rettificare la documentazione ove sia
necessario per l’intelligenza del diritto di proprieta’ industriale o
per meglio determinare l’ambito della tutela richiesta.
4. Qualora siano necessari gli accertamenti di cui all’articolo
170, comma 1, lettera d), il Ministero delle politiche agricole e
forestali invita il richiedente a presentare il materiale di
riproduzione o di moltiplicazione della varieta’ e, nel caso di
varieta’ ibride, puo’ richiedere, ove necessario, anche la consegna
del materiale dei componenti genealogici. Gli istituti e gli enti
designati per gli accertamenti rilasciano ricevuta del materiale loro
consegnato. Se il materiale e’ consegnato in quantita’ insufficiente
o qualitativamente non idoneo, gli istituti e gli enti anzidetti
redigono apposito processo verbale da trasmettere al Ministero delle
politiche agricole e forestali.
5. Il Ministero delle politiche agricole e forestali, di concerto
con gli enti e gli organismi responsabili delle prove, puo’, anche su
richiesta del titolare della domanda o di terzi, disporre che siano
effettuate visite presso i campi per fare prendere visione delle
prove agli interessati. Gli enti e gli organismi responsabili delle
prove, ove lo ritengano necessario, invitano il titolare della
domanda a visitare i campi prova. L’ente o l’organismo designato
trasmette, al termine delle prove, un rapporto sui risultati ottenuti
al Ministero delle politiche agricole e forestali, il quale, in caso
di dubbi sui risultati medesimi, puo’ disporre la ripetizione delle
prove. Il Ministero delle politiche agricole e forestali, sulla base
del rapporto d’esame, redige la descrizione ufficiale della varieta’.
L’Ufficio, ricevuta dal Ministero delle politiche agricole e
forestali la descrizione ufficiale, la trasmette al costitutore,
assegnandogli un termine per le osservazioni.
6. L’Ufficio italiano brevetti e marchi deve conservare la
documentazione relativa alla domanda iniziale, fare risultare la data
di ricezione delle modifiche o integrazioni ed adottare ogni altra
opportuna modalita’ cautelare.

Art. 173.
Rilievi
1. I rilievi ai quali dia luogo l’esame delle domande e delle
istanze devono essere comunicati all’interessato con l’assegnazione
di un termine per la risposta non inferiore a due mesi dalla data di
ricezione della comunicazione.
2. Le osservazioni dei terzi ed i rilievi ai quali dia luogo
l’esame della domanda di privativa per nuova varieta’ vegetale sono
comunicati all’interessato con l’assegnazione di un termine, non
superiore a sei mesi, per la risposta. Nel caso in cui il rilievo
riguardi la denominazione, la nuova proposta e’ corredata da una
dichiarazione integrativa includente anche la dichiarazione di cui
alla lettera e), del comma 1, dell’articolo 165. L’ufficio ed il
Ministero delle politiche agricole e forestali si comunicano
reciprocamente le osservazioni ed i rilievi trasmessi al richiedente
e le risposte ricevute.
3. Quando, a causa di irregolarita’ nel conferimento del mandato,
di cui all’articolo 201, il mancato adempimento ai rilievi comporta
il rigetto delle domande e delle istanze connesse, il rilievo deve
essere comunicato al richiedente.
4. Quando il termine sia decorso senza che sia pervenuta risposta
ai rilievi, la domanda o l’istanza e’ respinta con provvedimento, da
notificare al titolare della domanda stessa o dell’istanza con
raccomandata con avviso di ricevimento. Tuttavia, se il rilievo
concerne la rivendicazione di un diritto di priorita’, la mancata
risposta comporta esclusivamente la perdita di tale diritto.
5. La domanda di privativa per nuova varieta’ vegetale e’
rifiutata:
a) in caso di mancata risposta ai rilievi dell’ufficio e del
Ministero delle politiche agricole e forestali nei termini stabiliti;
b) in caso di mancata consegna dei materiali per le prove
varietali ai sensi dell’articolo 165, comma 1, lettera c), salvo che
la mancata consegna sia dipesa da causa di forza maggiore;
c) in caso di assenza di uno dei requisiti previsti dall’articolo
170, comma 1, lettera d).
6. Se la domanda di privativa per nuova varieta’ vegetale non e’
accolta o se essa e’ ritirata, il compenso dovuto per i controlli
tecnici e’ rimborsato solo quando non siano gia’ stati avviati i
controlli tecnici suddetti.
7. Prima di respingere in tutto o in parte una domanda o una
istanza ad essa connessa, per motivi che non siano stati oggetto di
rilievi ai sensi del comma 1, l’Ufficio italiano brevetti e marchi
assegna al richiedente il termine di due mesi per formulare
osservazioni. Scaduto detto termine, se non sono state presentate
osservazioni o l’Ufficio ritiene di non potere accogliere quelle
presentate, la domanda o l’istanza e’ respinta in tutto o in parte.
8. Per le domande di brevetto internazionale l’Ufficio italiano
brevetti e marchi, compiuto l’accertamento di cui all’articolo 14 del
Trattato di cooperazione in materia di brevetti del 19 giugno 1970,
ratificato con legge 26 maggio 1978, n. 260, invita il richiedente ad
effettuare le eventuali correzioni e a depositare i disegni non
acclusi, fissando all’uopo un termine non superiore a mesi tre, ferma
restando l’osservanza del termine per la trasmissione dell’esemplare
originale della domanda internazionale, previsto dalla regola 22 del
regolamento di esecuzione del Trattato di cooperazione in materia di
brevetti. L’Ufficio italiano brevetti e marchi dichiara che la
domanda s’intende ritirata nelle ipotesi previste dall’articolo 14
del Trattato di cooperazione in materia di brevetti.
9. Qualora la domanda sia accolta, l’Ufficio italiano brevetti e
marchi provvede alla concessione del titolo.
10. I fascicoli degli atti e dei documenti relativi alle domande di
brevettazione o di registrazione sono conservati dall’Ufficio
italiano brevetti e marchi fino a dieci anni dopo l’estinzione dei
diritti corrispondenti. Dopo la scadenza di tale termine l’Ufficio
puo’ distruggere i fascicoli anche senza il parere dell’Archivio
centrale di Stato, previa acquisizione informatica su dispositivi non
alterabili degli originali, delle domande, delle descrizioni e dei
singoli disegni ad esse allegati.

Sezione II
Osservazioni sui marchi d’impresa e opposizioni
alla registrazione dei marchi

Art. 174.
Osservazioni e opposizioni alla registrazione del marchio
1. Le domande di marchio ritenute registrabili ai sensi
dell’articolo 170, comma 1, lettera a), le registrazioni di marchio
effettuate secondo la procedura di cui all’articolo 179, comma 2, ed
i marchi internazionali, designanti l’Italia, possono essere oggetto
di osservazioni e di opposizioni in conformita’ alle norme di cui ai
successivi articoli.

Art. 175.
Deposito delle osservazioni dei terzi
1. Qualsiasi interessato puo’, senza con cio’ assumere la qualita’
di parte nella procedura di registrazione, indirizzare all’Ufficio
italiano brevetti e marchi osservazioni scritte, specificando i
motivi per i quali un marchio deve essere escluso d’ufficio dalla
registrazione entro il termine perentorio di due mesi:
a) dalla data di pubblicazione di una domanda di registrazione,
ritenuta registrabile ai sensi dell’articolo 170, comma 1, lettera
a), ovvero ritenuta registrabile in base a sentenza di accoglimento
passata in giudicato;
b) dalla data di pubblicazione della registrazione di un marchio,
la cui domanda non e’ stata pubblicata ai sensi dell’articolo 179,
comma 2;
c) dal primo giorno del mese successivo a quello in cui e’
avvenuta la pubblicazione del marchio internazionale nella Gazette de
l’Organisation Mondiale de la Propriete’ Intellectuelle des Marques
Internationales.
2. Le osservazioni, se ritenute pertinenti e rilevanti, sono
dall’Ufficio italiano brevetti e marchi comunicate al richiedente che
puo’ presentare le proprie deduzioni entro il termine di trenta
giorni dalla data della comunicazione.
3. Nel caso di marchio internazionale, le osservazioni sono
considerate dall’Ufficio italiano brevetti e marchi solo al fine
dell’esame di cui all’articolo 170, comma 1, lettera a).

Art. 176.
Deposito dell’opposizione
1. I soggetti legittimati ai sensi dell’articolo 177 possono
presentare all’Ufficio italiano brevetti e marchi opposizione la
quale, a pena di inammissibilita’, deve essere scritta, motivata e
documentata, entro il termine perentorio di tre mesi dalle date
indicate nell’articolo 175, comma 1, lettere a), b), e c), avverso
gli atti ivi indicati.
2. L’opposizione, che puo’ riguardare una sola domanda o
registrazione di marchio, deve contenere a pena di inammissibilita’:
a) in relazione al marchio oggetto dell’opposizione,
l’identificazione del richiedente, il numero e la data della domanda
della registrazione e i prodotti ed i servizi contro cui e’ proposta
l’opposizione;
b) in relazione al marchio o diritto dell’opponente,
l’identificazione del marchio o dei marchi anteriori di cui
all’articolo 12, comma 1, lettere d) ed e), nonche’ dei prodotti e
servizi sui quali e’ basata l’opposizione oppure del diritto di cui
all’articolo 8;
c) i motivi su cui si fonda l’opposizione.
3. L’opposizione si considera ritirata se non e’ comprovato il
pagamento dei diritti di opposizione entro i termini e con le
modalita’ stabiliti dal decreto di cui all’articolo 226.
4. Chi presenta l’opposizione deve depositare entro il termine
perentorio di due mesi dalla data di scadenza del termine per il
raggiungimento di un accordo di conciliazione di cui all’articolo
178, comma 1:
a) copia della domanda o del certificato di registrazione del
marchio su cui e’ basata l’opposizione, ove non si tratti di domande
o di certificati nazionali e, se del caso, la documentazione relativa
al diritto di priorita’ o di preesistenza di cui esso beneficia,
nonche’ la loro traduzione in lingua italiana; nel caso della
preesistenza, questa deve essere gia’ stata rivendicata in relazione
a domanda od a registrazione di marchio comunitario;
b) ogni altra documentazione a prova dei fatti addotti;
c) la documentazione necessaria a dimostrare la legittimazione a
presentare opposizione, qualora il marchio anteriore non risulti a
suo nome dal Registro tenuto dall’Ufficio italiano brevetti e marchi;
d) l’atto di nomina ai sensi dell’articolo 201, se e’ stato
nominato un mandatario.
5. Con l’opposizione possono farsi valere gli impedimenti alla
registrazione del marchio previsti dall’articolo 12, comma 1, lettere
d) ed e), per tutti o per una parte dei prodotti o servizi per i
quali e’ stata chiesta la registrazione, e la mancanza del consenso
alla registrazione da parte degli aventi diritto di cui all’articolo
8.

Art. 177.
Legittimazione all’opposizione
1. Sono legittimati all’opposizione:
a) il titolare di un marchio gia’ registrato nello Stato o con
efficacia nello Stato da data anteriore;
b) il soggetto che ha depositato nello Stato domanda di
registrazione di un marchio in data anteriore o avente effetto nello
Stato da data anteriore in forza di un diritto di priorita’ o di una
valida rivendicazione di preesistenza;
c) il licenziatario dell’uso esclusivo del marchio;
d) le persone, gli enti e le associazioni di cui all’articolo 8.

Art. 178.
Esame dell’opposizione e decisioni
1. Scaduto il termine di cui all’articolo 176, comma 1, l’Ufficio
italiano brevetti e marchi, verificate la ricevibilita’ e
l’ammissibilita’ dell’opposizione ai sensi degli articoli 148, comma
1, e 176, comma 2, entro due mesi dalla data di scadenza del termine
per il pagamento dei diritti di cui all’articolo 225, comunica
l’opposizione al richiedente la registrazione con l’avviso, anche
all’opponente, della facolta’ di raggiungere un accordo di
conciliazione entro due mesi dalla data della comunicazione,
prorogabile su istanza comune delle parti.
2. In assenza di accordo ai sensi del comma 1, il richiedente che
abbia ricevuto .a documentazione di cui all’articolo 176, comma 2,
lettere a), b) e c), puo’ presentare per iscritto le proprie
deduzioni entro il termine all’uopo fissato dall’Ufficio.
3. Nel corso del procedimento di opposizione, l’Ufficio italiano
brevetti e marchi puo’, in ogni momento, invitare le parti a
presentare nel termine da esso fissato ulteriori documenti, deduzioni
od osservazioni in funzione delle allegazioni, deduzioni ed
osservazioni delle altre parti.
4. Su istanza del richiedente, l’opponente che sia titolare di
marchio anteriore registrato da almeno cinque anni fornisce i
documenti idonei a provare che tale marchio e’ stato oggetto di uso
effettivo, da parte sua o con il suo consenso, per i prodotti e
servizi per i quali e’ stato registrato e sui quali si fonda
l’opposizione, o che vi siano i motivi legittimi per la mancata
utilizzazione. In mancanza di tale prova, da fornire entro trenta
giorni dalla data di comunicazione dell’istanza da parte dell’Ufficio
italiano brevetti e marchi, l’opposizione e’ respinta. Se l’uso
effettivo e’ provato solo per una parte dei prodotti o servizi per i
quali il marchio anteriore e’ stato registrato, esso, ai soli fini
dell’esame dell’opposizione, si considera registrato solo per quella
parte di prodotti o servizi.
5. L’istanza del richiedente per ottenere la prova dell’uso
effettivo del marchio deve essere presentata non oltre la data di
presentazione delle prime deduzioni ai sensi del comma 2.
6. In caso di opposizioni relative allo stesso marchio, le
opposizioni successive alla prima sono riunite a questa.
7. Al termine del procedimento di opposizione, l’Ufficio italiano
brevetti e marchi accoglie l’opposizione stessa respingendo la
domanda di registrazione in tutto o in parte se risulta che il
marchio non puo’ essere registrato per la totalita’ o per una parte
soltanto dei prodotti e servizi indicati nella domanda; in caso
contrario respinge l’opposizione. Nel caso di registrazione
internazionale, l’Ufficio italiano brevetti e marchi emette rifiuto
definitivo parziale o totale ovvero respinge l’opposizione, dandone
comunicazione all’Organizzazione mondiale della proprieta’
intellettuale (OMPI).

Art. 179.
Estensione della protezione
1. Se il richiedente intende estendere la protezione del marchio
all’estero ai sensi dell’Accordo di Madrid per la registrazione
internazionale dei marchi, testo di Stoccolma del 14 luglio 1967,
ratificato con legge 28 aprile 1976, n. 424, l’Ufficio italiano
brevetti e marchi, anche se e’ gia’ stata proposta un’opposizione,
procede alla registrazione ed effettua le relative annotazioni.
2. Se la domanda di marchio, di cui al comma 1, non e’ gia’ stata
pubblicata, la pubblicazione della registrazione e’ accompagnata, in
tale caso, dall’avviso che tale pubblicazione e’ termine iniziale per
l’opposizione. L’accoglimento dell’opposizione determina la
radiazione totale o parziale del marchio.

Art. 180.
Sospensione della procedura di opposizione
1. Il procedimento di opposizione e’ sospeso:
a) durante il periodo concesso alle parti, al fine di pervenire
ad un accordo di conciliazione, ai sensi dell’articolo 178, comma 1;
b) se l’opposizione e’ basata su una domanda di marchio, fino
alla registrazione di tale marchio;
c) se l’opposizione e’ basata su un marchio internazionale, fino
a quando non siano scaduti i termini per il rifiuto o la
presentazione di un opposizione avverso la registrazione di tale
marchio, ovvero si siano conclusi i relativi procedimenti di esame o
di opposizione;
d) se l’opposizione e’ proposta avverso un marchio nazionale
oggetto di riesame in seguito ad osservazioni di cui all’articolo
175, comma 2, fino a quando si sia concluso il relativo procedimento
di riesame;
e) se e’ pendente un giudizio di nullita’ o di decadenza del
marchio sul quale si fonda l’opposizione o relativo alla spettanza
del diritto alla registrazione a norma dell’articolo 118, fino al
passaggio in giudicato della sentenza, laddove il richiedente la
registrazione depositi apposita istanza.
2. Su istanza del richiedente la registrazione, la sospensione di
cui al comma 1, lettera e), puo’ essere successivamente revocata.
3. Se l’opposizione e’ sospesa ai sensi del comma 1, lettere c) e
d), l’Ufficio italiano brevetti e marchi esamina con precedenza la
domanda di marchio o la registrazione del marchio internazionale.

Art. 181.
Estinzione della procedura di opposizione
1. La procedura di opposizione si estingue se:
a) il marchio sul quale si fonda l’opposizione e’ stato
dichiarato nullo o decaduto con sentenza passata in giudicato;
b) le parti hanno raggiunto l’accordo di cui all’articolo 178,
comma 1;
c) l’opposizione e’ ritirata;
d) la domanda, oggetto di opposizione, e’ ritirata o rigettata
con decisione definitiva;
e) chi ha presentato opposizione cessa di essere legittimato a
norma dell’articolo 177.

Art. 182.
Ricorso
1. Il provvedimento col quale l’Ufficio italiano brevetti e marchi
dichiara inammissibile o respinge l’opposizione e’ comunicato alle
parti, le quali, entro trenta giorni dalla data della comunicazione,
hanno facolta’ di presentare ricorso alla Commissione dei ricorsi, di
cui all’articolo 135.

Art. 183.
Nomina degli esaminatori
1. Le opposizioni sono decise da funzionari nominati per un periodo
di due anni con decreto del direttore generale tra gli appartenenti
alla carriera direttiva o dirigenziale dell’Ufficio italiano brevetti
e marchi e muniti di laurea in giurisprudenza.
2. La nomina all’incarico di esaminatore giudicante, di cui al
comma 1, rinnovabile e retribuita con compenso da stabilirsi con
decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, e’ riservata a coloro che, in
possesso dei requisiti di cui al comma 1, hanno frequentato con esito
favorevole, apposito corso di formazione da organizzarsi da parte
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi.
3. Se il numero dei funzionari nominati ai sensi dei commi 1 e 2 e’
inadeguato in relazione alle opposizioni depositate, possono essere
nominati anche funzionari scelti fra il personale del Ministero delle
attivita’ produttive, a parita’ di requisiti e formazione, oppure
esperti con notoria conoscenza della materia.
4. Il numero complessivo dei funzionari designati per l’esame delle
opposizioni non puo’ superare le trenta unita’.

Art. 184.
Entrata in vigore della procedura di opposizione
1. Le norme sul procedimento di opposizione entrano in vigore con
il successivo decreto del Ministro delle attivita’ produttive che ne
stabilisce le modalita’ di applicazione.

Sezione III
Pubblicita’

Art. 185.
Raccolta dei titoli di proprieta’ industriale
1. I titoli originali di proprieta’ industriale devono essere
firmati dal dirigente dell’ufficio competente o da un funzionario da
lui delegato.
2. I titoli di proprieta’ industriale, contrassegnati da un numero
progressivo, secondo la data di concessione, contengono:
a) la data e il numero della domanda;
b) il cognome, il nome, il domicilio del titolare e, nel caso
delle varieta’ vegetali, del costitutore, la ragione ovvero la
denominazione sociale e la sede, se trattasi di persona giuridica;
c) il cognome, il nome, il domicilio del mandatario, se vi sia;
d) il cognome ed il nome dell’autore;
e) gli estremi della priorita’ rivendicata;
f) nel caso delle varieta’ vegetali, il genere o la specie di
appartenenza della nuova varieta’ vegetale e la relativa
denominazione.
3. Gli originali dei titoli di proprieta’ industriale sono raccolti
in registri.
4. Una copia certificata conforme del titolo di proprieta’
industriale e’ trasmessa al titolare. Nel caso delle privative per
varieta’ vegetali l’ufficio informa il MIPAF della concessione.

Art. 186.
Visioni e pubblicazioni
1. La raccolta dei titoli di proprieta’ industriale e la raccolta
delle domande possono essere consultate dal pubblico, dietro
autorizzazione dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, in seguito a
domanda.
2. L’Ufficio italiano brevetti e marchi, a partire dai termini
stabiliti per l’accessibilita’ al pubblico delle domande, tiene a
disposizione gratuita del pubblico, perche’ possano essere
consultate, le domande di brevettazione o di registrazione. Il
pubblico puo’ pure consultare, nello stesso modo, le descrizioni ed i
disegni relativi ai titoli di proprieta’ industriale e gli allegati
alle domande nelle quali si sia rivendicata la priorita’ di
precedenti depositi.
3. L’Ufficio italiano brevetti e marchi puo’ consentire che si
estragga copia delle domande, delle descrizioni e dei disegni,
nonche’ degli altri documenti di cui e’ consentita la visione al
pubblico, a chi ne faccia domanda subordinatamente a quelle cautele
che siano ritenute necessarie per evitare ogni guasto o
deterioramento dei documenti a disposizione del pubblico.
4. Le copie per le quali si chiede l’autenticazione di conformita’
all’esemplare messo a disposizione del pubblico devono essere in
regola con l’imposta di bollo. Il Ministero delle attivita’
produttive puo’ tuttavia stabilire che alla copiatura o comunque alla
riproduzione, anche fotografica, degli atti e dei documenti anzidetti
provveda esclusivamente l’Ufficio, previo pagamento dei diritti di
segreteria.
5. Le copie di estratti dei titoli di proprieta’ industriale e di
certificati relativi a notizie da estrarsi dalla relativa
documentazione, nonche’ i duplicati degli originali, sono fatti
esclusivamente dall’Ufficio italiano brevetti e marchi in seguito ad
istanza nella quale sia indicato il numero d’ordine del titolo del
quale si chiede la copia o l’estratto.
6. La certificazione di autenticita’ delle copie e’ soggetta
all’imposta di bollo e al pagamento dei diritti di segreteria da
corrispondersi all’Ufficio italiano brevetti e marchi per ogni foglio
e per ogni tavola di disegno.
7. La misura dei diritti previsti dal presente codice e’ stabilita
con decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze. Sono determinate, nello
stesso modo, le tariffe per i lavori di copiatura e quelli di
riproduzione fotografica, ai quali provvede l’Ufficio italiano
brevetti e marchi.
8. I titoli di proprieta’ industriale, distinti per classi, e le
trascrizioni avvenute, sono pubblicati, almeno mensilmente, nel
Bollettino ufficiale previsto per ciascun tipo di titoli dagli
articoli 187, 188, 189 e 190. La pubblicazione conterra’ le
indicazioni fondamentali comprese in ciascun titolo e,
rispettivamente, nelle domande di trascrizione. Il Bollettino potra’
contenere, inoltre, sia gli indici analitici dei diritti di
proprieta’ industriale, sia gli indici alfabetici dei titolari ed in
esso potranno pure pubblicarsi i riassunti delle descrizioni.
9. Il Bollettino puo’ essere distribuito gratuitamente alle Camere
di commercio, nonche’ agli enti indicati in un elenco da compilarsi a
cura del Ministro delle attivita’ produttive.

Art. 187.
Bollettino ufficiale dei marchi d’impresa
1. Il Bollettino ufficiale dei marchi d’impresa, da pubblicarsi con
cadenza almeno mensile da parte dell’Ufficio italiano brevetti e
marchi, contiene almeno le seguenti notizie relative a:
a) domande ritenute registrabili ai sensi dell’articolo 170,
comma 1, lettera a), con l’indicazione dell’eventuale priorita’;
b) domande conseguenti alla richiesta di trasformazione di
marchio comunitario con l’indicazione della data di deposito della
relativa domanda;
c) registrazioni;
d) registrazioni accompagnate dall’avviso di cui all’articolo
179, comma 2;
e) rinnovazioni;
f) domande di trascrizione degli atti indicati da questo codice e
trascrizioni avvenute.
2. I dati identificativi delle domande e delle registrazioni, oltre
quelli specifici indicati al comma 1, lettere a), b), e d), ed ai
relativi numeri e date, sono quelli di cui all’articolo 156.
3. Il Bollettino ufficiale e’ corredato da indici analitici, almeno
alfabetici per titolari, numerici e per classi.

Art. 188.
Bollettino ufficiale delle nuove varieta’ vegetali
1. La comunicazione al pubblico prevista dall’articolo 30 della
Convenzione internazionale per la protezione delle novita’ vegetali
(UPOV) – testo di Ginevra del 19 marzo 1991, ratificata con legge
23 marzo 1998, n. 110, si effettua mediante pubblicazione di un
“Bollettino ufficiale delle nuove varieta’ vegetali” edito a cura
dell’Ufficio.
2. Il Bollettino ha frequenza almeno semestrale e contiene:
a) l’elenco delle domande di privative, distinte per specie,
indicante, oltre il numero e la data di deposito della domanda, il
nome e l’indirizzo del richiedente ed il nome dell’autore se persona
diversa dal richiedente, la denominazione proposta ed una descrizione
succinta della varieta’ vegetale della quale e’ richiesta la
protezione;
b) l’elenco delle privative concesse, per genere e specie,
indicante il numero e la data di deposito della corrispondente
domanda, il nome e l’indirizzo del titolare e la denominazione
varietale definitivamente attribuita;
c) ogni altra informazione di pubblico interesse.
3. Il Bollettino e’ inviato gratuitamente, in scambio, ai
competenti uffici degli altri Stati membri dell’Union pour la
protection des obtentions vegetales (U.P.O.V.)

Art. 189.
Bollettino ufficiale di brevetti d’invenzione e modelli d’utilita’,
registrazioni di disegni e modelli, topografie di prodotti a
semiconduttori.
1. Il Bollettino ufficiale di brevetti d’invenzione e modelli
d’utilita’, registrazioni di disegni e modelli, topografie di
prodotti a semiconduttori, da pubblicarsi con cadenza almeno mensile
da parte dell’Ufficio italiano brevetti e marchi, contiene almeno le
seguenti notizie relative a:
a) domande di brevetto o di registrazione con l’indicazione
dell’eventuale priorita’ o richiesta di differimento
dell’accessibilita’ al pubblico;
b) brevetti e registrazioni concessi;
c) brevetti e registrazioni decaduti per mancato pagamento delle
tasse previste per il mantenimento annuale;
d) brevetti e registrazioni offerti in licenza al pubblico;
e) brevetti e registrazioni oggetto di decreto di espropriazione
o di licenza obbligatoria;
f) brevetti e registrazioni oggetto di conversione;
g) domande di trascrizione degli atti di cui all’articolo 138 e
trascrizioni avvenute.
2. I dati identificativi di domande, brevetti e registrazioni,
oltre quelli specifici indicati al comma 1, lettere a), d), ed e), ed
ai relativi numeri e date, sono quelli di cui agli articoli 160,
comma 1, 167, comma 1, 168, commi 1 e 2, lettere b) e d).
3. Il Bollettino ufficiale e’ corredato da indici analitici, almeno
alfabetici per titolari, numerici e per classi.

Art. 190.
Bollettino ufficiale dei certificati complementari per i medicinali e
per i prodotti fitosanitari
1. Il Bollettino ufficiale delle domande e dei certificati
complementari per i medicinali e per i prodotti fitosanitari, da
pubblicarsi con cadenza almeno mensile da parte dell’Ufficio italiano
brevetti e marchi, contiene almeno le notizie previste dall’articolo
11 dei regolamenti CEE n. 1768/92 del Consiglio, del 18 giugno 1992 e
(CE) n. 1610/96 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio
1996.

Sezione IV
Termini

Art. 191.
Scadenza dei termini
1. I termini previsti nel presente codice sono prorogabili su
istanza presentata prima della loro scadenza all’Ufficio italiano
brevetti e marchi, salvo che il termine sia indicato come
improrogabile.
2. Su richiesta motivata la proroga puo’ essere concessa fino ad un
massimo di sei mesi dalla data di scadenza o di comunicazione con cui
l’Ufficio italiano brevetti e marchi ha fissato il termine.

Art. 192.
Continuazione della procedura
1. Quando il richiedente o il titolare di un diritto di proprieta’
industriale non abbia osservato un termine fissato dall’Ufficio
italiano brevetti e marchi, relativamente ad una procedura di fronte
allo stesso Ufficio, che comporti il rigetto della domanda o istanza
o la decadenza di un diritto, la procedura e’ ripresa su richiesta
del richiedente o titolare accompagnata dalla prova dell’avvenuta
osservanza di quanto era richiesto entro il termine precedentemente
scaduto.
2. La richiesta deve essere presentata entro due mesi dal termine
non osservato.
3. La disposizione di cui al presente articolo non e’ applicabile
ai termini riguardanti la procedura di opposizione.

Art. 193.
Reintegrazione
1. Il richiedente o il titolare di un titolo di proprieta’
industriale che, pur avendo usato la diligenza richiesta dalle
circostanze, non ha potuto osservare un termine nei confronti
dell’Ufficio italiano brevetti e marchi o della Commissione dei
ricorsi, e’ reintegrato nei suoi diritti se l’impedimento ha per
conseguenza diretta il rigetto della domanda o di una istanza ad essa
relativa, ovvero la decadenza del titolo di proprieta’ industriale o
la perdita di qualsiasi altro diritto o di una facolta’ di ricorso.
2. Nel termine di due mesi dalla data di cessazione
dell’impedimento deve essere compiuto l’atto omesso e deve essere
presentata l’istanza di reintegrazione con l’indicazione dei fatti e
delle giustificazioni e con la documentazione idonea. L’istanza non
e’ ricevibile se sia trascorso un anno dalla data di scadenza del
termine non osservato. Nel caso di mancato pagamento di un diritto di
mantenimento o rinnovo, detto periodo di un anno decorre dal giorno
di scadenza del termine comunque utile stabilito per il versamento
del diritto. In questo caso deve anche allegarsi l’attestazione
comprovante il pagamento del diritto dovuto, comprensivo del diritto
di mora.
3. Prima del rigetto della istanza il richiedente o il titolare del
diritto di proprieta’ industriale puo’, entro il termine fissato
dall’Ufficio, presentare proprie argomentazioni o deduzioni.
4. Le disposizioni di questo articolo non sono applicabili ai
termini di cui al comma 2, al termine assegnato per la divisione
delle domande di brevettazione e di registrazione, nonche’ per la
presentazione della domanda divisionale e per la presentazione degli
atti di opposizione alla registrazione dei marchi.
5. Se il richiedente la registrazione o il brevetto, pur avendo
usato la diligenza richiesta dalle circostanze, non ha potuto
osservare il termine per la rivendicazione del diritto di priorita’,
e’ reintegrato nel suo diritto se la priorita’ e’ rivendicata entro
due mesi dalla data di scadenza di tale termine. Questa disposizione
si applica, altresi’, in caso di mancato rispetto del termine per
produrre il documento di priorita’.
6. Chiunque in buona fede abbia fatto preparativi seri ed effettivi
od abbia iniziato ad utilizzare l’oggetto dell’altrui diritto di
proprieta’ industriale nel periodo compreso fra la perdita
dell’esclusiva o del diritto di acquistarla e la reintegrazione ai
sensi del comma 1, puo’:
a) se si tratta di invenzione, modello di utilita’, disegno o
modello, nuova varieta’ vegetale o topografia di prodotti a
semiconduttori, attuarli a titolo gratuito nei limiti del preuso o
quale risultano dai preparativi;
b) se si tratta di marchio chiedere di essere reintegrato delle
spese sostenute.

Sottocategoria: Diritto-dautore- Leggi-e-normative-

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